La maggiore “rottura” con il recente passato è rappresentata dal passaggio alla difesa a quattro. Nelle tre partite che lo hanno visto sulla panchina azzurra, mister Caserta ha sempre scelto quattro difensori, anziché i cinque proposti dai suoi due predecessori. Si tratta di una novità di grande rilievo, che ha ridisegnato l’Empoli in un periodo del campionato in cui, di solito, si dice che non si possono apportare modifiche sostanziali a un assetto già rodato. Inoltre, Caserta ha proposto sempre soluzioni offensive diverse, in base all’avversario ma anche in base alle caratteristiche dei calciatori che aveva intenzione di schierare dal primo minuto.
Contro il Mantova l’Empoli è partito con una sorta di 4-2-3-1, con Ceesay ed Elia esterni, Ilie trequartista centrale e Shpendi centravanti. La brutta prestazione del primo tempo ha reso necessario correre ai ripari inserendo Moruzzi e Nasti prima (Shpendi ha arretrato leggermente il suo raggio d’azione, ma talvolta si manteneva sulla stessa linea di Nasti prefigurando una sorta di 4-2-4) e Saporiti poi, che si è sistemato in fascia prendendo il posto di un troppo confusionario Ceesay.
Contro lo Spezia, invece, Caserta ha inizialmente optato per il 4-3-3, con Shpendi posizionato sulla fascia destra, l’opposta di Elia (poi sostituito da Ceesay). Anche in questo caso l’Empoli ha terminato la partita con una specie di 4-2-4 (Popov e Nasti punte centrali, Saporiti e Ceesay esterni) vista la necessità di recuperare lo svantaggio.
Infine, contro il Pescara la decisione è stata quella di proporre il 4-3-1-2, con Saporiti posizionato tra le linee e Popov (nel secondo tempo Nasti) e Shpendi più vicini tra loro. Naturalmente per la propensione di Shpendi ad andare a lottare sui palloni anche a centrocampo, poteva diventare una sorta di “albero di Natale”, ma la subitanea espulsione di Acampora non ha reso necessario che l’attaccante albanese tornasse continuamente verso il centrocampo.
Come dicevamo nel preambolo, Caserta si è preso un rischio che Dionisi aveva preferito non prendersi. Poi è stato anche fortunato, perché contro Mantova e Spezia la partita è stata insperatamente ripresa per i capelli e contro il Pescara abbiamo beneficiato di una provvidenziale espulsione dopo appena quindici minuti di gioco. Detto ciò, e premesso che la squadra azzurra continua ad avere amnesie e cali di concentrazione e di intensità poco comprensibili, l’Empoli ha dimostrato di poter interpretare in maniera diversa più moduli che si basano sulla difesa a quattro.
Dipende dagli interpreti che Caserta sceglie o ha a disposizione. Prendiamo i calciatori sulla carta più tecnici e/o in forma. La presenza di Elia esclude quasi categoricamente l’utilizzo del 4-3-1-2, così come l’impiego più redditizio di Saporiti è quello di rifinitore dietro le punte. Starà a Caserta scegliere il vestito più appropriato per le prossime singole gare, tenendo conto che la varietà delle caratteristiche degli interpreti si traduce in una maggiore possibilità di cambiare, anche in corso d’opera.













