Riprendiamo questo vademecum stilato da Mediaset che va ad indicare quelle che saranno le linee guida per la ripresa della stagione in serie A. Si parla del massimo campionato ma crediamo che le stesse saranno poi le medesime adottate anche dalla categoria che ci riguarda più da vicino. Andiamo a vederle:

Stadio, spogliatoio e campo: Lo stadio sarà diviso in tre zone: area tecnica, spalti e area esterna. Ognuna di queste zone potrà avere massimo 100 persone, quindi totale 300. Nelle 3 ore di momento gara potranno esserci i 22 giocatori in campo, le 22 riserve e i 20 membri dello staff, oltre a massimo 4 raccattapalle. Regolamentato anche il numero di steward e membri della sicurezza, oltre che dei giornalisti (massimo 10 a partita). Le squadre arriveranno allo stadio in orari diversi e ogni rosa su più mezzi possibile. Per gli spogliatoi, è suggerito l’utilizzo di più stanze possibili in modo da separare titolari, portieri e riserve. Poi squadre in campo in momenti diversi senza strette di mano, foto di gruppo, mascotte o bambini di accompagnamento.

Requisiti igienico-sanitari – I giocatori si misureranno la temperatura corporea, utilizzeranno disinfettanti, alimenti confezionati, bottiglie personalizzate e comunque distanza di 2 metri negli spogliatoi.

Arbitri – I calciatori non potranno protestare con gli arbitri e comunque in generale non dovranno avvicinarsi al di sotto del metro e mezzo di distanza.

Interviste – Le intervista a fine primo tempo e fine partita dovranno rispettare la distanza di 1,5 metri fra intervistatore e intervistato. La mix zone sarà chiusa. Nelle conferenze stampa domande via skype o whatsapp, possibile la presenza di massimo 3 rightholders.

Di normale o pseudotale solo i novanta minuti di gioco con il divieto (nel vademecum non è riportato) di non abbracciarsi dopo un gol ma limitarsi a porgersi il gomito. Un contesto paradossale, un calcio che davvero si fa fatica a considerare tale per cio’ che rappresenta. Solo la mera necessità di dover provare a portare in fondo i giochi, decretando sul campo i verdetti sportivi e soprattutto onorando i contratti con le televisioni. Una situazione, permetteteci questa parentesi, che va a toccare anche noi della stampa, almeno noi di quella locale. In questo contesto va da se che una redazione come la nostra non ha senso che si muova per seguire la squadra in trasferta (sempre potendo trovare uno dei dieci posti disponibili) non potendo ottemperare a cio’ che ha sempre contraddistinto il nostro specifico lavoro.

Un lavoro che sarà sacrificato ed amputato anche per le gare casalinghe che, forse, potremmo raccontare dal vivo per quanto questo possa fare la differenza. Una situazione che ci pone di fronte a diversi interrogativi visto che cio’ che ci definisce giornalisti (bravi o pessimi che sia) non sta certo nel “lavorare” come molto probabilmente ci troveremo a fare. E’ una situazione eccezionale e per tale va presa, potendo sperare che di qui alla ripresa qualcosa possa cambiare. Di certo c’è, e non ci nascondiamo nel dirlo, che questo non è il calcio che ci piace e la situazione in cui ci troviamo ha fatto venire diversi nodi al pettine. Uno tra questi è che il pubblico possa essere sacrificabile, che “the show must go on” anche senza la componente principale che ha reso possibile si che il calcio non sia solo un gioco.

16 Commenti

  1. Quindi? Quale sarebbe la soluzione da voi proposta? Stop definitivo di tutti i campionati, di ogni competizione? La situazione che stiamo vivendo è nota a tutti, l’esigenza primaria ed imprescindibile è quella di tutelare la salute….tutti vorrebbero che questa emergenza non fosse mai scoppiata, ma è successo…quindi basta piagnistei

    • Concordo.
      Ancora continuiamo a non capire in che contesto si sta cercando di far ripartire il carrozzone.
      Sembreranno norme assurde, in alcuni casi in antitesi, ma d’altra parte stanno cercando di limitare il contatto tra gli atleti solo a quello prettamente agonistico.
      Non capisco di cosa ci si stupisca…

  2. Mi associo a Forza Empoli.A nessuno piace questa situazione ma è l’unico modo per provare a chiudere la stagione nel modo più vicino al “merito” sportivo che ci possa essere.E’ tutto un po’ falsato ma sarebbe peggio mandare in A il Crotone per due punti in più con altri trenta da giocare.Gli unici giudizi sportivi “giusti” sarebbero la A per il Benevento e la C per il Livorno perché a meno di miracoli sportivi queste squadre avevano questo destino segnato.Per il resto tutto era possibile.

  3. Mi associo completamente a quanto scritto da Forza Empoli e R’96.
    Fino a qualche tempo fa ero per ripartire a fine agosto, inizio settembre continuando con il campionato attuale e poi spostare i calendari sulle stagioni solari da febbraio a fine novembre, sperando che potesse servire a riprendere con noi tifosi sugli spalti, ma appurato che non potrà avvenire, quindi meglio tapparsi il naso e finire questa stagione fra fine giugno ed agosto.

  4. Che schifo!!! Gli pseudo tifosi già sul carro del “turiamoci il naso”! Grande Alessio Cocchi!!! Questo calcio fa schifo. C’è da finire? Perché il calcio è TV e ricorsi, altrimenti si finiva qui, tre promozioni, quattro retrocessioni e si riparte col pubblico! Se è stato strano vedere la partita di Cremona e in casa col Trapani, così sarà ancora peggiore.
    … è proprio vero, l’uomo si adatta a tutto, ma lo spirito del calcio è morto.

    • Pseudotifoso a chi,Andrea B4M? Vado con gioia al Castellani dall’età di 8 anni e tra un po’ ne ho 45.Vengo sempre anche da dopo sposato e sono tornato a 25 km da Empoli portandi il bambino di 8 anni che invece di Juve o Fiorentina tifa Empoli.Non offendiamo,per favore.Questa situazione fa schifo a tutti,a me per primo.Ma provare a ripartire è bene per il sistema.Tanto a settembre purtroppo allo stadio non sarà permesso andare ed allora che si fa? Si ferma tutto finché non c’è una cura o il vaccino? Ragazzi,riflettiamoci su.

  5. Andrea B4M Non sono uno pseudo tifoso, ma uno che è 23 anni che frequento sempre lo stadio e acui giravano quando c’era la pausa della Nazionale! mai avuto sky e compagnia bella e penso che il calcio sia aggregazione e partecipazione.
    Ero per riprendere il calcio a settembre con i tifosi, ma siccome abbiamo tutti capito che non sarà comunque possibile per molto tempo ancora e quindi logicamente non vedo utilità a sospendere definitivamente la stagione adesso e quindi il turiamoci il naso nel mio caso è per il motivo che spinge a riprendere a giugno e per il fatto che non potremo essere allo stadio comunque nemmeno a settembre. Vero che fa schifo il calcio cosi, ma non vedo logicamente un’alternativa adesso.

  6. I tifosi sono una componente, sono gli spettatori.
    Ma in campo vanno i calciatori e sono loro, solo loro, l’ingrediente principale del dolce.
    Diciamo che noi siamo solo lo zucchero a velo: da il tocco in più, ma non è essenziale per far funzionare il giocattolo.

  7. questo non è il calcio che piace però se proprio si deve ripartire ripartiamo sperando di poter tornare allo stadio nella prossima stagione qualsiasi sia la categoria

  8. E pensare che gli ultras non vorrebbero fare ripartire il campionato , valli a capire .
    Per di più vogliono fare una manifestazione a Roma …..
    Valli a capire!

  9. ….è tutto ipocrita, e non è calcio, dite quello che vi pare. I giocatori saranno condizionati dal fare assembramento (o assembLamento, come ho sentito dire spesso in questi due mesi😒); sui corner, nel tackle, nel difesa palla……è proprio vero che per soldi tanti venderebbero anche la su’ mamma.

  10. Io credo che quasi tutti i lavori adesso sono diversi da come li facevamo appena 3 mesi fa. Tutti hanno cambiato le modalità di fare il proprio lavoro, chi poco, chi molto e quindi un ristoratore o un negoziante o un qualsiasi esercente o un musicista cosa fa? Aspetta che tutti siano vaccinati oppure prova a ripartire?…dentro di sè penserà: Non è fare il cameriere! Non è fare il barista o il commesso o il musicista…ma lo fa, cerca di ripartire nonostante tutto, si adegua, all’inizio sembra tutto strano e surreale, ma poi un pò ci si abitua e si spera di ritornare alla normalità…i giocatori prima di arrivare a giocare una partita vera si alleneranno per 20 giorni e si riabitueranno ai contatti, poi forse la prima partita sarà strana, ma poi si abitueranno…ed in fondo quasi tutti avevano già giocato almeno un paio di partite con simili modalità a fine febbraio, inizio marzo

    • …..eh, ma allora si ricade nell’ipocrisia però; perché noi, plebe, dobbiamo fare sacrifici a gratis (perché nessuno mi leva dalla testa che tutta ‘sto teatrino serve ad altro) e due squadre in campo possano fare movida? E un va bene, poi se dopo tanto uno esce di casa e comincia a sparare digli anche qualcosa….

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