Al termine della gara che abbiamo perso a Padova abbiamo intervistato il Direttore Sportivo azzurro, Stefano Stefanelli. Non è intervenuto nessun calciatore. Il servizio è a cura di Alessio Cocchi.
La cosa comunque che mi stancherò di ripetere all’infinito è il fatto che la famigghia resterà al suo posto il capro espiatorio saranno i giocatori, e corsi e famiglia continueranno a girare coi loro mega SUV tranquillamente come se nulla fosse!!!
signor Stefanelli faccia il suo lavoro..porti la squadra in ritiro ..invece che a prendere gli aperitivi dopo gli allenamenti..sappia che domenica se non vinciamo saranno caz…i amari per tutti..
Pensi che i giocatori e società abbiano paura dei nostri ultras? Tifosi da salotto a cui pagano la trasferta e non fischiano neanche se retrocediamo domenica prossima
Son d’accordo con lei, Stefanelli, bisogna lavorare e quindi le consiglio di far giocare la Primavera e di mandare tutta la rosa della prima squadra a lavorare. Ci son tanti campi da zappare. Rigore o non rigore, prestazione indegna e contro un Padova a cui mancavano parecchi titolari. L’unica parola che mi viene in mente è una sola.. Vergogna! Ora la pazienza è finita davvero!
era facile prevedere la matematica sconfitta,padovani dopo 5 perse di fila hanno avuto la volonta’ di vincere e ci sono riusciti.ci aveva le p…e piu’ dure i mi nonno quando era vivo!e ricordatevi,il pesce puzza dalla testa chi vuol intendere…………….
Diciamolo senza girarci intorno: la retrocessione in serie C dell’Empoli FC non è una disgrazia improvvisa. È il conto, salato, di anni di errori messi sotto il tappeto.
Negli ultimi campionati si è vissuto alla giornata, sperando sempre che “qualcuno si inventasse qualcosa”. A volte è successo con la Roma Niang. Ma il calcio non funziona così.
Progetto tecnico fragile: cambi di allenatori, idee mai consolidate, identità di gioco evaporata.
Mercato miope e avaro: troppe scommesse, pochi giocatori pronti davvero a reggere la categoria. Vendere bene è stato un merito storico, ma qui si è venduto senza ricostruire.
Gestione senza visione: si è navigato a vista, senza un piano chiaro su cosa dovesse diventare l’Empoli nei prossimi 3–5 anni.
Mentalità: quando inizi ogni stagione per “salvarti e basta”, prima o poi perdi anche quella battaglia.
Il risultato? Una squadra che entra in campo già con la paura addosso, senza leadership e senza una direzione riconoscibile. E la Serie C, in questo senso, non è una sorpresa: è una conseguenza.
La cosa più preoccupante non è la retrocessione in sé — può capitare — ma l’assenza di segnali di correzione negli anni. Gli stessi errori, ripetuti con una precisione quasi scientifica.
Ora però c’è un punto chiave: la Serie C può essere un disastro… oppure un reset totale.
Se l’Empoli continuerà con la stessa logica, rischia di restarci a lungo.
Se invece farà autocritica vera — dirigenza, struttura sportiva, scouting, identità — allora può diventare l’occasione per rifondarsi seriamente.
In breve: non è stata sfortuna. È stata gestione. E quella, purtroppo, presenta sempre il conto.
Serie C
S’è provato a cambiare il direttore sportivo
S’è provato a cambiare allenatore due volte
Proviamo ad andare in ritiro da giovedì
Un solo ammonito, oggi.
Ma dove l’hanno i testicoli questi ragazzi?
Partite come quella di oggi se n’è viste a bizzeffe!
In tempi non sospetti avevo già previsto la retrocessione e il fallimento della società a giugno.
Ricordo che qualcuno ebbe pure a sentirsi offeso.
Ora però siete tutti più consapevoli dello scempio di una società che fino a 5-6 anni fa veniva portata a modello in tutta Italia e pure oltre.
Amen.
Questo è stato preso per fare il curatore fallimentare.
ma chi è?
La cosa comunque che mi stancherò di ripetere all’infinito è il fatto che la famigghia resterà al suo posto il capro espiatorio saranno i giocatori, e corsi e famiglia continueranno a girare coi loro mega SUV tranquillamente come se nulla fosse!!!
bollito!!!!
Ancora+1 sulla zona playout
C’ha i’muso a becchino
Ma stai zitto scemo
stai attento a quello che dici stupido. ti spacco I muso
faccia a faccia non me lo dici
signor Stefanelli faccia il suo lavoro..porti la squadra in ritiro ..invece che a prendere gli aperitivi dopo gli allenamenti..sappia che domenica se non vinciamo saranno caz…i amari per tutti..
Pensi che i giocatori e società abbiano paura dei nostri ultras? Tifosi da salotto a cui pagano la trasferta e non fischiano neanche se retrocediamo domenica prossima
Questa settimana hanno parlato la vice pres e il ds, incredibile! Tutti tranne chi dovrebbe parlare in questi casi…
portano jella pussa via!facevano piu’ bella figura a stare zitti.
Son d’accordo con lei, Stefanelli, bisogna lavorare e quindi le consiglio di far giocare la Primavera e di mandare tutta la rosa della prima squadra a lavorare. Ci son tanti campi da zappare. Rigore o non rigore, prestazione indegna e contro un Padova a cui mancavano parecchi titolari. L’unica parola che mi viene in mente è una sola.. Vergogna! Ora la pazienza è finita davvero!
era facile prevedere la matematica sconfitta,padovani dopo 5 perse di fila hanno avuto la volonta’ di vincere e ci sono riusciti.ci aveva le p…e piu’ dure i mi nonno quando era vivo!e ricordatevi,il pesce puzza dalla testa chi vuol intendere…………….
Diciamolo senza girarci intorno: la retrocessione in serie C dell’Empoli FC non è una disgrazia improvvisa. È il conto, salato, di anni di errori messi sotto il tappeto.
Negli ultimi campionati si è vissuto alla giornata, sperando sempre che “qualcuno si inventasse qualcosa”. A volte è successo con la Roma Niang. Ma il calcio non funziona così.
Progetto tecnico fragile: cambi di allenatori, idee mai consolidate, identità di gioco evaporata.
Mercato miope e avaro: troppe scommesse, pochi giocatori pronti davvero a reggere la categoria. Vendere bene è stato un merito storico, ma qui si è venduto senza ricostruire.
Gestione senza visione: si è navigato a vista, senza un piano chiaro su cosa dovesse diventare l’Empoli nei prossimi 3–5 anni.
Mentalità: quando inizi ogni stagione per “salvarti e basta”, prima o poi perdi anche quella battaglia.
Il risultato? Una squadra che entra in campo già con la paura addosso, senza leadership e senza una direzione riconoscibile. E la Serie C, in questo senso, non è una sorpresa: è una conseguenza.
La cosa più preoccupante non è la retrocessione in sé — può capitare — ma l’assenza di segnali di correzione negli anni. Gli stessi errori, ripetuti con una precisione quasi scientifica.
Ora però c’è un punto chiave: la Serie C può essere un disastro… oppure un reset totale.
Se l’Empoli continuerà con la stessa logica, rischia di restarci a lungo.
Se invece farà autocritica vera — dirigenza, struttura sportiva, scouting, identità — allora può diventare l’occasione per rifondarsi seriamente.
In breve: non è stata sfortuna. È stata gestione. E quella, purtroppo, presenta sempre il conto.
Serie C
S’è provato a cambiare il direttore sportivo
S’è provato a cambiare allenatore due volte
Proviamo ad andare in ritiro da giovedì
Un solo ammonito, oggi.
Ma dove l’hanno i testicoli questi ragazzi?
Partite come quella di oggi se n’è viste a bizzeffe!
Non ha mai avuto un sussulto, questa squadra. Mai un’impennata, un moto d’orgoglio….
In tempi non sospetti avevo già previsto la retrocessione e il fallimento della società a giugno.
Ricordo che qualcuno ebbe pure a sentirsi offeso.
Ora però siete tutti più consapevoli dello scempio di una società che fino a 5-6 anni fa veniva portata a modello in tutta Italia e pure oltre.
Amen.
Si, ora spuntano i profeti….