Al termine della gara che abbiamo perso a Padova abbiamo intervistato il Direttore Sportivo azzurro, Stefano Stefanelli. Non è intervenuto nessun calciatore. Il servizio è a cura di Alessio Cocchi.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

20 Commenti

  1. La cosa comunque che mi stancherò di ripetere all’infinito è il fatto che la famigghia resterà al suo posto il capro espiatorio saranno i giocatori, e corsi e famiglia continueranno a girare coi loro mega SUV tranquillamente come se nulla fosse!!!

  2. signor Stefanelli faccia il suo lavoro..porti la squadra in ritiro ..invece che a prendere gli aperitivi dopo gli allenamenti..sappia che domenica se non vinciamo saranno caz…i amari per tutti..

    • Pensi che i giocatori e società abbiano paura dei nostri ultras? Tifosi da salotto a cui pagano la trasferta e non fischiano neanche se retrocediamo domenica prossima

  3. Questa settimana hanno parlato la vice pres e il ds, incredibile! Tutti tranne chi dovrebbe parlare in questi casi…

  4. Son d’accordo con lei, Stefanelli, bisogna lavorare e quindi le consiglio di far giocare la Primavera e di mandare tutta la rosa della prima squadra a lavorare. Ci son tanti campi da zappare. Rigore o non rigore, prestazione indegna e contro un Padova a cui mancavano parecchi titolari. L’unica parola che mi viene in mente è una sola.. Vergogna! Ora la pazienza è finita davvero!

  5. era facile prevedere la matematica sconfitta,padovani dopo 5 perse di fila hanno avuto la volonta’ di vincere e ci sono riusciti.ci aveva le p…e piu’ dure i mi nonno quando era vivo!e ricordatevi,il pesce puzza dalla testa chi vuol intendere…………….

  6. Diciamolo senza girarci intorno: la retrocessione in serie C dell’Empoli FC non è una disgrazia improvvisa. È il conto, salato, di anni di errori messi sotto il tappeto.
    Negli ultimi campionati si è vissuto alla giornata, sperando sempre che “qualcuno si inventasse qualcosa”. A volte è successo con la Roma Niang. Ma il calcio non funziona così.
    Progetto tecnico fragile: cambi di allenatori, idee mai consolidate, identità di gioco evaporata.
    Mercato miope e avaro: troppe scommesse, pochi giocatori pronti davvero a reggere la categoria. Vendere bene è stato un merito storico, ma qui si è venduto senza ricostruire.
    Gestione senza visione: si è navigato a vista, senza un piano chiaro su cosa dovesse diventare l’Empoli nei prossimi 3–5 anni.
    Mentalità: quando inizi ogni stagione per “salvarti e basta”, prima o poi perdi anche quella battaglia.
    Il risultato? Una squadra che entra in campo già con la paura addosso, senza leadership e senza una direzione riconoscibile. E la Serie C, in questo senso, non è una sorpresa: è una conseguenza.
    La cosa più preoccupante non è la retrocessione in sé — può capitare — ma l’assenza di segnali di correzione negli anni. Gli stessi errori, ripetuti con una precisione quasi scientifica.
    Ora però c’è un punto chiave: la Serie C può essere un disastro… oppure un reset totale.
    Se l’Empoli continuerà con la stessa logica, rischia di restarci a lungo.
    Se invece farà autocritica vera — dirigenza, struttura sportiva, scouting, identità — allora può diventare l’occasione per rifondarsi seriamente.
    In breve: non è stata sfortuna. È stata gestione. E quella, purtroppo, presenta sempre il conto.
    Serie C

  7. S’è provato a cambiare il direttore sportivo
    S’è provato a cambiare allenatore due volte
    Proviamo ad andare in ritiro da giovedì
    Un solo ammonito, oggi.
    Ma dove l’hanno i testicoli questi ragazzi?
    Partite come quella di oggi se n’è viste a bizzeffe!

  8. In tempi non sospetti avevo già previsto la retrocessione e il fallimento della società a giugno.
    Ricordo che qualcuno ebbe pure a sentirsi offeso.
    Ora però siete tutti più consapevoli dello scempio di una società che fino a 5-6 anni fa veniva portata a modello in tutta Italia e pure oltre.
    Amen.

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