Come abbiamo detto in settimana, i due successi ottenuti fin qui da Marino sono stati salutari ma non possono ancora sentenziare la fine del periodo buio. La squadra sembra rinata, grazie anche alle sapienti cure del mister siciliano, che ha mostrato fin da subito di avere le idee chiare, anche dal punto di vista tattico.

Il prossimo avversario sarà tosto, perché il Pisa è una squadra che gioca a memoria e si riconosce perfettamente nell’opera del suo allenatore Luca D’Angelo. E la sua forza è proprio questa: nonostante le difficoltà che un campionato di B può riservare, i nerazzurri giocano praticamente con la stessa formazione dello scorso anno, salvo pochi innesti.

L’Empoli dovrà stare attento al collettivo, all’organizzazione e alla grinta messi in campo dai rivali pisani. Si tratta pur sempre di un derby e, sebbene gli azzurri sembrino più forti tecnicamente, queste partite possono avere evoluzioni diverse, quasi inaspettate. Ecco perché sarà importante, se non fondamentale, scendere in campo con il piglio e la concentrazione giusti. Già visti, peraltro, nelle precedenti gare della gestione Marino.

E non dimentichiamoci che il Pisa è una squadra che sa creare e vincere fuoricasa. Si è presa tre scalpi (quello di Juve Stabia, Trapani e Cremonese) e ha perso solo tre volte lontano dall’Arena Garibaldi. Per ultima un’altra considerazione: l’andata ci deve ricordare che il Pisa è una squadra che non muore mai, e che per questo la concentrazione dovrà rimanere ai massimi livelli per tutti i novanta minuti (più recupero).

10 Commenti

  1. Tutto vero, partita dal coefficiente di difficoltà alto …… ma noi siamo l’Empoli e non bisogna guardare in faccia a nessuno…..

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