L’ufficialità di Guido Pagliuca ha consegnato all’Empoli il primo, vero punto fermo della stagione 2026-27. Il mercato, almeno fino ad oggi, è rimasto immobile, ma proprio per questo diventa interessante provare a fotografare la squadra così com’è. Non quella che sarà tra un mese, ma quella che oggi il tecnico azzurro avrebbe a disposizione se il campionato dovesse iniziare domani. La sensazione è che un’identità esista già. Del resto le nove partite della passata stagione hanno raccontato abbastanza chiaramente quale sia il calcio di Pagliuca: una squadra aggressiva, intensa, uomo su uomo, capace di occupare bene il campo e di sfruttare soprattutto il lavoro degli esterni. Il modulo potrà cambiare tra 3-4-2-1, 3-4-1-2 e 3-5-2, ma i principi sembrano ormai ben definiti.
Guardando l’attuale rosa, la difesa appare il reparto con meno margini di scelta. Davanti a Seghetti o Perisan, Curto, Guarino e Tosto rappresentano oggi gli interpreti più naturali della linea a tre. Una base che, però, evidenzia subito il primo problema: i centrali di ruolo sono appena quattro (l’altro è Indragoli). Un numero insufficiente per affrontare una stagione intera con questo sistema di gioco. E il quadro potrebbe complicarsi ulteriormente se dovesse concretizzarsi la partenza di Guarino, uno dei giocatori maggiormente seguiti dal mercato. In quel caso non si tratterebbe soltanto di aggiungere qualche alternativa, ma di intervenire in maniera importante su un reparto che oggi è il più scoperto dell’intera rosa. Sulle corsie laterali, invece, Pagliuca può già intravedere qualcosa di molto simile alla sua idea di calcio. Elia resta un riferimento importante, pur con un futuro ancora tutto da scrivere, mentre Ceesay sembra avere tutte le caratteristiche per ritagliarsi un ruolo di primo piano; tra l’altro è stato tra i più propositivi con Pagliuca lo scorso anno. Alle loro spalle serviranno inevitabilmente altre soluzioni, perché il lavoro richiesto agli esterni nel sistema di Pagliuca è probabilmente il più dispendioso dell’intera squadra.
In mezzo al campo, invece, le basi sembrano decisamente più solide. Yepes e Magnino possono rappresentare il cuore del nuovo Empoli, unendo qualità, equilibrio e capacità di leggere i diversi momenti della partita. Per Pagliuca, Magnino rappresenta una novità assoluta rispetto all’esperienza della scorsa primavera e la sua duttilità potrebbe rivelarsi una delle risorse più preziose. Attorno a loro non mancano le alternative, da Degli Innocenti a Ignacchiti, passando per Belardinelli, Asmussen e Sodero, elementi che garantiscono profondità a un reparto destinato a essere uno dei punti di forza della squadra. È davanti, però, che le riflessioni diventano più interessanti. La presenza di Saporiti offre a Pagliuca la possibilità di utilizzare con continuità un trequartista alle spalle degli attaccanti, soluzione che potrebbe portare al 3-4-2-1 oppure al 3-4-1-2. Ma l’attuale rosa consente anche di immaginare una coppia offensiva composta da Shpendi e Popov, due giocatori con caratteristiche differenti ma potenzialmente complementari. E se invece fosse Shpendi ad abbassarsi di qualche metro, lasciando a Popov il ruolo di terminale più avanzato? Sono soluzioni che ampliano il ventaglio delle possibilità tattiche e che rendono il reparto offensivo, almeno dal punto di vista delle caratteristiche, piuttosto interessante. Naturalmente anche qui il mercato potrebbe cambiare molte cose. Shpendi continua a essere uno dei nomi più attenzionati ma anche la posizione di Popov non è certa. Due situazioni che potrebbero modificare profondamente gli equilibri offensivi e costringere la società a rivedere le proprie priorità.
Ed è forse proprio questo il punto. In attesa degli eventi di mercato l’Empoli non sembra una squadra da rifondare, ma una squadra da completare. La conferma di Pagliuca ha già definito una precisa identità tecnica; adesso il mercato dovrà essere bravo a individuare i profili giusti per sostenerla. Ma se fossimo seduti oggi alla scrivania del direttore sportivo Fabio Artico, da dove partirebbe davvero la costruzione del nuovo Empoli? La risposta non passa tanto dai nomi, quanto dalle caratteristiche. Il primo intervento sarebbe inevitabilmente rivolto alla difesa. Anche immaginando che dalla Primavera possano essere aggregati elementi come il polacco Bembnista, oggi il reparto appare numericamente troppo corto per affrontare un’intera stagione con la difesa a tre. E se, come sembra possibile, Guarino dovesse salutare Empoli, il bisogno diventerebbe addirittura doppio. Non basterà aumentare il numero dei centrali: servirà almeno un giocatore già abituato alla categoria, capace di comandare il reparto, guidare i compagni e reggere i momenti di pressione. Una figura che oggi, nella rosa, ancora non si vede. Le corsie esterne rappresentano il secondo nodo. Il calcio di Pagliuca vive dell’energia degli esterni, probabilmente il ruolo più dispendioso dell’intero sistema. Per questo serviranno almeno due interpreti in grado di garantire intensità, corsa e continuità, soprattutto considerando che il futuro di Elia resta tutto da scrivere. Avere un solo giocatore con quelle caratteristiche significherebbe limitare inevitabilmente le possibilità tattiche dell’allenatore. In mezzo al campo il discorso cambia. Con Yepes, Magnino, Degli Innocenti, Ignacchiti, Belardinelli, Asmussen e Sodero il reparto offre già un buon mix di qualità e quantità. Qui il mercato potrebbe intervenire solo qualora si presentassero opportunità particolari o dovessero maturare uscite inattese. Diverso, invece, il discorso per i giovani: Huqi potrebbe rappresentare uno dei profili da seguire con maggiore attenzione durante il ritiro, anche per capire se possa già ritagliarsi uno spazio stabile tra i grandi.
Davanti, infine, tutto ruota attorno alle decisioni del mercato. Shpendi resta il principale indiziato a partire, Popov è un’altra situazione da monitorare e questo significa che l’Empoli dovrà probabilmente aggiungere non soltanto un attaccante, ma un profilo con caratteristiche ben precise. Non necessariamente un bomber da venti reti, quanto un giocatore capace di alternare il lavoro spalle alla porta agli attacchi della profondità, permettendo a Pagliuca di passare con naturalezza dal 3-5-2 al 3-4-1-2 senza perdere efficacia offensiva. Poi ci sarà il capitolo Primavera. Monaco e Campaniello potrebbero essere valutati nel corso della preparazione, così come Bembnista, Huqi e qualche altro. Qualcuno riuscirà probabilmente a convincere Pagliuca e a conquistarsi un posto stabile in prima squadra. Ma affidare ai giovani il compito di colmare tutte le lacune sarebbe un rischio eccessivo. La loro crescita dovrà rappresentare un valore aggiunto, non una necessità. In fondo è proprio qui che si misurerà il lavoro di Artico. La sensazione è che quest’anno il mercato dell’Empoli non sarà giudicato tanto dalla quantità degli acquisti, quanto dalla loro coerenza con il progetto tecnico. Pagliuca un’idea di calcio ce l’ha già. Ad Artico spetta il compito più difficile: trovare gli uomini giusti per renderla funzionale.














C’è un leggero entusiasmo…dai a questo punto l’americani non vengono.
Ma compriamo giocatori buoni invece di pensare a vendere i nostri migliori. E facciamola finita.
in cartoleria forse
bravo Giovanni doveveri fino a stamani?!non l hai capito che non c è soldi
glieli dai te i soldi?
intendo Giovanni
Il mercato c’è il giovedì.
Dato che esaltate tanto la scelta del Pagliuca 2.0 ….. sarebbe interessante capire come statisticamente sono andate le circostanze analoghe anche in realtà diverse dalla nostra…. se è vero che la storia non si ripete, è anche vero che la statistica è un buon metro per capire l’evoluzione delle cose…. questo è un invito a un articolo di PE, che potrebbe essere molto interessante….
ci sono state 2 sole bte in b questa situazione. Una è Tedino a Palermo, l altra non mi ricordo il nome. Entrambe finite con il secondo esonero nella stagione successiva
Andreazzoli a Terni te lo ricordo io !
sarri a lazio
anche Lucescu a Brescia
in difesa c’è anche Roberto Berizzi in rientro dal Prato serie D con un annata strepitosa
Riccardo concordo con i tanti dubbi su Pagliuca ma penso che stra facendo Artico valuterà il da farsi
Per carità Doc…. a me Pagliuca non piace, e questo credo che si sia capito, sia come persona che come tecnico…. ma siccome conto zero e le opinioni sono personali…. la statistica dei casi analoghi, ci dice come potrebbe andare a finire questa storia…. solo una curiosità….
strada
Siamo partiti con una certezza :
Stefanalli Diretto sportivo e cambio allenatore dopo un mese Stefanelli fuori e ritorno di pagliuca .
Cambio proprieta’ , Stadio a giugno novita’ importanti????Perche’ i tifosi devono continuare ad essere presi in giro.
Come mai dopo tanti anni di plusvalenze siamo sempre con le pexxe al culx???
pure io ho storto il naso quando ho letto di Pagliuca bis… però credo che invece la società non abbia tutti i torti a riprovarci!
prima cosa ; in questo periodo di vacche magre avere due allenatori da pagare non penso che sia sostenibile ( in più c’ è tutto il tempo x pagarne un altro durante la stagione….
secondo; due anni fa’ mezza serie B voleva Pagliuca, quindi proprio scarso non penso che lo sia
terzo; anche lui avrà imparato dai suoi errori e magari non si comporterà nuovamente come uno scaricatore di Porto…
quarta; l’ altro anno erano 22 su 24 nuovi e secondo me pure lui è andato in confusione. quest’anno potrà almeno iniziare con una squadra incompleta, ma almeno di gente già conosciuta.
Se riescono a trovare un esterno Sano a sx .
Groppelli del Crotone potrebbe essere un buon nome…ma ci sta dietro il Catania….
Secondo me quello e’ il vero fulcro del gioco di Pagliuca
Bisognerebbe trovare un Parisi e un Di lorenzo…
352
I centrali secondo me ci sono e anche davanti potremmo giocare con Popov e shpendi
comunque anche non si vendesse nessuno, e non succederà, ripartiamo dai soliti equivoci tattici, il centrocampo piatto e senza fisicità, Cesay bradipo e una punta sola col doppio tre quarti e se invece fai 352 manca la fantasia. Uguale ad anno
Non lo so se è bravo o no, so solo che non mi era mai capitato di voler andar via dallo stadio a fine primo tempo o di cambiare canale in TV come lo scorso campionato ed ho seri dubbi di come possa cambiare l’andazzo.
1 PORTIERE FORTE, come Fulignati o valuterei Seghetti
2/3 CENTRALI DI DIFESA (in base alle partenze)
2 ESTERNI ALLE SPALLE DI Elia e Cessay
1 ALTRO TREQUARTISTA
1 PUNTA TITOLARE
POR ?
Guarino DC? DC?
Cessay Magnino Yepes Elia
Saporiti Shpendi
ATT?
Panca:
Seghetti, Perisan
Curto Tosto Indragoli
Ignacchiti Bera Degli
Konate Nabjan Campaniello
Lovato sarebbe buono da riprendere.
Come trequartista avevo letto Olzer che non sarebbe assolutamente male.