L’Ascoli è l’unica squadra di Serie B, insieme al Venezia, ad avere un rapporto diretto con Nike. Ma se i lagunari possono contare, come abbiamo visto nell’articolo a loro dedicato, su un lavoro di personalizzazione dei propri completi, i marchigiani devono accontentarsi di pescare dal catalogo del marchio statunitense. Come consuetudine quando l’avversario ci fa visita al Castellani, ci concentreremo sulle maglie da trasferta dei futuri ospiti.

Lo stato dell’arte ce lo ha illustrato Roberto Guardiani, collezionista ascolano che in oltre 20 anni ha raccolto quasi 500 maglie dei bianconeri, coprendo un arco temporale che spazia dai primi anni ’70 ad oggi. A lui va il ringraziamento per aver messo a disposizione le foto delle maglie della propria collezione, attraverso le quali cercheremo di tracciare una cronologia essenziale delle Ascoli da trasferta.

Nero per acclamazione

Confermatissimo il nero per la seconda maglia, in virtù di un abbinamento le cui prime tracce risalgono dalla metà degli anni ’90 e che ha sempre riscosso, nella sua semplicità, il massimo gradimento da parte della tifoseria locale.

Un modello semplice, estratto dal catalogo come detto sopra, da cui si discosta solo per la goffratura sul fianco che riporta l’anno di fondazione del sodalizio e l’aggiunta del tricolore a bordomanica. Un’operazione quest’ultima però un pò maldestra per vari motivi. In primis per l’assenza di un motivo concreto che ne giustifichi la presenza, se prescindiamo da vaghi riferimenti ad un non meglio precisato senso di appartenenza. In secondo luogo per l’applicazione posticcia, di cui si rende conto anche un occhio inesperto: il nastrino è infatti cucito sopra il bordomanica del modello di catalogo fatto e finito. Apprezzabile però che, a differenza di quanto si è visto addirittura sulle maglie della Nazionale, il tricolore presenti almeno la corretta sequenza di colori, ovvero dall’alto verso il basso verde-bianco-rosso.

Curiosa la numerazione, che presenta il solo bordo a contrasto rispetto al fondo della maglia. Una soluzione forse non leggibilissima ma che richiamerà alla memoria dei più ferrati in materia le mitiche maglie del Celtic 1997/1999.

Giallo cittadino

Per quanto riguarda la terza maglia, al rosso della scorsa stagione si sostituisce il giallo. Rimaniamo dunque nel novero dei colori legati all’iconografia cittadina, dato che la bandiera civica è, appunto, giallorossa.

Il rosso ad Ascoli però, a differenza del giallo, ha anche un “valore aggiunto” riguardo al quale vale la pena spendere due parole: richiama il colore dei calzini indossati per scaramanzia dall’indimenticabile presidente Costantino Rozzi. Per recente tradizione, nella gara più prossima al 18 Dicembre (anniversario della scomparsa di Rozzi ndr), la squadra scende in campo proprio con dei calzettoni rossi per celebrare il ricordo dell’iconico massimo dirigente.

Ma torniamo all’attualità ed al giallo, che fa capolino nella storia delle divise dell’Ascoli a partire dai primi anni ’90, venendo poi riproposto con una certa frequenza fino ai giorni nostri. Anche in questo caso i bianconeri vestono un modello di catalogo che non porta con sè suggestioni particolari. Si distinguono dalla seconda maglia le personalizzazioni, “normali” a carattere “pieno”, le stesse in uso sulla prima maglia bianconera.

Nel complesso maglie un pò anonime, che scontano l’effetto “già visto” dovuto al catalogo. L’inserimento poco armonico (per forma, ubicazione e colore) del secondo sponsor sul fronte maglia non aiuta nella resa finale, che riscuote tuttavia un sufficiente gradimento della piazza soprattutto in considerazione della qualità dei materiali. Il pubblico ascolano si aspettava però qualche spunto creativo in più e un maggior livello di personalizzazione, aspetti paradossalmente più curati quando il fornitore tecnico era meno blasonato dell’attuale.

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