Jonathan Moscrop - LaPresse21 07 2012 Bari ( Italia )Sport CalcioInter FC vs AC Milan - 12esimo edizione Trofeo TIM 2012 - Stadio San Nicola di BariNella foto: Telecamera a bordocampoPhoto: Jonathan Moscrop - LaPresse21 07 2012 Bari ( Italy )Sport SoccerInter FC versus AC Milan - 12th TIM Trophy 2012 - San Nicola Stadium BariIn the photo: A pitchside television camera

Due giorni fa (il 24 dicembre 2018) il sito www.calcioefinanza.it ha voluto simulare i potenziali ricavi di ogni singolo club di Serie A dopo l’accordo stipulato tra Sky e DAZN per il triennio 2018/21.

Riportiamo il testo dell’articolo:

“Complessivamente, i diritti tv per il triennio 2018/21 dovrebbero aggirarsi intorno ai 1,41 miliardi di euro annui, così composti:

  • Diritti tv nazionali Coppa Italia/Supercoppa: 35 milioni;
  • Diritti tv esteri Coppa Italia/Supercoppa: da assegnare (32 milioni nel 2015/18, stimati a 35 milioni);
  • Diritti tv nazionali Serie A: 973 milioni
  • Diritti tv esteri Serie A: 371 milioni
  • TOTALE: 1,414 miliardi

Dal valore complessivo dei diritti tv annuali vanno tolti alcuni elementi: basandoci sulla stima effettuata dalla Gazzetta dello Sport per la stagione 2015/16, abbiamo tolto dal totale circa 50 milioni di commissione per Infront, successivamente il 10% per la mutualità, poi 60 milioni per il paracadute e circa 20 milioni tra premi per la Coppa Italia e altri versamenti per la Serie B. Il totale si aggirerebbe, quindi, sull’1,150 miliardi di euro, contro i circa 924 milioni di euro che venivano distribuiti ai club nel triennio scorso: un aumento di poco più di milioni, pari a un +24,5% circa.

L’altra novità, dicevamo, è la modifica della legge Melandri, che cambierà il volto della suddivisione dei ricavi: la fetta da dividere in parti uguali salirà al 50%, diminuirà il peso dei tifosi (dal 30% al 20%, di cui il 12% legato agli spettatori allo stadio e l’8% all’audience tv) mentre tra i risultati sportivi crescerà il peso dell’ultimo campionato (dal 5% al 15%) e caleranno le voci relativi alla storia (dal 10% al 5%) e all’ultimo quinquennio (dal 15% al 10%).

Una notazione metodologica prima dei numeri: non essendo disponibili i dati degli ascolti per la stagione in corso, abbiamo utilizzato i dati complessivi del campionato 2017/18, dando a ciascuna delle tre neopromosse un valore medio degli ascolti delle tre squadre retrocesse.

 

Ripartizione diritti tv Serie A 2018 2019, le cifre

Ripartizione diritti tv Serie A 2018 2019

 

 

Secondo le nostre simulazioni, ciascun club dovrebbe ricevere circa 28,8 milioni di euro come parte uguale, in forte aumento rispetto ai 18,5 milioni circa che incassavano le società con il precedente contratto e con i precedenti criteri di distribuzione.

Complessivamente, si va quindi dagli 85,3 milioni di euro che potrebbe incassare la Juventus fino ai 36,5 milioni di euro potenziali del Frosinone, con un rapporto prima-ultima di 2,3 a 1.”

Beh…sinceramente niente male anche per una Società “piccola” come l’Empoli che ha negli obiettivi di medio-lungo termine una permanenza meno csporadica nella massima Serie e, sopratutto, a breve, il rifacimento dello Stadio “CXastellani” con quel che ne segue.

Una riflessione. La Lega Calcio, così solerte a spartire la torta delle TV, si è dimenicata di rivolgere una particolare attenzione al Settore Giovanile delle Società. In un periodo storico nel quale da più parti ci si lamenta della scarsità dei talenti italiani, della mancanza di strutture dove  insegnare calcio e far crescere i nostri giovani, l’obbligo di destinare una percentuale degli introiti (ad esempio dal 10% delle Società di prima fascia e poi a scendere fino al 5%) poteva (o potrebbe) essere un bel segnale che il calcio, nelle sue compementi e nel suo Giverno, dà a se stesso. Evitando così le solite frasi retoriche di circostanza sui giovani ed uscendo dall’imbarazzata ipocrisia nella quale spesso ci si è nascosti predicando, all’italica maniera, una cosa e facendone poi un’altra:  molto spesso il suo opposto!

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6 Commenti

  1. Se fossero confermate queste cifre x me sono una ripartizione equilibrata. 40 circa alle piccole, 60 alle medie e 80 alle grandi sono scalini logici. La disparità economica di cui ci siamo sempre lamentati deriva in gran parte dai presidenti( ovviamente i più ricchi prendono i grandi club) e da sponsor e fatturati che x le grandi sono abnormi e per le piccole pochi soldi. Ma la differenza dei diritti tv mi sembra sia contenuta e logica.

  2. Dai Empoli su’. Sarebbe lo stadio abbondantemente coperto con solo 1 anno di diritti oppure possibilità di investire su giocatori di serie A e non su i fine contratto a fine carriera.
    Tradotto davvero tanti soldi in entrata , il calcio se capaci e fatto per bene è una fonte di denaro incredibile con attività imprenditoriali normali

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