sarri intIl quinto allenatore che è riuscito a portare l’Empoli in Serie A, grazie al bel gioco e ad una costanza di risultati davvero invidiabile. È lui, Maurizio Sarri, classe 1959, nato a Napoli ma toscano DOC, tanta gavetta alle spalle prima di arrivare al calcio che conta. Ha preso in mano le redini dell’Empoli della ricostruzione post-Aglietti e soprattutto post-playout, conducendolo dapprima alla conquista di una insperata finale playoff e poi ad una meritatissima promozione nella massima serie quest’anno.

 

Finalmente, dopo una corte spietata durata tutto l’arco di un campionato, il mister ha accettato l’invito di PianetaEmpoli ed Antenna5 e questa sera ha partecipato alla seguitissima trasmissione condotta da Alessio Cocchi.

Ecco i passaggi più significativi del coach azzurro, che ha parlato a 360° di sè e non solo.

 

– A proposito dell’ultimo match del campionato…

«Durante la partita col Pescara ho vissuto una situazione particolare stando in tribuna, è stato quasi un calvario, perchè ero molto teso. In realtà non ho nemmeno fumato tantissimo, ma la sofferenza è stata tanta. Per me, che ho fatto una lunga gavetta, è stata una soddisfazione particolare raggiungere per la prima volta la Serie A».

 

– A proposito della sua decisione di rimanere ad Empoli lo scorso anno…

«Sono rimasto ad Empoli perchè mi ci trovo bene, ma anche perché pensavo che saremmo stati competitivi. A questo proposito, mi ricordo di una telefonata con Valdifiori fatta a fine luglio, dopo la finale playoff persa, in cui lui era molto abbacchiato. Io l’ho rincuorato dicendogli che ci saremmo andati questa stagione in serie A. E soprattutto con la maglia azzurra».

 

– A proposito della sensazione di potercela realmente fare…

«Abbiamo beneficiato della nostra continuità ad inizio campionato, mentre le altre squadre erano ancora in costruzione. L’essere una squadra che si conosceva già ci ha dato una grossa mano. La sensazione che ce l’avremmo fatta si è materializzata dopo Bari, perché la squadra ha reagito fortemente alla debacle subìta. E dopo Brescia questa sensazione è diventata ancora più convincente».

 

– A proposito dei vari Tonelli, Rugani, Saponara, Hysaj e via discorrendo, ossia tutti giocatori giovanissimi che sono cresciuti sotto la gestione Sarri…

«I giocatori giovani che ho allenato in questo biennio erano già stati cresciuti bene e su cui l’Empoli aveva fatto un bellissimo lavoro, io ho solo completato l’opera. Ho avuto da una parte la fortuna di vedermeli esplodere in mano, dall’altra il coraggio di puntarci».

 

– A proposito di eventuali sassolini da togliersi dalle scarpe…

«Non mi interessa di togliermi sassolini dalle scarpe. Qui ho avuto la fortuna di avere un gruppo fantastico e alcuni giocatori che si sono rivelati determinanti, come Tavano e Maccarone, mi hanno aiutato a cementarlo. È diventata una squadra vera, i grandi giocatori hanno permesso ai più giovani di stare sul pezzo e allenarsi nel modo giusto. Inoltre vorrei aggiungere una cosa: a volte bisogna essere più comprensivi e accettare che il giocatore abbia qualche difetto. Se non riesci ad accettare il peggio di un giocatore, a capire  che magari ha solo bisogno di fiducia e che partite singole si possono anche sbagliare, son convinto che il 101% quel calciatore non te lo darà mai»

 

– A proposito di uno stadio pieno in ordine di posto, in occasione di Empoli-Pescara…

«Fa chiaramente un bellissimo effetto vedere uno stadio pieno e la gente che fa festa, ma vorrei ringraziare soprattutto quei 2000-3000 che ci hanno sempre sostenuto, dalla sconfitta di Ascoli alla finale playoff, fino alle partite di quest’anno. Loro non hanno mai mancato di incitarci e di darci il loro appoggio»

 

– A proposito dell’inizio a handicap della stagione scorsa, quando ottenemmo solo quattro punti in nove partite…

«Secondo me raccogliemmo meno di quanto meritavamo. La squadra era abbastanza ordinata, in quelle prime nove partite di due anni fa. Ma non dobbiamo dimenticare che molti giocatori erano assenti. Tavano era fuori per infortunio, così come Croce, mentre Maccarone non era ancora in forma, e Saponara non faceva ancora la differenza. C’erano tante piccole cose che ci mettevano in difficoltà. Dietro la difesa era da ricostruire, nonostante la squadra fosse ordinata, soffrivamo di troppe amnesie».

 

– A proposito del modulo da adottare il prossimo anno in Serie A…

«Per il prossimo anno bisognerà vedere anche che tipo di squadra ci verrà fuori dal calciomercato. Poi, in generale, vi dico che spesso il calcio è fatto di luoghi comuni, a volte si dice che per salvarsi bisogna fare partite sporche, ma per me quelle squadre che attuano questo gioco sono tra quelle che di solito retrocedono. Io, sinceramente, l’anima di questa squadra non la stravolgerei. Il modulo dipenderà dai giocatori che avremo a disposizione: se i due attaccanti saranno Tavano e Maccarone, credo che sposteremo poco, loro hanno bisogno di questo tipo di gioco. Vorrei poi fare una precisazione: in serie A il trequartista potrebbe avere una funzione più difensiva, cosa che invece non abbiamo fatto in B. Poi c’è Mirko Valdifiori: per me uno dei più grandi dispensatori di palloni che abbiamo attualmente in Italia, per cui sarebbe controproducente snaturare le sue caratteristiche e pensare di fargli far legna a centrocampo».

 

– A proposito di coloro che criticavano le sue scelte e lo ritenevano cocciuto, nello schema, negli uomini da utilizzare…

«Dico solo che giocatori come Castiglia, Signorelli, Mario Rui hanno fatto tutti molte partite. Non credo che cambiare di continuo sia la ricetta giusta per fare bene».

 

– A proposito dell’obiettivo di Sarri quando ha cominciato la carriera da allenatore…

«L’obiettivo mio era cercare di fare di una passione un lavoro, perché la cosa più bella della vita è andare a fare come lavoro la cosa che ti piace di più in assoluto. L’obiettivo vero era quello, ci sono riuscito da tanti anni, poi è chiaro che andare in serie A ha un sapore ancora più particolare. Io ho fatto i playoff in qualunque categoria, ed è un record di cui vado fierissimo. Tra l’altro (ride, ndr) questo primato non me lo leverà nessuno visto che hanno tolto la C2!»

 

– A proposito di un allenatore in particolare che Mister Sarri ha preso come esempio nel corso della sua carriera…

«Non avevo un allenatore particolare che prendevo come punto di riferimento. Ho partecipato a molte sedute di allenamento di allenatori diversi, ed ho sempre cercato di prendere quelle cose che mi sembravano migliori, adattandole alle mie idee»

 

– A proposito della prossima serie A, ci pensi e…

«…mi preoccupo! È una realtà che naturalmente non conosco, noi siamo l’Empoli e dovremo fare una politica da Empoli. Mi aspetto una stagione di sofferenza, in cui probabilmente perderemo 4 o 5 partite di fila. Non mi rendo neanche conto se sarò all’altezza o no, spero di sì».

Il periodo di maggiore difficoltà era l’inizio del girone di ritorno, quando la squadra sembrava meno brillante, la squadra mi dava meno sensazione positive sia dal punto di visto fisico che qualitativo. A Lanciano abbiamo perso una partita in cui non sembravamo essere molto in difficoltà.

 

– A proposito di eventuali dediche…

«Questa serie A la vorrei dedicare ad un amico di Firenze che mi ha sempre aiutato, Aurelio; e poi fondamentalmente, avendo fatto delle scelte discutibili, anche i miei genitori e mia moglie, che mi hanno sempre incoraggiato a fare quello che più mi piaceva»

 

– A proposito del calciatore più forte che abbia mai allenato…

«Direi Ciccio Baiano, che era un attaccante molto veloce e decisivo, anche se l’ho allenato nella fase finale della sua carriera. Ranocchia era un altro che era giovane ma si vedeva era un ottimo prospetto; inoltre potrei citare Floro Flores, che poteva avere una carriera ancora migliore, per le sue qualità. Poi naturalmente Tavano e Maccarone, senza dimenticare Valdifiori. Poi reputo che Mchedlize abbia potenzialità eccezionali, anche se sa ancora esprimere tutto il suo potenziale. Tecnicamente è di livello elevato, se imparasse ad “utilizzarsi” potrebbe essere destinato ad esplodere. Ha avuto la sfortuna di infortunarsi quando magari Tavano e Macca avevano bisogno di un cambio, altrimenti avrebbe potuto giocare di più anche quest’anno»

 

– A proposito della convinzione che sarebbe diventato un allenatore professionista…

«Mi sono reso conto di poter diventare un allenatore vero dopo Sansovino, quando vincemmo due campionati di fila e la coppa, arrivando dall’Eccellenza alla C2. Ricordo con piacere anche gli anni di San Giovanni Valdarno, in cui una tragica fatalità (la morte in incidente del presidente) fece cadere quelle certezze che avevamo».

 

– A proposito della sua carriera da calciatore…

«Ho fatto l’Interregionale col Figline, ero esterno difensivo e poi centrale. Erano altri tempi, si giocava a uomo e non c’era molto spazio alla zona. Mi son divertito, poi son venuti fuori altri obiettivi».

 

– A proposito della miglior ricetta per essere allenatore…

«Bisogna andare in campo cercando di assecondare le caratteristiche dei ragazzi, l’errore che facciamo spesso noi allenatori è quello di spegnere il divertimento, legandolo troppo alle idee tattiche. È giusto ordinarli ma anche farli divertire., altrimenti il giocatore non ti darà mai quel 101% di cui si parlava prima. Ad esempio, la prima volta che ho proposto il 4312 mi ha dato la sensazione dei bambini che stavano per aprire un regalo, erano tutti molto contenti. Poi naturalmente dovevamo organizzare il tutto, cercando di smussare ogni cosa, tipo i palloni toccati dai difensori o la posizione del trequartista, ma l’impressione è che ci fosse da subito molto entusiasmo».

 

 

Simone Galli

 

 

9 Commenti

  1. Hai preso una squadra senza capo ne coda che veniva da una stagione fallimentare e con calma e pazienza hai costruito un gruppo coeso, organizzato e convinto …. Complimenti !!!!!

  2. Seguita l’intera puntata ieri…e mi è stata data la conferma che abbiamo un grande mister!! E non lo dico perché ci ha portato in serie A…ma perché è una persona sana e sincera che tiene alla propria squadra e alle persone che lo circondano…e neanche dopo 20 anni di gavetta si monta un minimo la testa per aver conquistato la serie A!! GRANDE MAURIZIO!!

  3. Bello sentirgli dire che anche in A l’Empoli continuerà a proporre il suo gioco…
    “Non si può svegliarsi e dire a Valdifiori smetti di palleggiare e vai a fare legna nel mezzo!”

    I M P A R E G G I A B I L E M I S T E R

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here