Lento
Il Castellani continua a rimanere un tabù. Sono trascorsi tre mesi dall’ultima vittoria azzurra tra le mura amiche. Proprio in maniera roboante contro il Bari, prossima avversaria degli azzurri. Era fine novembre e l’Empoli, con Dionisi alla guida da poco più di un mese, sembrava aver posto le basi per una lenta risalita in classifica. Novanta giorni dopo, le vittorie casalinghe restano al palo, ferme a quell’illusorio fuoco di paglia che, a poco a poco, si è progressivamente affievolito fino a spegnersi quasi del tutto. Il pareggio interno con il Cesena certifica il reale obbiettivo di questa squadra: galleggiare ai margini del confine che separa la mera sopravvivenza dalla paura. Il vantaggio sulla zona playout si è ridotto a quattro punti. C’è un dato che salta agli occhi più di tutti gli altri: su 15 gare interne, l’Empoli ne ha vinte 3. Un aspetto che evidenzia le difficoltà tecniche e mentali di una squadra che, da inizio stagione, si trascina maldestramente tra apatia e anonimato.
Adagio
Il pari in rimonta di Daniel Fila, se non permette di capitalizzare al meglio l’ottimo pareggio di Frosinone, consente quantomeno di evitare una sconfitta che avrebbe avuto un pesantissimo impatto morale sui prossimi ravvicinati impegni. Una doppia trasferta in terra del Sud, tra Bari e Catanzaro, in cui l’Empoli potrà puntare su una maggiore spensieratezza. Quella che gli azzurri non sono quasi mai stati in grado di mostrare al Castellani, paralizzati dalla necessità del risultato a tutti i costi e dalla relativa impotenza ad afferrarlo. Una situazione mentale in qualche modo analoga agli stessi giallorossi pugliesi di Moreno Longo, cui la vittoria interna manca addirittura da quattro mesi. Contro il Cesena, Lovato e compagni hanno approfittato di un’avversaria proveniente da un filotto di risultati negativi che ha finito per incidere sulla condotta di gara dei romagnoli, in particolare nel secondo tempo. Nella ripresa, gli uomini di Dionisi non hanno demeritato il pari, arrivato grazie a una rocambolesca mischia in area di rigore cesenate. Se da un lato è apprezzabile la generosità degli azzurri che hanno finito la gara con in campo due punte (Shpendi e Fila) e due trequartisti di ruolo (Saporiti e Ilie), dall’altra occorre dire che ordine ed equilibrio tattico non albergavano esattamente sabato scorso nelle file dell’Empoli.
Andante
In questo momento il team azzurro ha dimostrato di non poter far a meno di due elementi che, causa squalifica, sono rimasti ai margini del match con il Cesena. Luca Magnino è quell’equilibratore della mediana a cui non si può rinunciare stante la scarsa propensione all’interdizione dei restanti centrocampisti a disposizione di Alessio Dionisi. Salvatore Elia è nettamente l’uomo più ispirato in termini di continuità di rendimento, propositività e cifra tecnica. Entrambi torneranno a disposizione per la doppia trasferta al Mezzogiorno. Già questa, di per sé, è un’ottima notizia. Stiven Shpendi sta crescendo fino a diventare indispensabile per impegno, generosità e finalizzazione. Resta semmai da fare ordine in merito al compagno di reparto. Marco Nasti sta vivendo un momento di appannamento imputabile anche alla scarsa incisività della manovra offensiva corale. Daniel Fila non sarà esteticamente inappuntabile ma ha doti aeree e di fisicità che possono rendersi utili. Bogdan Popov continua a restare fuori dai radar di mister Dionisi. L’Empoli continua a rinunciare alle sue doti di freschezza e opportunismo. Per tante ragioni non sembra esattamente un’idea particolarmente felice.













