Il bello del mercato è che a volte è sorprendente, con situazioni mai chiacchierate che si materializzano e situazioni che sembrano ormai fatte ed assodate che all’ultimo saltano. Per questo è sempre bene lasciare almeno quel 1% di dubbio fino a quando non c’è davvero certezza, e questo è proprio uno di quei casi da 1%, da solo 1%.

Nonno Aurelio se n’è andato. Restano da definire le cose dal punto di visto burocratico, mettere nero su bianco e firmare la rescissione, ma la cosa che più conta (per quanto annunci non ne siano arrivati da nessuna parte) è che Aurelio Andreazzoli non sarà più l’allenatore dell’Empoli. A Monteboro è già stato scelto il successore. Sarà infatti – come ormai già detto e ridetto – da Cristian Bucchi che si ripartirà, allenatore già incontrato due volte dalla società con tutte le conferme che si andavano cercando. E molto probabilmente si ripartirà anche dal quel caro vecchio 4-3-1-2.

Tutto può succedere anche in poche ore, ma la sensazione è che ormai ci voglia tutta questa settimana per definire il doppio canale, Andreazzoli prima, Bucchi dopo. C’è però, ed è questo che deve focalizzare l’attenzione, ormai quel 99% di certezza che le cose vadano cosi, con buona pace per tutti. Da quanto ne sappiamo ormai nella stanza dei bottoni i casting sono finiti, non ci sarà l’incontro con Juric che poteva essere l’alternativa. Sondato Dal Canto e non puntato su Zauli, il dado è stato tratto. Resta adesso soltanto da attendere quei tempi tecnici per poter definire il tutto con i vari annunci…con sempre quel’ 1% che potrebbe (difficilissimo) rivoluzionare tutto.

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25 Commenti

  1. Parlando con amici perugini dicono che gli piaccia il bel calcio, proporre un calcio aggressivo e propositivo.

    È anche reduce da 2 forti delusioni sportive: l’esonero a Sassuolo e la mancata promozione del Benevento.

    Non so che dire. Speriamo bene, speriamo nel riscatto

  2. Se propone bel calcio, benvenuto.
    Il calcio moderno impone bel gioco, spettacolo. Così facendo mettiamo in evidenza i giovani e proviamo a fare risultati. Mai più catenacciari.
    Comunque cercherò di non affezionarmi più ai vari mister o giocatori. Delusissimo da Andreazzoli.

    • Concordo con la tua filosofia.
      Ormai siamo di bocca buona e lo ritengo giusto.
      Il calcio deve essere anche spettacolo.
      Ma mi intrigherebbe anche un emergente come Dionisi.

  3. A prescindere dai nomi (di mio gradimento) , dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, da Bucchi , mi aspetto qualcosa del genere. ( 4-3-1-2) Micai === Zampano- Lucioni (Maietta) – Nikolaou- Martella ===Addae-Radovanovic- Verre === Ricci (Falletti) === La gumina- Di Carmine. Tra tutti però insisto sul play. Uno come l’ex Chievo e Genoa in mezzo, per caratteristiche tecniche e caratteriali, è indispensabile. E’ l’identikit di centrocampista che gradirei. P.s. …siamo a ruzzare…nulla di serio 🙂

    • Caro Angelo, mi fido di te e leggo sempre volentieri i tuoi commenti, ma non sono d’accordo su Micai e soprattutto su Addae. Il primo è inferiore anche a Provedel secondo me, mentre il secondo è bravo come interditore ma non puoi metterlo in una squadra che cerca di fare un bel gioco. Sul play sono d’accordissimo, chissà che anche Capezzi possa rivelarsi una risorsa utile in B. E se Bucchi si portasse Viola dal Benevento?

      • Caro Hoila, grazie per la fiducia. Provo a risponderti , naturalmente considerando che è un gioco e il mio mestiere è un altro. Le tue considerazioni sono da intenditore e grande conoscitore. Micai e Provvedel , sono l’esatto contrario. Il primo è più istintivo e reattivo. Il secondo è più tecnico, ma anche più statuario. Parliamo di 2 signori portieri. La mia sensazione è che Bucchi sia più per un portiere simile a Montipò che aveva a Benevento. E Micai lo è. Riguardo Addae, il discorso è più fine. E’ l’interno dx tra i più continui della B degli ultimi anni. Ha un fisico da corazziere (che in B paga sempre) ed ultimamente ha affinato anche piedi e geometrie. Accanto a gente tecnica si completerebbe. Se poi lo vuoi come il Bennacer della B , cioè come interno dx , ti accontento. 🙂 Ci sarebbe l’Ungherese Adam Nagy in uscita dal Bologna. Classe e sostanza. Bello a vedersi. Da Empoli. Saluti amico

  4. Non lo conosco..pertanto non mi esprimo e aspetto di vederlo all’opera.

    PER ORA..SE SEI DEI NOSTRI…UN ENORME IN BOCCA AL LUPO

  5. Se 2 anni fa per la rinascita del dopo Martusciello sembra fu cercato insieme a Longo, significa che piaceva, non è una totale scommessa per la serie B, lo sarebbe stato per una serie A e a Sassuolo è stato esonerato presto.
    A Benevento non ha fatto benissimo, va detto, ma nemmeno cosi tremendamente male, altrimenti non avrebbe finito la stagione avendo obiettivi quella squadra aperti di serie A.
    Venturato è legato a doppio filo al Cittadella, sarebbe stato il mio primo obiettivo, indipendentemente da un tipo di gioco più di ripartenza, ma avrebbe avuto una grande conoscenza della serie B e mentalità. I Veneti sono concreti e poco fantasiosi, ma di sostanza.

    Ben venga Bucchi se fosse lui il prescelto. Spero che non sia fossilizzato ad un modulo.
    Coda, seppur un bell’attaccante non lo vedrei accanto a La Gumina, per cui meglio gente come Antenucci o Dionisi o entrambi.

  6. Il nostro allenatore IDEALE era ANDREAZZOLI.
    Andando via lui io punterei su ZEMAN, allenatore ideale per l’Empoli e sopratutto l’Empoli per lui.
    Bucchi non mi convince……

  7. Tutti sicuri su Bucchi ma se non si trovano sui nomi dei prossimi giocatori potrebbe anche uscire fuori Dal Canto..

    ..in questo momento preferisco Bucchi per esperienza.

  8. Umberto ciao! E’ fatta, dài. Questo il suo profilo:

    Cristian Bucchi (Roma, 30 maggio 1977[1]) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante. Inizia la sua carriera nella Sambenedettese nel 1995 in CND, poi scende in Promozione alla Settempeda di San Severino Marche dove in due anni, con l’allenatore Gianluca Fenucci, sigla numerose reti conquistando nella prima stagione l’accesso in Eccellenza. Nel 1998 arriva la svolta alla sua carriera, i tanti gol segnati nelle serie minori non sfuggono a Luciano Gaucci che lo porta in Serie A nel suo Perugia: 27 partite e 5 gol nella prima stagione.

    L’estate successiva è prestato in Serie B al Vicenza, dove con 10 reti contribuisce alla promozione in Serie A. Tornato a Perugia, viene trovato positivo all’antidoping (nandrolone) ed è costretto a rimanere fermo per un anno.[2][3] Terminata la squalifica, passa in prestito alla Ternana, in Serie B. Nell’estate 2002 Gaucci lo dirotta in prestito al Catania, altra società di sua proprietà, ma a gennaio si trasferisce a titolo definitivo al Cagliari, sempre in Serie B. Qui vive il momento più nero della sua vita, in seguito all’improvvisa morte della compagna Valentina a pochi mesi dal loro matrimonio; la coppia aveva già una figlia di un anno e mezzo.[3]

    Ricomincia lentamente a tornare sui campi da gioco, e nel gennaio 2004 riapproda in Serie A con l’Ancona, dove segna 5 gol in 12 partite. La società fallisce e Bucchi, svincolato, firma per il Chievo dove tuttavia non giocherà mai poiché viene ceduto in comproprietà all’Ascoli, dove con 17 gol più 2 nei play-off contribuisce alla promozione dei marchigiani in Serie A, arrivata tramite ripescaggio per le mancate iscrizioni di Torino e Perugia. Non segue l’Ascoli in A dato che i clivensi lo dirottano, sempre in comproprietà, al Modena dov’è protagonista di un brillante avvio di stagione, tanto da procurarsi un’allettante offerta da parte del Benfica, che però non va in porto. Con il Modena nella stagione 2005-2006 sigla 29 reti (di cui 12 su calcio di rigore) che ne fanno il capocannoniere della Serie B, trascinando i gialloblù ai play-off, dove non riescono a superare il Mantova in semifinale, nonostante una sua rete. Dopo che il Modena ne riscatta l’intero cartellino dal Chievo, il 13 giugno 2006 passa al Napoli che lo acquista per 3,5 milioni di euro, con l’obiettivo di riconquistare la Serie A.

    A Napoli non si esprime ad alti livelli, e pur a fronte di un promettente avvio scivola progressivamente in panchina, finendo col segnare soli 8 gol in campionato e 3 in Coppa Italia su 34 partite complessive; la squadra conquista ugualmente la promozione in Serie A.

    L’estate successiva viene ceduto sempre nella massima categoria al Siena, ma dopo opache prestazioni nel mercato di gennaio viene rispedito al Napoli che a sua volta lo cede in prestito al Bologna, in Serie B, dove con 5 gol nella seconda parte di stagione riesce a essere tra i protagonisti della promozione in Serie A, la seconda consecutiva per Bucchi dopo quella col club partenopeo.

    Tornato a Napoli, viene ceduto in prestito all’Ascoli, in Serie B dove torna dopo l’esperienza di quattro anni prima. Realizza 3 gol in 21 partite, quindi rientra al club azzurro per poi trasferirsi, il 10 luglio 2009 e con la medesima formula, al Cesena.[4] Contribuisce con 4 reti alla promozione in Serie A dei romagnoli, la terza personale nel giro di quattro stagioni.

    A fine stagione torna al Napoli, dove durante l’estate viene messo sul mercato in cerca di una sistemazione, senza però trovarla e restando così fuori rosa. A seguito dell’infortunio di Cristiano Lucarelli[5] la società decide di reintegrarlo[6] per sopperire alla mancanza di attaccanti; tuttavia non colleziona alcuna presenza stagionale, e nella sessione invernale di mercato torna in Serie B, ceduto in prestito al Pescara.[7] Il 2 aprile 2011 mette a segno la sua prima e unica rete in maglia biancazzurra, nella gara interna contro il Crotone.[8]

    A fine stagione, conclusosi il periodo di prestito, torna al Napoli, con cui rescinde il contratto il 20 luglio 2011.[9] Qualche giorno dopo, il 26 luglio, annuncia il ritiro dall’attività agonistica.[10]

    In carriera ha totalizzato complessivamente 59 presenze e 11 reti in Serie A, e 266 presenze e 90 reti in Serie B.
    Nazionale

    Vanta 3 presenze e 1 rete nella Nazionale Under-21, con la quale ha esordito il 17 novembre 1998.
    Allenatore

    Il 21 giugno 2012 diviene il nuovo allenatore della Primavera del Pescara, squadra nella quale, un anno prima, aveva concluso la sua attività agonistica.[11] Il 5 marzo 2013, in seguito all’esonero di Cristiano Bergodi, viene promosso ad allenatore della prima squadra del Pescara;[12] il suo staff è composto da Bruno Nobili come vice-allenatore (in possesso del patentino di prima categoria), Mirko Savini ed Ermanno Ciotti in qualità di collaboratori e Massimo Marini come preparatore dei portieri.[13] Esordisce sulla panchina del Pescara cinque giorni dopo, nella sconfitta esterna per 2-1 contro l’Atalanta. Raccoglie appena un punto nelle 11 partite disputate, con la squadra che si classifica ultima con 22 punti e retrocede in Serie B dopo una sola stagione di Serie A.

    Risolto il contratto con gli abruzzesi, il 12 luglio 2013 firma con il Gubbio, in Lega Pro Prima Divisione,[14] da dove viene esonerato il 15 gennaio 2014 dopo la sconfitta interna per 5-0 contro il Perugia.[15].

    Il 6 gennaio 2015 diventa il nuovo allenatore della Torres[16], in sostituzione dell’allenatore Vincenzo Cosco, che ha dovuto lasciare il proprio incarico per motivi di salute e conduce la Torres alla Salvezza in Lega Pro.

    Nel luglio dello stesso anno firma con la Maceratese, club neopromosso in Lega Pro. Dopo aver concluso il campionato al terzo posto, ed essere stato eliminato ai play-off dal Pisa (che poi ha conquistato proprio tramite gli spareggi la Serie B), il 14 giugno 2016 lascia la squadra marchigiana[17] e, il giorno dopo, viene ufficializzato come nuovo tecnico del Perugia, in Serie B.[18]. Con il club umbro termina il campionato di Serie B 2016-2017 al quarto posto, viene eliminato nelle semifinali play-off dal Benevento.

    Il 20 giugno 2017 diventa il nuovo allenatore del Sassuolo in Serie A.[19] Dopo un inizio di campionato negativo, condito da sole tre vittorie e due pareggi nelle prime quattordici giornate, a seguito della sconfitta interna per 0-2 contro l’Hellas Verona,[20][21] il 27 novembre viene esonerato dalla società neroverde e sostituito da Giuseppe Iachini; lascia gli emiliani al quintultimo posto in classifica, a 1 punto dal terz’ultimo posto, presieduto dai corregionali della SPAL.[22]

    Il 6 luglio 2018 viene annunciato come nuovo tecnico del Benevento retrocesso in Serie B.

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