A cura di Claudio “Freccia”

Gruppi principale: H.T.B. (Hooligans Teddy Boys, nati nel 1980, gruppo cardine a guida della curva per alcuni decenni, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento. Il loro striscione pare sia stato rubato ben tre volte, l’ultima dai napoletani in casa loro all’incirca nel 2008. Molti Teddy Boys provengono dalla città).

Altri Gruppi/compagnie esistenti: Collettivo IncUdine: nasce per la volontà di quattro ultras, che, non riconoscendosi più nelle rispettive realtà, decidono, con il supporto di alcuni altri ragazzi navigati, di costituirne una propria. Col passare degli anni il gruppo, decisamente apolitico, cresce gradualmente, collaborando in maniera attiva all’organizzazione del tifo in casa e in trasferta e diventando a tutti gli effetti un punto di riferimento per la Nord. Quando venne proposto, il nome “incudine” trovò subito dei consensi, sia come simbolo, in quanto massiccio e indistruttibile, sia perché contenente la dicitura “Udine” al suo interno. Le occasioni di ritrovo diventano sempre più frequenti, ognuno con le sue proposte e le sue bozze da adottare, fino ad un dannato 16 marzo 2003, quando, rientrando da una riunione del gruppo che stava per nascere, due dei quattro ragazzi di cui sopra restano coinvolti in un incidente stradale, a causa del quale scompare tragicamente Leonardo Cecon. In suo onore nasce il “Collettivo IncUdine”, e il nome di Leo riecheggerà negli anni in ogni stadio dove gioca l’Udinese. Nell’estate dello stesso anno viene esposta per la prima volta la pezza del gruppo, in un’amichevole estiva al “N.Rocco” contro l’odiata Triestina. Il gruppo in passato si è messo in evidenza per il suo impegno benefico  sostennendo con cifre importanti gli alluvionati negli anni passati dell’Alto Friuli e del vicentino, i terremotati dell’Aquila del 2009. Soltanto il coordinamento SOS Liguria li ha bloccati dal mettersi in viaggio verso Genova, in aiuto degli alluvionati del 2014: due mezzi erano già pronti per mettersi in viaggio per dare il loro contributo in termini di forza lavoro. Calamità naturali a parte, hanno sostenuto due centri di ragazzi disabili friulani, nonché due bambini bisognosi di cure all’estero, urgenti e costosissime, e hanno sostenuto la “Fondazione Gabriele Sandri”, con la quale sono sempre in contatto. Ultras1995: nascono il 10 dicembre ‘95 nella trasferta di Firenze, da una costola dei Nord Kaos, per iniziativa di sei ragazzi. Il primo nucleo vero e proprio nasce però nell’agosto ’90 ad opera di alcuni ragazzi di Pordenone che frequentano la curva, dando vita agli “H.T.B. sez. Pordenone”, che cambieranno nome in “Brigata Pordenone”. Vengono gettate le basi per un altro gruppo, che nascerà ufficialmente solo l’anno successivo, che all’inizio si identificava sotto le insegne degli H.T.B., salvo cambiare nome nel ’94 diventando “Nord Kaos sez. Destra Tagliamento”; sono andati avanti così fino al dicembre ’95, quando i due gruppi decidono di unirsi per creare un gruppo unico e compatto. Gli inizi non furono facili ma le difficoltà incontrate per strada hanno stimolato i ragazzi, che si sono rimboccate le maniche. Sono sopravvissuti alla scomparsa di alcuni personaggi di spicco, su tutti Ivan e Ilario (sempre presente ovunque una pezza che li ricorda), alle diffide che li hanno colpiti nel tempo, e alla decisione di alcuni fondatori di lasciare. Costante presenza in trasferta alla base del gruppo, tant’è che nel ‘97 danno vita a una delle prime fanzine da trasferta. Bella coreografia per il ventennale a Torino nel dicembre 2015, con diversi stendardi raffiguranti alcune storiche trasferte, striscione originale “Ultras Destra Tagliamento” e la scritta “Onnipresenza ventennale”./ Associazione Curva Nord Udinese 1896, Nuova Guardia Ultrà (si è ricostituita nel 2016, infatti il nucleo storico era dell’83), Briganti Baldassa, Suisse Torzeons, Stadio Friuli 1976, La Disperata (unione di parte dei vecchi militanti della Nord. L’esposizione della prima pezza risale al 13/14). Patria Udinese (nome non scelto a caso, infatti per molti militanti della Nord, il Friuli è come una seconda patria) Settore Tarvisio Udine, Tarcento ’89, Tolmezzo, Gente Strana 2000, Antipatici Protagonisti 1896, Quelli sui Cinquanta, Barbe Bianche, Anti Watford

Settore: Curva Nord.

Gemellaggi/amicizie: –Vicenza: bellissimo rapporto, storico, datato anni ’80, dovuto soprattutto alla comune antipatia verso l’alleanza Triestina e Verona. Un legame ancora ben saldo, numerosissime le visite reciproche. Ad esempio, recentemente vicentini presenti a Parma e a Firenze nel 2018/19, e per Verona-Udinese e Udinese-Napoli 17/18. Presenza udinese in Vicenza-Avellino 15/16 e Pordenone-Vicenza 18/19. Nel giugno 2014 le due tifoserie hanno voluto trascorrere una giornata nel ricordo di “Ippo”, leader storico della curva vicentina prematuramente scomparso alcuni anni fa, al grido di “Udinese-Vicenza nessuna differenza!”. Nell’ottobre 2016, fuori dallo stadio, è stato esposto lo striscione “1902 Crew: la passione non si diffida”, per gli assurdi Daspo che hanno colpito tale gruppo, emessi dalla questura di Ferrara. In Udinese-Spal 17/18 esposta la scritta “Vicenza merita rispetto”, sulla crisi societaria dei veneti. –Austria Salisburgo: bella, forte amicizia d’oltreconfine, instauratasi nel 2000. Nel 2005 la multinazionale “Red Bull” acquisì il Salisburgo, cambiandone nomi e colori sociali. I tifosi non tollerarono tale affronto, rifondando la squadra e ripartendo dall’ultima serie del calcio austriaco: erano arrivati fino alla seconda serie nel 2015. Tante le visite reciproche, ultimamente sempre più fitte. Per festeggiare i 15 anni d’amicizia con gli austriaci, ai primi di novembre del 2015 una delegazione di ultras della Curva Nord si è recata a Salisburgo, dove ha consegnato una targa celebrativa della ricorrenza. Il 25 settembre 2015, durante la partita Austria Klagenfurt-Austria Salzburg i viola avevano omaggiato gli udinesi con una bellissima coreografia dedicata al gemellaggio tra le due curve (“Da 15 anni con orgoglio al vostro fianco”). Ad ogni visita in terra austriaca, i ragazzi di Udine sono accolti in maniera esemplare. In Austria Salzburg-USV Ebenau, nel marzo 2016, gli amici austriaci hanno esposto la scritta “Ora e sempre stadio Friuli”. Nel febbraio 2016 gli udinesi hanno indetto una raccolta fondi, col risultato di 1600 €. raccolti che, insieme al contributo di altre tifoserie, sono stati importanti per la sopravvivenza della società dei viola dell’Austria Salisburgo, salvandola dal fallimento. In caso di fallimento la donazione sarebbe stata restituita e la somma devoluta in beneficienza a qualche organizzazione friulana di volontariato. Ci sarebbe stata di mezzo l’occulta regia della “Red Bull”, decisa a cancellare i rivali cittadini. In Austria Salzburg-Anif 17/18 visita friulana di alcuni gruppi, con la curva austriaca che espone lo striscione “Gianni & Carlo-non mollate fratelli friulani”. Austriaci presenti in Parma-Udinese 18/19. –Arezzo: amicizia piuttosto recente, ma forte e sentita. Numerosi gli scambi di cortesia. Ad esempio “Ultras Arezzo” presenti nel 18/19 a Firenze e Parma, e a Verona con l’Hellas nel 17/18. Delegazione udinese presente in Arezzo-Prato 17/18 e Arezzo-Carrarese 16/17. Aretini presenti nei tornei estivi in terra friulana. –Genoa: il bel gemellaggio coi genoani risale alla stagione 1989/90. C’era un forte legame tra “Hooligans Teddy Boys” e “Fossa dei Grifoni Genoa”, un’ottima intesa, al di là del fatto che i genoani a Ancona nel ’92 erano presenti insieme ai loro amici marchigiani, e alcuni udinesi ebbero dubbi sul gemellaggio perché la curva dorica intonò “chi non salta è bianconero” nei confronti degli udinesi. Ma nel 91/92 la “Fossa” partecipò alla trasferta di Piacenza, a fianco degli udinesi, regalando sciarpe e, sempre in tale anno, per Genoa-Liverpool 91/92 di Coppa Uefa, una rappresentanza degli H.T.B. venne accolta nella Nord genoana, portata fuori a cena e fatta entrare gratis alla partita. In Udinese-Milan 17/18 esposto fuori lo stadio lo striscione “Spagna vive”. La Nord genoana, in Genoa-Udinese 17/18, ha esposto lo striscione “Amici veri”, con “amici” scritto in gillo su sfondo rossoblù e “veri” scritto di nero su sfondo bianco. Sempre i genoani hanno esposto in Genoa-Crotone , 4° turno Coppa Italia 2017/18, lo striscione “Udine 28.11.17: onore a chi si scontra ancora”. –Burghausen: militanti nella quarta Serie tedesca, amici degli ultrà di Salisburgo e, di conseguenza, degli udinesi. In un italiano stentato, nel maggio 2016, quando si paventava un interessamento all’Udinese del colosso “Red Bull”, hanno esposto in curva lo striscione “Vattene Red Bull, stare lontano di Udinese”. Tedeschi presenti alla festa dell’Orgoglio Bianconero nel settembre ’16. –Ravenna: buon rapporto con gli “Ultras Ravenna”, che ultimamente sembra si stia allontanando. Visite reciproche in occasione dei tornei di calcio tra gruppi ultras. Pordenone: buona amicizia di vicinato. Il 16 e 17 giugno 2018 gli “Ultras 1995” hanno partecipato al 3° Torneo ultras “Pordenone siamo noi”, organizzato dagli ultras di Pordenone, che hanno avuto sempre una certa simpatia e ammirazione per l’Udinese e la sua curva. Molti ragazzi della provincia confinante hanno fatto parte dei gruppi nel tempo e sono stati anche daspati. Poi ultimamente a Udine qualcuno è attratto dalla squadra neroverde.

Buoni rapporti/rispetto reciproco: –Roma: buon vecchio rapporto d’amicizia, forse un po’ deterioratosi nel tempo. Striscione “Fedayn Roma” a Perugia 99/00 e a Torino stesso anno. –Torino: classici buoni rapporti, specialmente con il gruppo “Lesi Granata 2012”. –Werder Brema: rapporto d’amicizia instauratosi in occasione degli incontri in ambito internazionale, più precisamente nella fase a gironi di Champions League 2005/06 e nei quarti di finale della Coppa Uefa 2008/09. Adesso sono rimasti i buoni rapporti. –Pescara: rapporti distesi con gli abruzzesi, soprattutto in virtù del gemellaggio fraterno che li lega ai vicentini, a sua volta gemellati con gli udinesi. –Avellino: buon rapporto soprattutto tra il “Collettivo Incudine” e il gruppo “U.S. Avellino Ultras 1912”, che partecipò anche alla festa del ventennale del “Collettivo”. Dopo Udinese-Avellino (2-6), stagione 86/87, alcuni tifosi bianconeri andarono in curva Sud a fraternizzare con gli irpini, anche se sembrò perlopiù un caso isolato. –Fano: buon rapporto abbastanza recente. Presente a Fano l’1 e 2 luglio 2017 una delegazione degli “Ultras 1995” per il 40ennale di “Panthers”. –Alessandria, –Legnano, –Monopoli: solitamente gruppi di queste tifoserie hanno preso parte al torneo “Ultras liberi” degli udinesi, quindi c’è rispetto reciproco. Gli “Ultras 1995” erano presenti l’8 e 9 luglio 2017 a Monopoli per il 30ennale dei “Bad Boys 1987”.

Ex-gemellaggi/amicizie: –Bologna: era il gemellaggio più vecchio (primi anni ’80), che si fondava su basi solide, rinnovato nel 91/92, sia all’andata che al ritorno, con due partite tra ultras e coi classici giri di campo coi bandieroni. Bolognesi a fianco degli udinesi nello spareggio per restare in A col Brescia nel ’93 a Bologna. Numerosissime negli anni le visite reciproche. Il rapporto si è via via spento; c’è da dire che i bolognesi erano amici, peraltro diverso tempo fa, dei padovani, nemici degli udinesi, e che i bolognesi erano di sinistra, mentre la curva di Udine è di destra, anche se il gemellaggio vero e proprio era coi “Mods” Bologna, gruppo di destra. Al momento c’è una fiera rivalità. Momenti di tensione e una breve sassaiola tra tifosi al termine di Bologna-Udinese 15/16: all’uscita alcuni tifosi del Bologna hanno atteso ai giardini “Zanardi”, circa 1 Km. dallo stadio, i pullman dei friulani, 400 in trasferta. Il lancio di sassi ha provocato dei vetri rotti su un pullman. La situazione si è risolta rapidamente, senza gravi conseguenze. –Reggiana: amicizia nata nel 90/91, quando gli “Ultras Ghetto Reggiana” scambiarono le sciarpe coi friulani, che a Udine andarono a salutarli sotto la curva. Adesso il rapporto è di reciproco rispetto. –Inter: l’amicizia nacque in un’amichevole dell’88/89 e venne rafforzata nell’ultima di campionato 89/90, quando una ventina di skins interisti andò a Udine già qualche giorno prima della partita, ma non si poteva parlare di gemellaggio vero e proprio. Nel giro di pochi anni l’amicizia, che intercorreva soprattutto coi “Boys S.A.N.” e con gli “Snakes” Inter, finì, anche se gli interisti dedicarono ai friulani gli striscioni “Forza Udinese, ci rivediamo in A”, durante un’amichevole del 91/92, e “La Nord saluta il ritorno in A dell’Udinese, ciao friulani”, alla prima di campionato 92/93. –Pisa: all’inizio degli anni ‘80 c’è stata reciproca stima, visti anche i comuni rapporti d’amicizia con vicentini e di rivalità con veronesi e triestini. Venne applaudito uno striscione dei pisani che ricordavano dei loro amici. L’amicizia è poi svanita nel tempo, anche perché le due compagini per anni non si sono incontrate tra loro. –Sampdoria: buoni rapporti a metà anni ’80. –Ancona: l’amicizia nasce nell’88/89, visto che gli anconetani avevano sempre accolto bene gli udinesi, che invece mostravano sempre una certa indifferenza nei loro confronti. Nel 91/92, all’ultima di campionato di Serie B, in una partita decisiva per la promozione dei friulani, quest’ultimi vennero fischiati dai tifosi dorici, episodio che mise la parola fine al rapporto. –Perugia: nel gennaio 2000 un esponente dei “Nord Kaos Udine” perse la mano per lo scoppio di un petardo, e i perugini si interessarono particolarmente al caso, tanto che, sempre nel 2000, per il ventennale degli H.T.B., gli “Ingrifati Perugia” parteciparono poi alla festa e al relativo torneo di calcio.

Rivalità: –Triestina: gravi gli incidenti provocati da una minoranza di udinesi a Trieste, nel dopogara del derby del 6 gennaio 1991: tra uno slogan e l’altro, spaccati alcuni vetri in stazione, danneggiato il treno che li trasportava e rotto diverse auto; denunciati 12 ragazzi degli H.T.B. Striscioni “Nucleo Ultrà ‘76”, esposto a Trieste, e “Corazzata Alabardata”, accompagnato dalla scritta “cucù”, esposto in casa negli anni 90, rubati ai giuliani. Striscioni rubati “Ultras Trieste” e “Impero Alabardato”, esposti rispettivamente in Udinese-Fiorentina 85/86 e Udinese-Lazio 87/88. –Verona: vecchia rivalità del Triveneto, fin dagli anni 80, quando le due squadre gravitavano nei quartieri alti del calcio italiano: il Verona scudettato 84/85, l’Udinese di Zico che incantava, ai primi anni ’80. Nell’82/83 i veronesi vennero aggrediti a Udine dai bianconeri e, nella partita di ritorno, con oltre 11mila udinesi al seguito, due esponenti friulani vennero accoltellati e due pullman furono distrutti. In Udinese-Verona 84/85 i veronesi arrivarono a Udine con un gran numero di carote e le “Brigate Gialloblù”, raggiunto lo stadio, riuscirono ad arrivare sotto la Nord, dove cominciò il lancio di carote, mentre dentro lo stadio aprirono lo striscione “Buon appetito”, con accanto carote incrociate e un coniglio raffigurato. Alla carica veronese i friulani si ritirarono verso il bar vicino alla curva Nord e solo l’arrivo della polizia chiuse l’assedio, che portò ad un corteo degli ultras udinesi, scortato, fino all’ingresso della Nord. Visto che i veronesi erano inaffrontabili in gruppo, si decise, da parte bianconera, di colpire gruppi numericamente più ridotti, che comunque pullulavano intorno allo stadio, così ci furono vari contatti e risse disseminate in ogni zona vicino lo stadio. Già la mattina, com’era tradizione allora, le avanguardie bianconere giravano a caccia di tifosi nel centro della città (ai tempi molto spesso i pullman arrivavano la mattina e non era difficile incrociare avversari) e infatti anche qui non mancarono contatti e danneggiamenti ai pullman. All’epoca era più sentito il match col Verona del derby con la Triestina. Napoli: nel 1993, a Napoli, i 17 tifosi udinesi al seguito chiesero alla scorta di uscire prima del fischio finale per raggiungere l’aeroporto in tempo per il volo di ritorno; all’inizio gli agenti non risposero, così decisero di uscire da soli. Fuori li aspettava il pullman che, per una decisione al limite della follia dei carabinieri, fu fatto passare sotto la Curva B, ed in pochi minuti il veicolo venne accerchiato dai napoletani che iniziarono a distruggerlo con tutto quello che gli capitava tra le mani. Gli udinesi rilanciarono indietro i sassi e i vetri rotti, ma comunque arrivarono in tempo per prendere l’aereo, non prima però di essere controllati dal Questore; controllo che poi si tramutò in 17 diffide, con l’accusa di danneggiamento aggravato. Napoletani e udinesi si affrontano duramente anche nel 2007, nei dintorni dello stadio di Udine: volò di tutto, con cariche della polizia; una vera battaglia, tesissima, tra due tifoserie che non si confrontavano da molto, troppo tempo. Nel dicembre 2015 incrocio tra udinesi e napoletani all’altezza di Bologna, in un autogrill, coi primi che avrebbero aggredito i secondi. I tifosi napoletani  si stavano dirigendo allo stadio “Dall’Ara” di Bologna per l’anticipo delle 12,30 tra rossoblù e azzurri. Gli ultras friulani, invece, erano diretti a Firenze. Da qui I’incontro. I friulani sarebbero stati visibilmente ubriachi. Uno di loro, una montagna umana, ha sferrato pugni e calci al furgone di napoletani, con tale violenza da farlo traballare. Il presidente del club ha avuto la freddezza di riuscire a mettere in moto il furgone ed allontanarsi, riuscendo a schivare i colpi che ormai provenivano da tutte le parti, ma due tifosi del Napoli erano rimasti all’autogrill, poi è stata chiamata la polizia a cui è stata raccontata l’aggressione subita. Il 26 novembre 2017 a Udine scontri fuori dallo stadio prima della partita, provocati dai partenopei, arginati dalle f.d.o. Bilancio: feriti 3 poliziotti e un tifoso udinese. Molti Daspo ai napoletani, a quanto pare qualcuno anche ai friulani. –Juventus: scontri fin dagli anni 80. Uno striscione “Teddy Boys”, praticamente nuovo, venne rubato dagli juventini intorno al ’90 ed esposto da questi in Juve-Udinese 95/96. Contatto nell’ottobre 2016, prima della gara, in un autogrill alle porte di Torino tra l’unico pullman di ultras friulano e alcuni tifosi juventini. –Cremonese: nella stagione 88/89 i friulani furono accolti bene a Cremona e al ritorno il piacere venne ricambiato, poi il rapporto si è raffreddato, anzi, si è trasformato in rivalità, con scontri piuttosto gravi in Udinese-Cremonese dell’aprile ’93, che ebbero anche una coda giudiziaria, con 11 tifosi imputati per rissa; incidenti che culminarono con l’accoltellamento di tre tifosi cremonesi, anch’essi imputati. –Brescia: vecchia rivalità; scontri all’autogrill di Campogalliano, ai primi di gennaio del 1994, per mezzora ridotto ad un campo di battaglia, con le famigliole che non sapevano più dove nascondersi. Le due squadre si erano affrontate nel maggio ’93 in un uno spareggio per non finire in B, a Bologna, vinto 3-1 dall’Udinese. –Padova: forte rivalità del Triveneto, soprattutto negli anni ’80-‘90, ora stemperata, sia per il medesimo credo politico destroide, sia per la diversa categoria in cui giocano da tanto tempo le rispettive squadre. –Atalanta: incidenti nei lontani anni ’80, vecchie ruggini. –Fiorentina: vecchia rivalità nata negli anni ’80. –Parma: vecchie datate ruggini.

Storia del tifo udinese: Gli albori del tifo a Udine si hanno nel 1978, durante il campionato di C, categoria in cui la squadra ristagna da parecchie stagioni, quando un gruppo di ragazzi si raduna nel settore Distinti del neonato stadio “Friuli”, dato che le curve non esistevano, dietro lo striscione “Zebretta 1896”. Il primo vero nucleo ultras a nascere, inteso nella concezione moderna, è quello del “B.A.W.S.” (Black & White Superstars), nel settembre 1980, che si colloca nel settore superiore della curva Nord. Se ci pensiamo il movimento ultrà ad Udine nasce tardi, ma vanno fatte alcune considerazioni: i primi gruppi a Udine si sono visti appena nel campionato 78/79, probabilmente a causa della posizione geografica all’estremo Est d’Italia della città, e poi va ricordato che l’Udinese attraversa negli anni ’70 stagioni veramente buie, sia sotto il profilo dei risultati che della partecipazione di un pubblico che ha ancora negli occhi i successi degli anni ’50 (secondo posto in Serie A nel 54/55). Nonostante il tifo grezzo e primordiale, gli udinesi partecipano in massa, alla fine degli anni ’70, alle trasferte di Casale Monferrato (circa 3.000 presenze) e Cagliari, decisiva per la A (tra le 5 e le 6 mila unità). Durante la stagione 80/81, qualche mese dopo rispetto ai BAWS, nascono anche i “Teddy Boys”, dal nome originalissimo che negli anni avrà analogie anche a Perugia e Crotone, poi divenuti “Hooligans Teddy Boys” (H.T.B.), gruppo storico della curva ancora oggi esistente. Sono gli anni della grande crescita della Nord, piena di striscioni quali “Commandos Friuli”, “Black Warriors”, “Ultras”, “Friuli Front”, “Potere Bianconero” e naturalmente “Black & White Superstars”. In questo periodo i supporters bianconeri sono ragazzi nella maggioranza di Udine (quartiere Chiavris e Via Riccardo) e chi viene dal paese è visto con diffidenza: l’ossatura dei gruppi è formata da compagnie della città. Nell’82 viene prodotto lo striscione “Hooligans Teddy Boys”, che occupa l’intera curva, all’epoca uno dei più lunghi d’Italia, e, quasi contemporaneamente, nell’83 nasce la “Nuova Guardia Ultrà”, gruppo proveniente dal quartiere cittadino di Via Riccardo Di Giusto, ragazzi che si sistemano accanto ai “Black Warriors”. Inutile negare che i primi anni ‘80 sono anni pionieristici in cui in trasferta si va poco (Bologna, Como, Cesena, Torino) e si cerca sempre di menare le mani. Nell’82 prende corpo la prima sezione, quella di Monfalcone degli HTB, che si contraddistingue per la fedele partecipazione e per essere il primo gruppo fuori città. Ma l’Udinese è prima di tutto un patrimonio di tutta la regione, e quindi i ragazzi provenienti dai paesi limitrofi sono sempre più numerosi, cosicché nel 1985/86 entra prepotentemente in scena la Bassa Friulana (Palmanova, Cervignano, Porpetto), che si organizza nel gruppo “Brigata Andrea Barusso”, intitolato ad un giovane tragicamente scomparso, che nel corso degli anni muta in “Brigata Azione Bassa Selvaggia”, per consolidarsi poi in “Brigata Ultrà” nell’88, comprendendo anche varie sezioni regionali. La stagione 85/86 è un annata d’oro per il movimento ultrà udinese, che prende definitivamente piede, comincia a girare l’Italia e gode finalmente di una propria struttura organizzata. Tuttavia gli incidenti coi veronesi, con l’accoltellamento di un tifoso scaligero, hanno l’effetto di una doccia gelata. I capi vengono ingabbiati, l’opinione pubblica punta il dito contro gli ultras e si assiste così a un repentino cambio generazionale, che proietta in prima fila dei leader degli H.T.B. La metà degli anni ’80 è segnata dalla nascita di importanti sezioni lontane dal Friuli, con nuclei a Milano (cresceranno a tal punto da diventare un vero e proprio punto di riferimento per tutta la Nord), Treviso, Conegliano, Padova e nelle Marche. La curva riesce a rialzare la testa sul finire del decennio: ’88, ’89 e ’90 sono anni ottimi per la Nord, che cresce numericamente nonostante il calo generale di pubblico. Nella partita della promozione in A contro il Genoa, più di duemila ultras colorano la curva. La “Brigata” raggiunge il suo apice e la sua luminosa ascesa, stroncata solo dalla morte del suo carismatico e indiscusso leader Paolo. Tutti gli ultras ricordano in seguito Paolo: per molto tempo il suo nome è stato scandito prima di ogni gara e lo striscione “Ubi nos ibi Paulus” (più o meno “dove ci siamo noi c’è Paolo”), è ancora sempre esposto in casa e fuori, a testimonianza della riconoscenza che la Nord riserva nei suoi confronti. Nel dicembre ’89 nascono i “Nord Kaos”, da ragazzi del medio-alto Friuli, con capisaldi a Cividale, Tarcento e Tolmezzo, che portano una ventata di novità al movimento ultras bianconero, caricandosi sulle spalle quasi da soli il peso delle trasferte al Sud, dove i friulani erano fin lì stati un po’ latitanti, e colorando la curva con numerose bandiere a due aste. Sui loro vessilli appare spesso l’aquila friulana per esternare in modo evidente l’attaccamento alla terra madre e l’orgoglio di appartenere a una “piccola patria”. L’inizio degli anni ’90 è contraddistinto anche dalla parentesi “North Boys”, un gruppo di giovanissimi che prova a proporsi come forza alternativa, con scarso successo causa la tipica irruenza giovanile. Il decennio inizia con l’altalena tra Serie A e B, finché nel ’96 l’Udinese non entra in pianta stabile nel gotha del calcio italiano, inanellando, tra il ’97 e il 2000, piazzamenti da grande squadra: rispettivamente quinta, terza, sesta, ottava, con ingresso in Europa. Intanto, nel ’92, nascono i “Bisiachi” (gruppo proveniente dall’Isontino goriziano) e, nel 1994, i “Friulani Al Seguito” (dalle ceneri dei “North Boys Udinese”), che insieme ai “Nord Kaos” e ad altri gruppi “spalla”, rivitalizzeranno la Nord, portando nuova linfa e una ventata d’entusiasmo: un miglioramento sia estetico che numerico, aiutato dagli ottimi piazzamenti della squadra, un calore sconosciuto al tifo friulano, da sempre caratterizzato da una sorta di freddezza. Un pubblico spesso tiepido, poco passionale e partecipe, troppo umorale e legato all’andamento della squadra, un tifo penalizzato per molti anni dall’assurda divisione in due parti della curva (il biglietto d’ingresso nella parte di curva più vicina ai distinti costava davvero molto). Nel ’95, dalla provincia di Pordenone, nascono gli “Ultras Destra Tagliamento”, sorto dalla fusione delle sezioni pordenonesi degli H.T.B. e dei N.K., che poi cambiano nome in “Ultras Udinese 1995”, cambio dovuto al fatto che, nel corso degli anni, confluivano all’interno del gruppo ragazzi che risiedevano al di fuori della destra Tagliamento, il maggior fiume che bagna il Friuli. Nel ’96 si creano i “Supporters Bassa Friulana”, nati dalle ceneri della “Brigata”, scioltasi nei primi anni ’90, che comprendono varie compagnie paesane della bassa. In questi anni si registra anche la presenza del gruppo “Legione”. Con il nuovo millennio, la Nord comincia a registrare cali d’affluenza. Nel 2001 la squadra, pur “solo” dodicesima in campionato, vince la Coppa Intertoto e arriva in Semifinale di Coppa Italia. Nel 2002 per la squadra arriva solo il quattordicesimo posto, mentre nell’estate 2003 nasce l’attivo ed eclettico “Collettivo IncUdine”, gruppo della bassa friulana. Nel 2004/05 l’Udinese compie un autentico miracolo sportivo, arrivando quarta in campionato, quindi qualificandosi per la Champions League, ed arrivando in semifinale di Coppa Italia. Nel luglio 2005 si sciolgono gli “Ultras Milano”, e il 28 febbraio 2006 anche i “Nord Kaos”, purtroppo, alzano bandiera bianca. La curva non ha più divisioni e reticolati, ma molti frequentatori della Nord sono semplici tifosi, solo una minoranza è composta da ragazzi che pensano ultras. La tifoseria udinese, insieme a quella del Chievo Verona, fa incetta di premi Fair-Play, grazie alla sua condotta esemplare, sia in casa che in trasferta, anche se non mancano episodi poco piacevoli, come l’aggressione a un gruppo di napoletani giunti a Udine nel 2009/10, che provoca violenti scontri. La squadra va a mille e dopo due decimi posti, tra il 2005/06 e il 2008/09, centra una semifinale di Coppa Italia nel 2009/10 (solo 15^ in campionato), e nel 2010/11 il quarto posto in Serie A, che vuol dire di nuovo Champions League. La bella annata rende la tifoseria molto partecipe, in casa e fuori, dove è spesso seguita da un buonissimo numero di ultras, soprattutto nelle trasferte di Cesena (almeno duemila unità), Brescia e Roma, nelle quali sfoggiano prove di sostanza, bellissime macchie colorate, apprezzabile stile e portamento. Bello anche il tifo nell’incontro che chiude la stagione, in casa col Milan, all’ultima giornata. Il gruppo “Friulani al Seguito” però preferisce autosospendersi per poi defilarsi, stabilendosi nella parte alta della curva. Sempre sotto la sapiente guida di Francesco Guidolin e con la famiglia Pozzo al timone, oltreché, soprattutto, con una incredibile rete di talent scouts, capitanata dall’ex giocatore dell’Udinese Andrea Carnevale, che riesce a scovare carneadi sconosciuti in giro per il mondo, pagandoli pochissimo, per poi valorizzarli e rivenderli a peso d’oro, i bianconeri centrano incredibilmente un terzo e un quinto posto nel 2012 e 2013, non superando però mai i Playoff di Champions League. Il tifo non sempre per la verità è all’altezza della squadra, con la curva che rimane senza un vero gruppo di riferimento, ma comunque, soprattutto nelle trasferte europee, è sempre di buono spessore. Nel 2013/14 l’Udinese arriva 13^ e in semifinale di Coppa Italia, ma viene eliminata nei Playoff di Europa League. Da registrare in questo periodo la nascita di nuovi gruppi come “Patria Udinese”, “Briganti Baldassa” e “La Disperata”. L’introduzione della Tessera crea spaccature di veduta all’interno della curva: una parte dei gruppi aderisce al progetto-T.d.t., mentre il restante, tra varie forme di protesta, continua ad andare in trasferta senza tessera, entrando dove possibile, fino all’introduzione della Away Card, che permette a tutti di andare a vedere le gare fuori casa. Nel 2014/15, Guidolin ha il compito di supervisore tecnico e la squadra è affidata all’ex interista Andrea Stramaccioni, ma, dopo una discreta partenza, non va oltre il 16° posto, con il record negativo di punti conquistati dalla società (41), da quando la Serie A è a 20 squadre. Nel settembre 2015 si scioglie anche il glorioso gruppo dei “Friulani al Seguito”, non senza rimpianti. Nel 2015/16 l’Udinese arriva quart’ultima, con Colantuono e poi con De Canio. Sul finire del 2016 si sciolgono anche i “Supporters Udinese”. Nel 2016/17 e nel 2017/18 arrivano rispettivamente un 13° e 14° posto. Il 4 marzo 2017 nasce l’Associazione Curva Nord Udinese 1896, sodalizio senza scopo di lucro né politico. Obiettivi principali: promuovere il tifo bianconero non solo in Curva Nord, realizzazione di belle e elaborate coreografie, organizzare trasferte. Al primo anno raggiungono 500 tesserati, tra i quali anche tante donne e ragazzini: la Nord ha un nuovo corso.

Curiosità: -In Udinese-Sampdoria del 26 agosto 2018 (2^ giorn.18/19) esposto lo striscione “Vicini alla città di Genova”, solidale alla città di Genova per la tragedia del crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto ’18, che causò 43 morti. -Agli inizi di agosto 2018 è stata esposta la scritta “No al codice di gradimento” nelle vicinanze della sede dell’Udinese Calcio, detto anche codice etico e comportamentale, che prende forma dalla ratifica di un nuovo documento di quei giorni, imposto dall’Osservatorio Manifestazioni Sportive alla Figc e alla Lega, cioè in pratica un nuovo strumento repressivo, nelle mani delle società di calcio, che, con ampio margine di discrezionalità, decidono le proprie regole alle quali subordinare i propri tifosi, che possono essere puniti anche col ritiro del proprio biglietto o abbonamento, in caso di mancato rispetto delle norme. -In occasione di Udinese-Inter del 6 maggio 2018, terz’ultima giornata 17/18, lasciato uno spazio deserto in curva nel primo tempo per protestare contro alcuni provvedimenti eccessivi presi da parte delle autorità verso una curva da sempre coerente. -Nella trasferta di Benevento del 29 aprile 2018, affrontata in buon numero, la squadra era stata contestata con cori e con lo striscione “Solo per la maglia non per chi la indossa”, mentre dopo Udinese-Juve (2-6) del 22 ottobre 2017 era stata pesantemente contestata la società durante e dopo la gara. Sempre in tema di contestazioni, in Udinese-Atalanta del 29 ottobre 2017 viene esposto dalla curva lo striscione “Noi ci siamo sempre…voi dimostratelo”. -A Bergamo, il 31 marzo 2018, striscioni al contrario per protestare contro le diffide, esposta la scritta “26-11-2017 nessun rimorso”, oltre a “Viva il calcio d’altri tempi viva Emiliano Mondonico”, ex mister anche dell’Atalanta per 7 anni, scomparso due giorni prima dopo aver lottato per anni contro il cancro. -Alcuni lutti hanno recentemente colpito la curva friulana: in Udinese-Milan del 5 febbraio 2018 esposto “Ciao Marzio”, per ricordare un ultrà prematuramente scomparso, con Capitan Danilo che depone un mazzo di fiori ai piedi della curva. L’8 novembre 2017 è scomparso causa un malore improvviso Stefano Gaspardis, per gli amici “Coki”, a soli 59 anni, presidente dell’Associazione Curva Nord Udinese, un punto di riferimento in Curva Nord, con la Nord che in Udinese-Cagliari l’ha voluto salutare con gli striscioni “Abbiamo iniziato insieme…continueremo per te. Ciao Pres.” E “Coki nel cuore”; fiori sotto la sua gigantografia da parte di Danilo. A fine settembre 2017, a soli 46 anni, si era fermato improvvisamente anche il cuore di Emiliano Bearzi, altro grande tifoso dell’Udinese, ricordato anche dai genoani. Il 20 settembre 2017 per Udinese-Torino 17/18 esposto il semplice striscione “Ciao Emi”. -Per Udinese-Spal del 21 gennaio 2018 (21^ giorn.17/18) esposto lo striscione “X sempre uno di noi ciao Felipe”, difensore della Spal che per 10 stagioni ha indossato i colori bianconeri. -Striscione “Al nostro fondatore, per 300 volte gridiamo onore!”, verso il fondatore degli “Ultras 1995” che a Bologna, il 30 dicembre 2017, ha raggiunto il traguardo delle 300 trasferte. -In occasione di Udinese-Benevento del 10 dicembre 2017, allestita una coreografia per i 22 anni degli Ultras 1995. -Il 22 ottobre 2017 per la 9^ giornata del campionato 17/18 a Udine è di scena la Juve. Viene srotolato lo striscione “Noi bianconeri siamo nati voi lo siete diventati” e allestita dall’Associazione una bella coreografia con 5000 bandierine con su scritto “Curva Nord Udinese 1996”, distribuite all’ingresso ai tornelli dove si può fare un’offerta libera. -Per Udinese-Genoa del 9 aprile 2017 la Nord decise di lasciare gli spalti vuoti per i primi 20 minuti in segno di protesta contro le pesanti eccessive diffide di 5 anni che hanno colpito alcuni ragazzi per l’esposizione dello scomodo striscione “23.12.63 Stefano Furlan 1.3.84 ucciso dalla Ps”, ultras triestino colpito a morte dai celerini l’8 febbraio 1984, successivamente arrotolato diventando una palla poco più grande di un pallone da calcio e ingenuamente bruciato. In quei giorni gli ultras triestini esposero la frase “Hai difeso la memoria nonostante la maglia…nemico friulano, alla prossima battaglia”. -Domenica 15 gennaio 2017, 20^ giornata 16/17, in occasione di Udinese-Roma, è stata improntata una coreografia per festeggiare il trentennale della famiglia Pozzo in società, in particolare di Giampaolo Pozzo. Tanti striscioni disseminati per tutta la Curva Nord, ognuno con su scritto una città europea: “Dortmund, Brema, Liverpool, Lisbona, Varsavia, Salonicco, Amsterdam, Barcellona, Lodz, Atene, Madrid, San Pietroburgo, Londra: dalla B all’Europa, grazie Paron”. In alcune partite però era apparsa la pezza “Watford Shift”, portata da alcuni esponenti della Nord, che contesta l’operato dei Pozzo, che a volte, secondo alcuni, sembrano più pensare al destino del Watford, squadra della Premier League inglese, che attualmente assicura più introiti che a quello dell’Udinese. I Pozzo, infatti, sono proprietari sia dell’Udinese che del Watford, e fino al 23 maggio 2016 lo erano anche del Granada, formazione della Serie A spagnola, venduta ad un gruppo cinese, il colosso del marketing sportivo “Desports”. In Sassuolo-Udinese del 25 ottobre ’17 esposta la scritta “Gino Pozzo where are you?”. -A Udine lo stadio, com’è noto, ha subìto una profonda ristrutturazione, con i lavori partiti nel 2013 e finiti nel 2016: è stata eliminata la pista d’atletica, quasi mai utilizzata, ed avvicinati gli spalti al campo, per offrire una visibilità migliore agli spettatori, e i posti sono tutti a sedere e al coperto. Lo stadio è stato ribattezzato “Dacia Arena”, un nome però che alla stragrande maggioranza della gente, specie agli ultras della Nord, non piace per niente, perché lo stadio era chiamato “Friuli” in memoria delle 989 vittime del terribile, tragico terremoto del 1976, che colpì la popolazione friulana e i morti del ’76 meritano rispetto. Il progetto dell’Udinese Calcio di abbinare il nome dello sponsor principale degli ultimi anni, “Dacia”, il marchio automobilistico low cost del gruppo Renault, a quello di “Friuli”, è stato bocciato dai tifosi, che la ritengono solo una insulsa operazione di marketing e calcio moderno operata da Pozzo per interessi commerciali. I tifosi hanno raccolto firme per una petizione contro la dicitura “Dacia Arena”. Lo striscione “Stadio Friuli!” è stato cercato, nel recente passato, di portarlo in trasferta dove possibile senza autorizzazione, mentre per esporlo in casa serve la richiesta di autorizzazione alla questura, cosa che assolutamente non vogliono fare. Insomma, una diatriba infinita. -L’Udinese Calcio è una delle società più antiche d’Italia, la prima in bianconero adottando i colori dello stemma comunale, essendo stata fondata il 30 novembre 1896. Nel 2016 la società friulana allestisce una bella festa nei locali dello stadio, e il 4 dicembre 2016, in occasione di Udinese-Bologna, viene organizzata una bellissima scenografia, per celebrare nel migliore dei modi il centoventennale, con lo stadio pavesato a festa, colorato di bandierine bianche e nere, ed in curva Nord, al centro un telone raffigurante una vecchissima foto d’epoca di una formazione dell’Udinese, sulla sinistra (guardando la curva) un telone minicopricurva con i vecchi stemmi dell’Udinese e le varie tappe dell’Udinese agli albori del calcio, dall’altro lato lo stemma dell’Udinese Calcio e in basso la scritta che sovrasta il tutto, accompagnata dai vari stemmi usati dall’Udinese nella sua storia, “Udinese Calcio 1896  – 120 anni di orgoglio, storia e tradizione!”. Sbandierata in campo e striscioni di vecchi gruppi, sfilata di circa 50 sodalizi dell’Associazione Udinese Club e di vecchie glorie, tra cui non poteva mancare “Totò” Di Natale, più tanti altri, tra i quali Leonarduzzi, De Agostini, Causio, Rossitto, Ametrano, Bertotto, Poggi, Galparoli ecc. Nei Distinti il pensiero “Estamos todos Chapecoense”, squadra brasiliana perita in un disastro aereo in Colombia alcuni giorni prima. -Coreografia in Torino-Udinese dell’aprile ’17, con lo striscione “3 di avrîl 1077 FRIûL par simpri”, con sopra tanti stendardi con stemmi del Friuli, per ricordare i 940 anni dalla nascita della “patria” friulana. -“In balaustra vogliamo vederti tornare…nel frattempo testa alta e non mollare!”, striscione dedicato a un lanciacori diffidato, esposto in Pescara-Udinese del 23 ottobre 2016 (9^ giorn.16/17). -Da domenica 18 settembre 2016 e per le tre gare casalinghe successive, la curva Nord organizza una raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto che ha devastato alcune zone del Centro Italia. La somma di 1.915 €. si è andata a sommare a tutti i fondi raccolti sul sito delle “Red Blue Eagles L’Aquila” per un totale di ben 161.277,27 €., che hanno permesso la realizzazione di 2 campi sportivi polivalenti. Il 21 settembre 2018 ad Amatrice è stata donata una targa alla Curva Nord Udine. -Il 3 settembre 2016 si è svolta a Dignano (UD) la “Festa dell’Orgoglio Bianconero”, con musica dal vivo, panini e birra a volontà, sostituendo il consueto torneo “Ultras liberi”, che era giunto alla 14^ edizione. Presenti i gemellati di Salisburgo, Vicenza e Burghausen. -Il 15 maggio ’16 va in scena in Udinese-Carpi, ultima giornata del campionato 15/16, il D-Day per la fine della carriera di Antonio “Totò” Di Natale, una bandiera dei bianconeri, che ha legato la sua carriera a Udine, rifiutando squadre blasonate, che gli avrebbero dato un ingaggio da nababbo (vedi Juve), ma che lui ha sempre rifiutato dicendo che la sua vita era a Udine e che lì ci si trovava bene. La curva presenta una coreografia che mostra una sua gigantografia con la scritta “Immenso Totò”, su cui campeggia lo striscione “In Friuli sei arrivato, un campione sei diventato, da noi sarai sempre amato, grazie Totò”. -A fine luglio 2016 è scomparso Diego, uno dei leader della curva friulana, molto conosciuto, lasciando un vuoto enorme in chi lo conosceva e ha condiviso con lui mille trasferte e  avventure. -In Udinese-Torino del 30 aprile 2016, terz’ultima giornata 15/16, la curva propone una bella scenografia per i 40 anni dal terremoto che sconvolse il Friuli: nella parte alta della Nord cartoncini bianchi e neri, più giù la data “6 maggio 1976”, e sotto la frase “Tremò la terra che distrusse case. A morire furono in tanti, ma siamo friulani, e andammo avanti”, sotto lo striscione cartoncini blu, l’aquila stemma del Friuli e sotto un disegno bellissimo, un rilievo della distruzione che lasciò il terremoto e delle sagome rappresentanti persone tra le macerie, pronte per la ricostruzione. -Nel maggio 2016, una parte di tifosi dell’Udinese teme l’arrivo degli investitori del colosso austriaco “Red Bull”: la notizia di un’offerta della “Red Bull” ai Pozzo per l’acquisizione dell’Udinese, data dal “Gazzettino”, fa scalpore. Il timore di parte della tifoseria è che l’eventuale ingresso della “Red Bull”, porti a uno stravolgimento del marchio “Udinese”, con cambiamento di denominazione e colori, come è già avvenuto, ad esempio, a Salisburgo. Si teme la stessa cosa a Udine da parte degli ultras soprattutto, visto quello che hanno passato i “colleghi” di Salisburgo. -Interessante iniziativa dei gruppi “Friulani al Seguito”, “Ultras” e “Supporters” nella primavera 2014: una loro delegazione fu ospite di una scuola superiore della bassa friulana, per portare la voce diretta degli ultras in un’assemblea studentesca. Una panoramica generale del movimento ultras venne fatta innanzitutto proiettando un documentario davvero ben fatto, che mostrò in modo chiaro qual è la mentalità ultras nelle sue varie sfaccettature. La delegazione rispose a tutte le domande che gli provenivano dagli studenti, ed fu facile portare avanti la discussione, spaziando tra molti argomenti che spesso non vengono mai menzionati dai media: la mentalità, le regole e i comportamenti del movimento ultras, la violenza, le amicizie, le rivalità, la solidarietà…-Un gravissimo lutto colpì la curva udinese il 6 giugno 1993, quando Paolo Di Sarno, per tutti il “Pazzo”, morì in un drammatico incidente stradale, mentre andava alla stazione dove lo aspettavano per la consegna dei biglietti ai tifosi, in vista di una trasferta di Roma, in ritardo all’appuntamento, correva troppo, il sentirsi sulle spalle l’impegno di guidare la curva gli fece perdere il controllo dell’auto, fedele purtroppo al suo soprannome. Un esempio per tutti, un ragazzo su cui si poteva contare in qualsiasi momento, pieno d’entusiasmo: la nascita del movimento ultras a Udine è anche merito suo. -Un altro grave lutto colpì la Nord nel gennaio 2007: la scomparsa di Roberto Ciani, conosciuto nell’ambiente ultras come “Feccia” o “Fex”, personaggio tra i più coloriti e folcloristici della curva bianconera, per il suo modo di vivere le partite. Morì in seguito ad arresto cardio-circolatorio. Nella sua breve esistenza, segnata da innumerevoli traumi e difficoltà, c’era un solo vero motivo di gioia: l’Udinese. Nella trasferta in casa del Toro, successiva alla sua morte, gli ultras bianconeri lo ricordarono con una sua gigantografia riportante la scritta “Roby Feccia is my friend”, tuttora pressoché presente ovunque. -Il giocatore di maggior classe che abbia mai giocato a Udine è stato sicuramente il campione brasiliano Zico. Nel 1983 la gente udinese scese in piazza per quella che fu un’autentica insurrezione popolare, reclamando coi cartelli “O Zico o Austria”, di fronte al parere contrario (“No a spese folli per gli stranieri”) del presidente della Figc Sordillo. Ancora oggi una sua bandiera sventola in curva, dove è stato anche ospitato tempo fa.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 70:. Zebretta 1896-Falange d’Assalto Bianconera: primo gruppo a nascere a Udine. Il primo striscione del gruppo è “Falange d’Assalto Bianconera”.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 80: Baws (Black And White Superstars): primo nucleo della Curva Nord, fondato nel 1980. Uno dei fondatori, Giuseppe Zurco, è morto nel sonno durante l’anno ’99. Nord Kaos: nati nell’89 da una costola degli “H.T.B. sezione Tarcento”, hanno fatto la storia del movimento ultras a Udine, con l’aiuto anche di ragazzi di Gemona e Spilimbergo, ma le basi erano già state gettate nel 1987, dopo la retrocessione per illecito. Lo striscione fa la sua prima uscita in un Udinese-Bologna. In poco tempo bruciano le tappe diventando l’ala più creativa e vivace della Nord, con le loro bandiere a due aste, dando più che una mano ad “H.T.B” e “Brigata Ultrà”, portando nuova linfa e una sana goliardia, battendosi animatamente anche contro il caro prezzi delle curve. In quegli anni erano direttamente gemellati con genoani, vicentini e con “Mods” e “Facinorosi” Bologna. Si sono sempre contraddistinti per il forte apporto dato alla squadra in casa e fuori. La loro era una delle migliori fanzine ultras. Nel 2000 il gruppo partecipò al “Memorial Vincenzo Spagnolo” di calcio a Torbellamonaca, quartiere di Roma. Si sciolsero nel 2006 dopo 17 anni di militanza, a causa del mancato ricambio generazionale, dell’eccessiva repressione e della precisa impostazione politica. Brigata Ultrà: costituita interamente da tifosi provenienti dalla bassa friulana, alla quale si sono uniti dal 1991 i B.A.W.S., dato che venivano tutti dalla stessa zona./ Babs (Brigata Azione Bassa Selvaggia, nati nell’83), Potere Bianconero, Vecchia Guardia, Friuli Front, Estasi, Brigata Ansamala, Black Warriors (nati nell’81), Vecchia Guardia, North Boys (nati nel 1989), Alcooligans, Babs Doc, Babs Rasta, Feccia Bianconera, Babs Nucleo Sfatati, Brigata Andrea Barusso.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 90: Friulani al Seguito: nascono nel 1994, mettendosi subito in evidenza per la loro voglia di fare, la determinazione nel voler migliorare la curva Nord dal punto di vista sia corale che estetico, puntando su stendardi vintage veramente ben realizzati. Ben presto sono stati presenti on line con un sito Internet accattivante e moderno. A partire dal 2001 hanno dato alle stampe la fanzine “One Step Beyond”, una delle migliori di ogni tempo in Italia, con grafica e contenuti accattivanti e ben curati, con un’estetica dall’impronta mods, a partire dal titolo, mutuato da una hit della ska-band inglese “Madness”, per passare attraverso la scritta occhieggiante del marchio della mitica Lambretta, fino al nuovo logo. Nel 2011 decisero di autosospendersi, a tempo indeterminato, per poi spostarsi nella parte alta della curva, lasciando quella centrale ad altri gruppi di formazione più recente. Nel settembre 2015, per veri problemi, decidono di sciogliersi dopo tante battaglie lasciando di sasso la curva friulana e tutto il mondo ultras. / Supporters (nati nel 1996 da ex componenti della “Brigata”, provenivano dalla Bassa Friulana), Vecchio Baws, Bisiachi (di Monfalcone, scioltisi nel 2007), Brigata Amsterdam Autonoma, Brigata Feroce, Nukleo Milano, Ultras Milano, Nibals, Boys, C.a.l., Harlem (da ragazzi di Cividale del Friuli), Crazy Girls, Le Birbe, Orde Carniche, Rebels Front, Menti Perse, Onda d’Urto (estate ’93), Delizia’s Group Udinese, The Angels, Irriducibili, Legione, Brigata Caio, Senza Tregua, Effetto Collaterale, Piggy Group, Gruppo Nocivo, Colle Trip, Nese Group.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Generazione Bianconera, Britain Group, Hangover Klan, Barcollo ma non mollo Spilimbergo.

Politica: Tendenzialmente di destra.      Clubs principali: Amis da l’Udinese, Udinese Club Fagagna, Udinese Club Rizzi, Udinese Club Maniago, Udinese Club Roveredo, Sutrio Bianconera, Udinese Club San Daniele-La Zebretta del Friuli, Arthur Zico Orsaria, Udinese Club Savorgnano.

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