Il ritrovato portiere azzurro ha parlato questa mattina attraverso le locali colonne de “La Nazione”

Quanto è stato importante per l’autostima e la crescita del gruppo?
«Molto perché è arrivato su un campo difficile contro una squadra che si giocherà la salvezza fino alla fine. Rispetto ad altre volte dove magari c’è stata la prestazione, a Cagliari soprattutto nel secondo tempo abbiamo fatto un po’ più di fatica, però rispetto a tante altre volte abbiamo portato a casa qualcosa».

Cosa hai provato quando Andreazzoli ti ha comunicato che con la Lazio avresti giocato tu?
«Ero sicuramente felice perché avevo lavorato tanto e sodo per avere l’occasione è finalmente è arrivata. Cercherò di sfruttare sempre al meglio le volte che il mister deciderà di mandarmi in campo»

Che mesi sono stati gli ultimi per te?
«Difficili perché la prima partita non andò bene, poi mi sono fatto male, però non mi sono pianto addosso, ho lavorato tanto e alla fine l’occasione è arrivata».

A Cagliari hai fatto interventi importanti e parato un rigore, il terzo degli ultimi sei. Hai un segreto?
«C’è un mix di fattori, miei ma anche del mister dei portieri, però certe cose bisogna tenersele per se, non bisogna dare vantaggi agli avversari (sorride ndr)».

Adesso arriva il Milan, una squadra sulla carta proibitiva, ma avete già dimostrato di poter fare risultato contro chiunque…
«Si quest’anno abbiamo fatto punti con squadre sulla carta più forti, facendo invece poi più fatica contro le dirette concorrenti. Domenica arriva una squadra forte che ha vinto il campionato due stagioni fa, con individualità importanti. Sta a noi cercare di metterli in difficoltà, stare compatti e fare la partita della vita come ci è già successo».

Leao, Giroud, Theo Hernandez… Che effetto fa affrontarli per la prima volta?
«Sarà bello perché comunque giocare contro il Milan è uno di quei sogni che si hanno fin da bambino».

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6 Commenti

  1. Ore che ogni settimana si debba fare questa intervista a Caprile, al suo ex allenatore o procuratore vi dovrebbe fare riflettere

  2. Intanto ci salva, Stefano. Se Elia vuol fare il titolare l’anno prossimo a Napoli, deve prima riuscire a salvare l’Empoli.

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