Tanti calciatori sono passati da Empoli, hanno segnato gol importanti ma uno solo ha legato in maniera indissolubile con il popolo azzurro. Carmine Esposito, un amore intramontabile che resiste al passare degli anni. La gente non dimenticherà mai le emozioni regalate dall’attaccante partenopeo, allo stesso tempo per lui le tre stagioni dal 1995 al 1998 gli faranno per sempre compagnia perchè il calcio è anche emozione, poesia e momenti indimenticabili.

A dieci giorni da una partita diversa da tutte le altre, come il derby in programma lunedì 23 ottobre all’Artemio Franchi lo abbiamo intervistato, partendo dai suoi ricordi, ma anche di presente a 360°

Ciao Carmine come stai? parlando con te è inevitabile ripercorrere le tue tappe con la maglia azzurra, se chiudi gli occhi cosa ti viene in mente?

Ogni sera prima di addormentarmi i ricordi mi fanno compagnia, non sono sfuocati come si possa pensare ma sono molto vivi. Potrà essere retorica ma difficilmente ne viene in mente uno particolare. Sicuramente la vittoria della stagione 1997-98 a Firenze resterà per sempre nella storia anche se l’Empoli dovesse vincere altre 100 volte a Firenze. Un successo incredibile sul campo della Fiorentina dei mostri sacri, la corsa verso lo spicchio dedicato ai tifosi azzurri, ricordo tutto di quella meravigliosa giornata“.

Il rapporto con Spalletti?

“E’ stato straordinario, ha avuto il merito di darmi grande fiducia al momento del mio arrivo ad Empoli. Luciano non è cambiato con gli anni, è lo stesso. Quando è venuto a Bologna con il Napoli l’ultima volta mi ha invitato al ritiro, ho incontrato anche Daniele Baldini è stato un bel momento in cui abbiamo rivissuto i momenti vissuti insieme. Non è il solo con cui sono rimasto in contatto, anche con altri ex compagni come Tricarico ogni tanto ci sentiamo, è sempre un piacere”.

L’altra vittoria a Firenze l’hai vissuta da una prospettiva diversa…

“E’ stata una esperienza che porterò per sempre nel cuore, sono partito da Bologna prendendo accordi con i tifosi. Sono arrivato allo stadio insieme a loro, mi hanno perquisito e ho vissuto la partita nello storico spicchio dedicato agli azzurri. Ho cantato ed esultato alla fine, è stato davvero bello”.

Tra dieci giorni ci sarà nuovamente il derby, come lo vedi?

“Adesso viene nel peggior momento per gli azzurri, la Fiorentina sta vivendo un grande periodo di forma. C’è voglia nell’ambiente viola di tornare a far parte delle sette sorelle. C’è differenza tra le due squadre che si trovano molto distanti, ma il derby sappiamo benissimo che è una partita a se. Gli azzurri stanno faticando ma a mio avviso hanno l’allenatore giusto per potersi tirar fuori da questa situazione”.

Il problema più grosso è quello del gol, da attaccante cosa ti senti di dire?

In effetti la squadra produce molte occasioni ma non concretizza, secondo me ci vuole maggiore cattiveria agonistica quando ci si presenta davanti alla porta, si tira tanto per farlo. In rosa c’è un elemento come Caputo, ma anche lui sta faticando in questa prima parte del torneo. Ci si affida a Baldanzi, mi sembra eccessivo affidare tutto il peso dell’attacco sulle spalle del ragazzo. Per il resto mi sembra di vedere poco“.

Adesso cosa fa Carmine Esposito?

“Ho aperto un’agenzia di procuratori in cui ci sono 40-50 ragazzi, e ho una scuola calcio dalle parti di Napoli. Sono sempre nel mondo del calcio, a caccia di talenti nelle periferie proprio come faceva Bini. Empoli per me è rimasto un modello a 360°, cerco di mettere in pratica cosa ho imparato negli anni. Riguardo ai giovani mi sento di dire che bisogna dargli fiducia e vanno fatti giocare, spesso in Italia non c’è questo coraggio ed intraprendenza.

Inevitabile una domanda su quello che sta accadendo nel mondo del calcio da 48 ore

Credo che il calcio e soprattutto i tifosi non avessero bisogno di una brutta storia come questa, già si sta verificando un calo significativo delle presenze negli stadi. Sicuramente è presto per capire la portata di questa vicenda, ma sembra destinata ad espandersi. Sicuramente i sentimenti prevalenti sono di grande tristezza e amarezza”.

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12 Commenti

  1. Ha detto una cosa ineccepibile, almeno per quanto mi riguarda. Dopo avere vissuto due “sessioni” di scommesse (2006-2011), questa terza sta dando una spallata bella grossa alla mia passione per questo gioco, sento che sto perdendo veramente interesse.
    Non nego che, anche gli anni prima, probabilmente facevano questi versi, ma di sicuro prima c’erano meno “grandi fratelli” ad osservare, e, forse, i giocatori di anni fa erano anche più svegli. Oggi bisogna essere veramente degli ebeti, sapendo che tutto è tracciato e nulla sfugge.
    Ora, bisogna vedere se venivano fatte puntate sul calcio e, ancora più grave, sulla propria squadra, ma per quanto mi riguarda, già solo il fatto che si venga tirati in ballo per ‘ste cose, mi fa specie. Lo sostenevo anche quando fummo colti noi con le mani nella marmellata (Farina/Repetto e la storia dei puntini sui sorteggi antidoping); fondamentalmente non ci s’entrava nulla, ma solo il fatto di essere “nominati” mi dette una grandissima noia.

  2. I giocatori giovani di oggi fanno parte di una generazione di zombi che girano a testa bassa sul cellulare e vivono in un mondo virtuale e non si rendono nemmeno conto di quello che fanno… Per loro è normale essere rincoglioniti, purtroppo!

  3. passaggio fondamentale:
    – ci vuole più cattiveria sotto porta…le occasioni ci sono…a volte si tira tanto per tirare…
    Secondo me ha inquadrato alla perfezione il problema attuale dell’empoli,anche con l’Udinese tante volte siamo stati dentro l’area…tiro io,tiri te,aspetta me l’accomodo….
    Se si supera questo difetto vedrete si inizia a fare qualche gol in più..

  4. Ho iniziato a seguire l’ Empoli proprio nell’ anno della serie C da dove è iniziata la cavalcata che ci ha portato dalla serie C alla serie A con mister Spalletti e Carmine Esposito era il mio idolo indiscusso, e lo è stato per molti anni.

    Una sera mi sono trovato a una cena in 7/8 persone, tra le quali c’era anche lui e gli ho sentito dire parole che mi hanno fatto cadere un mito, durante quella cena disse che gli anni alla Samp e addirittura l’ anno di Firenze sono quelli a cui è più legato e sminuì un po Empoli e il suo affetto verso i colori azzurri.

    Resterà sempre un ricordo indelebile, però quelle parole mi hanno lasciato un po di amaro in bocca.

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