Curva Ospiti | I tifosi del… Parma

Curva Ospiti | I tifosi del… Parma

Fonte: Claudio “Freccia” . Gruppo principale: Boys Parma 1977 . Altri Gruppi: Settore Crociato Roma (nato nel dicembre ’93), Beers Troubles, La Villa Crozada, G.F. Ovunque, Monticelli, Navetta Parma . Sito Internet: www.boysparma1977.it . Settore: Curva Nord “Matteo Bagnaresi”. . [caption id

Fonte: Claudio “Freccia”

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Gruppo principale: Boys Parma 1977

. Altri Gruppi: Settore Crociato Roma (nato nel dicembre ’93), Beers Troubles, La Villa Crozada, G.F. Ovunque, Monticelli, Navetta Parma

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Sito Internet: www.boysparma1977.it

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Settore: Curva Nord “Matteo Bagnaresi”.

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Una coreografia del Parma

Gemellaggi/amicizie: Empoli: gemellaggio bellissimo quello coi toscani, che poggia su basi solide, nato il 25 novembre 1984 a Parma. Uno dei più vecchi ancora in piedi nel panorama ultras italiano. Innumerevoli le visite reciproche in tutti questi anni. Nel 2010/11, a Firenze, i circa 60 Boys ricevono la visita degli empolesi (soprattutto “Rangers”) rigorosamente senza tessera, con tanto di pezza; sventolio di bandierine biancogialloblu, colori delle due squadre. A Firenze, ritorno Coppa Italia 2000/01, presenti gli empolesi con gli striscioni “Desperados” e “Rangers”. “23 anni d’amicizia e rispetto, dove li trovate nel vostro mondo perfetto?” e “Emi e Tino fratelli ultras” sono due striscioni apparsi fuori lo stadio in Parma-Empoli 07/08. In Roma-Parma ’10-11 i Boys, molto compatti e vivaci, ricevono la visita dei “Rangers Empoli”, con tanto di pezza. Giro di campo con diversi bandieroni in Empoli-Parma 03/04, 05/06 e 06/07. Striscione empolese nel 2005/06 “Dal 1984 eternamente fratelli”. In Parma-Empoli 03/04 copricurva al centro della Nord con da un lato i colori parmensi e dall’altro quelli empolesi, ed al centro la scritta “84-06 Parma-Empoli”. Striscione “Desperados Empoli” in Siena-Parma 03/04. Presenti striscioni empolesi “Desperados” e “Rangers” in Parma-Milan 03/04, “Desperados” in Parma-Inter stesso anno. Ancora striscioni “Rangers” e “Desperados” in Siena-Pr 04/05 e Fiorentina-Parma Coppa Italia, stesso anno. Il gemellaggio è stato rinnovato alla grande a Empoli per Empoli-Parma del 19 aprile ’15, con partitella tra tifosi la domenica mattina, mega-pranzo all’aperto con grigliata e altre squisitezze, e sbandierata con lo striscione “Emiliano vive” e altri belli da leggere sugli spalti. Sampdoria: il 7 ottobre 1990, a Parma, viene allacciato un nuovo gemellaggio, quello con gli U.T.C. (Ultras Tito Cucchiaroni) della Sampdoria, uno dei più belli e sentiti a livello nazionale. Moltissime le visite reciproche che si sono scambiate le due tifoserie, unite da un no deciso verso la repressione indiscriminata e le leggi speciali. Per Sampdoria-Parma 2008/09 gemellaggio rinnovato in bellezza: il fine settimana inizia al sabato con una partita di calcio tra gli esponenti di Boys Parma e Ultras Tito e seguente scorpacciata, poi alla domenica, parmensi e doriani sottoscrivono un comunicato comune contro l’introduzione della tessera del tifoso. I supporters parmensi, circa 900, colorano il settore con una semplice ma bella coreografia con strisce a scendere dei colori sociali delle due società. I doriani espongono in gradinata la scritta “L’amicizia è come il vino, invecchiando migliora. Bentornati Boys”. In occasione di Parma-Samp 2009/10, per il ventennale del gemellaggio, i Boys realizzano una coreografia con riprodotti gigantograficamente gli striscioni “Ultras” Sampdoria e “Boys” Parma, su cui campeggia la bella frase “Parma Sampdoria da 20 anni gemellati, tre generazioni due striscioni”. Per il match Parma-Bologna 2013/14 esposta la scritta “Noi stiamo con i 93”, il numero esatto dei doriani diffidati ingiustamente a Livorno per aver affrontato la trasferta senza tessera. Striscione in Parma-Vicenza 08/09 “40 anni di amore infinito, auguri Ultras Tito”. Amichevole estiva Parma-Samp 12/13: esposta la scritta “Al gemellaggio vogliamo brindare, per il tifo libero continuiamo a lottare”. Bordeaux: nell’aprile del 1998 i Boys sono invitati dai “Devils Bordeaux” a Parigi, per assistere alla finale di Coppa di Francia contro il Paris St. Germain. I rapporti tra i due gruppi sono stati tessuti da un ragazzo dei “Devils”, domiciliato per motivi di studio a Parma e assiduo frequentatore della Nord. Cinque ragazzi del gruppo partono da Parma in auto e raggiungono l’Alta Savoia, dove salgono a bordo del pullman della locale sezione bordolese. Allo “Stade de France” viene così siglato il gemellaggio coi girondini. Striscione “Devils Bordeaux” in Milan-Parma 02/03. Lazio: un amicizia sbocciata da pochi anni, tra due tifoserie che hanno dimostrato molta sensibilità tra di loro per i rispettivi lutti: i parmensi per il laziale Gabriele Sandri, i laziali per Bagnaresi. In Parma-Lazio 2010/11 è dedicata a Gabriele la coreografia della Nord a tre anni dalla sua scomparsa: un telone copricurva con su scritto “In ricordo di Gabriele Sandri cittadino italiano” e lo striscione “11-11-07 – 11-11-10 gli ultras non dimenticano: Gabriele vive”. In risposta i laziali alzano potente il coro “Bagnaresi uno di noi”. A Roma, nella stessa stagione, i laziali esposero “Con il tuo coraggio hai affrontato anche l’ultimo viaggio. Ciao Bagna”, e i parmensi subito dopo rispondono con lo striscione “Giustizia per Gabriele”. Molto toccante il pregara di Lazio-Parma 11/12 con in campo tutta la famiglia Sandri, e i presidenti delle due squadre che mostrano le rispettive maglie, con foto di rito sotto la Nord e un mazzo di fiori dei “Boys Parma”, che riescono, pur non presenziando causa tessera, a portare uno striscione che sarà tenuto in mano per tutto il primo tempo dai pochi parmensi tesserati presenti (“I vostri figli i nostri fratelli ciao Bagna ciao Gabriele. Boys”). Parma-Lazio 11/12 si gioca nell’anniversario della morte di Matteo e alcuni laziali, pur senza la possibilità di assistere alla gara, fanno visita ai Boys per questa ricorrenza. La delegazione biancoceleste si raduna ad un paio di chilometri dallo stadio, dove ci sono striscioni e fiori sull’immagine di Matteo; solo a poche manciate di minuti dall’inizio raggiungerà lo stadio, dentro il quale l’attenzione si sposta verso la curva Nord, che allestisce un’esemplare coreografia, con un telone copricurva che ripropone una sua foto con un bellissimo disegno, contornato da bandierine bianche, giallo e blèu, e le scritte “Tutto questo anche grazie a te…ciao Vappo” (un ragazzo del gruppo che contribuì a dipingere in vita il telone con l’effige di “Bagna”). In Parma-Lazio 13/14 esposto lo striscione “Gabriele uno di noi”. A Roma, stesso anno, prima della gara i parmensi ricevono la visita dei ragazzi della Nord laziali, che, nonostante la loro diserzione per la contestazione a Lotito, passano a salutarli in nome dell’amicizia che li lega.

. Buoni rapporti/reciproca stima: Bari: rapporti di rispetto e stima grazie soprattutto al fatto che i baresi sono gemellati coi sampdoriani, legatissimi ai parmensi. Negli ultimi anni i rapporti sono andati sempre più intensificandosi. Nel 2008/09, a Bari, i parmensi applaudono sentitamente il coro partito spontaneo dalla Nord barese per il “Bagna”.

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Una coreografia del Parma

. Ex-gemellaggi/amicizie: Spezia: nel gennaio 1978 gli “Ultras Spezia”, in trasferta a Parma, propongono un’alleanza tra i due gruppi, facendo così nascere il primo gemellaggio dei “Boys”. Agli inizi di settembre 2007, in occasione di un’amichevole a Salsomaggiore Terme, viene rotto ufficialmente il gemellaggio con gli “Ultras Spezia”: da un anno i rapporti tra i Boys e una parte della curva spezzina si erano deteriorati e lo strappo non era stato più ricucito. Per Inter-Parma 05/06 presenza spezzina con striscione “Bulldogs La Spezia”. In Parma-Bologna 04/05 presenti gli striscioni “Ultras Spezia” e “Fronte del Porto”. Modena: durante Parma-Spal, metà febbraio ’78, viene ufficializzato il gemellaggio, in chiave anti-spallina, coi modenesi. Ma dopo alcuni tafferugli a Reggio Emilia coi locali, affrontati a fine aprile ’84 insieme ai modenesi, nascono delle incomprensioni con quest’ultimi e le “Brigate Gialloblù Modena” rompono il gemellaggio, che si trasforma in rivalità. Verona: gemellaggio nato il 29 gennaio 1984 su un convoglio ferroviario che stava portando, in categorie diverse, i Boys Parma 1977 a Carrara (C1) e le Brigate Gialloblù Verona a Pisa, in B. Fino ad allora, tra i due gruppi, era intercorsa, tra l’altro, anche un po’ di rivalità. Durante quel tragitto nacque dal confronto la scoperta d’avere una filosofia ulltras e di tifo molto affini. Il rapporto si consolidò fino a metà anni ’90, ma poi calò fino alla rottura comunicata dai veronesi ai Boys a metà febbraio 2000, prima di Hellas Verona-Parma al “Bentegodi”. Con il tempo erano venute a mancare a Verona le persone che avevano legami d’amicizia coi Boys. Vicenza: nel giugno del 1979, al “R.Menti” di Vicenza, il Parma affronta la Triestina nello spareggio promozione per la B. I “Vigilantes”, ultras del Vicenza, anche se non invitati, entrano in curva coi parmensi, per dar manforte contro i triestini, loro rivali di sempre. Nessun parmesnse si oppone decisamente alla loro presenza, così che questi appendono il loro striscione di fianco a quello dei Boys. Un’amicizia, quindi, più “subita” che cercata, ma che comunque termina il giorno stesso. La temporanea e parziale collaborazione coi vicentini causa ai Boys l’inimicizia dei veronesi, che spediscono alla sede del gruppo gialloblù una lettera minatoria. Nel marzo 1980 i “Vigilantes” lasciano a Parma lo striscione “Lion’s Supporters”, già conquistato ai bresciani, nel tentativo di garantirsi l’incolumità. Cesena: nel novembre ’82 i Boys viaggiano verso Rimini in treno. Presso la stazione ferroviaria di Cesena si presentano numerosi ultras locali, i ragazzi pensano ad una imboscata, poiché il viaggio è stato particolarmente turbolento, con agguati a Reggio Emilia e Bologna, ma i cesenati chiedono solo di aggregarsi, visto l’odio che li contrappone ai riminesi. Nasce così un’amicizia. Il 4 gennaio 1987 viene ufficializzato in Romagna il gemellaggio con le “Weisschwarz Brigaden Cesena”. Nel giugno del ’94, a Cremona, viene disputato lo spareggio- promozione per la Serie A Padova-Cesena, ma i Boys decidono di non andare in quanto l’amicizia coi bianconeri di Romagna si è ormai persa. Piacenza: nell’ottobre 1984 alcuni ragazzi dei “Boys” si uniscono ai piacentini in trasferta a Reggio Emilia. Nel novembre 1985, a Piacenza, viene ufficializzato il gemellaggio con gli ultras biancorossi; ma l’amicizia è molto superficiale e termina il giorno stesso. Barletta: il 3 gennaio 1988 i Boys, a Barletta, compiono la loro prima trasferta al Sud; l’accoglienza è ottima e viene siglato un gemellaggio col locale “Gruppo Erotico”. Un giocatore gialloblù, dinanzi ad alcuni ultras parmensi, rivela il suo disinteresse per la trasferta del gruppo in Puglia: il capo dei Boys cerca immediatamente di stenderlo, ma viene prontamente fermato da altri ragazzi del gruppo. Una ventina di Boys, nel gennaio 1989, raggiunge i barlettani in trasferta a Cremona, dove conquistano una decina di sciarpe dei “Longobards Cremona”. I barlettani a fine anno ’90 regalano lo striscione “Ultras Ghetto sezione Nomadi” ai parmensi.

Tifosi Parma 1
Una coreografia del Parma

. Rivalità: -Reggiana: fortissimo odio, rivalità acerrima, soprattutto di campanile. Il derby è sempre stato sentitissimo. A Novara, nell’80/81, i Boys costringono gli ultras di casa a consegnare lo striscione “Forever Ultras”, preso agli acerrimi rivali dei parmensi, in cambio dello striscione comasco “Venceremos”. Nel dicembre 1983, durante il derby al “Tardini”, esposto e poi fatto a brandelli lo striscione reggiano “Forever Ultras”, ottenuto dai novaresi. Tafferugli nell’aprile ’84 anche a Reggio. Nell’ottobre ’84 scoppiano tafferugli in gradinata Nord in un Reggiana-Piacenza; i Boys affiancano i piacentini e un giovane parmense viene accoltellato. Nel maggio ’86 si sfiora la tragedia, con scontri tra tifosi e polizia che fanno temere una nuova Bruxelles, un campo di battaglia; provocazioni abituali negli stadi scatenano un’assurda carica dei blu. A Reggio Emilia derby precampionato 89/90, il 1° agosto, scontri pre e dopopartita. I ragazzi di p.le Lubiana perdono lo striscione “Lubian’s”. In dicembre si torna a Reggio, coi parmensi che riempiono il settore all’inverosimile. Al ritorno, il 27 maggio ’90 a Parma, scontri in curva Sud tra parmensi e reggiani. I Boys conquistano il principale striscione granata “Ghetto”, il Parma la Serie A. Nel ‘90/91 a Pisa, nel settore ospiti viene esposto e subito fatto a pezzi lo striscione “Ultras Ghetto sezione Nomadi”, regalato ai Boys dai barlettani. A febbraio ’97, per il derby di Reggio Emilia, vengono organizzati due treni speciali ma ne parte solo uno. Scoppiano incidenti nella stazione di p.le Bottego. Così alcuni ragazzi partono per Reggio in auto e, arrivati a destinazione, sfondano i cancelli. Striscione “Forever Ultras” dei reggiani esposto in Parma-Reggiana 83/84 e, nella stessa gara “Dio stramaledica i reggiani!”; striscione “Ghetto” Reggiana rubato ed esposto in Parma-Spal e Vicenza-Parma 83/84. -Juventus: rivalità diventata fortissima negli ultimi anni, ma nata quando, ai primi anni ’90, il Parma comincia ad occupare i quartieri aristocratici del calcio italiano ed europeo. Un ragazzo dei Boys, rimasto isolato, viene vigliaccamente accoltellato fuori dal “Delle Alpi” di Torino, nel gennaio ’91. Alla fine di Parma-Juve del 14 maggio 1992, finale di ritorno di Coppa Italia, i Boys, dallo stadio fino al centro città, si scontrano più volte con gli ultras juventini. Numerose sono le partite contro i “gobbi” durante la stagione 1994/95, che consolidano la rivalità. Agli inizi del ’95 gli juventini penetrano in curva Nord molto prima della partita e alcuni ragazzi li fronteggiano da soli. A metà giugno del solito anno, nella casalinga finale di ritorno di Coppa Italia, i parmensi si scontrano con la polizia dietro la curva Nord, nel tentativo di arrivare al settore bianconero. Ad inizio 1997 i Boys si scontrano con i “Viking Juve” in zona Petitot, a Parma, coi bianconeri vinti e messi in fuga. A gennaio 2005, alla fine di Parma-Juve, gli ultras bianconeri invadono il terreno di gioco e avanzano verso la Nord, ma i Boys intervengono e li rispediscono in curva, azione che costa undici diffidati. Nel 2009/10, a due anni di distanza dalla tragica morte del “Bagna”, viene nuovamente permessa la trasferta di Torino con la Juve, organizzata in treno. L’arrivo è salutato da alcune bombe carta e di lì a poco gli si fanno incontro i ragazzi della Curva Nord juventina, tenuti poi a distanza dalle guardie. Verso il 30° del primo tempo, almeno 6 grossi petardi vengono lanciati a ripetizione nel settore dei parmigiani, creando spavento. La loro reazione non tarda a venire, con lancio d’oggetti verso gli juventini. Il match viene sospeso per 6 minuti e il capitano della Juve Del Piero va a parlare coi capi ultrà per placare gli animi della Nord ed evitare così la sospensione definitiva della partita. Nel secondo tempo i Boys non si raggruppano più nella parte inferiore del settore, ma al centro, dove tengono in mano la sola pezza del “Bagna”; alla fine festeggiano la bella vittoria coi giocatori che gli lanciano le maglie. Era il 13 gennaio 2013 quando una 50ina di Viking, Nucleo e N.a.b., si presentarono senza scorta e in corteo al “Bar Gianni”, ritrovo abituale dei Boys, cercando e trovando lo scontro per poi mettere in fuga i pochi ultras crociati presenti quell’ora, con gli juventini che ebbero 20 diffidati per l’azione. Carica di adrenalina per i parmensi in occasione del quarto di finale con la Juventus al “Tardini” del 28 gennaio 2015, per l’odio tra le due tifoserie, alimentato tre giorni prima dalla Curva Scirea con l’esposizione, durante Juve-Chievo, dello striscione “28-01 aperitivo da Gianni…”, riferito agli scontri di cui sopra. Il bar ritrovo dei Boys resterà chiuso per motivi di ordine pubblico. Il contatto sarà evitato solo per il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, in una città blindata. A sorpresa a fine match le guardie cambiano itinerario ai bus arancioni che trasportano gli juventini, facendoli passare vicino la curva Nord a sirene spiegate, spiazzando chi si aspettava botte o fughe sugli spalti. Da segnalare la presenza e l’”attesa” dei parmensi fin dal primo pomeriggio e, ad inizio gara, la contestazione contro alcuni dirigenti parmigiani e Ghirardi, rei di poco attaccamento alla squadra. Inneggiato e portato come esempio il team manager Sandro Melli, ex giocatore-bandiera parmense, con lo striscione “Sandro Melli segna per noi”. Durante la gara sono purtroppo partiti bruttissimi cori da parte bianconera “Uno di meno, voi siete uno di meno”, seguiti dai fischi dello stadio, già sentiti quest’anno in campionato. Esposte pezze “Fighters” e “Arditi” Juve in Juve-Parma 04/05 e “Arditi” in Siena-Parma 04/05, in qualche modo finite in mano parmense. (Vedi sezione “Curiosità” per i fatti più recenti). -Brescia: rivalità vecchissima e sentita. Nel novembre 1983, a Brescia, i Boys subiscono una sassaiola in curva e sono poi assediati dai rivali all’uscita; provvidenziale l’intervento della polizia. Sempre a Brescia, nel settembre ’87, finita la partita un’ottantina dei Boys sono assediati da moltissimi ultras delle Rondinelle. A metà febbraio ’88 gli ultras bresciani vengono caricati e presi a sassate al “Tardini”, che abbandoneranno solo alcune ore dopo la fine della partita. Nel febbraio 1993, a Brescia, i supporters emiliani subiscono pesanti attacchi agli autobus che li riportano in stazione. Anche il treno, che viaggia a singhiozzo, subisce numerosi agguati. -Roma: rivalità piuttosto recente ma sentita eccome. Il 4 febbraio 2001, scontri coi romanisti, giunti in massa a Parma, prima e dopo la partita. A febbraio 2006, in occasione di un notturno Parma-Roma, un tifoso ducale riceve cinque coltellate e il Bar Gianni, ritrovo abituale dei tifosi gialloblù nel prepartita, è assaltato dalla polizia. A metà gennaio 2007, in una notturna Parma-Roma, scontri contro gli ospiti nel dopopartita, che costeranno una diffida. -Como: vecchia e datata rivalità, ora stemperatosi, soprattutto perché le due squadre da tanto tempo non s’incontrano. Nel novembre 1979, con un’azione proditoria, viene grattato lo striscione “Venceremos” ai lombardi. A fine marzo ’80, i Boys non organizzano ufficialmente la trasferta a Como, nel tentativo, rivelatosi poi inutile, di evitare la rappresaglia di comaschi. -Mantova: vecchio, antico astio; parmensi accolti a fine ottobre ’80 da una sassaiola a Mantova, alla quale rispondono con una carica. Nel novembre 1981 il Parma torna in trasferta a Mantova, e i Boys, memori della stagione precedente, decidono di portare con sé una trentina di manici di piccone. I ragazzi delle Due Stelle viaggiano in treno e, una volta arrivati a destinazione, sistemano le armi fuori dallo stadio, in un punto dove pensano di ripassare a fine gara. Ma all’uscita il gruppo riceve la scorta della polizia, cosa mai successa, quindi il piano salta. I Boys vengono fatti passare sotto la locale “Curva Te”, e puntuale parte la carica degli ultras biancorossi. I parmensi rispondono e, durante i tafferugli, un poliziotto cerca di fermare un ragazzo del gruppo. Gli altri intervengono per liberarlo. L’agente, in grave difficoltà, fa esplodere un colpo d’arma da fuoco in aria. Dopo Parma-Brescia a metà giugno ’89, ragazzi dei Boys individuano alcuni ultras mantovani, già allora gemellati coi bresciani, in via Torelli. Lo striscione “C.U.C.T.” (Commando Ultrà Curva Te) viene conquistato dopo un breve inseguimento. -Spal: forte, antico odio; gli ultras ferraresi, in occasione di un derby casalingo del ’78, vengono letteralmente massacrati. Un ferrarese, animato da spirito di vendetta, torna a Parma per un raid notturno durante la settimana successiva, lanciando una molotov contro la sede dei “Boys”. Nell’ottobre ’82 i parmensi, in trasferta a Ferrara, conquistano lo striscione spallino “Boys”., poi esposto. Ad agosto 2001, trasferta precampionato a Ferrara, che una quarantina di Boys affrontano in pullman. Scontri nel dopopartita, attorno allo stadio, con gli ultras spallini. Modena: dal gemellaggio alla rivalità il passo è breve, alimentata anche da questioni campanilistiche. Alla fine di Parma-Venezia di Coppa Italia, nell’ottobre ’92, scontri tra parmensi e modenesi, gemellati coi veneti. Il 1° marzo 2003 si gioca Parma-Modena. Dopo l’incontro, inaspettatamente, il corteo degli ultras canarini viene fatto passare dalla polizia davanti all’ingresso della Nord e i pochi ragazzi presenti hanno la peggio. Un ragazzo dei Boys viene arrestato in flagranza differita e riceverà una diffida di tre anni con obbligo di firma. Già nel precampionato si erano verificati scontri a Parma prima della gara. Il Parma a fine luglio 2005 gioca in amichevole a Sestola (Modena) contro il Castelnuovo Garfagnana. Al ritorno, presso il comune di Fanano, la via è sbarrata dagli ultras modenesi, che caricano il torpedone dei Boys. La reazione è decisa e i modenesi sono costretti a indietreggiare, con feriti da una parte e dall’altra. -Vicenza: dopo i tiepidi iniziali rapporti d’amicizia, a fine anni ’70, solo una fiera rivalità. Nel maggio 1987, a Vicenza, i Boys si scontrano contro gli ultras locali prima di entrare allo stadio. Un ragazzo conquista una bandiera biancorossa sul terreno di gioco prima della partita. -Fiorentina: vecchia rivalità. A fine novembre 1994 si gioca in notturna Parma-Fiorentina di Coppa Italia. All’ingresso della Nord succede il fattaccio: un ragazzo viene ripetutamente accoltellato dagli ultras viola. Nuovi scontri il 1° ottobre 2000 davanti allo stadio di Parma. A metà giugno, a Firenze, per il ritorno della finale di Coppa Italia, lancio di oggetti tra i due settori. -Paris Saint-Germain: nel marzo 1996 scontri con gli ultras francesi a Parigi, sui Campi Elisi. I padroni di casa attaccano i Boys con aste e bastoni; i tafferugli proseguono per diversi minuti., ma, nonostante l’inferiorità numerica, gli emiliani tengono testa ai francesi. Il Parma, sconfitto 3-1, viene eliminato dai futuri vincitori della Coppa della Coppe. -Bologna: vecchissima e sentita rivalità, astio. Duri scontri a Bologna ai primi di novembre ’84. Un ultras locale viene leggermente ferito con un arma da taglio; il pullman dei Boys viene perquisito e un ragazzo arrestato. A fine novembre ’86, Parma invade Bologna marciando in corteo per il capoluogo senza scorta; con loro anche gli ultras cesenati. -Wisla Cracovia: nel novembre ’98 è in programma il ritorno dei 16.mi di finale di Coppa Uefa Parma-Wisla Cracovia, e, dalla sera prima dell’incontro, parte la caccia al polacco, in rappresaglia all’accoltellamento di un tifoso gialloblù all’andata. -Pisa: ai primi d’aprile 1987 i parmensi rubano lo striscione “Boys” ai pisani. -Milan: nel gennaio 1991, al “Tardini” di Parma, conquistato dai parmensi lo striscione milanista “Sconvolts”, che la settimana dopo sarà esposto a Torino, contro la Juve. -Genoa: antica rivalità. Tafferugli al “Tardini” nel novembre 1984. A fine maggio 1987, nella trasferta di Genova, lo striscione storico “C.U.S.”, compagno di tante avventure, è conquistato da rossoblù. Gli ultras genoani, nel settembre ’87, penetrano in curva Nord nel dopopartita e tentano di rubare alcuni striscioni, mentre i Boys sono fuori dai cancelli. -Carrarese: vecchissima rivalità un po’ sbiadita nel tempo, per le diverse categorie delle due squadre. Striscione “Carrarini teste di marmo” esposto in Parma-Carrarese 1983/84. Nel gennaio 1984, nella non facile trasferta di Carrara, alcuni ragazzi sono minacciati coi coltelli. Nel marzo 1986 i parmigiani sono sotto l’assedio di forze soverchianti e solo l’intervento della polizia permette di risolvere la situazione. Sempre a Carrara, a fine agosto 2004, in precampionato, il pullman dei Boys è preso a sassate da carrarini e reggiani, gemellati tra loro. La reazione è tempestiva e i rivali sono affrontati e costretti alla fuga, anche se l’azione costa sei diffide. -Cremonese: vecchio e sentito astio. A Parma, ai primi di settembre ’85, contro i grigiorossi in Coppa Italia, i Boys conquistano lo striscione “Collettivo Ultras”. Dopo la ventina di sciarpe rubate a fine gennaio 1989, scontri a Parma a fine aprile del solito anno. A inizio novembre ’95 a Cremona, incursione dei parmensi dietro la curva grigiorossa, con tafferugli nei quali viene preso lo striscione “Baraonda” Cremona, poi requisito dalla polizia. Quattro ragazzi dei Boys vengono diffidati e, successivamente, processati. Atalanta: odio comunque non acerrimo. A fine ottobre 2002, nei pressi del settore ospiti, prima di Parma-Atalanta, avviene uno degli scontri più duri e leali affrontati dai parmensi. -Triestina: vecchissima rivalità coi giuliani, fin dalla fine degli anni ’70. A Trieste, sul terreno di gioco a fine partita, nell’aprile del 1990, i Boys si scontrano con gli ultras triestini. Un ragazzo di Parma viene arrestato. “Via dal campionato: non siete italiani” è uno striscione esposto in Parma-Triestina 82/83. -Padova: nel novembre ’85, a Padova, mentre gli ultras veneti si scontrano con la polizia fuori dallo stadio, i Boys prendono gli striscioni “Commando Ultrà Curva Nord” e “Ultras” (in origine dei vicentini). Nell’ottobre 1995, sempre a Padova, i Boys si scontrano coi padovani prima della partita. -Sturm Graz: scontri a Parma con gli ultras austriaci nel novembre ’99 in via Duca Alessandro e anche al ritorno si verificano leggeri tafferugli. -Ancona: vecchia rivalità, ora molto all’acqua di rose. A metà novembre 1988, a Parma, i Boys rubano gli striscioni “Red Animals” e “Hell’s Angels” agli anconetani. Nel febbraio ’90, a Ancona, i bus che trasportano i parmensi in stazione sono bersagliati dalle sassate degli anconetani. -Sparta Praga: A Praga, per l’andata dei quarti di finale di Coppa delle Coppe 1992/93, i Boys, nell’intervallo della gara, sono attaccati dagli ultras locali, ma reagiscono con coraggio. Volano pugni, una torcia, poi intervengono le forze speciali. Stampa e società attaccano ingiustamente il gruppo, che risponde attuando uno sciopero del tifo. A fine novembre del 1997 i parmensi tornano a Praga, con due pulmini. Memori degli scontri del 1993 sono pronti ad una trasferta impegnativa ma, contro tutte le previsioni, il soggiorno in terra ceca sarà assolutamente tranquillo. -Austria Vienna: tafferugli con gli ultras austriaci a metà aprile 2005 a Parma in zona stadio. -Cska Mosca: duri scontri in notturna a fine aprile 2005 con gli ultras russi a Parma. -Catania: odio vecchio, ora assai stemperato. “Facci godere magico Etna” è un messaggio rivolto a loro in Parma-Catania 84/85. -Venezia: scontri con gli ultras arancioneroverdi a Parma in Coppa Italia, a fine settembre 2000, ma non c’è mai stato un grande astio -Sambenedettese: odio vecchio ma persosi negli anni. Nel marzo ’89 scontri a Parma coi marchigiani, che rischiano di perdere uno striscione, in via Torelli. -Reggina: vecchie ruggini. Nel maggio 1989 intensi tafferugli tra lo stadio e la stazione a Parma tra le due fazioni, coi reggini che si sfogano danneggiando parecchie autovetture. -Forlì: vecchia rivalità, ora quasi inesistente. Nel 1980/81, i parmensi si presentano in mimetica, secondo una moda dall’ora, decisi a vendicare alcuni torti del passato a danno di altri parmensi: conquistano la curva di casa, caricano gli avversari anche durante la partita, alla fine si scontrano con la polizia e, al ritorno in città, sono oggetto di attacchi mediatici dalla “Gazzetta di Parma”, oltreché di attenzioni particolari della magistratura. -Treviso: vecchissima rivalità. Nel gennaio 1983 i Boys espugnano la curva di casa.

Tifosi Parma 5
In ricordo di Matteo Bagnaresi

. Storia del tifo parmense: Il gruppo antesignano è quello dei Danè (“dannati” in dialetto emiliano), tifosi crociati della prima ora, anche se il primo gruppo ultrà nasce il 3 agosto 1977, quando un manipolo di giovani tifosi del Parma decide di intraprendere una nuova via, diversa da quella del Centro di Coordinamento Parma Clubs. Presso un’osteria di periferia nasce il Parma Club “Boys”. Lo striscione con le due stelle, ideato da un ragazzo del gruppo coi colori della città, esordisce nella trasferta di campionato di Ferrara, alla terza giornata del campionato 1977/78. Al “Tardini” è appeso in Curva Sud, a fianco della gradinata in cemento (oggi “Distinti laterali”), dove trovano posto i tifosi più caldi. La sede è il Bar Polisportivo di p.le Risorgimento, dove si tengono le riunioni e si conserva il materiale. Nel ‘78/79, per dare più colore al tifo, fatto perlopiù di coriandoli, fiaccole, bandieroni, carta igienica, viene ideato un nuovo striscione, in pvc. Nell’aprile 1979, per Parma-Novara, è appeso al “Tardini” uno striscione che diventa simbolo ideologico del tifo emiliano: “Crusader Ultras Supporters”, con al centro un teschio con ossa incrociate e ai lati gli scudi del Parma Calcio. Nel frattempo erano comparsi “Panthers” e “Ultras”. Con il nuovo campionato i Boys si trasferiscono al centro della curva Sud, settore che, spesso, dividono con le tifoserie avversarie. La polizia a quei tempi è praticamente assente e la tensione coi rivali sempre alta. In seguito all’uccisione del laziale Vincenzo Paparelli, in un derby romano del 1979, è vietata l’esposizione di alcuni stendardi. La scritta “Ultras” e il teschio di “Crusader Ultras” iniziano ad essere coperti dallo striscione “Supporters”. Nel gennaio 1980 i Boys traslocano nella nuova curva Nord, ricostruita più grande in cemento. Dopo un anno è ancora Serie C. Lo striscione “Crusader Ultras” è modificato: “Ultras” viene staccato e diventa uno striscione a sé stante; “Crusader” diventa parte di un nuovo striscione, “Crusader Supporters”, che debutta in un derby con la Reggiana. Nell’81/82 è di nuovo B, ma il Parma vivacchia stabilmente a metà classifica. Molte trasferte vengono saltate, e anche in casa non c’è molto seguito, con una Nord grigia e vuota. Nell’82/83 l’attaccante Massimo Barbuti, con la sua grande umanità, instaura coi Boys un rapporto amichevole e sincero, conquistando i più giovani. A Ferrara segna il primo gol con la maglia crociata; sette giorni dopo, in casa con la Carrarese, il primo gol al “Tardini”, che corre a festeggiarlo sotto la Nord, salendo sulla recinzione metallica, che cede subito, sotto il peso dei Boys festanti. Nell’83/84, caso forse unico nel mondo, il Parma cambia maglia, tra l’indifferenza della sua tifoseria. Durante l’inverno vengono pubblicati due numeri della fanzine “Crusaders, notiziario del Parma Club Boys”. A fine maggio a Vicenza il Parma è seguito da 7.000 tifosi, e a Sanremo, poco dopo, ottiene la Serie B. Nel febbraio 1985 affronta la capolista Bari di Matarrese e, contro ogni pronostico, s’impone 3-0, ma, a pochi secondi dalla fine, l’arbitro sospende la partita per nebbia tra l’incredulità generale: i parmensi assediano gli spogliatoi. A Empoli, a fine aprile, esordisce il nuovo striscione “Boys” in pvc. A fine stagione il Parma torna in C1. Il 4 maggio ’86, al “Tardini”, al termine di un derby con la Reggiana, la Nord invade pacificamente la pista d’atletica, ma il questore ordine la carica della celere. I parmensi rispondono e 29 agenti restano feriti. Feroci sono gli attacchi dei mass-media. Il Parma sale nuovamente in B. Vari ragazzi, perseguitati dai processi, abbandonano. I capi, per vari motivi, uno dopo l’altro, escono di scena; il testimone passa ad altri. Nel giugno 1987, allo stadio di Cremona, i Boys si scontrano pesantemente coi carabinieri e, in stazione, prima di prendere il treno del ritorno, una vetrata finisce in frantumi: venti “Boys” sono trattenuti per accertamenti. La rabbia esplode con atti vandalici e il treno che riporta i parmensi viene completamente devastato durante il viaggio. Il gruppo, per evitare la polizia, tira il freno d’emergenza e scende in via Golese, così che il convoglio arriva in stazione praticamente vuoto. Nell’ottobre 1987 lo striscione “Crusader Supporters (già “Crusader Ultras”) è rimodificato in “Crusader Ultras Supporters”. A fine settembre 1988, contro il Padova al “Tardini”, i Boys si spostano al confine est della Nord, a fianco dei Distinti, in polemica col resto della curva, per la scarsa partecipazione al tifo. La protesta terminerà 25 giorni dopo contro l’Avellino. A fine stagione 88/89 in Nord vengono esposti diversi striscioni per l’allenatore G. Vitali, invitato a restare, ma il Parma, all’insaputa di tutti, aveva già scelto il nuovo tecnico. Nell’89/90 i Boys effettuano alcune trasferte al Sud per la prima volta, come Pescara e Foggia. Ai primi di febbraio del ’90 muore il presidente del Parma A.c. Ernesto Ceresini. Nel 1990/91 un mare di gente segue il Parma nelle trasferte al Nord: migliaia di persone a Milano, a Torino con la Juve, a Bologna e a Genova. All’ultima giornata, con il Milan a San Siro, storica impresa del Parma, che si qualifica per la Coppa Uefa. Nel corso di alcune riunioni estive i Boys invitano tutte le varie compagnie a rinunciare ai propri striscioni, in favore di quelli del gruppo principale. La dicitura “Crusader Ultras Supporters”, che aveva caratterizzato molte stagioni, viene abbandonata in favore di “Boys”, com’era in origine. La loro sede è ora al Petitot di p.le Risorgimento. Alla prima di campionato esordisce lo striscione “Boys” in pvc, col nome del gruppo tra due simboli coi leoni. A Sofia, in Bulgaria, viene affrontata la prima trasferta europea. Ai primi di ottobre, per Parma-Sampdoria, viene organizzata la “Festa di squalificazione”, dopo l’eliminazione dalla Coppa Uefa, ad opera degli stessi bulgari. A metà gennaio ’92 viene organizzata contro l’Ascoli una coreografia in Nord, in cui i Boys chiedono il ritorno della maglia crociata. Il Parma, da quell’anno ufficialmente nelle mani della famiglia Tanzi, inizia a scalare i vertici del calcio italiano ed europeo. Il primo trofeo messo in bacheca è la Coppa Italia, conquistata in casa contro la Juventus. Nel 1992/93 moltissimi tifosi partecipano alle trasferte in Europa, mentre in campionato si registra un vistoso calo. I Boys cambiano di nuovo sede, trasferendosi al circolo Arci di viale Basetti. Il 24 gennaio 1993 il gruppo inizia le pubblicazioni di “Boys”, fanzine a un foglio, e una settimana dopo, contro l’Atalanta, inaugura in Nord l’impianto audio per dirigere i cori. A metà maggio 1993, 12mila parmensi invadono il mitico stadio londinese di Wembley, per la finale di Coppa delle Coppe contro i belgi dell’Anversa, sconfitti 3-1. Il Parma conquista così anche questa Coppa. A inizio 93/94 i Boys si trasferiscono in una nuova sede e, a Roma contro la Lazio, ai primi di settembre, esordisce lo striscione “1977”. La fanzine del gruppo inizia ad essere sponsorizzata; diventa di quattro pagine a colori e viene stampata in tipografia. A fine ottobre, contro la Reggiana, il gruppo si scontra pesantemente nel dopogara con la polizia. Ai primi di febbraio 1994, con il Milan a S.Siro, il Parma conquista la Supercoppa Europea. Il derby del 6 aprile ’94 contro i rivali storici reggiani, è “regalato” ai granata, che lottano per salvarsi, così i Boys prendono la ferma decisione di non fare più cori per i giocatori (tra i primi in Italia a non farli più), e di scioperare contro Roma e Benfica. Ma al “Tardini”, contro i portoghesi, qualche storico leader decide di far cantare. Alla luce di questo, diversi ragazzi decidono di abbandonare. Il Parma a maggio perde la finale di Coppa delle Coppe (0-1) contro gli inglesi dell’Arsenal a Copenaghen. L’anno dopo, nuova sede dei Boys, in via Marinelli. A San Siro, a metà maggio, il Parma conquista la Coppa Uefa contro la Juve, con un gol di Dino Baggio. All’inizio di giugno, a Torino, il Parma incontra di nuovo i bianconeri nella finale d’andata di Coppa Italia. Ma la partecipazione della tifoseria gialloblù è scarsa, nonostante si tratti di una finale, così come lo è stata durante tutto il torneo (vedi Perugia, Cagliari e Firenze). A fine settembre ’95, dopo la trasferta di Genova con la Sampdoria, dove un Parma rinunciatario e svogliato subisce un pesante passivo, i Boys confezionano lo striscione “Onoratela!”, con la maglia disegnata. In un Fiorentina-Parma di metà febbraio ’96, giocato in notturna, i Boys espongono lo striscione “Ma che parmigiano sei tu che tifi alla tv”: parte la battaglia contro le Pay-tv. Dopo gli scontri di Parigi del marzo ’96, i Boys decidono di non appendere più gli striscioni fino a fine stagione. Tre giorni dopo Parigi, il Parma perde 3-0 a San Siro col Milan e il tifo viene sospeso fino alla fine del campionato. Nel settembre ’96 i Boys non riescono ad organizzare la trasferta in Portogallo con il Vitoria Guimaraes, ritorno del 1° turno di Coppa Uefa, col Parma sconfitto e eliminato. A metà dicembre scontri con le forze dell’ordine a Vicenza nel dopopartita. Appena prima di Natale fa il suo esordio, a San Siro contro il Milan, lo striscione “Crederci”. Nel 1997, dalla fusione dei preesistenti “Settore Crociato”, nato a sua volta nel ’94 dalla fusione di “Potere Crociato”, del 1994, famoso per la sua fanzine e le lungimiranti battaglie contro il calcio moderno, e “Mat p’r al Parma”, nasce il “Settore Crociato”, che rivitalizza la tradizione crociata, riconoscibili infatti dai loro vessilli bianchi con la croce nera sventolati al “Tardini”. Si pongono al fianco dei Boys, coi quali però il rapporto non è dei migliori. Bella anche l’esperienza, la parentesi degli Ingestibili. Il 7 giugno 1997, in Cittadella, i Boys organizzano una bella festa per il ventennale del gruppo. Il fortissimo Parma stellare di Carletto Ancelotti termina secondo a due punti dalla Juve. Nel gennaio ’98, dopo aver subito cinque gol a Genova, la Nord solleva lo striscione “Parma: rialzati e combatti” e rispolvera il “Crederci” dell’anno prima. Dopo i primi anni di A, ultras e tifosi sono notevolmente diminuiti. All’inizio della stagione 98/99 esordisce al “Tardini” lo striscione nuovo in pvc “Boys Parma 1977”, ed è inaugurata la sede di via Calestani, primo domicilio esclusivo del gruppo. Lo striscione “Boys” si fa tutte le trasferte, e quando non è possibile appenderlo viene sorretto a mano. Il 1° novembre debutta al “Tardini” lo striscione “Noi siamo gli ultras”, ideato come introduzione a “Boys Parma 1977”. Ai primi di maggio ’99 a Firenze, finale di ritorno di Coppa Italia, incidenti con la polizia a inizio partita, causa lento afflusso nel settore: al 90° il Parma conquista la Coppa. A metà maggio arriva a Mosca anche la Coppa Uefa, conquistata contro l’Olympique Marsiglia, annichilito con un secco 3-0. E’ il Parma più forte di tutti i tempi, che annovera campioni come Buffon, Crespo, Benarrivo, Veron, Fabio Cannavaro, Thuram, Asprilla, Chiesa, Balbo, ecc. In estate viene organizzato il primo torneo estivo di calcio a 5 della Nord. Verso fine agosto, a San Siro col Milan, il Parma vince anche la Supercoppa Italiana. A fine ottobre ’99 prima volta a Reggio Calabria e, agli inizi di novembre due pulmini “Boys” raggiungono Helsingborgs in Svezia (trasferta di Coppa Uefa). A fine 1999/00, nell’ultima di campionato col Lecce, mentre stampa e tv locali raccontano di una buona stagione per il Parma, i Boys realizzano una coreografia con bandiere a forma di fiasco, sottolineando l’annata non soddisfacente della squadra. Il 20 maggio 2000 il Parma perde lo spareggio per accedere alla Champions League a Verona contro l’Inter (1-2), col settore gialloblù strapieno. Le presenze in trasferta però sono diminuite e si partecipa meno anche nei cori. Si decide di organizzare le trasferte solo per i tesserati e di utilizzare il megafono invece dell’impianto audio. A metà dicembre il gruppo dona un’autoambulanza all’Assistenza Pubblica di Parma. Il 1° febbraio 2001, a Udine in Coppa Italia, vanno solo i Boys, che espongono la scritta “I cori per i giocatori? Dalla tele non si sentono”. A Firenze, per il ritorno della finale di Coppa Italia, il 13 giugno 2001, a causa del flusso degli spettatori molto lento, scoppiano pesanti incidenti con la polizia. La Coppa va alla Fiorentina (0-1, 1-1). Nel 2001/02 i Boys riprendono a organizzare le trasferte per tutti e ad impiegare l’impianto audio in curva. Dopo una serie di risultati negativi, viene confezionato lo striscione “No alla resa”, che esordisce a Torino a metà dicembre ’01. Il 20 gennaio 2002 gravi incidenti in Inter-Parma, a fine partita con la polizia, che stranamente impedisce ai tifosi gialloblù di defluire. Bilancio: un ragazzo arrestato e 13 diffidati. A fine aprile ’02, al “Delle Alpi”, andata finale di Coppa Italia contro la Juve, con scontri, fino il match, con le forze dell’ordine, che sbarrano l’uscita ai tifosi parmensi. Uno dei Boys è selvaggiamente pestato. Lancio anche di fumogeni da una parte all’altra. A Parma, al ritorno, Juve sconfitta e Coppa Italia in bacheca. A Modena, in un’amichevole postcampionato contro i canarini, viene diffidato un ragazzo per il lancio di una torcia. In agosto i Boys celebrano con una festa in curva Nord il 25° anno di storia. A marzo 2003, una settimana dopo i gravi incidenti col Modena al “Tardini” (vedi sezione “Rivalità”), esordisce lo striscione “Ultras liberi”, che sarà esposto per un discreto lasso di tempo. Il 27 aprile dello stesso anno, di ritorno da Reggio Calabria, il pullman dei Boys è letteralmente divorato dalle fiamme e lo striscione “Boys” in pvc, confezionato 18 anni prima, è perso nel rogo. Il 22 giugno, a Milano, una delegazione di Parma partecipa alla “Manifestazione contro il calcio moderno”, iniziativa promossa dal Movimento Ultras, sigla che raduna 72 gruppi ultras italiani. Nell’estate 2003 viene rifatto un nuovo striscione “Boys” identico all’originale bruciato sul pullman a fine aprile. Alla fine di dicembre scoppia il caso Parmalat, un crack finanziario devastante, e il Parma A.c. finisce in amministrazione straordinaria: il futuro della società è incerto e nebuloso, ma la squadra macina successi sul campo. A fine marzo 2004, su un pullman dei Boys diretto a Milano, nasce un coro sulle note di “Maledetta primavera”, che ben esprime i sentimenti dei tifosi più fedeli, con frasi che suonano come un giuramento. Il verso “Ci basterà veder la maglia per cantare ancora”, verso metà aprile viene usato come didascalia alla coreografia permanente della Nord (un’enorme maglia a strisce orizzontali gialloblù) contro la Juve. Circa 5.000 parmensi seguono ai primi di maggio il Parma a Milano contro l’Inter, coi gialloblù in lotta per un posto in Champions L. Nonostante la sconfitta, si festeggia un’annata indimenticabile. A fine giugno 2004 nasce il Parma F.C., a cui sono conferite tutte le attività sportive del vecchio Parma in amministrazione straordinaria. Ai primi di marzo 2005 i tifosi accompagnano la squadra al “Tardini” a piedi, in una manifestazione intitolata “Portiamo il Parma alla salvezza”. Alla metà di giugno il Parma affronta un drammatico doppio spareggio-salvezza con il Bologna: al “Dall’Ara” quasi 8.000 parmigiani festeggiano la permanenza in A. Il Parma non è più lo squadrone di qualche anno prima e l’inizio del campionato 2005/06 è critico: cinque punti in cinque partite. Il 15 gennaio 2006, fuori dai cancelli del “Tardini”, inizia la protesta contro la mancata vendita della società. Dieci giorni dopo la protesta arriva a Collecchio, davanti agli uffici della Parmalat di Callisto Tanzi. Solo i Boys affrontano le trasferte al Sud, le più lontane e impegnative. Contro l’Udinese, stagione 2006/07, viene srotolato il più grande bandierone copri curva mai confezionato dai Boys, con al centro il motto “Parma siamo noi”. Il 2007 inizia col Parma penultimo in classifica. Il 2 gennaio con un blitz, gli ultras entrano negli spogliatoi del Centro Sportivo di Collecchio per chiedere maggior impegno ai giocatori; le cose però non migliorano e vi tornano il 13 dopo l’ennesima sconfitta. Il giorno dopo gli scontri coi romanisti del 17, i Boys rivolgono un appello a tutte le realtà locali, affinché diano il loro contributo alla causa crociata. A fine gennaio ’07 la società Parma F.c. viene rilevata da una cordata di imprenditori. Libertà di tifo, lotta al caro-biglietti e difesa della natura comunitaria e sportiva dello stadio Tardini, sono tre campagne che impegnano i Boys con varie iniziative. L’11 novembre 2007 un agente di polizia uccide senza motivo l’ultrà laziale Gabriele Sandri. La Nord si astiene dal tifo, organizza varie azioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e per impedire che la vicenda sia stravolta e insabbiata. Il Parma stenta in campionato, mancano soprattutto impegno e spirito di squadra. Di ritorno dalla trasferta di Torino i Boys bloccano i crociati davanti allo stadio; l’allenatore, particolarmente criticato, sarà esonerato dopo tre partite, di cui l’ultima è contro la Sampdoria, al termine della quale scoppia la protesta. Due ragazzi sono successivamente diffidati. Il 30 marzo 2008 muore il “Bagna”, membro dei Boys, durante la trasferta di Torino, schiacciato da una manovra maldestra di un autista di un pullman di tifosi juventini, ad un autogrill vicino Asti. La curva Nord prende quasi da subito il nome i “Curva Nord Matteo Bagnaresi”. Il 18 maggio il Parma retrocede in Serie B. Fuori dal “Tardini”, a causa di una dissennata gestione dell’ordine pubblico, si registrano attimi di tensione tra parmigiani e interisti, con sei Boys diffidati senza motivi particolari. Il Parma inizia male la B 2008/09 e, verso fine settembre, dopo un pareggio in casa col Frosinone, esplode una contestazione spontanea in curva. La Nord chiede alla società d’affidarsi a dirigenti esperti, l’allontanamento del ds Berta, e più serietà e impegno a giocatori e allenatore. Il derby col Modena è vietato ai tifosi ospiti e la Nord, per protesta, annulla la coreografia programmata e contesta il provvedimento. A Vicenza, ad inizio 2009, un ragazzo viene diffidato per aver lanciato una torcia in campo al gol dei crociati. A fine febbraio, anche il derby di ritorno col Modena viene negato agli ospiti, cosicché i Boys danno vita a varie iniziative di protesta: uno striscione fuori dallo stadio modenese, un altro al Petitot e magliette “No al calcio senza tifosi” regalate ai giocatori parmensi. A Cittadella, con 3.500 tifosi al seguito, il Parma riconquista la Serie A. La vittoria è dedicata a chi non è mai sceso in B: al “Bagna” e ai diffidati. Il 1° giugno, alla Festa promozione a Lemignano, partecipano circa duemila persone. Per gli ultimi cinque anni si rimana alla sezione “Curiosità”.

Tifosi Parma 4
Una coreografia del Parma

. La stagione di passione 2014/15: La stagione 2014/15, oramai, per fortuna del Parma, agli sgoccioli, è stata un vero proprio calvario, partendo dall’esclusione dall’Europa League dopo il 6° posto dell’anno scorso, in seguito alla mancata licenza Uefa. Dopo questa decisione il presidente Tommaso Ghirardi, il 30 maggio 2014, annuncia le proprie dimissioni e mette in vendita la società. Il 12 settembre però le ritira. Il 7 dicembre Ghirardi vende ufficialmente il Parma a una cordata russo-cipriota, rappresentata dall’avvocato Giordano. Il 21/01/15 viene nominato Ermir Kodra nuovo presidente, mentre proprietario è Rezart Taçi. Il 9 dicembre il Parma viene penalizzato di 1 punto, in seguito ad inadempienze parziali dell’Irpef. Il 23 gennaio Antonio Cassano mette in mora il club per mancato versamento delle mensilità, ma la società poi smentisce, facendo sapere che il fantasista ha solo reclamato lo stipendio non pagato. Cassano, malgrado tutto convocato per la gara contro il Cesena del 25, il giorno dopo, in seguito a questa vicenda, rescinde il contratto. Il dg Leonardi, in seguito alla contestazione della curva dopo la partita, è colto da malore causa stress e viene ricoverato in ospedale. Il 29 gennaio anche Francesco Lodi mette in mora la società, chiedendo il pagamento di tutti gli stipendi arretrati; se non verrà pagato entro 21 giorni può svincolarsi. Nella sessione invernale del mercato i ducali si rinforzano con arrivi importanti. Il 6 febbraio la società viene nuovamente ceduta, stavolta a una cordata italiana. L’8 febbraio viene nominato nuovo presidente Giampietro Manenti, che dovrà pagare 15 milioni per saldare gli stipendi arretrati entro il 16. Con la scadenza del giorno utile per il pagamento degli stipendi, non viene versato alcun bonifico, ma, nonostante il tempo sia scaduto, Manenti si dice tranquillo e fa sapere d’aver ottemperato. Il 17/02 vengono portati via dal centro sportivo di Collecchio furgoni e un’auto del club. Intanto arrivano altri 5 punti di penalizzazione, poi la Procura di Parma chiede il fallimento della società per inadempienze fiscali (debiti ammontanti a 97 mln. di €.). Manenti, a cui viene concessa una proroga, fa sapere che i soldi arriveranno, per tranquillizzare l’ambiente, e che darà seguito, fiducioso, agli impegni presi. Intanto, il normale svolgimento del campionato è seriamente a rischio, a cominciare da Parma-Udinese del 22 febbraio. Alla società son rimasti 40mila €., che non garantiscono l’energia dello stadio, stewards e ambulanza fino a fine stagione. La Lega Calcio farà in modo di dare un po’ di ossigeno al Parma attraverso un anticipo del cosiddetto “paracadute” che spetta alle squadre retrocesse. Nonostante le smentite di Manenti, il 20 la gara coi friulani viene rinviata a data da destinarsi. Intanto Leonardi viene ricoverato per un altro malore e il 21 febbraio trasferito in un centro specializzato per stati d’ansia e depressivi. Il giorno seguente circa 1000 tifosi protestano sotto casa sua insultandolo pesantemente. Per la partita Genoa-Parma, Lucarelli e compagni fanno sapere che non vogliono farsi pagare il viaggio e che se non sarà la Lega a farlo, pagheranno loro stessi la trasferta. Il 26 febbraio, i giocatori rendono noto che non scenderanno in campo a Genova. Le altre squadre che giocano domenicalmente alle 15, in segno di solidarietà iniziano a giocare alle 15,15. Anche la gara col Genoa è rinviata a data da destinarsi. Il 4 marzo il direttore generale Leonardi si dimette per problemi di salute e per non essere, nel difficile momento, d’impaccio alla nuova dirigenza. Intanto, insieme all’ex presidente Ghirardi, viene indagato per concorso in bancarotta fraudolenta nell’inchiesta sulla gestione della società della Procura parmense. Intanto la Lega decide di far terminare ai crociati il campionato grazie ad un aiuto votato da quasi tutti i clubs (16 su 20), che s’impegnano a versare 5 milioni tramite il fondo delle multe comminate dal giudice sportivo. Dopo due settimane di stop, il Parma torna così a giocare, contro l’Atalanta, col consenso dei giocatori. Il 14 marzo vengono inflitti altri due punti di penalizzazione e Ghirardi e Leonardi inibiti per 4 mesi. Il 18/03 Manenti viene arrestato per reimpiego di capitali illeciti per aver provato a ottenere, con l’aiuto di complici, 4 milioni e mezzo di € per il Parma, tramite utilizzo di carte di credito clonate. Il giorno seguente il Parma F.C. viene dichiarato ufficialmente fallito dal Tribunale di Parma. I debiti del club ammontano a 218.446.754,61 €., con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 €., più un ingente debito sportivo, di cui 63.039.920 €. verso i giocatori tesserati. Il 21 aprile la società ufficializza la base d’asta a Euro 20 milioni. Il giorno seguente il Tribunale di Parma dichiara il fallimento della Eventi sportivi S.p.A., società in mano a Manenti, che deteneva il 90% del capitale sociale del Parma. La prima asta del 6 maggio va deserta, così di procederà con altri bandi.

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I tifosi parmensi ad Empoli con uno striscione per il gemellaggio

. Curiosità: -Dopo tanti anni di lotta alla famigerata tessera del tifoso, a metà campionato 13/14 i parmensi hanno aderito all’Away Card e quindi sono tornati “ufficialmente” in trasferta. Il rifiuto della tessera è sempre stato visto come “Segui il Parma senza tessera” e non “stiamo a casa per la tessera”, concetto molto importante, visto che per anni hanno vissuto come “clandestini” all’interno degli stadi di tutta Italia, acquistando i biglietti nei modi più disparati e fantasiosi e mischiandosi in molte occasioni coi tifosi di casa. -Con la sconfitta a Roma con la Lazio per 4-0, il 29 aprile ‘15 il Parma retrocede matematicamente in Serie B con sette punti di penalizzazione complessivi e con cinque giornate d’anticipo. I crociati salutano la A dopo sei stagioni consecutive. -Il giovedì prima della gara che si sarebbe dovuta disputare a Genova una delegazione di giocatori del Parma, insieme a mister Donadoni, sono andati a trovare i Boys nella loro sede, sorprendendoli per la loro maturità e senso della realtà, in una situazione paradossale, tra promesse, bugie, pignoramenti e silenzi di Lega e Figc. Maturità che i giocatori non avevano per niente dimostrato a Bergamo quando, dopo la sconfitta 1-0, non erano andati a salutare i tifosi che, nonostante l’alluvione che aveva colpito la città, erano presenti in trasferta. L’unico ad andare a ringraziarli è stato il preparatore dei portieri Luca Bucci, a cui venne chiesto che la squadra uscisse per un confronto, così dopo un po’ si videro Lucarelli, Coda, Felipe, Lodi, Mirante e Galloppa, ai quali fu chiesto di tirare fuori gli attributi e remare tutti nella stessa direzione. -I Boys avevano pensato anche a un piano B, al posto della trasferta di Genova, un’iniziativa che avrebbe coinvolto tutta la comunità crociata: una trasferta a Carpenedolo, città natale e di residenza di Tommaso Ghirardi, per dire al “ladro” che cosa pensano di lui, del suo menefreghismo e di tutta la faccenda. Ma dopo il faccia a faccia del giovedì coi giocatori, che chiedono nuove regole trasparenti e che la Lega in primis si impegni a trovare un acquirente credibile e soprattutto solvibile, condizioni indispensabili per continuare a fare calcio a Parma, i Boys decidono di andare, invece, a Sestri il sabato a vedere la Primavera, partita alla volta di Genova a proprie spese senza organizzazione, per dare un segnale forte, della serie “noi siamo col Parma”, “Noi siamo coi giocatori”. E, alla domenica, per suggellare il tutto, alle 15,15 i Boys faranno il loro tifo all’allenamento, a Collecchio, anziché a Genova nel settore ospiti, per dimostrare, con bandiere, striscioni e fumogeni, che il vero calcio, quello della passione vera, non morirà mai. -Sabato 11 aprile ’15 va in scena al “Tardini” Parma-Juve di campionato, davanti a 15.311 spettatori, record stagionale (9.580 gli abbonati). Il Parma ce la mette tutta e gioca col coltello tra i denti, ma anche con la forza di chi non ha niente da perdere; la Juve è distratta dall’impegno in Champions League col Monaco, anche se non regala nulla. Al 60’ succede l’incredibile: il gioiellino, classe ’96, Josè Mauri lascia partire un tiro da dentro il limite dell’area, che si insacca precisissimo all’incrocio dei pali, proprio dalla parte della Nord, che sembra cadere giù, tanta è la gioia di un’intera curva, che aveva, alla vigilia del match, spronato ambiente e giocatori al massimo impegno per battere la Vecchia Signora, in una gara sentitissima dai Boys che, dato gli insulti degli juventini in Coppa Italia, esibiscono lo striscione “Dall’Heysel a Scirea i vostri morti abbiamo sempre rispettato, voi il Bagna avete infangato…infami!”. Il giorno dopo, allenamento del Parma tra i tifosi e grigliata. -I Boys tengono botta anche a Milano con l’Inter (1-1), nel turno del sabato di Pasqua ’15, esponendo lo striscione “Bagna vive”, nell’anniversario della sua morte, festeggiando un punto che serve a poco ma che dà soddisfazione. -Duro e prolungato faccia a faccia, al termine di Parma-Cesena (1-2), prima giornata di ritorno del campionato 14/15, tra Antonio Cassano, che dopo qualche giorno non sarà più un giocatore del Parma, svincolandosi, e i capi ultrà della curva Nord, che chiedono massimo impegno e “Rispetto per noi che si siamo”, come recita uno splendido striscione. -Per Parma-Lazio del 7 dicembre 2014, gara delicatissima per il Parma, sia per l’ultimo posto in classifica, che per le note vicende che riguardano la presidenza, con un’ambiente in ebollizione, la Nord ricorda “Tino”, noto esponente dei Boys scomparso anni fa, con un bandierone corpicurva che riproduce il suo stendardo “Tino Boys con noi” ed in basso lo striscione “Tino con la tua forza nel cuore canteremo sempre più”. Esposta inoltre la scritta “Gabriele Parma ti ricorda”, per il laziale Sandri. -In occasione di Roma-Parma dello scorso febbraio, gara del campionato di A 14/15, i Boys sono andati oltre la gravissima crisi finanziaria della società e l’ultimo posto in classifica: colorati come al solito e in barba al momento, fanno la loro parte con un tifo di buona qualità, rispolverando anche il mitico striscione “1977”. Vengono presi di mira soprattutto dalla Nord e fanno festa alla fine per un risultato di prestigio (0-0) che non servirà ad evitare la retrocessione, ma fa onore alla squadra. -I parmigiani si presentano compatti in 300 unità a San Siro col Milan nel 13/14, organizzando un tifo di buonissimo spessore. Per loro la gioia della vittoria (4-2) molto importante in chiave-Europa League, anche se i parmigiani intonano una canzone che accompagna tutta l’attesa dentro lo stadio prima di uscire che fa “Non ti lascerò, sempre al tuo fianco tuo sarò, quando entro in campo mi agito, t’amo t’amo e t’amerò. Guarda che squadra che abbiamo presidente, non ce ne frega niente dell’Europa League, giriam l’Italia, veniamo dall’Emilia, bruciamo Reggio Emilia, a noi piace così”. -Torino-Parma (1-1) dell’11 maggio 2014, penultima giornata del campionato di Serie A scorso, è un vero e proprio spareggio-Europa League. I Parmensi sono in buonissimo numero, occupando tutto il settore ospiti; alla fine arriva un punto importante, che li proietta in Europa, ma solo per il momento, visto che l’Uefa escluderà la squadra crociata per guai economico-finanziari della società. -Durante la partita con la Juve al Tardini del 2013/14 viene ricordato il “Como” a tre anni dalla sua scomparsa, con la scritta “Como sempre nel cuore”, e “Mino” venuto prematuramente a mancare. Si segnala a fine gara che il portierone Buffon va a regalare i guanti ai Boys, poi regala la fascia di capitano e la maglia ai gobbi, e l’odio dei parmensi verso la maglia che indossa il nazionale, ma il rispetto verso l’uomo. -Gli ultras parmensi, sempre attenti alle problematiche ultras, hanno intrapreso, specie nel periodo 2010-2011, continue battaglie contro la tessera, sempre motivo di costruttivo e mai banale confronto. Da incorniciare la stagione 2010/11 dei Boys. A fine 2011 i soliti Boys non persero tempo e, al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, quando addirittura non era ufficiale la sua nomina, chiesero un impegno immediato per riconsiderare il sistema della tessera del tifoso. -Nel 2012, per celebrare il 35esimo dei Boys Parma, fu organizzata una partita al “Tardini” tra Vecchie Glorie e giocatori del Parma 11/12, con annessa sbandierata in campo tra parmensi e gemellati, più copricurva con la scritta “1977”; striscioni “Curva Nord Matteo Bagnaresi” e “35 anni d’amore ribelle”; gli striscioni in basso di “Crusader Ultras Supporters”, “Desperados”, “Rangers”, “Ultras Tito”, “Boys” con la stella ai lati, sui quali campeggia la scritta “Son crociati e tutti campioni son del Parma i prodi calciatori”, con attorno le date dei trionfi del Parma. Al termine dell’amichevole “terzo tempo” in curva Nord tra tifosi e giocatori. -Prima di Parma-Roma 2011/12 venne distribuito in tremila copie un volantino in cui si rendevano noti i motivi dello sciopero della domenica precedente, col Chievo, quando gli ultras Nord rimasero fuori per dimostrare a tutti come sarebbe sempre la curva senza di loro. Con la Roma, per “chiudere il cerchio” della protesta, per dimostrare come cambia lo stadio quando c’è chi organizza il tifo, colora la curva e sprona la gente a cantare, i Boys sono tornati in curva a tifare. -Bella, e soprattutto originale, la coreografia proposta dalla Nord nel match interno con il Bologna del 2010/11, con esposto in basso il vecchio striscione “Boys” con la stella ai lati, dietro tanti maxistendardi con nomi o soprannomi di tutti i ragazzi della Nord che purtroppo ci hanno troppo presto lasciati, e in cima il messaggio “Dedicato a chi oggi tifa da lassù, che dietro a questo striscione ha cantato, sofferto e gioito”. -I Boys sono da anni in prima linea per aiutare il territorio della città di Parma e non solo. Nel corso degli anni hanno consegnato un’ambulanza alla città, hanno aiutato il Giardino Riabilitativo dell’Ospedale di Parma e l’Associazione Fibrosi Cistica della pediatria con la loro riffa annuale, si sono impegnati in prima persona per spalare e raccogliere beni di prima necessità da donare alla popolazione parmigiana colpita dall’alluvione dell’autunno 2014. Inoltre hanno anche aiutato con una raccolta beni i terremotati di Mirandola (MO) e con una raccolta fondi gli alluvionati di Liguria e Toscana. -I Boys, nel maggio 2010, ricordano Matteo Bagnaresi, a due anni dalla sua scomparsa, con alcune commemorazioni, da viale Fratti all’Associazione club Parma Petitot in P.le Risorgimento. Particolarmente bella la festa per Matteo Bagnaresi nel 2011, quando gli amici l’hanno voluto ricordare per il suo impegno nel mondo del sociale ed a fianco di lotte per la difesa del territorio, dei più deboli, e a favore di un’”altra” concezione di vivere le proprie passioni e temi come la sicurezza sul lavoro. Il ricavato della festa è andato a sostegno delle attività della “Fondazione Matteo Bagnaresi Onlus”, voluta dai suoi genitori dopo la sua morte. -In occasione di Parma-Fiorentina dell’aprile 2010 gli venne dedicata una stupenda coreografia, coi colori del Parma, un copricurva centrale riproducente lo stendardo ingigantito “Curva Nord Matteo Bagnaresi”, e a corollario la scritta “Il tuo sorriso nei nostri cuori il tuo nome nella nostra curva”. -I parmensi, nel 2010/11, a Milano con l’Inter non sono potuti entrare perché sprovvisti di tessera del tifoso, ma hanno comunque presenziato nella città meneghina, facendo tappa all’hotel della squadra, e sotto la Rai e la Lega Calcio, protestando contro la tessera. L’anno successivo, invece, sempre con l’Inter, riescono in una trentina a entrare a sorpresa senza tessera del tifoso. -Match infrasettimanale Lecce-Parma 2010/11: la ventina di ultras parmensi scesi fino a Lecce occupano la parte superiore della Tribuna Est lasciando completamente vuoto il settore destinato ai tifosi ospiti. Nel maggio 2012 un’altra ventina di Boys presenzieranno ancora nella Tribuna Est Superiore, con regolare biglietto, a dimostrazione dell’inutilità della tessera, anche se, dopo pochi minuti, vengono spostati dalle forze dell’ordine nel settore ospiti, insieme agli altri parmensi fidelizzati. Altre volte nel 2012/13 (Roma, Torino, Bergamo, Chievo, ecc.) i Boys sono riusciti ad entrare nei vari settori ospiti. -I parmensi senza tessera, in trasferta a Napoli, nel 2010/11 si sistemarono, invece che nel settore ospiti, tra il pubblico locale, un’impresa non facile. -Il 23 maggio 2009, durante Parma-Vicenza, ultima partita del campionato di Serie B, cadde da una balaustra del settore ospiti, in circostanze mai del tutto chiarite, il 19enne vicentino Eugenio Bortolon, morto qualche ora dopo in ospedale, dove delegazioni ultrà di Parma e Vicenza, insieme anche se rivali, aspettavano notizie. Nel 2011 venne esposto nel settore ospiti lo striscione “23-5-09/23-5-11, Parma non dimentica Eugenio vive”, come era stato fatto anche nel 2010.

. Gruppi scomparsi, nati negli anni ’70: Aficionados, Ultras, Panthers, Pirati .

Gruppi scomparsi, nati negli anni ’80: Parmalcool Supporters, Blue, Execultrà, Gladiators Fidenza, Gioventù, The Animals, Club Giants Parmigianino, Kaos, Rangers, Lubian’s .

Gruppi scomparsi, nati negli anni ’90: Potere Crociato (’94), Viking, Inferno, Ingestibili, Mat P’l al Parma (’97), Minoranza Rumorosa. .

Gruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Fronte del Porto, Over 40 .

Politica: 100% apolitici .

Tifosi Parma 1
Una coreografia dei tifosi del Parma

Liberi pensieri: “Ora basta Lega bastarda (Pr-Lecce 84/85), “Grazie Ceresini la B è stupenda…per gli altri” (presidente d’allora del Parma, Pr-Cesena 84/85); “Matarrese terrone di bassa ‘Lega’” (Pr-Bari 84/85), “Buon appetito”, “Ma lo san le vostre mamme che siete qui? (Parma-Bologna 84/85); “Per la bandiera per la città…forza Parma” (Pr-Inter 02/03), “Di questi orari non ne possiamo più” (Bologna-Pr 02/03), “3 gol nel derby…grazie ragazzi!” (Pr-Milan 03/04), “L’ultima crociata per sognare” (Inter-Parma 03/04), “Continua a lottare Tino” (Sampdoria-Parma 04/05), “Epo dona loro eterno riposo” (Pr-Juve 04/05), “Digitale ultimo male” (Atalanta-Pr 04/05), “Chi non rispetta la nostra passione non merita la nostra attenzione: vergognatevi!” (Pr-Treviso 05/06), “Scusate il ritardo stiamo facendo il biglietto, stadi più sicuri…sicuramente più vuoti” (Chievo-Pr / Pr-Empoli 05/06), “La prima certezza deve essere la salvezza” (Pr-Palermo 05/06), “Per un calcio pulito…un calcio a Matarrese” (Massese-Pr, amichevole estiva 06/07), “Parigi e Pescara, allo stadio è dimostrato, sparare all’ultras non è reato” (Pr-Napoli 06/07, Coppa Italia), “Vogliamo la riforma del Codice Penale, accendere un fumogeno dev’essere legale” (Empoli-Pr 06/07), “Noi vogliamo una società!” (Siena-Par 06/07), “Zivo per sempre in curva con noi”, “Pr-Sp: annullata, Pr-Pe: sabato h. 15, Pr-Na: giovedì h. 15: per la tua incapacità ci rimettono tifosi e città” (Pr-Chievo 06/07); “11373 abbonati: meritateli” (Pr-Livorno 07/08, esterno stadio), “Schiavi del Campari”, stendardo in onore del “Campa” (08/09); “Un anno è passato ma noi non abbiamo dimenticato: giustizia per Gabriele” (Pr-Livorno 08/09), “Caro Babbo Natale, c’è solo una cosa che vorremmo fare: essere liberi di tifare” (Pr-Cittadella 08/09, esterno stadio), “Usate il nostro tifo nelle pubblicità ma nelle curve nessuna libertà” (Pr-Albinoleffe 08/09, esterno stadio), “E Berta filava…via!” (Pr-Grosseto 08/09), “Bagna: il tuo urlo libero sempre nella Nord” (Pr-Piacenza 08/09, esterno stadio), “18-05-08: reprimete, diffidate e il vostro mestiere non lo fate” (Pr-Ascoli 08/09), “Piacenza 20-12-08: Mau è orgoglioso di voi, il Bagna vi ringrazia” (Pr-Pisa 08/09, riferito allo striscione in ricordo di Bagnaresi che prepararono i pisani, anche loro colpiti da un grave lutto anni prima, quello di Maurizio Alberti); “L’articolo 9 è anticostituzionale” (Pr-Palermo 09/10, esterno stadio), “A Speziale 14 anni senza Risconstri, Gabriele aspetta ancora giustizia”, “Tardini in città speculatori fuori!” (Parma-Lazio 09/10, esterno stadio); “Per i tifosi solo doveri e niente diritti, ora ci siamo stufati e per un tempo stiamo zitti”, “45 minuti da clienti interessati” (Pr-Palermo 09/10); “In memoria di chi non c’è più continuare a tifare è il miglior modo per ricordare”, “C’è una sola cosa che mai io lascerò, è la squadra della mia città quella del mio cuor” (Pr-Napoli 09/10); “Settori popolari a 15 Euro! care società chi ci sta?” (Pr-Udinese 09/10, esterno stadio), “…Ma il cuore resta sempre nella Nord! (Pr-Bologna 09/10), “Ciao Vappo”, per la prematura scomparsa di uno dei leader della Nord (Lazio-Pr 10/11); “In una stagione di buio siamo noi l’unica luce” (Pr-Inter 10/11), “Al vostro fianco per fedeltà, senza la tessera per dignità” (Pr-Brescia 10/11), “Se ai tifosi siete interessati settore ospiti per i non tesserati” (Cogollo-Pr, amichevole estiva 11/12), “Cara Coppa Italia noi ci teniamo ancora non come chi ti fa giocare a quest’ora” (Pr-Catania, Coppa Italia 12/13, disputata di mercoledì al “Tardini” alle 17,30); “Il nome di Parma nel cielo d’Europa”, coi cognomi dei giocatori che vinsero la prima Coppa europea e un copricurva che li rappresenta (Pr-Bologna 12/13); “Non solo un occasione: trasferte libere tutta la stagione” (Pr-Samp 13/14; i doriani: “Un gemellaggio che va avanti da generazioni…Boys Parma e Ultras Tito Cucchiaroni”); “Tieni duro Curva Sud Catania”, striscione di solidarietà per 16 catanesi diffidati (Pr-Lecce, Coppa Italia 13/14); “Nell’anno del centenario avete perso la possibilità di guadagnarvi la stima dell’intera città” (Pr-Torino 13/14). Clubs principali: Parma Club Danè, Parma Club Apolloni Mezzani, Parma Club “Cinghiali Gialloblù”, Parma Club Arci S. Lazzaro, Parma Club “La Bella Età”, Parma Club Fontanellato.

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