Lento

Parola chiave: continuità. Contro il Genoa è arrivato un pareggio da non disprezzare. Affatto. Per il neo Empoli guidato da mister Davide Nicola si tratta del terzo risultato utile consecutivo. 5 punti in 3 partite ottenuti contro avversari tutt’altro che comodi. Gli stessi rossoblù di Gilardino si sono presentati al Castellani in piena fiducia, esaltati da una striscia di 8 risultati positivi e accompagnati da una tifoseria numerosa e assordante. Eppure, anche al cospetto di un Grifone in forma smagliante, è stato l’Empoli a cercare di fare la partita confermando la crescita e l’atteggiamento propositivo mostrati nelle più recenti apparizioni. Se si eccettua il segmento di partita in cui le sostituzioni poste in atto nella ripresa – in particolare la non felicissima scelta di avvicendare in un colpo solo Zurkowski e Grassi con Destro e Kovalenko, finendo immancabilmente con perdere equilibri e distanze fra i reparti – gli azzurri non hanno quasi mai mostrato di soffrire Gudmundsson e compagnia. Unico dato negativo: lo 0 nella casella dei gol segnati. È capitato troppo spesso entro i nostri confini. Su 12 gare interne disputate gli azzurri hanno segnato appena 8 reti, di cui 6 distribuiti in 2 partite (quelle con Sassuolo e Monza). In ben 8 circostanze, si è abbandonato il Castellani senza veder scuotere la rete avversaria. Un dato sconfortante da invertire al più presto.

Andante

Se nelle ultime esibizioni, Youssef Maleh era parso lontano parente di quello ammirato nelle prime apparizioni in maglia azzurra, contro il Genoa l’italo-marocchino è tornato a offrire una prova estremamente positiva in chiave di letture difensive, contenimento e dinamismo. Se Zurkowski rappresenta quella tipologia di mezzala abile negli inserimenti e nelle incursioni offensive, di cui la rosa azzurra era oggettivamente carente, Maleh è il classico centrocampista tutto corsa e polmoni in grado di recuperare palloni, armonizzare le due fasi e limitare la qualità avversaria. Se Malinovskij e Gudmundsson non hanno avuto vita facile al Castellani, offrendo prestazioni al di sotto dei loro standard abituali, lo si deve anche al numero 29 azzurro. Generosità e temperamento. Ovvero la classe operaia che va in paradiso.

Allegro

Con Davide Nicola alla guida, l’Empoli in 270 minuti ha subito un solo gol. Da Dusan Vlahovic allo Juventus Stadium, grazie alla fortunosa carambola sulla schiena di Ismajli che, sugli sviluppi di un corner, favorì la conclusione vincente del centravanti serbo. Per il resto l’Empoli, in tre gare, ha concesso poco o nulla agli avversari, ritrovando una compattezza difensiva e una solidità sconosciute fino a poche settimane fa. Capitan Luperto ha sciorinato l’ennesima prova monumentale in quello che, probabilmente, è il miglior campionato della sua carriera. Ismajli e Walukievicz sembrano perfettamente a loro agio nell’inedito modulo tattico tratteggiato da mister Nicola. Il punto interrogativo è semmai legato alla carenza di interpreti in grado di sostituire i tre protagonisti principali della linea difensiva. Spesso si fa riferimento al dato statistico dei gol segnati, non attribuendo pari importanza a quello delle reti subite. Solitamente chi scende di categoria non è la squadra che segna di più tra le dirette concorrenti ma quella che ne prende di meno. L’Empoli 2022-23, al netto della presenza di un fuoriclasse tra i pali, dimostrò che ordine e massima capacità di capitalizzare la fase realizzativa furono in grado di condurre in porto l’impresa. L’impressione è che anche l’Empoli 2023-24 dovrà spogliarsi di fronzoli e orpelli andando nella direzione di una maggiore concretezza e di una buona dose di pragmatismo per conquistare il traguardo auspicato.

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23 Commenti

  1. Come sempre articolo molto interessante.
    Se usciamo da Salerno con 0 gol subiti e senza perdere (al netto di interpreti non di prima fascia in campo come Bere nei 3 dietro, Cacace e Gyasi sulle fasce), allora vuol dire che il lavoro di Nicola è veramente di livello.

  2. Mi piace fare un piccolo appunto all’articolo, sempre ben fatto di Nico….. a mio avviso il Genoa non ci ha mai sovrastato, nemmeno dopo i cambi, l’Empoli non ha mai dato l’impressione che la partita poteva essere persa …. siamo molto solidi e in 3 partite tra Monza, Juve e Genoa ho visto molto Empoli e poco gli avversari…. unico neo è che ci serve il “guizzo vincente” che ancora non c’è, dato che la squadra è piena di incontristi e corridori….

  3. Finalmente un giornalista della redazione che riconosce il grande lavoro svolto da Maleh…questo è un giocatore di cui non possiamo farne a meno…per quanto riguarda la “coperta corta” in difesa a sentire la conferenza stampa di ieri del DS Accardi sembra che non siano intervenuti sul mercato in quel settore perché…a loro avviso…ampiamente coperti dai giocatori a disposizione…quindi se loro hanno fatto questa considerazione bisogna essere fiduciosi perché sicuramente ne sanno molto di più di noi tifosi!

    • I Magico non mi far rimangiare i complimenti che ti ho fatto!!! Scherzi a parte, sono d’accordo su tutto quello che dici, ma ti muovo un appunto: non dire alla fine che loro ne sanno molto più di noi. Se i dirigenti non sbagliassero mai, nessuna squadra retrocederebbe, non ci sarebbero acquisti sbagliati e non si sceglierebbero allenatori sbagliati, e invece siccome tutto questo quest’anno è accaduto vuol dire che i dirigenti possono sbagliare, a volte più dei tifosi

      • gandalf certamente anche i dirigenti possono sbagliare…ci mancherebbe…e sbaglia “i prete all’altare” (Claudio non ti arrabbiare😂)…quello che intendevo dire è che sicuramente allenatore e dirigenti hanno la situazione della squadra più “sottomano” di noi tifosi…poi errare umanum est!

  4. Ebuehi sicuramente! Oltre ai tre centrali titolari, Ebuehi sarebbe l’unico veramente abile a subentrare, mentre invece Bereszynski Cacace e Pezzella sarebbero solo (aggiungo io pericolosamente) adattati.

    • Per la formazione non credo che ci siano troppi dubbi: Bere a fare il braccetto di dx, Cacace a sx e Gyasi a tutta fascia a dx…. Nicola non si fa certamente perdere il sonno…..

  5. Ci sarebbe anche il ragazzo georgiano. Mi rendo conto del rischio: buttarlo subito dentro a Salerno, in quell’ambientino li….forse non è il caso. Ma è un centrale. Alto, strutturato, aitante. Boh!

  6. Ha ragione il giornalista: col cambio di Grassi con Kovalenko, sì è avuto la netta sensazione che nel mezzo il genoa stesse prendendo il sopravvento, e se ne è accorto anche Nicola, intervenendo subito.
    Questa volta, nell’articolo, mi sembra che ci sia un’incongruenza, quando si parla di squadra che scende di categoria e si fa il discorso fra gol presi e subiti; però, non intervenendo “Grammatica” …..

  7. Ribadisco che sugli esterni serviva uno abile a saltare l’uomo e a mettere palloni nel mezzo.
    Non ne abbiamo uno che lo sappia fare.

    • Corretto Cuorematto. Nicola ha sistemato la fase difensiva però davanti rimane un calvario. Se x caso il gol del genoa in fuorigioco fosse stato bono te gol non glielo rifacevi nemmeno con le mani. La mia preoccupazione è lì. A Salerno troveremo un inferno, se x caso in una mischia o du punizione trovano il vantaggio ti saluto amigos. La coperta rimane corta.

      • Secondo me la coperta non è corta , il rientro di Pezzella darà impulso a sinistra come quando rientra Ebuhei , entrambi propensi a spingere e ne trarranno beneficio gli attaccanti

      • Massy sarà come Cagliari anzi meno lo stadio di Cagliari è più a ridosso invece Salerno stile maratona nostra non fa la stessa differenza….
        Anche se loro sono numerosi….

  8. Come sempre un piacere leggere gli articoli di Nico, unica precisazione che non è proprio esatto che di solito retrocede chi prende meno gol. Nella stagione di Andreazzoli subimmo 70 reti ma ne facemmo 50 e anche Salernitana e Spezia subirono più di 70 gol ma a retrocedere furono Cagliari Genoa e Venezia che ne subirono meno di 70.

    • Uno dei due soli casi nella storia dei campionati a 20 squadre. E nel girone di ritorno ci dovemmo coprire perchè altrimenti avremmo subito 100 gol, ma davanti fu un calvario, non si superava più la metà campo

      • Infatti molti si lamentarono perchè C….I aveva costretto il Nonno sulla difensiva, ma non capirono che fu la nostra salvezza

        • Scusa Gabdalf ma che ns salvezza l intervento del capo. Si girò a 27 punti e la salernitana si è salvata a 31. Ma di che si ragiona. Calo importante nel ritorno perché già salvi così come succede lo scorso anno con Zanetti girando a 25. Quando ormai sei salvo e l adrenalina scende poi il rendimento cala. Di solito chi si salva prende meno gol ma perché di solito sono squadre impostate sulla difesa. Ma non è vincolante. L empoli 2 anni fa fece 20 gol in più e ne prese 20 in più dello scorso anno. Quindi risultato identico e ci si diverti’ col gioco. Come sta facendo il Frosinone oggi. Prende tanti gol ma ne fa parecchi e si salva abbastanza tranquillamente. Se giochi e segni do più so può fare

          • Il modo di giocare di una squadra dipende molto dalle caratteristiche dei singoli giocatori; quest’anno il Frosinone gioca puntando sulla fase offensiva, perchè probabilmente non potrebbe fare altrimenti, e sfrutta le sue migliori individualità che sono in avanti; noi, con l’arrivo di Andreazzoli, abbiamo tentato di giocare più propositivi, e abbiamo preso subito una scoppola a Bologna, e anche il nonno ha capito che con quel tipo di squadra e con quelle caratteristiche dei giocatori, doveva più guardare a sfruttare la fase difensiva (migliore) che offensiva (quasi inesistente).
            Quindi, secondo me, un bravo allenatore, deve capire subito come sfruttare al meglio le potenzialità di una squadra; se poi sono quelle offensive, tanto di guadagnato anche per lo spettacolo, ma se non sono quelle, devi avere la dignità di ammetterlo e non è detto che non si possa fare lo stesso un buon campionato e salvarsi.

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