Sembra ieri quando questa stagione sportiva ha preso il via: una stagione diversa, segnata dal ritorno in Serie B dopo quattro anni consecutivi di Serie A. Un’estate lunga, intensa, con una rosa da rifondare quasi completamente, un nuovo allenatore da assimilare, nuove emozioni, nuove speranze e nuovi sogni. E invece il tempo è passato rapidamente, portandoci all’ultimo atto di una stagione lunga, complicata e sofferta. In questo percorso abbiamo visto una squadra cambiare pelle, partire con determinate ambizioni e ritrovarsi poi a vivere un campionato molto diverso da quello immaginato da tutti. Un lotta salvezza in cui non bastano solo qualità tecniche o organizzazione, ma servono anche altre componenti, spesso decisive. L’unico vero momento di slancio è arrivato con una breve serie positiva, tre vittorie consecutive che avevano lasciato intravedere scenari diversi. Per il resto, però, la stagione è stata segnata da difficoltà, incertezze e continui balbettamenti, fino ad arrivare ai cambi in panchina: prima Guido Pagliuca, scelto per la ripartenza ma esonerato dopo il precampionato e sette gare; poi il ritorno di Alessio Dionisi, protagonista nel 2021 in pieno periodo Covid di una stagione indimenticabile, ma chiamato nuovamente a un ritorno che non ha prodotto gli effetti sperati; infine l’arrivo di Fabio Caserta, oggi chiamato a condurre la nave in porto e garantire la permanenza nella categoria. L’ultimo atto non sarà dei più semplici: domani si va a Monza contro una delle squadre più forti del campionato che ha raccolto 75 punti, ben 35 in più dell’Empoli, quasi il doppio. Una formazione che, pur con ridotte speranze di promozione diretta in Serie A, vorrà comunque chiudere al meglio davanti al proprio pubblico, prima di tornare a concentrarsi sui playoff. Ma c’è un aspetto che, in questo momento, deve prevalere su tutto: il destino è tornato nelle mani dell’Empoli. Al di là delle difficoltà e delle insidie, una vittoria domani sera significherebbe non dover fare calcoli, non dover attendere risultati dagli altri campi, ma conquistare la salvezza e chiudere definitivamente il discorso.
È evidente che nessuno, a inizio stagione, avrebbe immaginato di arrivare all’ultima giornata a giocarsi la permanenza in categoria. Eppure oggi la realtà è questa. Tutto ciò che poteva essere e non è stato, ormai appartiene al passato. Ora resta solo l’ultimo passo. Un passo che non porterà gloria né etichette eroiche per questo gruppo, ma che permetterebbe al club e alla città di ripartire da una base solida e da una prospettiva diversa, anche in chiave futura e gestionale. A questi ragazzi viene chiesto proprio questo: mettere dentro tutto ciò che è rimasto, anche quello che nel corso dell’anno è mancato. Per la maglia, per la città, per l’orgoglio, ma anche per loro stessi, perché un esito negativo peserebbe inevitabilmente sul loro percorso professionale. C’è da andare a prendersela, questa salvezza, senza dover sperare in appendici o scenari ulteriori.Ceto, sappiamo però che nel peggiore dei casi resterebbe comunque la possibilità del play-out, una strada già conosciuta e vissuta 14 anni fa, quando l’Empoli riuscì a mantenere la categoria. Ma è una soluzione che si vuole evitare. Per questo serve un ultimo sforzo, tutti insieme, anche se da lontano. Purtroppo non potranno essere fatti appelli per andare in massa a Monza, visto l’ennesimo divieto, l’ennesimo spregio che è stato fatto alla stragrande maggioranza di tifosi azzurri. Ognuno la seguirà dove crede, a casa propria, in un bar, in un circolo, in qualche sede dei vari gruppi e speriamo che ognuno, a distanza, possa comunque avere quel collante virtuale per creare quella grande onda azzurra che servirà… per dare l’ultima zampata e DIFENDERE LA NOSTRA STORIA.













