Quando lo scorso gennaio Stefano Stefanelli si è insediato alla guida dell’area sportiva azzurra, raccogliendo l’eredità del giustamente esonerato Roberto Gemmi, il compito appariva subito complesso. Una situazione delicata, una squadra da rimettere in carreggiata e soprattutto la necessità di entrare rapidamente dentro dinamiche che, inevitabilmente, richiedono tempo. Il dirigente marchigiano ha però dalla sua un elemento non banale: un contratto che lo lega all’Empoli almeno fino al giugno del 2027. Ecco perché, a differenza della situazione legata all’allenatore, non sembrano esserci particolari dubbi sulla prosecuzione del rapporto con il club azzurro. Salvo eventuali e profondi stravolgimenti societari che, onestamente, oggi non ci aspettiamo.

Parlare del lavoro di Stefanelli in termini definitivi sarebbe però profondamente ingeneroso. Il tempo trascorso dal suo arrivo è troppo poco per poter esprimere un giudizio realmente oggettivo. Di fatto, sulle sue spalle, c’è stata soprattutto la responsabilità di un mercato particolare e sempre complicato come quello di gennaio. Una sessione in cui l’Empoli aveva bisogno di esperienza, personalità e giocatori pronti ad incidere immediatamente. Da questo punto di vista il direttore non si è mosso male, portando alla corte dell’allora tecnico Alessio Dionisi elementi navigati e funzionali all’idea di squadra che si voleva costruire. Alla fine dei conti, l’unico innesto realmente produttivo può essere considerato Luca Magnino, tra l’altro giocatore di proprietà e quindi anche patrimonio tecnico del club. Ma la sensazione generale è che Stefanelli abbia mostrato numeri e competenze per poter fare bene in prospettiva. C’è poi un aspetto che, in questi mesi, è stato percepito chiaramente da tutto l’ambiente. A differenza del predecessore, Stefanelli si è posto con grande umiltà e rispetto verso la piazza, entrando in punta di piedi ma riuscendo rapidamente a creare empatia. E concedetecelo: anche nel rapporto con la stampa si sono registrati riscontri piacevoli ed importanti, che nel calcio moderno non sono mai così scontati.

La sua vera stagione, inevitabilmente, sarà però la prossima. Ed è qui che inizierà il banco di prova più significativo. L’Empoli che verrà, salvo importanti cambiamenti ai vertici societari, partirà probabilmente con meno favori del pronostico rispetto all’annata appena conclusa e, verosimilmente, con qualche difficoltà economica in più. Stefanelli dovrà dimostrarsi bravo soprattutto nella gestione delle risorse: vendere bene, capire su quali giocatori monetizzare immediatamente e su quali invece valga la pena resistere, magari rinunciando ad un incasso nell’immediato per mantenere in rosa elementi che possano risultare decisivi nella prossima stagione. E poi ci sarà da costruire una squadra realmente funzionale all’idea calcistica dell’allenatore che verrà scelto. Un lavoro meno emergenziale e più strutturale, quello che probabilmente racconterà davvero il valore del direttore sportivo azzurro. L’immagine di Stefano Stefanelli in lacrime al termine della stagione è forse la fotografia più forte lasciata da questi quattro mesi e mezzo. Lacrime sincere, non di circostanza, di un uomo che ha vissuto totalmente questa esperienza e che crede profondamente nel progetto Empoli. Ed è forse proprio da lì che bisogna ripartire. Perché in quelle lacrime c’è appartenenza, partecipazione e voglia di costruire qualcosa di importante. E, oggi più che mai, l’Empoli ha bisogno esattamente di questo.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

9 Commenti

  1. La piazza di Empoli non chiede molto, Direttore: chiede il giusto. 4 giocatori (uno per reparto)
    Ma boni! E’ chiaro che bisogna spendere, stavolta.

  2. Concordo sul fatto che non si possa giudicare in maniera completa Stefanelli, dato che è praticamente arrivato a ridosso del mercato di Gennaio.
    La prossima sarà la stagione che sicuramente ci farà capire il valore del DS.
    Rispetto al suo predecessore, almeno si è presentato di più e meglio, per adesso partiamo da questo presupposto.

  3. vediamo se ci sara’ la nuova propieta’ e chi saranno…..ho la sensazione che sia un suo uomo messo a tempo debito per capire meglio i meccanismi

    • Sono d’accordo su questo…credo che non ci sia nessun dubbio…altrimenti non si capisce il cambio del DS a gennaio e praticamente senza mai poter intervenire in niente…

  4. Il giornalista mi dovrebbe spiegare quali sono i “numeri e competenze per fare bene” che gli ha fatto vedere Stefanelli in quanto…oltre alla conferenza di presentazione…non ha mai “aperto bocca”…ad un certo punto non abbiamo capito se ci fosse sempre o no…naturalmente questo non vuol dire che non sia bravo ma solo che…per vari motivi…non ha inciso più di tanto sulla squadra…solo con il prossimo campionato ed il prossimo mercato potrà essere “valutato” pienamente…sono completamente d’accordo, e non ne ho il minimo dubbio, che sia stato messo lì dalla “nuova proprietà” per capire meglio i conti e la situazione dal “di dentro”…

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