Una rubrica a cura di Claudio “Freccia”

Match che sa di testacoda quello che si gioca al “Meazza-San Siro” di Milano al lunedì di Pasquetta, 1° aprile 2024, alle h.20,45, valido per la trentesima giornata, undicesima di ritorno, del massimo campionato italiano di calcio 2023/2024, davanti a 71.551 spettatori ufficiali. Il meteo regge, non piove e ciò favorisce l’afflusso di un pubblico quasi da sold out. L’Empoli viene da tre punti nelle ultime quattro partite, mentre l’Inter nello stesso arco di partite ha raccolto dieci punti e vola incontrastata verso il ventesimo scudetto, quello della doppia stella. Considerando il grosso divario tecnico tra le due squadre, l’Empoli fa il possibile e sfiora l’impossibile. Sbaglia approccio ma poi è propositivo e manovriero, manifesta una buona personalità anche se sotto porta manca il guizzo vincente. Forti dubbi sulla regolarità del primo gol al 5° di Dimarco: sul lancio di Pavard, posizione irregolare di Thuram a inizio azione. Il guardalinee non alza la bandierina, successivamente c’è una chiara giocata di Bereszynski che sbaglia tutto solo il rinvio, che in pratica riavvia da zero un’altra azione, e quindi il Var non può intervenire, da cui nasce l’1-0. Regola semplicemente assurdo. All’81° Sanchez sigla il 2-0.

Tenendo conto della giornata particolare – è festa ma il giorno dopo si lavora – i tifosi empolesi saliti a Milano non sono in numero disprezzabile, esattamente 270. Purtroppo chi è andato ha dovuto affrontare il traffico del rientro dal lungo ponte pasquale e quindi le maxi code in autostrada, tanto che la stragrande maggioranza dei tifosi azzurri è arrivata a destinazione ad inizio secondo tempo. Un vero peccato per gli occupanti dei pullman di “Desperados”, “Ultras Empoli” e “Unione Clubs Azzurri” e per le tante macchinate, per un imprevisto che non ci voleva. Una volta sistemati pezze e striscioni i presenti, in maggioranza ultras, si sono messi a cantare, incitando la squadra per quasi tutto il tempo a loro disposizione, ma non è stato affatto facile farsi sentire nella bolgia di San Siro. C’è stato comunque il tempo per esporre lo striscione “Per sempre nel cuore Bagna con noi”, dedicato a Matteo Bagnaresi, uno dei massimi esponenti dei fratelli gemellati “Boys Parma”, la cui Curva Nord porta il suo nome, nell’anniversario della sua scomparsa, avvenuta esattamente il 30 marzo 2008, a 28 anni, travolto e ucciso nell’Area di Servizio “Crocetta”, tra Asti e Alessandria, da un pullman di tifosi juventini diretti allo stadio “Olimpico” di Torino per Juve-Parma. Fatale una manovra incauta dell’autista del pullman che non vide Matteo che era lì nei pressi. Gli ultras empolesi cercano di farsi sentire con l’alternanza di cori secchi, tipo “Eh eh forza azzurro forza azzurro eh eh”, e di cori più prolungati, soverchiati dal tifo interista, ma è da apprezzare comunque l’impegno. Riteniamo non giudicabile, per più motivi, la prova offerta dalla Maratona “Emiliano Del Rosso” formato trasferta.

La potenza del tifo nerazzurro, come sopraccennato, è tanta, anche senza potere usufruire dell’impianto stereofonico (e non potere organizzare coreografie), fino alla fine della stagione. Gli affari e le dinamiche interne alla Curva Nord, che nell’ultimo periodo espone in casa solo lo striscione, peraltro bello, “Curva Nord Milano 1969”, si stanno rivelando sempre più un grosso caso. Anche e soprattutto per i collegamenti passati e presenti con elementi del crimine organizzato, legati in particolare a temibili cosche della ‘Ndrangheta. Da un direttivo all’altro lo spartito mafioso è sempre lo stesso. Se prima, con a capo Vittorio Boiocchi, detto ‘lo zio’, poi ucciso il 29 ottobre 2022, vi erano le famiglie di Isola Capo Rizzuto, oggi, col direttivo in mano a Marco Ferdico, ci sono le famiglie di Rosarno, in particolare i Bellocco. I dirigenti dell’Inter, chiamati a riferire alla Commissione antimafia del Comune di Milano, avrebbero dichiarato, tramite l’avvocato Raffaelli, che il fatto che la curva possa essere infiltrata è qualcosa su cui stanno molto concentrati e che l’articolo del codice di giustizia sportiva che riguarda i rapporti con la curva dice come bisogna comportarsi, e la prima cosa che dice è che non si deve contribuire in alcun modo ai gruppi Ultras, regola che viene inculcata anche ai calciatori. I cori contro l’Empoli sono stati belli alti fin da subito, con un continuo sventolio di bandieroni. La Nord e il resto dello stadio, specie verso la fine della partita, erano ribollenti di entusiasmo ed euforia, specie quando si è levato un “Chi non salta è un rossonero” che ha coinvolto un po’ tutto lo stadio. Nel corso della partita, oltre ai soliti cori di ringraziamento, soprattutto per mister Simone Inzaghi, si sono levati cori per Francesco Acerbi, come se la colpa di quanto accaduto, il presunto insulto razzista nei confronti di Juan Jesus in Inter-Napoli del 17 marzo scorso, fosse del brasiliano, il quale viene considerato un “bugiardo” che si sarebbe inventato tutto, non si sa per quale motivo. Nel complesso il livello del tifo interista è questa sera da ritenersi più che buono.

Uno sguardo altrove: Al sabato di Pasqua alle 12,30 si gioca NAPOLI-ATALANTA, con il divieto di trasferta per gli ultras atalantini, oggi e il 3 aprile per l’andata della semifinale di Coppa Italia a Firenze, che a tal proposito espongono in città l’eloquente striscione “30-03 – 03-04: autostrade e caselli, ferrovie e stazioni…liberi di viaggiare, basta restrizioni”. Gli ultras bergamaschi caricano la squadra con bandieroni e fumogeni all’allenamento in vista della Coppa Italia. Curve massicce e piuttosto piene quelle napoletane, bei battimani e forte sventolio dei bandieroni. La Curva B a fine partita, dopo il clamoroso 0-3, grida “Vaffanculo lo Scudetto meritiamo più rispetto”. Esposto ad esterno stadio lo striscione “Chiudete le curve, Daspate i tifosi, salvate il culo ai razzisti famosi”, sul caso Acerbi-Juan Jesus, oltre a “Buona Pasqua a chi continua a ‘pagare’…per un ideale che non si può spiegare” e “Dinanzi al nemico, cinghie in mano e torce accese…onore al fratello catanese! Curva A”, sui famosi incidenti provocati a Padova dai catanesi il 19 marzo scorso nell’andata della finale di Coppa Italia di Serie C. Alle 15 del sabato si gioca GENOA-FROSINONE, coi ciociari che sono 238, quindi non molti, e che espongono due pezze dei gemellati messinesi, oltre a “Passione Ardita”, “Serena vive”, “Assenti presenti” e il solito striscione da trasferta “Nessuna Resa”. Sventolano anche bandierine giallo-azzurre, ma nel complesso deludono un po’. Bellissima sciarpata dei genoani verso il 12° e belli come sempre i bandieroni, specialmente quello con scritto “Alcool & Parterre”. Accesi fumogeni specie all’1-0. Esposto in balaustra lo striscione “”Basta censura basta indifferenza: stop genocidio in Palestina”. Applausi comunque nonostante l’1-1 finale per un Genoa voglioso, ma forse il tifo è stato inferiore al solito, non è sembrata la solita bolgia. 31.462 gli spettatori ufficiali. Sempre alle 15 del sabato si gioca anche TORINO-MONZA. Molti e vivacissimi i monzesi, si danno un gran daffare, riempiono quasi tutto il settore ospiti e sventolano i loro drappi fino alla fine. In sciopero e spoglia di striscioni la Curva “Maratona”, ma il tifo vocale certo non manca con alcuni cori molto alti. Poco dopo il definitivo 1-0 si alza il coro “E non ci avrete mai come volete voi, diffidati con noi…” e, in vista del derby della Mole del 13 aprile prossimo, anche un “Chi non salta è un bianconero”. 24.286 spettatori ufficiali. Preserale, alle 18 del sabato, si gioca LAZIO-JUVENTUS, con tantissimi juventini che occupano tutto il settore ospiti e un pezzo di curva Sud, sventolano tanti e belli bandieroni. Molto belli gli striscioni “Torino”, “Gruppo Storico”, “Primo Novembre” ed “Identità Bianconera”. Le due tifoserie comunque non sembrano tanto in giornata, invero un po’ meglio i laziali, che espongono tra gli altri lo striscione “30-3-2008 – 30-3-2024: Bagna vive!” e che gioiscono nel finale di gara. Spettatori 55.000 circa.

Il serale del sabato di Pasqua alle 20,45 è FIORENTINA-MILAN. Bellissima coreografia del popolo viola per onorare la scomparsa, avvenuta il 19 marzo 2024, del Direttore Generale Joe Barone, che coinvolge Curva “Fiesole” e Maratona. In “Fiesole” in basso si legge la bellissima frase “Rondini di libertà…nel becco i gigli…di Firenze ricordiamo i meglio figli”, nel Parterre bandierine color viola, sopra invece sfondo di bandierine bianche, con al centro rappresentate due rondini variopinte in volo, su sfondo viola, che portano nel becco due gigli viola su sfondo bianco, al centro del tutto. Le migliaia di bandierine sono rimaste tese, con nello stesso tempo in Maratona la scritta “Vanto e gloria” in bianco su sfondo viola, con in basso i colori frammezzati rosso e bianco cittadini. Esposti anche gli striscioni: “Questa ti sarebbe piaciuta…sei uno dei tifosi che la curva saluta” e “Per abbracciare chi questo giglio ha amato come una rondine vola alto il nostro pensiero, mai dimenticheremo chi troppo presto ci ha lasciato”. Gli ultras fiorentini avevano salutato il carro funebre con il corpo di Joe Barone che lascia il Viola Park dopo la camera ardente, con tante torce accese ai lati. Sul posto era stato esposto il significativo striscione “Da fiorentino te ne sei andato…questo popolo ti sarà sempre grato”. Dopo il bell’ambiente viola all’inizio, si fanno sentire non poco i milanisti, che riempiono tutto il settore ospiti, con tanti stendardi, bandieroni e tante torce. Verso la fine, con il risultato che gli sorride, si sentono solo i rossoneri Gli Ultras milanisti nei giorni scorsi si sono mobilitati raccogliendo materiale di prima necessità per la popolazione della striscia di Gaza in Palestina. 34.273 gli spettatori ufficiali, con la Curva “Ferrovia” chiusa! Alle 12,30 del lunedì di Pasquetta si gioca BOLOGNA-SALERNITANA, coi salernitani che non sono tanti, hanno alcuni stendardi e bandieroni ma sembrano aver perso molta della loro verve, sembrano quasi rassegnati alla retrocessione. Dall’altra i felsinei sono gasatissimi e alla fine festeggiano per la larga vittoria che li avvicina ulteriormente al sogno-Champions League. All’ingresso in campo delle squadre tanti bandieroni, una bella sciarpata, qualche fumogeno e la scritta “Enghel presente”, ultrà appartenente ai vecchi “Mods”, scomparso nel 2010, per diversi anni ricordato con la semplice pezza “Enghel”. Esposto poi lo striscione “Per chi oggi rientra per chi è ancora fuori sempre a difesa dei nostri colori. Ultras”, con la scritta “Ultras” fatta come il logo dei “Forever Ultras” con la croce a martelli. 27.255 gli spettatori ufficiali.

Alle 15 del lunedì si gioca CAGLIARI-HELLAS VERONA, coi veronesi che tenuto conto delle difficoltà logistiche e che la gara va in scena il lunedì di Pasqua, sono davvero tanti, da riempire in pratica tutto il settore ospiti. Si fanno anche sentire più volte e nel finale sono autori di una bella sciarpata. Cagliaritani con pochi stendardi e qualche fumogeno acceso, le uniche pezze che espongono sono “Tassotti” e “Blatta”, più quella classica degli “Sconvolts Cagliari 1987”; piuttosto buona la sciarpata, niente di che il tifo corale nel complesso, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più. In campo finisce 1-1, 16.285 gli spettatori ufficiali. Sempre alle 15 del lunedì si gioca anche SASSUOLO-UDINESE. Come al solito non sono tanti gli ultras del Sassuolo, che tifano con il Club “Sasòl”, e che comunque sono da rispettare. Gli ultras friulani non sono tantissimi ma neanche pochi, posizionandosi in alto nel settore ospiti, ma cantano con continuità. Sono come sempre molto colorati, con belli stendardi e alcuni bandieroni di ottima fattura. Il pareggio finale accontenta più l’Udinese che il Sassuolo. 11.512 gli spettatori ufficiali. La partita delle 18 del lunedì è LECCE-ROMA, coi romanisti che riempiono tutto il settore ospiti, bella sciarpata, diversi bandieroni e qualche buon battimano, anche se sembrano un po’ sottotono. Espongono lo striscione “Leccese demente quando te pare”, ma purtroppo 5 tifosi romanisti erano stati accerchiati e aggrediti da ignoti in mattinata a Lecce. Il gruppo era da poco sceso da un pullman arrivato nel capoluogo salentino. Si segnala un ferito al quale è stato sottratto un giubbotto della Roma. I leccesi sono autori di un buon tifo, bella la spinta della Curva Nord, il cui piano superiore è oggi pressoché pieno. Verso la fine il coro autoironico “La rovina dell’Italia siamo noi”. Lo 0-0 non accontenta certo le due squadre, che hanno provato altresì a superarsi.

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