A cura di Claudio “Freccia”

Gruppo principale della Nord: Pescara Rangers

Altri Gruppi/compagnie esistenti in Curva Nord “Marco Mazza”: Old Story Pescara Rangers, L’Impero Continua Pescara Rangers Vecchia Guardia 1976, Solite Facce, Pescaresi 1936, Pescara 4 Luglio 1936, A Sud del Fiume, 4 VZ, Gioventù Sbronza, San Donato, Isernia dagli anni 90, Curva Nord Lato Mare, Già Sai!!!, Campari Group, 1936 Costa Nostra Pescara, Francavilla 1936.                                         

Gruppi/compagnie esistenti nei Distinti: Quelli del Delfino, Falli Laterali, Seccie & Pisill-The Clan 1936, Solo PE, Pescara m.n.

Gruppi/compagnie esistenti in Curva Sud: Sconvolts.

Politica: ufficialmente apolitici.

Gemellaggi/Amicizie: –Vicenza: storico gemellaggio, uno dei più vecchi ancora in piedi nella storia del movimento ultras, nato il 9 gennaio 1977, quando 3mila pescaresi invasero Vicenza, con la loro squadra che espugnò il “Menti”, coi vicentini che, nonostante la delusione, salutarono l’uscita dei pescaresi dallo stadio con sinceri applausi. Al ritorno gli abruzzesi contraccambiarono con calore l’ospitalità ricevuta. Al termine del campionato, poi, le due tifoserie festeggiarono insieme le rispettive promozioni in Serie A. L’anno successivo, grazie ad accordi presi tra capi-ultrà, venne ufficializzato il gemellaggio, allorchè, nel prepartita di Vicenza-Pescara, Ciro, capo dei “Rangers”, e Moreno, leader dei vicentini, si scambiarono le sciarpe a centrocampo. Un rapporto di fratellanza, amicizia vera e propria, consolidata negli anni, tra ripetute visite reciproche, che per elencarle tutte ci vorrebbe un libro (molti ricordano i mille pescaresi a tifare Vicenza, a Ferrara nel ’90, nello spareggio per non retrocedere in C2 col Prato), tavole imbandite con bevute a fiumi, che ha anche dovuto superare esami non sempre facili. Difficile infatti dimenticare l’imbarazzo dei pescaresi al gol di Speranza che violò uno 0-0 già scritto, gradito a tutti, in un Vicenza-Pescara del gennaio 2006, svoltosi in un clima quasi irreale per la neve che cadeva copiosa. Le due tifoserie, al motto “Pescara-Vicenza nessuna differenza, Vicenza-Pescara nessuno ci separa”, tengono in vita questa bellissima, indissolubile amicizia. Molte volte si è visto gli striscioni di una tifoseria nell’altra curva, tantissime volte giri di campo coi bandieroni, l’8 giugno 1986 in evidenza lo striscione “Pescara Rangers”. D’antan la fumogenata bianca-azzurra-rossa in curva vicentina e la coreografia, sempre coi colori sociali delle due società, nella Nord pescarese. Addirittura l’1 aprile ’17 il Vicenza ha giocato a Perugia con la maglia biancazzurra del Pescara. In occasione del 40° del gemellaggio è stata stampata una sciarpa che riporta i colori delle due società, con da un lato la scritta “come noi nessuno mai” e dall’altro “Vicenza 09/01/77 40° Pescara”. I vicentini, un po’ di tempo fa, esposero la scritta “Vi-Pe se non sei come noi capire tu non puoi”. Nel gennaio 2018, in merito alla crisi societaria che attanagliava il Vicenza, esposto vicino allo stadio lo striscione “Nessun tribunale può cancellare la vostra storia…il futuro appartiene a voi che di Vicenza siete vanto e gloria!”. Visita vicentina in Pescara-Benevento 19/20 con pezza “Old Fans Vicenza” nei distinti, mentre in Nord sventola un bandierone biancoazzurrorosso. Per la promozione in Serie B del Vicenza nel 2020, i pescaresi esposero fuori lo stadio la scritta “Bentornati fRatelli”. -Wolfsburg, –Preußen Müenster: amicizie abbastanza recenti quelle con queste tifoserie tedesche, le cui squadre militano rispettivamente nella Bundesliga (Serie A tedesca) e nelle Serie minori. –Livorno: prima c’era un vero gemellaggio, il rapporto risaliva ai tempi della C (1982/83), rinnovato negli anni successivi, ma che poi si è un po’ perso ed affievolito, anche perché le due squadre raramente si sono affrontate in tutti questi anni. Stendardo “B.a.l. Ovunque” Livorno, esposto in Siena-Pescara 2000/01. Diverse amicizie personali tra le due curve. Il gemellaggio non esiste più, ma sono stati mantenuti ottimi rapporti. Le due tifoserie si sono riavvicinate in seguita alla tragica morte in campo di Piermario Morosini, giocatore del Livorno, durante l’incontro di  Serie B Pescara-Livorno del 14 aprile 2012, in seguito ad un attacco cardiaco. -Cavese: nel marzo 2016 i cavesi subirono 68 diffide, di cui una ad una ottantenne. Striscione in Nord “Vicini alla Cava ultras”. Su un muro la scritta “Con un Daspo ad una 80enne la vostra vergogna sarà perenne”.

Buoni rapporti/reciproca stima: –Mainz 05: stima reciproca con questa tifoseria la cui squadra milita nella Bundesliga. –Genoa,: vecchio rapporto datato anni 80, son rimaste amicizie personali. In Pescara-Pordenone dell’1 settembre 2019 esposto lo striscione “Ciao Maurizio vecchio cuore rossoblù”, per la scomparsa di Maurizio Marchi, storico ultrà genoano. –Fermana, dovuto ad amicizie personali tra i membri della vecchia guardia di entrambe le tifoserie. –Iraklis: buoni rapporti coi tifosi di questa squadra che gioca in Grecia nei dilettanti. –Pro Vasto: gemellaggio direttamente coi “Bad Boys Pescara” negli anni ‘80, adesso rapporto disteso. Torres: stima reciproca risalente al campionato di C1 2002/03. –Francavilla: buon rapporto di vicinato. Nell’ottobre 2017 avviata dai pescaresi una raccolta fondi per dare una mano a 12 ragazzi di Francavilla per fatti avvenuti prima di una gara con L’Aquila. -Giulianova, -Avezzano.

Ex-gemellaggi/amicizie: –Messina: gemellaggio storico, quello ufficiale risale al campionato 1989/90, quando anche i Rangers hanno accettato il rapporto coi messinesi. I primi contatti concreti risalgono all’86/87, con la gara di andata che si disputò all’”Adriatico”: nelle settimane precedenti la partita, visti i rapporti di parentela che legavano i capi dei “Bad Boys” con alcuni capi del tifo messinese, fu stretto un patto d’amicizia tra “Bad Boys” e “Gioventù Giallorossa”. I “Rangers” non erano però d’accordo e ci furono incidenti tra le due tifoserie e tra gli stessi pescaresi. Al ritorno, 60 irriducibili andarono a Messina e si presentarono i problemi dell’andata, ma nell’89/90 le cose migliorarono decisamente e sia i “Rangers” che i gruppi dissidenti messinesi accettarono l’amicizia, tant’è vero che, quando i pescaresi andarono a Licata, vennero ospitati a Messina: il legame era davvero molto forte. Si ricorda un Acireale-Pescara al “Celeste”, il vecchio stadio di Messina, nel ’93, con massiccia partecipazione dei messinesi affianco ai colori biancazzurri, che fece seguito all’ormai storico spareggio per non scendere in C1, Messina-Monza (1-0), del 7 giugno ’90, in cui i pescaresi diedero il loro appoggio. Da allora sono state poche le occasioni in cui le due rispettive squadre si sono incontrate ufficialmente. Ma innumerevoli in passato le visite reciproche e i giri di campo coi bandieroni delle due tifoserie. L’ultima volta è stato nell’incontro di Coppa Italia a Messina della stagione 2003/04. In Pescara-Bologna, finale Playoff di B 14/15, esposto lo striscione “Vicini ai fratelli messinesi”, dopo i fatti di un Messina-Reggina, Playout Serie C 14/15, molto movimentato. Il gemellaggio è ufficialmente finito, con tanto di comunicato dei Pescara Rangers del 18 gennaio 2016, anche se sembra strano; certo saranno rimasti rispetto e amicizie personali. I motivi alla base del “divorzio”? Il 16 gennaio 2016 gli ultras del Delfino hanno ricordato l’anniversario della morte del loro storico capo-ultrà Marco Mazza in Pescara-Livorno, e per l’occasione non si è presentato nessun delegato della Sud messinese. Inoltre i messinesi hanno rinnovato il gemellaggio con gli avellinesi, nemici storici dei pescaresi, infatti si sarebbe verificato il fatto che nella stessa giornata i messinesi avrebbero deciso di seguire in massa il derby campano Avellino-Salernitana, al fianco degli irpini gemellati. La scelta di sciogliere il gemellaggio non è stata condivisa da buona parte delle tifoseria pescarese. A dire il vero i messinesi esposero uno striscione in memoria del capo ultrà biancazzurro, ma, evidentemente, ciò non è bastato. –Bologna: simpatia nata grazie alle promozioni pescaresi festeggiate al “Dall’Ara” di Bologna nel ’77 e nel ’79, coi bolognesi al loro fianco, rotta per futili motivi. I “Pescara Rangers”, a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, erano direttamente gemellati coi “Total Chaos Bologna”. In passato rubata anche una bandiera ai bolognesi, esposta in Pe-Bologna 2006/07. –Milan: gemellaggio importante, risalente all’87, svanito per incomprensioni: dopo una loro vittoria alcuni pescaresi in curva intonarono cori inopportuni contro di loro e il gemellaggio finì con grande rammarico per la gente che ci credeva. –Lecce: nato nell’85, era un vero e proprio gemellaggio, anche sentito, i vecchi rapporti erano più che distesi. –Sulmona: un tempo, negli anni ’80, c’era una sorta di gemellaggio tra i pescaresi e i “C.U.C.B. Sulmona”, poi infrantosi. –Rimini: un tempo amicizia con la” Falange d’Assalto Rimini”, i “Cherokee Pescara” avevano un grandissimo rapporto che li legava al suddetto gruppo. –Jesi: gemellaggio-lampo tra “Bad Boys Pescara” e “Brigata Jesi” in occasione di un’amichevole. Ovviamente tutto nel nome della rivalità con Ancona. –Roma: rapporti d’amicizie, soprattutto personali alla fine degli anni 70 (vedi però sezione “Rivalità”). –Juventus: dalla fine degli anni 70 esistevano rapporti d’amicizia tra le due tifoserie. Striscione “Pescara Rangers” in Curva “Filadelfia”, non ancora “Scirea”, in Juventus-Liverpool, Supercoppa europea del gennaio 1985. Anni fa la curva juventina espose la scritta “Quanto avrei voluto riabbracciarti caro amico…Domenico nel cuore!”, in ricordo di “Gemellone”.

Rivalità: -Lazio: odio fortissimo, storico, acerrimo; da un Lazio-Pescara (2-0) dell’autunno ’77, zeppo di incidenti e violenze di ogni genere, mai viste prima nemmeno nei derby romani, nasce un acredine allo stato puro, per il comportamento a dir poco inspiegabile dei laziali, che fece maturare negli 8mila pescaresi presenti all’Olimpico uno spirito di vendetta, magari sbagliato ma comprensibile, che è diventato, col passare degli anni, ancora più profondo, fino ad arrivare ad alcuni anni fa, quando ha cominciato ad affievolirsi un po’, grazie soprattutto al fatto che le due squadre si sono incontrate poco ultimamente. L’origine di questo odio  risale a un furto di bandiere e tamburi dei laziali ai tifosi pescaresi. Pesanti incidenti in Pescara-Lazio 80/81 nei dintorni dello stadio, con gli ultras pescaresi che escono prima dallo stadio per dare la caccia ai laziali, che hanno la peggio. Rubati inoltre ai laziali gli striscioni “Guerriglieri Lazio” e “Uniti per vincere”, esposti rispettivamente in Pescara-Lazio 79/80 e 82/83, il secondo anche in un Pescara-Pisa 84/85. Negli anni 80, ad ogni trasferta a Pescara i laziali trovavano un clima di vera e propria guerra in città: tanti manichini appesi con le sciarpe della Lazio, madri di famiglia che lanciavano oggetti dalla propria finestra, fino ai “classici” scontri, come quelli, particolarmente cruenti del settembre ’86, con circa 2mila laziali da una parte e ancora più pescaresi dall’altra, un piazzale si trasforma in una vera e propria arena. In Pescara-Lazio 85/86 esposto lo striscione: “Thanks Zigano noi ci riproviamo”, un grazie a chi sparò il razzo che uccise il laziale Paparelli nel ’79 nel derby di Roma. I contrasti diventano ancora più aspri quando, nell’aprile del 1992, il pescarese Maurizio Mazzocchetti, 24 anni, viene ucciso all’esterno della discoteca “Cocoricò” di Riccione, da quattro coetanei romani forse per una battuta di troppo a una ragazza. Si sparse la voce (non confermata) che gli aggressori tifassero Lazio. Apriti cielo. Il romano Fabio Gabriele fu condannato a 15 anni. Successive indagini della Digos hanno collegato la rissa a motivazioni calcistiche. Nel 2002 ore di tensione a Pescara: la cronaca parla di sassi al corteo dei laziali, giunti in treno, verso lo stadio; lacrimogeni sparati dai celerini, che operano alcune cariche, ci sono feriti. Incidenti limitati dalle f.d.o. nel 93/94 (comunque 4 feriti), con 400 laziali giunti in treno. Violenta rissa tra ultras della Lazio e del Pescara prima dell’incontro Pescara-Lazio (2-6) del 5 febbraio 2017. Nello scontro, che è accaduto soprattutto nei pressi dello stadio “Adriatico-Cornacchia”, sono volate sedie e altri oggetti, inoltre si registrano danni alle auto parcheggiate lungo la via. -Chieti: molto sentita, perlopiù di campanile, le due città distano solo 15 chilometri, ma sembrano venire da pianeti diversi. Tanti anni fa, prima dell’inizio del tifo organizzato, si andava ad aspettare i chietini nel quartiere San Donato per fargli gavettoni di letame. Nel 1995 botte da orbi tra le opposte tifoserie alla stazione di Pescara, maxirissa, 30 tifosi denunciati. Rubato striscione “Ultras” Chieti del basket, esposto successivamente in Nord. Nel febbraio ’99, per Chieti-Messina (Serie C2), giocata sul “campo neutro” di Francavilla, pomeriggio di violenza tra le tifoserie di Pescara, Chieti e L’Aquila, con le tifoserie di Chieti e Messina aventi affianco, rispettivamente, quelle dell’Aquila e del Pescara, con le quali c’era gemellaggio. Davanti allo stadio, le f.d.o. furono impegnate nei primi scontri tra pescaresi e chietini. Le forze di polizia intervennero con decisione per sedare i “focolai” di violenza. Da ricordare il furto di uno striscione dei “Rangers”, che gli stessi pescaresi riuscirono a riavere solo dopo una denuncia. Nel maggio 2012 aggressioni a simpatizzanti del Pescara a Chieti durante i festeggiamenti per la promozione in A dei biancazzurri. Individuati gli aggressori. -Ancona: vecchia rivalità molto sentita. In Ancona-Pescara 89/90 gravi incidenti, con 14 tifosi pescaresi e 3 anconetani denunciati, responsabili di vari reati, tra cui danneggiamenti e lancio d’oggetti. Emessi diversi Daspo. Dopo la gara per le strade della città gravi incidenti. Danneggiata gravemente la macchina dell’arbitro Casarin, così come una decina di altre auto di pescaresi e nove dei dodici autobus che facevano da navetta ai tifosi giunti col treno speciale dall’Abruzzo. Sassaiole contro le vetture dei pescaresi c’erano state anche diverse ore prima dell’incontro. Incidenti anche nell’82/83, con le tifoserie che inizialmente si dividevano la curva Nord del vecchio stadio di Ancona, senza settore ospiti e polizia. Facile capire che di lì a poco succedesse casino: volarono calci, pugni, bastonate e qualche pietra per un tempo lunghissimo, poi entrarono le f.d.o. che spararono lacrimogeni, ma dopo la gara succedono nuovi incidenti fuori, macchine danneggiate, poi polizia e fuggi fuggi, qualcuno fu beccato. Rubato lo striscione “Red Fable”, esposto in Pescara-Pisa 84/85 e, pare, anche “Ancona Korps”. Gravi scontri anche nel 2001 ad Ancona. -Ascoli: sentitissima da ambo le parti. Diversi anni fa fu teatro di scontri un Pescara-Ascoli di fine stagione, con lancio di sassi dei pescaresi agli ascolani, cariche delle f.d.o., sei feriti in totale tra tifosi e f.d.o., due arresti pescaresi. Scontri a Pescara anche nell’ottobre ’90: due poliziotti e due tifosi feriti (uno di Ascoli, uno di Pescara), un 27enne pescarese denunciato. Gli scontri cominciarono dopo la fine del match, quando i pescaresi, dal settore Distinti, iniziarono a lanciare sassi e altri oggetti verso gli ascolani, che risposero prontamente, poi la situazione degenerò ulteriormente, con fitta sassaiola. Scene di guerriglia fino alle 17, quando i circa 400 ascolani risalirono sul treno. Rubato agli ascolani, in altre circostanze, lo striscione “Alcool Force”, esposto in Ascoli-Pescara 88/89. -Verona: rivalità piuttosto recente ma sentitissima, alimentata dalle numerose sfide negli ultimi anni, soprattutto per i big-match e i Playoff in Lega Pro. Spesso si sono verificati incidenti, i più gravi a Verona nell’aprile 2010 con le forze dell’ordine e coi veronesi stessi, gravi atti di violenza, arrestati 4 pescaresi dalla Digos. Negli scontri volarono petardi, bottiglie, pietre e bombe carta, con feriti sia tra tifosi che tra le f.d.o. Il 23 maggio 2010 un gruppo di ultras del Pescara attraversano a piedi l’A14 per cercare lo scontro con alcuni tifosi del Verona tra gli autogrill di Bevano Est e Ovest. Ne nasce un putiferio di botte e spintoni durato una ventina di minuti, tanto che sono dovute intervenire tre macchine delle forze dell’ordine. Incidenti piuttosto violenti anche in altre occasioni, tipo in Pescara-Verona 12/13. In Verona-Pescara del 17 dicembre 2018, durante il deflusso, scaramucce tra una 50ina di ultras pescaresi e supporters scaligeri. -L’aquila: derby molto sentito, rivalità storica. Scontri furibondi a L’Aquila nel 02/03 con megarissa sul terreno di gioco, botte da orbi, sassaiola contro i pullman pescaresi, cinghiate, calci, pugni, cariche della polizia ai pescaresi e conseguenti strascichi penali: ebbero una forte risonanza.  Però, dopo il violento terremoto che il 6 aprile ’09 ha colpito l’Abruzzo e, in particolare, la città de L’Aquila, quasi completamente distrutta, qualcosa è cambiato. Infatti, nel 2009, i “Pescara Rangers” si sono impegnati a favore degli sfortunati cugini aquilani, facendo da garanti per raccogliere i fondi che le tifoserie di tutta Italia hanno devoluto a favore di una sottoscrizione messa in atto dai “Red Blue Eagles L’Aquila ’78”. –Foggia: odio antico. Nel gennaio ’91 guerriglia allo stadio per Pescara-Foggia, violenti scontri, fitte sassaiole, 8 feriti e un arresto, bomba-carta al gol annullato al Foggia, che provocò il ferimento del tenente dei carabinieri. A fine match assurda caccia ai pugliesi, con molte auto danneggiate. Una decina di pescaresi si avventarono su un’auto targata “Fg”, scaraventando a terra il guidatore. I celerini caricarono diverse volte, ricorrendo anche ai lacrimogeni, gruppi di ultrà pescaresi, che volevano assalire il corteo dei foggiani (oltre 2000 in tutto) giunti in treno. Più di recente tafferugli a Foggia prima della gara, nel tragitto dalla stazione allo stadio, col danneggiamento di alcune auto targate “Foggia”. I 1500 abruzzesi durante la partita a contatto coi padroni di casa in diverse occasioni. Ma il peggio è successo dopo, con il seguente bilancio: 25 tifosi fermati e identificati (19 di Pescara, 6 di Foggia), 15 feriti, di cui 10 foggiani. Rubato ed esposto in un Pescara-Foggia lo striscione “Ultras Foggia”. Scontri anche nel pregara di Foggia-Pescara del 20 gennaio 2018, quando un folto gruppo di ultras foggiani, a viso coperto, armati fino ai denti, si è recato alla stazione ed ha aggredito il grosso dei tifosi pescaresi giunti in treno. La celere fatica non poco per tenere a freno i pescaresi, pronti a reagire e rispondere alla vile aggressione. A Pescara, alla vigilia della trasferta, era apparso lo striscione fuori lo stadio “Vi aspettiamo a Foggia…merde!!!”, gesto riconducibile a una frangia di supporters rossoneri ricollegabili a un nucleo di studenti universitari che frequentano le facoltà di Chieti e Pescara. –Sambenedettese: acerrima rivalità, storica, perlopiù di campanile. Numerosi gli scontri in passato. Striscione “Ultras” sambino rubato in Samb-Nocerina 78/79 ed esposto a Bologna allo spareggio col Monza; mazzate a fine gara in Samb.se- Pescara 84/85, dentro il campo e fuori in un Samb.se-Pescara 86/87. Un anno furono sfondati i cancelli perché avevano messo la curva a 7000 £. In Pescara-Samb 02/03 esposto e poi bruciato lo striscione “Thugs Samb”. Quando le due squadre si incontravano erano sempre casini. Per i fatti del 15 settembre 2002, 10 ultras pescaresi sono ritenuti responsabili; avvennero soprattutto nel dopopartita alla stazione di Porto d’Ascoli. Il treno che portava a casa i tifosi ospiti fu fatto oggetto di una fitta sassaiola e riuscì a ripartire dopo più di un’ora, dopo violenti tafferugli. Negli ultimi anni le due squadre non si sono mai incontrate, per le categorie diverse che frequentavano le due squadre. Alcuni anni fa la città rimase otto ore nelle mani degli ultras: la stazione ferroviaria si  trasformò in un campo di battaglia. Tanti i teppisti incastrati dai filmati. –Salernitana: furibondi scontri in campo e sugli spalti in Pescara-Salernitana 95/96, con 60 feriti e 20 fermati. A 10’ dal termine un centinaio di pescaresi invade il campo, dirigendosi verso gli ultras salernitani, saliti in oltre 5mila per coronare il sogno della Serie A. Le due tifoserie sono rivali dai primi anni 80, anche se la rivalità non era esasperata. Nel 1995/96 le f.d.o. persero il controllo e iniziarono a manganellare, cariche ai campani col calcio dei fucili, lancio di lacrimogeni, colpi in aria con le scacciacani. Fuori dallo stadio anche i salernitani perdono le staffe, si sfogano nel tentativo di aggredire i pescaresi. I pescaresi esposero la scritta “Ritenta sarai più fortunAta”. Nel 99/00 i “Bad Boys” si ricordano di vecchi screzi ed espongono “Bentornati alla realtà, pentiti”, riferito alla retrocessione dalla A dei campani. –Napoli: violenti scontri nel match del 2004 a Pescara. Nel novembre ’06, per 5 ore, prima e dopo Pescara-Napoli, gruppi di tifosi si sono scontrati tra loro e con la polizia, cercando di regolare i conti per strada. Quattro auto di tifosi campani bruciate, ed anche un mezzo della polizia esploso. 11 feriti, di cui 5 tifosi, con un napoletano in Sala di Rianimazione per un grave trauma cranico, il bilancio della guerriglia. Scaramucce anche nell’aprile 2013. –Cosenza: il 5 giugno ’94 duri scontri tra le tifoserie a Cosenza con circa 2mila pescaresi al seguito (gara importante, il Pescara doveva vincere per salvarsi dalla C1 e ci riuscì tramite classifica avulsa), che costarono due striscioni ai tifosi calabresi, uno distrutto sul posto, l’altro finito come “trofeo” ai gemellati messinesi. Prima di allora i rapporti erano piuttosto distesi, grazie anche allo spareggio salvezza di Serie B, Cosenza-Salernitana del 1991, coi cosentini sistemati in Curva Nord, coi quali molti pescaresi simpatizzarono contro i rivali granata. Nel maggio ’97, in un Pescara-Cosenza, caratterizzato dallo sciopero del tifo, c’è un invasione di campo: un gesto istintivo di una 30ina di tifosi della Nord quando, intorno al 20’ del secondo tempo, dalla sparuta rappresentanza calabrese salta fuori uno stendardo pescarese (“Cherokee”), sottratto dai cosentini nella gara d’andata del dicembre 1996 indisturbati perché i circa 50 pescaresi in Nord (c’era contestazione), dopo aver sistemato i propri stendardi, furono allontanati e relegati dalle forze dell’ordine nella parte alta del settore di gradinata. A maggio la polizia blocca la vibrante reazione dei pescaresi, scesi sulla pista per raggiungere il “nemico” e recuperare lo striscione riconsegnandolo ai legittimi proprietari. A circa 10’ dal termine dalla curva i tifosi salgono in Tribuna per cercare di raggiungere i cosentini, ma intervengono le f.d.o. –Bari: rivalità sentitissima e storica. Pescara-Bari del 2005: un pescarese e un barese in manette dopo degli scontri; una bomba carta ferisce un finanziere al polpaccio, denunciati 45 tifosi, un agente viene colpito con calci al volto. Guerriglia e traffico bloccato intorno alla stazione. Stadio “San Nicola” teatro di guerriglia in un Bari-Pescara dell’aprile 2006, all’esterno e sugli spalti, per vecchie ruggini risalenti al match d’andata. Una consistente frangia di baresi cercò di impedire in tutti i modi l’ingresso nello stadio di un centinaio di supporters pescaresi. Lacrimogeni in campo, gara sospesa per 2’, seggiolini divelti. Alcuni tafferugli anche nel febbraio 2014 e nel marzo 2015, quando una 15ina di tifosi baresi avrebbero picchiato e aggredito circa 5 tifosi pescaresi prima del match in Abruzzo. Striscione rivolto ai baresi in Pescara-Bari 30 gennaio 2016: “A semplici tifosi hai picchiato, di una bandiera raccolta ti sei vantato, la verità…da noi sei sempre scappato”. –Fiorentina: in Pescara-Fiorentina 92/93, 16 feriti in tutto, 7 fiorentini, 4 pescaresi, il resto “caschi blu”, compreso il questore; si passò dagli sfottò ai fatti con lanci di biglie d’acciaio e sassi, numerose le auto e le vetrine danneggiate, un arresto, dieci denunce. –Lucchese: a Lucca, nel marzo ’99, piuttosto caldi pre e dopopartita. Protagonisti una 50ina di pescaresi, affiancati dai livornesi, all’epoca solidamente gemellati. Gli episodi più gravi a fine match: 4 pescaresi, successivamente arrestati, danneggiano gravemente diverse auto in sosta; mentre le f.d.o. stavano per intervenire, sopraggiunse un gruppo di tifosi lucchesi, con le f.d.o. che dovettero prodigarsi affinché le due fazioni non venissero a contatto, in un clima da guerriglia urbana. Denunciato un giovane che, insofferente ai controlli della polizia, aveva forzato lo sbarramento, colpendo un agente del reparto mobile. –Arezzo: invasione di campo pescarese in un Arezzo-Pescara dell’87, con 12mila abruzzesi presenti; esposto lo stendardo “Eccoci: conigli”. Gli aretini sono gemellati coi chietini, e tanto basta ad esser nemici dei pescaresi. –Roma: addirittura amicizie personali con il Cucs Roma a fine anni ’70, rubato ai romanisti lo striscione “Casalbertone”, esposto in Pescara-Roma 88/89. Tafferugli in Curva Sud in un Pescara-Roma di diversi anni fa. Scontri particolarmente violenti, con vere e proprie scene di guerriglia, sono avvenuti prima e dopo l’amichevole Pescara-Roma dell’8 agosto 2010. 10 feriti in tutto, di cui 3 pescaresi, 2 romanisti e 5 poliziotti. Tra i feriti un pescarese di 34 anni, accoltellato ad una coscia, e il responsabile della squadra volanti di Pescara. –Juve: amicizie personali fin dalla fine degli anni ’70, ma un episodio dell’estate 2012, una rissa in un pub di Torino, fa degenerare il rapporto. -Pisa: rubato lo striscione “Fedayn Pisa”, esposto in un vecchio Pescara-Pisa, presenti solo 5 pisani. Eppure negli anni 80 c’era un piccolo approccio amichevole, deterioratosi nel tempo. –Torino: maxi rissa tra le tifoserie di Torino, Pescara e Juve nell’estate 2012 (i pescaresi erano in trasferta per la partita Torino-Pescara). Le tifoserie vengono a contatto in un locale di Piazza Vittorio, nella zona della movida torinese, poi la situazione degenera in una rissa proseguita per strada: danneggiato il locale e alcune auto, molti feriti. A calmare gli animi ci pensa la polizia, che una volta intervenuta provvede ad arresti e denunce. Rubato lo striscione “Club Fedelissimi Torino-Roma”, esposto in un remoto Pescara-Torino. –Crotone, –Lecce: nel maggio 2010 notte di guerriglia sulla A14 in ben tre aree di servizio, col bilancio di nove pescaresi arrestati e due agenti contusi. Il fatto più grave nell’Area di Metauro Ovest, a Mondolfi, nel pesarese, dove ultras abruzzesi, armati di pietre, bastoni e sassi, infrangendo i vetri di un minibus anche con estintori, vengono a contatto coi tifosi del Lecce, di ritorno dalla trasferta di Vicenza, rapinandoli del loro denaro, di sciarpe, felpe e altri oggetti personali, dileguandosi poi a bordo di due furgoni e varie auto, poi intercettati dalla Polstrada. Nel frattempo un’altra pattuglia della Polstrada accorre all’area di servizio Foglia Sud, dove gruppi ultrà di Pescara, Crotone e Lecce si azzuffano tra loro, dopo aver svaligiato roba per migliaia di euro all’autogrill. Due agenti di una volante cercano di portare la calma tra le tre tifoserie rivali, venendo a loro volta aggrediti e malmenati. Inoltre poi scoppia una sassaiola tra supporters del Pescara e leccesi nella stazione di servizio Conero Sud, sedata dall’intervento di pattuglie inviate sul posto dalla Questura. Agguato di 50/70 ultras leccesi tutti incappucciati e travisati, muniti di torce e fumogeni, poco prima di Lecce-Pescara del 31 marzo 2019, ai tifosi pescaresi diretti al “Via del Mare”, sulla statale 613 Brindisi-Lecce all’altezza di Squinzano, nonostante la presenza di due mezzi della polizia. Due tifosi del Pescara sono rimasti feriti, uno ricoverato in codice rosso all’ospedale di Lecce. Uno sarebbe rimasto colpito alla testa da una pietra, riportando un trauma cranico; l’altro sarebbe stato investito da un’auto durante i tafferugli. Altri son stati feriti in modo lieve. I teppisti avrebbero lanciato un fumogeno sotto una delle auto giunte dall’Abruzzo, che ha preso fuoco costringendo il conducente a fermarsi, bloccando così anche il pullman di tifosi abruzzesi, verso il quale son stati lanciati sassi ed è stato colpito con mazze che hanno provocato la rottura del parabrezza e il vetro del lato conducente. 17 gli indagati. L’aggressione è avvenuta in risposta all’agguato a colpi di pietre e petardi che i pescaresi avevano riservato ai salentini dopo la partita dell’andata (momenti di tensione anche nel pregara), il 5 novembre 2018, mentre i tifosi giallorossi si trovavano sulla via del ritorno, all’altezza di Francavilla a Mare. La risposta dei leccesi sarebbe stata violenta, sarebbero scesi dai mezzi e avrebbero lanciato torce, bruciando delle sterpaglie. Durante Pescara-Palermo del 3 aprile 2019 la Curva Nord è tornata sull’episodio di Squinzano, esponendo lo striscione “S.S.613: ma quale imboscata…è stata solo una bella chiacchierata”. Il 18 maggio 2019 aggrediti nella notte due giovani leccesi, presenti a Pescara per motivi di studio e lavoro, mentre stavano passeggiando, intonando cori incitanti alla compagine giallorossa, che hanno scatenato la reazione di alcuni tifosi del Pescara che l’hanno prima bloccati e poi aggrediti. La Digos ha identificato e denunciato due colpevoli. –Avellino: vecchie ruggini, rivalità sentita, risalente al periodo in cui le due compagini militavano in C1. In remoti Pescara-Avellino volarono mazzate. Trasferta vietata ai pescaresi nell’aprile 2016. –Latina: astio piuttosto recente, incidenti in Latina-Pescara 13/14, quando, nel pregara, alcuni pulmini di pescaresi, passati sotto la Nord vengono notati dai ragazzi rimasti fuori. Ne nasce uno scontro vecchia maniera, molto leale; i pescaresi scendono e i pontini non si fanno pregare. La celere si trova impreparata, non interviene subito e per qualche secondo le due fazioni continuano ad affrontarsi, poi torna la calma. Nuovi scontri il 14/02/2015 con arresti da ambo le parti. Coinvolti nella maxirissa (provocazione violenta dei tifosi pescaresi e risposta altrettanto violenta dei pontini), che ha visto feriti due abruzzesi e due poliziotti, anche i capi ultrà delle due tifoserie. A quello pescarese, particolarmente attivo nella rissa, ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari in quanto recidivo e riconosciuto socialmente pericoloso. Cariche della polizia che ha usato anche lacrimogeni. –Cesena: vecchia rivalità. Tafferugli sedati a stento a Cesena dalle forze dell’ordine nel ’79. Agguato ultras all’autogrill di Pescara, dopo la gara Pescara-Cesena del 15 aprile ’16, quando i cesenati, che si erano fermati a fare rifornimento, sono stati aggrediti da quasi 40 pescaresi, armati di spranghe, bastoni, sassi e dotati di caschi integrali per proteggersi. Gli ultras cesenati non si sono fatti pregare e sono scesi dal pullman scontrandosi coi rivali. Alla fine alcuni ultras cesenati sono rimasti feriti, mentre, all’arrivo della polizia, i pescaresi si sono dileguati. Vietata per punizione la successiva trasferta di La Spezia, nonostante diversi biglietti fossero già stati venduti. –Sampdoria: in Sampdoria-Pescara del 1979, giocata sul campo neutro di Massa, con una marea di doriani e tre pullman abruzzesi, scoppiarono disordini e a uno dei ragazzi pescaresi che stava attaccando lo striscione gli viene rubata una sciarpa. Il 28 novembre ’17, dopo gara di Sampdoria-Pescara, 4° turno di Coppa Italia 17/18, assalto organizzato e premeditato da parte di una frangia di doriani, una 30ina di facinorosi, armati di mazze e spranghe, che ha iniziato a prendere di mira il bus di linea che trasportava i pescaresi, lanciando alcuni sassi. Intervenuta la celere a evitare il peggio. –Palermo: storica rivalità per il gemellaggio che i pescaresi avevano coi messinesi, in passato presenti a Palermo i loro striscioni accanto a quelli biancazzurri. I pescaresi, seppur in incognito, presenziavano a Palermo anche nella prima metà degli anni 80, quando nel capoluogo siciliano non andava proprio nessuno. In Serie B 1991/92 per poco dalla gradinata inferiore non viene sottratto lo striscione “Cherokee”, che i pescaresi riescono a tirar su. –Juve Stabia: momenti di tensione nel pregara di Juve Stabia-Pescara del 29 ottobre 2019, quando un gruppo di tifosi abruzzesi è venuto a contatto con quelli delle Vespe all’esterno dello stadio. Le forze dell’ordine sono riuscite a tenere a bada la situazione evitando che gli scontri degenerassero. Un tifoso è rimasto leggermente ferito. –Brescia: vecchia ruggine. Scontri in Brescia-Pescara 89/90 nello stadio. Denunciati due ultras bresciani che in Brescia-Pescara del 28 ottobre 2017 hanno aggredito alcuni sostenitori abruzzesi, che assistevano all’incontro nel settore di bassa gradinata. Parma: una 40enne di Parma sarebbe stata aggredita da 4 persone con sciarpa del Pescara al collo, mentre tornava a casa, nel dopogara di Parma-Pescara del 14 ottobre 2017. Sarebbe stata tirata per il cappuccio della felpa e poi colpita con pugni allo stomaco, sputandole anche addosso. Rubata pezza ai parmensi diversi anni fa. –Perugia: nel dicembre 2014 a Perugia, entrambe le tifoserie cercano il contatto. A dare il via a tutto sarebbe stato un petardo lanciato da giovani tifosi del Perugia contro il pullman dei pescaresi, che secondo alcuni avrebbero lanciato una bomba carta. L’autobus pescarese si è fermato su una rampa e dal mezzo son scesi dei pescaresi con intenzioni bellicose. Vi è stato quindi un reciproco lancio di sassi, bottiglie e fumogeni che per fortuna non ha causato feriti o danni. La polizia ha arginato la situazione su più fronti. –Inter: scaramucce in Pescara-Inter 16/17, a farne le spese un tifoso interista in compagnia del padre e di un paio di parenti, raggiunto da un gruppo di ultrà pescaresi e accerchiato, A quel punto gli è stato intimato di togliersi la maglietta con scritto “Ultras Amantea”, suo paese d’origine, e subito dopo è stato raggiunto da una serie di violenti schiaffi, poi i pescaresi sono fuggiti all’arrivo di due pattuglie della polizia. Il 26 agosto 2012 un signore tranquillamente seduto sugli spalti è stato praticamente aggredito da una 20ina di personaggi perché aveva la maglietta dell’Inter. Le intimidazioni continuarono con frasi tipo “Te ne devi andare…”, “Ma ancora non l’hai capito che qui comandiamo noi”. Insultati anche bambini e famiglie perché indossavano magliette dell’Inter. In città esposto lo striscione “Interista a Milano qua togli la maglia o ti picchiamo!!!”. –Cagliari: attimi di tensione e paura prima di Pescara-Cagliari del 4 dicembre 2016. Una trentina di tifosi rossoblù, con al seguito donne e bambini sostano in un locale a Francavilla a Mare per pranzare. All’improvviso un gruppo di ultras pescaresi, viso coperto e cinghie in mano, minaccia i cagliaritani intimando la consegna delle sciarpe. Situazione di panico risolta dal sangue freddo di un tifoso del Cagliari che estrae il tesserino di Polizia Penitenziaria, mettendo in fuga i malintenzionati. –Foligno: striscione “Hooligans” rubato ai folignati, esposto in un Pescara-Campobasso 84/85. Screzi e ruggini anche con –Atalanta, –Nocerina, –Bologna, –Ternana.

Storia del tifo pescarese: La prima forma di tifo organizzato a Pescara si ha nel 1971, con la nascita del Club “I Fedelissimi”, che esce un po’ dall’improvvisazione che, pur con buoni risultati a livello ambientale, aveva regnato fino ad allora. La loro presenza nei Distinti è costante per tutti gli anni 70, dove hanno “ospitato e cresciuto” i giovani “Rangers”. Anche se ci sono già le “Donne Biancazzurre” e “I Fedelissimi”, si sente il bisogno di una sterzata, di un qualcosa di diverso, e una decina di giovanissimi amici decide di fondare un nuovo gruppo per superare nei concetti e nei progetti il “vecchio”, per certi versi, tifo pescarese, così, nel novembre 1976, nascono i “Pescara Rangers”, con l’indiano per simbolo, in concomitanza con la nascita di altri grandi gruppi ultras italiani. Quei giovani chiedono un primo aiuto e supporto ad Angelo Manzo, maggior esponente della tifoseria all’epoca, che già guidava il famoso “Club Excelsior”, recente anch’esso ma già frequentatissimo e punto di riferimento. Manzo si rende subito disponibile, col suo entusiasmo e quello dei suoi più stretti collaboratori, e lo stesso Club assume la denominazione “Club Excelsior – Pescara Rangers”. Il nome indicava nella prima parte la sezione “adulti” (over 40), nella seconda la sezione “giovani”, appunto quella dei “Rangers”. Detto Club si impone presto come grande realtà del tifo pescarese, grazie ad una organizzazione assolutamente esemplare, sostenuta da personaggi appassionati, bruciando le tappe, e nel giro di poco tempo diventa uno dei più ammirati e temuti in Italia. L’originalità del nome lascia qualche dubbio nei giovani del gruppo, visto che in tutta Italia non esisteva alcun gruppo con tale nome e quindi non sembrava appropriato, ma Manzo, a cui va quindi il merito di aver inventato questa denominazione, con il nome della città davanti, annulla determinato i tentativi di cambiarlo e li convince. Uno dei primi esodi a Cesena nel 75/76, si narra che molti cesenati ebbero la peggio. Dalla loro nascita i “Pescara Rangers” rimangono per varie partite casalinghe nei “Distinti”, fianco a fianco ai vecchi “Fedelissimi” (di quei tempi anche le “Brigate Biancazzurre”). In Pescara-Como del marzo ’77, i “Rangers” si presentano ufficialmente, in maniera del tutto autonoma, come traino del tifo pescarese, insieme al neonato gruppo “Ultras”, con risultati subito buoni. Nel 76/77, per far rimanere l’allenatore Cadè, furono raccolte 12mila firme. Nasce l’”Uragano Club”, ex “Marines” e “Supporters Biancazzurri”, sulla scia dell’entusiasmo che presagiva la promozione in A, da un gruppo di ragazzi che non trovano spazio nei “P.R.”, volendo anche coinvolgere il resto dello stadio, forse non supportato da un gruppo in Curva Sud. Primo striscione lungo ben 52 metri circa, da 4 ragazzi all’epoca 17enni, che richiede un lungo, duro lavoro artigianale. Altro gruppo che affonda le radici negli anni 70 è il “Commandos”, primo striscione “Pescara Commandos”, poi solo “Commandos”, presente in curva fino a non molti anni fa, con il gruppo ormai sciolto. Dopo la promozione in Serie A nel 1976/77, lo stadio viene ampliato, iniziando dalla curva Sud. L’anno successivo, a lavori terminati, il nuovo assetto è il seguente: Nord definitivamente tempio del tifo pescarese, presidiata dai “Pescara Rangers” e dai vecchi “Fedelissimi”, che avevano appena cambiato nome in “Ultras”. Con la retrocessione in B del 1980, e quella successiva, in C, dell’82, con l’umiliazione di 12 sconfitte consecutive, il mondo della tifoseria subisce un tracollo epocale: la curva entra in crisi, molti abbandonano per un motivo o l’altro; rimane uno zoccolo duro di circa 300 unità nelle partite casalinghe, circa 60/70 per le trasferte. La stagione 83/84 di Serie B, riconquistata l’anno prima a Caserta, vede il primo ricambio generazionale nei “Rangers”. Gli anni 80 segnano un periodo di transizione, i cugini storici “Ultras” si sciolgono nell’83, confluendo alcuni nei “P.R.”, che rimangono praticamente l’unico gruppo. Nell’84/85, il Pescara offre un calcio spettacolare, che riavvicina la gente allo stadio, ma nell’85/86 arriva di nuovo la C, in un periodo di forti contrasti. In estate però, a sorpresa, il Pescara viene ripescato al posto del Palermo, segnale che la rinascita è alle porte: la stagione 86/87 vede ricrearsi una Nord bella e numerosa, grazie all’eccellente attività delle “seconde linee”, ed è di nuovo Serie A. Intanto, nel 1985 nascono i “Bad Boys” in occasione della trasferta di Campobasso, provenienti tutti dal quartiere Rancitelli. L’iniziale dicitura era solo Boys”, con tanto di striscione, ma viene rivista l’anno dopo perché usata da troppe tifoserie, così nel 1986 compare in Nord lo striscione “Bad Boys”, in seguito “Bad Boys Pescara”. Presenza del gruppo ovunque e originalità del materiale, contribuiscono a farli apprezzare un po’ a tutti, facendo sì che le loro fila si allargassero a macchia d’olio. Nel 1986 nascono gli “Alcool Group”, che l’anno seguente diventano “Sconvolts” (sez.Alcool Group) in Curva Nord; nel 1987 i “Bronx”, che hanno vita breve sciogliendosi durante la stagione 1988/89; i “Park Kaos”, che confluiranno nei “Pescara Rangers” nel 1998; i temuti e rispettati “Cherokee” il 27 settembre 1987, caratterizzati da mentalità Ultras assai marcata, costante e violenta. L’anno 1987/88 vede protagonisti il giocatore brasiliano Leo Junior e mister Galeone, e il Pescara, con un pubblico entusiasta, centra la salvezza in A. L’anno dopo l’entusiasmo cresce ancora grazie a straordinari risultati: al “giro di boa” la squadra è in zona Uefa, ma nel ritorno 15 sconfitte porteranno il Pescara ad un’inopinata retrocessione in B. Nell’88 nascono i “Tritati” e nel 1989 l””Orgia Totale”. Nell’89/90 la Nord si rende protagonista di pesanti contestazioni ai vari Castagner e Mazzone, fino a quando fa il suo ritorno Galeone che centra la sua seconda promozione in A, la quarta del Pescara, nel ’92. Tutta la tifoseria si rinfranca. Sono bei tempi, una bella curva, ma l’anno dopo il Pescara è già retrocesso al termine del girone d’andata, con seguito di scandali per maghe e intercettazioni telefoniche. I “Rangers” e gli altri gruppi minori, nonostante la retrocessione e la penalizzazione di 3 punti, non si perdono d’animo organizzando sempre un buon tifo e portando più tifosi possibile in trasferta. Avvengono contestazioni pesanti verso la dirigenza e il Pescara rischia la C1, la salvezza arriva in una mitica trasferta a Cosenza. Successivamente il direttivo dei “Rangers” arriva a pesanti screzi e, dopo alcune riunioni, si costituisce il “Vecchio Rangers”, inteso come un ritorno alle origini, più che un rinnovamento. I Vecchi Rangers vogliono cambiare concezione e struttura del gruppo con l’intento di formare un nuovo vero gruppo, magari anche dal numero di aderenti limitato, ma che sostenga la squadra e l’immagine della città. Dopo poco tempo però, sul neonato gruppo si abbatte la scure di numerose diffide, che di fatto ne dimezzano l’organico. Da quel momento, per un anno, viene esposto lo striscione “Rangers” rovesciato per rispettare le numerose diffide, mentre in trasferta decidono di non portarlo. Nel 1995/96 le diffide scadono e le fila si ricompongono. Ma nel corso di tale stagione i “Rangers” tornano ad essere un gruppo compatto e viene riadottato il classico nome “Pescara Rangers”. Si festeggia alla grande il ventennale, con la realizzazione di nuovo materiale, un libro e una festa a cui partecipa la squadra del Pescara del 1976 al gran completo, compreso il “mitico” Cadè. Intorno al ’98 tra “Bad Boys”, balzati nel frattempo al comando della curva, e “P.R.”, che non facevano più parte del direttivo, ci sono divergenze legate a una differente posizione presa nei confronti della società e della squadra sul tema della contestazione. Nell’ottobre 1998 però arriva la svolta: dopo alcune riunioni tra tutti i gruppi della Nord, si decide di ritornare alle origini, unendosi tutti sotto il nome “Rangers”, che rimangono l’unico gruppo insieme ai “Bad Boys”, contribuendo, dopo un inevitabile periodo di rodaggio, ai successi della squadra, che fallisce la promozione in A per un punto. Nel frattempo erano nati diversi gruppi, più o meno importanti e più o meno vitali, ad esempio i “Bukin Kaos”, che fanno riferimento a un solo grande protagonista, per tutti “Bucchin”, i “Pescara Ovest/Est”, ecc.; per tutti questi gruppi non è facile abbandonare nomi e striscioni a cui avevano legato la loro storia, ma tutto viene fatto per il bene della curva, che rischiava, con tante frammentazioni, di andare allo sbando. I “Bad Boys”, avendo costituito ormai un gruppo grande e affermato, decidono di continuare da soli a dare il loro apporto ai colori, prendendo posto nell’anello superiore della curva. Nel 2004 si scioglieranno per incomprensioni insanabili coi “Rangers” e per il mancato ricambio generazionale. Nel 2000 nascono i “Piazza Duca Kaos”, una sorta di sezione dei “Rangers”. Nel 2001 la squadra retrocede in C1, gli ultras attuano una pesante contestazione “Anti-Scibilia”: oltre ai numerosi striscioni contro il presidente calabrese, portati anche in trasferta, riescono a radunare migliaia di pescaresi in una manifestazione nel centro cittadino. Quello che irrita i tifosi e i gruppi organizzati in quegli anni, non è tanto il dover assistere a campionati mediocri, quanto l’arroganza suscitata dal duo dirigenziale Scibilia-Oliveri, a cui si attribuiscono dichiarazioni destabilizzanti. E’ il periodo di striscioni quali: “In qualsiasi categoria basta che andate via”, “Son finite le carote, ora è tempo dei bastoni” e “Adesso è tutta la città che te lo chiede: Scibilia vattene”. Nel 2003, al secondo anno di purgatorio in Serie C1, la squadra viene promossa in B, e ci resterà, con piazzamenti da rabbrividire (a parte il 2006), fino al 2007. Nel 2004 sarebbe retrocesso ma viene ripescato al posto dell’Ancona, mentre nel 2005 arriva 20°, retrocesso sul campo, ma ripescato grazie al caso-Genoa e alla mancata iscrizione di Perugia e Salernitana. Gli anni 2000 vedono la Nord segnata da lutti importanti: nel marzo 2004 muore un  leader indiscusso dei “P.R.”, Stefano Paravia, bellissima la sua gigantografia e la scritta “Paravia” esposta dalla gara successiva casalinga col Torino, ricordato da striscioni come “L’ultimo saluto da chi non ti dimenticherà…ciao Stefano”, mentre nel gennaio 2006 muore Marco Mazza detto “Bubù” a soli 39 anni. La Curva Nord porta il suo nome. Negli anni 2000 muore anche Ciro, uno dei primi capiultrà dei “Rangers”. Dal maggio 2004, a causa dello scioglimento dei “Bad Boys”, i “Rangers” restano praticamente l’unico gruppo organizzato della Nord, l’unico a portare in giro per l’Italia il nome della città. Intanto nei Distinti nascono negli anni 2000 nuove entità, come il “Club Noi” (2003), “Cozze & Vongole (inizio anni 2000), “Maniaci del Delfino”, “Pescara Group (2000, in Curva Sud), “Pescara Mania” (maggio 2006). Nell’agosto 2006 i “Rangers” festeggiano 30 anni di vita e di curva con una grande festa, in cui non mancano attimi di commozione. Il Pescara, nel 2007/08 in C1, rialza la testa anche per merito degli ultras, che la spingono alla Serie B nel 2010 dopo 4 anni di Serie C1. Il 2010/11, 13° in B, è un anno di transizione. Ma nel 2011/12 arriva sulla panchina biancazzurra nientemeno che Zdenek Zeman, il boemo maestro del 4-3-3 e del calcio champagne, bravissimo nel lanciare giovani talenti e nel far giocare bene, a ritmi vertiginosi, le sue squadre. In quell’anno rilancia Sansovini, detto dai tifosi pescaresi “il Sindaco”, e lancia i nuovi Verratti, Immobile e Insigne. La curva è in visibilio, più che mai su di giri e lo stadio è quasi sempre pieno benché si tratti di Serie B. Logica conseguenza la promozione in A e la vendita dei gioiellini. Una volta in A, senza i gioielli e Zeman, che non è rimasto con una squadra che non voleva, il Pescara soffre, arranca e sprofonda in B nuovamente, anche perché i nuovi arrivi non sono paragonabili neanche lontanamente a quelli dell’annata di Zeman. Nel 2012, nel frattempo, si forma un nuovo gruppo ultras nel settore Distinti, chiamato “A Guardia di una Fede 1936”, ora disciolto. Nel 2014 arriva un deludente 15° posto in Serie B, mentre l’anno dopo, arrivato settimo, perde la finale Playoff per la A contro il Bologna, dopo due pareggi (0-0, 1-1). Nel 2015/16 il Pescara, dopo un’accesissima finale Playoff per la A col Trapani, ritorna con pieno merito nella massima serie, con una presenza massiccia della tifoseria in tutti i campi ed entusiasmo alle stelle. Nel 2016 nascono i “The Clan 1936” nei Distinti. Nel 2016/17 tanto per cambiare, Pescara ultimo in A e contestazione. Il 7 luglio 2017 nasce il gruppo “Curva Nord Vecchie Maniere”, che si scioglierà nel febbraio 2019. Nel 2018 arriva un deludente 16° posto, nonostante il ritorno di Zeman e una rinnovata fiducia nell’ambiente. Nel 2019 il Pescara arriva 4°, ma perde la Semifinale Playoff col Verona (0-0 al “Bentegodi”, 0-1 a Pescara): il tifo però non è quello di 3 anni fa. Nel 2020 17° posto, si salva solo dopo aver vinto ai rigori i playout col Perugia.

Curiosità: -A Pescara, con la squadra ultima in classifica dopo 21 giornate del campionato in corso 2020/21, si respira aria pesante, con l’ennesima contestazione al presidente Daniele Sebastiani, seppure abbia cercato nel mercato di gennaio di potenziare la squadra, e l’ennesimo cambio in panchina con Roberto Breda che dal 29 novembre 2020 è il nuovo tecnico al posto di Massimo Oddo. Nei mesi scorsi è apparsa su un ponte cittadino la scritta “Oddo laziale…Sebastiani maiale”, mentre ad uno degli ultimi allenamenti è apparso lo striscione, esposto in Curva Nord da alcuni ragazzi, “Ci siamo rotti”. Dopo il pessimo inizio di campionato, ad ottobre 2020 i “Pescara Rangers”, spazientiti, hanno fatto sentire la loro voce con il duro striscione di contestazione “Avete distrutto la pescaresità, fuori da questa città”. In quei giorni esposto, sempre esterno stadio “La nostra assenza non vi deve fermare forza ragazzi bisogna lottare”. -Intorno al 20 dicembre 2020 esposto fuori lo stadio lo striscione “Processo manipolato da una giustizia criminale, bentornato a casa Speziale”, per lo scadere della condanna inflitta al catanese Antonino Speziale, assurto come capro espiatorio per l’uccisione dell’Ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta durante assurdi incidenti a margine di Catania-Palermo del 2 febbraio 2007. -In Pescara-Vicenza del 12 dicembre 2020, le due compagini sono scese in campo rispettando il minuto di silenzio prima dell’incontro e con il lutto al braccio per onorare la memoria di Paolo Rossi, il popolare “Pablito”, esploso nel Vicenza, e Ernesto Sabatini, storico medico sociale biancazzurro, una vera istituzione del Pescara. Per l’occasione in Curva Nord esposto lo striscione “Stadi chiusi, gente distante…riabbracciare i nostri fratelli sarà la gioia più grande, Pe-Vi PeR sempre!”. -Gli ultras hanno aspettato i giocatori fino alle 4 di mattina di ritorno da Trapani durante lo scorso campionato 19/20, finito coi Playout contro il Perugia, dopo che all’andata a Pescara, il 10 agosto 2020, aveva vinto la squadra di casa 2-1 e gli umbri che al ritorno, il 14 agosto 2020, vinsero dopo i tempi supplementari col medesimo punteggio. Il 12 agosto, tra la partita d’andata e quella di ritorno, era accaduto uno spiacevole episodio: il giocatore Alessandro Bruno, centrocampista dei biancazzurri, peraltro genero del patron Daniele Sebastiani, ha rifilato schiaffi e pugni a un ragazzo di 22 anni che l’aveva insultato, mandandolo all’ospedale. Per Sebastiani, Bruno avrebbe ricevuto un colpo alla macchina, ci sarebbero state offese e spinte e Bruno avrebbe reagito, poi ha aggiunto che questo episodio deve caricare i ragazzi. In quei giorni, esposti in varie zone della città striscioni quali “Cuore in campo e coltello tra i denti…noi siamo Pescara tornate vincenti!!!”, “Serie B patrimonio della città…vincere!!” e, circa due mesi prima, “La quarantena è alle spalle…ora fuori le palle”. -Fiaccolata prima della partita di andata dei Playout, il 10 agosto, coi fuochi d’artificio degli ultras, con esposto lo striscione “Esserne fieri è ciò che ci unisce”. -Nella serata dell’8 agosto 2020 gli ex ‘Bad Boys Pescara’ sono tornati insieme dopo 16 anni al Parco della Pace per festeggiare il 35° anniversario della fondazione, presenti alcuni esponenti storici della curva vicentina, oltre all’ex giocatore Rocco Pagano, indimenticabile protagonista dell’epoca d’oro del calcio pescarese, nonché il giornalista sportivo Paolo Sinibaldi che ha premiato il “nucleo fondatore” dei “Bad Boys”. La serata si chiude con una splendida cornice fatta di torce e fuochi d’artificio. -Il 1° maggio 2020 esposta all’esterno dello stadio la scritta “1-05-12/1-05-20 si ferma il mondo ma non il tuo ricordo. Domenico vive”, in memoria di “Gemellone”. -Dal 18 aprile 2020 i “Pescara Rangers” hanno iniziato una raccolta di generi alimentari ed altri beni di prima necessità, quali ad esempio pannolini, prodotti per l’igiene, ecc., in alcuni punti della città, in modo da coprire tutto il territorio; dalla settimana successiva è partita la distribuzione. Di fatto una collaborazione con tutte quelle istituzioni che da tempo aiutano i più bisognosi (Caritas, Banco Alimentare ecc.), in un momento davvero complicato dove tante persone bisognano d’aiuto. Rimettendosi alla serietà ed onestà morale di esse. Tante le famiglie aiutate, i ragazzi ringraziano chi ha donato e chi ha ricevuto i beni.  

-Tutti gli anni quando cade l’anniversario della sua morte, si ricorda con una coreografia Marco Mazza “Bubù”. Il 20 gennaio 2019, per Pescara-Cremonese, bella coreografia con cartoncini bianchi e azzurri a colorare la parte alta della curva e la scritta “Bubù” formata da stendardi ciascuno con una lettera, e un telone con un suo disegno al centro. In Pescara-Livorno del 16 gennaio 2016 cade il decennale della sua prematura scomparsa e per l’occasione la curva Nord si fa bella con una coreografia mozzafiato con fasce bianche e azzurre a coprire tutto il settore e al centro “Bubù nel cuore” e un bandierone copricurva raffigurante Marco Mazza, pronto a guidarli, esattamente come i ragazzi amano e vogliono ricordarlo, e, in cima al settore, lo striscione “Da quando ci hai lasciato nulla è più lo stesso ma continueremo a ricordarti in ogni pensiero e gesto, perché per noi tu sei…indimenticabile”. Esposti anche gli striscioni “La tua mentalità ci ha sempre guidato, onore a Bubù della Nord il grande capo!” e “Ti ricordiamo per com’eri, pensare che ancora vivi, che ancora ci ascolti e come allora ci guidi! Bubù vive”. Altro striscione esposto anni fa: “Ogni volta che cammino e mi sembra di averti vicino, ogni volta che mi guardo intorno…ogni volta che me ne accorgo!”, parafrasando una nota hit di Vasco Rossi. Un male incurabile se l’è portato via in poco tempo, a 40 anni ancora da compiere, il 10 gennaio 2006. Una malattia che sapeva, o aveva certamente intuito, che lo avrebbe portato alla morte, affrontata con un carico di dignità propria solo di poche persone, di uomini veri. Ai suoi funerali, allo stadio, il 12 gennaio, erano presenti oltre 2000 persone, con delegazioni di tifoserie amiche e non: vicentini (oltre 30), messinesi, milanisti, ascolani, livornesi, genoani, sambenedettesi, ternani, tifoserie abruzzesi. Tantissimi gli attestati di stima, di affetto e gli striscioni a lui dedicati da numerose tifoserie italiane. -Il 26 novembre 2018 è scomparso a soli 52 anni Michele Cusanno, Michel per gli amici, pilastro della vecchia guardia, conosciuto e rispettato anche dai più giovani, molto considerato dagli ultras di un po’ tutta Italia, non un semplice uomo non un semplice ultras, lascia un vuoto enorme in curva. Da tempo stava combattendo col terribile male che nel luglio ’17 si era abbattuto su Edoardo, il “mister”, suo inseparabile amico. Gli ultras del Torino gli hanno reso omaggio con lo striscione “Ciao Michel cuore granata”. -Poco dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova del 14 agosto 2018, che causò 43 vittime, all’ingresso della Curva Nord appare lo striscione “Vicini al dolore di Genova”. Per un alluvione che colpì Genova qualche anno fa, mostrarono in Nord il messaggio “Per ogni vittima innocente…con la forza della tua gente rialzati Genova Pescara è con te!”. -Esposto lo striscione “Vicini alla gente di Ischia”, isola colpita dal terremoto il 21 agosto 2017, in Pescara-Foggia del 27 agosto successivo. -E’ scomparso il 27 luglio 2017 Edoardo Orsini, detto “Mister”, a 49 anni, anch’egli sconfitto da quel male che non perdona. Appassionato del Pescara e della Juve, amatissimo ultrà biancazzurro, da sempre presente in Nord, lascia un gran vuoto per la sua simpatia e disponibilità che emanava. Ricordato dagli ultras pescaresi nell’amichevole estiva con la Fidelis Andria (“Ciao Edo…già sai!”) e dai gemellati del Müenster (“Ciao Mister, Muenster non ti dimenticherà mai”) e del Wolfsburg (“Ciao Mister già sai!”). -Pesante contestazione durante il campionato di A 2016/17: gli ultras annunciarono che dal match Pescara-Genoa del 19 febbraio 2017 disertavano lo stadio “Adriatico-Cornacchia” e il loro settore riservato, fino alla fine del campionato, dicendo che lasciavano solo il Pescara con la sua vergogna, con il solo striscione “La vostra presenza…la nostra assenza!!!”, prendendo le distanze da tutti, dai dirigenti fino all’ultimo dei massaggiatori e che ci sarebbero stati solo in trasferta, per loro stessi, per la città e la maglia. Alla festa di Natale era scoppiata la rabbia degli ultras ai danni della squadra di Oddo e della Società, accolti con sputi, calci, petardi e striscioni taglienti. Dopo poco tempo le auto del presidente Sebastiani distrutte. -I ragazzi della Nord pescarese sabato 21 gennaio 2017 di prima mattina, si son dati appuntamento davanti allo stadio per andare ad aiutare le famiglie ancora bloccate dal terremoto e dalla neve, due eventi venuti quasi insieme che hanno messo a dura prova il Centro Italia, invitando tutti i pescaresi ad unirsi a loro. Un esempio di vicinanza e solidarietà concreta. I “Rangers”, in un comunicato, dicono che neve, esondazioni, terremoto e valanghe ci possono far cadere, ma nessuno può impedire di rialzarci, di ricominciare con più forza e voglia di prima. I ragazzi hanno esposto allo stadio l’eloquente striscione “Con la violenza della natura ci siamo dovuti confrontare…ma la nostra gente è abituata a lottare, avanti Abruzzo insieme ci riusciremo a rialzare, non si può tifare e far finta di niente…rispettiamo il dolore della nostra gente…” e si sono messi in contatto coi sindaci di Atri e Manoppello dove hanno chiesto una mano per liberare case e strade dalla neve, senza tirarsi indietro. In curva, dopo il terremoto del 24 agosto 2016 che colpì Amatrice e altri paesi del reatino, in Pescara-Inter dell’11 settembre successivo si leggeva “Vicini alle popolazioni terremotate, rialziamoci insieme Pescara è con voi!”. I ragazzi della Nord si attivarono subito per la raccolta di generi di prima necessità. Allestiti punti di raccolta in città. -In occasione di Pescara-Cagliari del 4 dicembre 2016 bella coreografia in Nord per festeggiare i 40 anni dei “Pescara Rangers”: bandierine biancazzurre, al primo anello formati con strisce gli anni “1976” e “2016”, al centro un telo con scritto “40” e sopra lo striscione “40 anni di ideali, valori e tradizioni tramandati per generazioni!!!”. -Tra le pagine più tristi del tifo pescarese quella di Domenico Rigante “Gemellone”, ucciso la sera del 1° maggio 2012 dopo un agguato infame di 6-7 nomadi, anche lui coi funerali allo stadio come “Bubù”, presente tantissima gente, tantissime tifoserie amiche e nemiche. In quei giorni altissima la tensione tra pescaresi e zingari con tanto di manifestazione popolare. Anche a lui ogni anno, quando cade l’anniversario, viene dedicata una coreografia; una è stata allestita per Pescara-Verona del 27 aprile 2019: cartoncini biancoazzurri, un copricurva al centro con gli occhi di Domenico che escono da un passamontagna, e sotto lo striscione “Il tuo sguardo la nostra forza”; assai bella anche quella del 2016 con gli striscioni “Dovunque guardo ci sei tu, ogni discorso sempre tu, ogni momento io ti sento sempre più”, “Domenico nel cuore” a centrocurva e in alto “Il tuo nome è una bandiera di quelle che il vento non può lacerare, il tuo ricordo ci spinge a lottare, il tuo coraggio non si può scordare”; tutti gli anni va in scena un Memorial in suo onore. -Erano sempre esposte le pezze “Domenico vive”, “Bubù”, “Marcolino vive”, “Umma vive”. -Tra gli striscioni da ricordare del passato: “Tutte le cose dritte mentono…ogni verità è curva”, “Se i conigli avessero le ali il cielo sarebbe dei laziali” (anni ’90), “Per la maglia per la città…vieni a cantare in mezzo agli ultrà” (appeso a un ponte cittadino nell’estate 2018), “La divisa è una scusa odiamo chi ne abusa” (esposto ai cancelli della Nord tempo fa).

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