La storia dell’Empoli è costellata di partite che hanno avuto un epilogo particolare. Tra queste ce ne sono state varie, soprattutto nei primi cinquanta anni, che sono state sospese o rinviate per tafferugli in campo e/o in tribuna. La prima è datata 27 maggio 1923: in questa occasione Empoli-Pistoiese venne rinviata (e poi recuperata successivamente) per la presenza di alcuni esagitati tifosi ospiti. Due anni e mezzo più tardi fu la volta di Empoli-Vigor Fucecchio di cui vi abbiamo già parlato qualche mese fa.

Nel 1926 Empoli-Toti Livorno venne sospesa sul risultato di 0-2 (poi conferito a tavolino dal Giudice Sportivo) perché un dirigente empolese aveva schiaffeggiato l’arbitro. Il 4 gennaio 1931 venne sospesa Empoli-Reggiana per gravi incidenti (sconfitta a tavolino per gli azzurri e squalifica del campo di gioco per una giornata). Nel 1942 fu l’Empoli a ottenere la vittoria dalla Disciplinare, dopo la sospensione della gara in trasferta contro l’Aquila Montevarchi.

Ci soffermiamo ora su due episodi in particolare, avvenuti negli Anni Sessanta, che molti di voi probabilmente non conosceranno. Si tratta di Isor Empoli-Fiamme d’Oro Roma (1 maggio 1960) ed Empoli-Livorno (5 aprile 1964):

1 MAGGIO 1960: ISOR EMPOLI – FIAMME D’ORO ROMA 0-0


La stagione 1959/60 non fu particolarmente esaltante per i colori azzurri. Il campionato di Serie D si rivelò più complicato del previsto e l’Empoli riuscì a evitare una clamorosa retrocessione nei campionati regionali – l’attuale Eccellenza, per intendersi – solo grazie allo spareggio a tre contro Rieti e Carrarese. Una delle partite più significative di questa stagione sofferta fu la gara casalinga contro le Fiamme d’Oro Roma, terminata col punteggio di 0-0.

All’epoca c’era molto malcontento tra i tifosi azzurri, che ritenevano di essere vittima di una sorta di cospirazione. La loro sensazione è che i cosiddetti “poteri forti” spingessero per la retrocessione dell’Empoli. La gara contro le Fiamme d’Oro Roma – la squadra della Polizia – avvenne quindi in un clima arroventato dalle polemiche e dai sospetti. E non aiutava la situazione generale del paese, che avrebbe portato, solo due mesi più tardi, ai tremendi fatti di Genova del 30 giugno 1960.

Mancavano solo sei giornate al termine del campionato e l’Empoli aveva assoluto bisogno di fare punti. La partita, già carica di tensione, ebbe un particolare fuori programma: al 35′ del secondo tempo i tifosi azzurri, adirati per l’andamento della gara e del campionato, scavalcarono la rete di recinzione e tentarono di piombare in campo. La partita fu sospesa per qualche minuto, ma poi portata a termine sullo 0-0. Semmai, a preoccupare maggiormente, erano le eventuali conseguenze disciplinari. Si temeva una sconfitta a tavolino e la squalifica del Castellani, come già successo in passato.

Il 3 maggio 1960 il quotidiano La Nazione raccontava: “….Sbollita l’ira, cosa che del resto avvenne quasi subito dopo l’invasione di campo, anche i tufosi più scalmanati hanno riconosciuto che domenica si è veramente esagerato, tanto più che questa è la prima volta nella storia del vecchio Empoli che il pubblico abbatte la rete di recinzione. Gli incidenti furono determinati più che dall’incontro con le Fiamme d’Oro, da risentimenti generatisi durante tutto lo sfortunato e inglorioso campionato. Il fatto ha destato un vivo scalpore.”

Anche il giornalista de La Nazione, continuando il suo pezzo, mostrava un po’ di preoccupazione per eventuali conseguenze dannose: “…Per questo bisognerà vedere che cosa dirà l’arbitro nel suo rapporto: ha egli considerata finita la partita dopo abbattimento delle rete di protezione al 35’ del secondo tempo o per lui la partita è finita regolarmente? Crediamo che si attenga a questa seconda ipotesi dato che l’arbitro prolungò la partita di 10 minuti…Per il campo è opinione generale che sarà squalificato almeno per una giornata…”

Per fortuna l’Empoli se la cavò. Il risultato di 0-0 fu omologato – nonostante il reclamo delle Fiamme d’Oro – e gli azzurri mantennero qualche residua speranza di salvezza. In merito all’accaduto, venne riconosciuta solo l’intenzione di invadere il campo, non la sua effettiva realizzazione, come narra La Nazione in un suo articolo del 5 maggio (“…al 35’ del secondo tempo quando fu abbattuta la rete di protezione nel settore della tribuna scoperta. In verità però si trattò solo di un tentativo di invasione. I tifosi furono in fatti fermati dalla forze dell’ordine ai bordi della pista”). E fu proprio questo “piccolo” particolare a salvare l’Empoli da sanzioni disciplinari che sarebbero state dannosissime.

La Nazione del 3 maggio 1960

5 APRILE 1964: EMPOLI-LIVORNO 2-0


Quattro anni più tardi un altro episodio, ben più violento del precedente, sconvolse l’ambiente azzurro. Il 5 aprile 1964 andava di scena al Castellani il derby con il Livorno. Una partita resa particolarmente interessante dalla posizione di classifica delle due squadre: il Livorno vedeva tutti dall’alto e si accingeva a essere promosso in Serie B; l’Empoli era stato fin lì autore di una stagione positiva, al di là delle più rosee aspettative (era neopromosso in C, ma era tra le prime forze del campionato).

Dopo un primo tempo accorto, gli azzurri passarono in vantaggio al 44′ con una rete dell’ala sinistra Aldi. Riuscirono a mantenere inviolata la porta, respingendo le cariche del Livorno. Anzi, all’86’ trovarono pure la rete della sicurezza con Fracassa, in azione di contropiede. La convalida del gol suscitò le veementi proteste degli ospiti, che ritenevano che l’azione fosse viziata da evidente fuorigioco. Si creò un capannello di giocatori intorno all’arbitro Sanguineti di Chiavari. Ne fece le spese il numero 10 del Livorno, Ribechini, che venne colpito da una testata e stramazzò al suolo sanguinante. Il problema è che, secondo alcuni testimoni, fu proprio il direttore di gara ad assestargli il colpo.

L’episodio venne raccontato da La Nazione all’indomani della partita. “Tutto era filato liscio fino al 41’ della ripresa…. Il raddoppio ad opera di Fracassa, in contropiede. I livornesi protestavano vivacemente con l’arbitro che convalidava il gol, per la presunta irregolarità della posizione di Fracassa. Ribechini per primo correva verso il direttore di gara ma una volta a tu per tu era colpito con una testata all’arcata sopraccigliare destra e cadeva a terra privo di sensi”.

Nel frattempo la situazione non tardò a degenerare. Alcuni tifosi livornesi, resosi conto dell’accaduto, riuscirono a scavalcare le recinzioni ed entrarono in campo, decisi a farsi giustizia da soli. L’obiettivo era l’arbitro Sanguineti, ma i supporters ospiti vennero fermati – non senza difficoltà – da alcuni giocatori e dirigenti empolesi. Sul portale US Livorno 1905 – I numeri del Livorno Calcio si ha una ricostruzione dell’incredibile vicenda:

…Il colpo aprì uno squarcio nel sopracciglio di Ribechini, e la violenta reazione del pubblico amaranto che cercò di entrare in campo per una giustizia sommaria. Uno spettatore riuscì nell’intento, ma fu atterrato dal portiere empolese ed il successivo intervento delle forze dell’ordine, riuscì a dividere i due, e placare gli animi sugli spalti. Sembrava tutto concluso, con i calciatori empolesi che erano rientrati frettolosamente negli spogliatoi, e gli amaranto raccolti al centro del campo ad assistere il proprio calciatore Ribechini a terra svenuto, quando un fotografo si volle avvicinare per riprendere l’accaduto. Ma ciò non gli fu possibile per l’intervento del segretario dell’Empoli, passare dalle parole ai fatti, in quel clima surriscaldato, fu un attimo, dovette intervenire l’allenatore del Livorno Mazzetti atterrando il dirigente dell’Empoli per porre fine alla lotta”.

La partita venne sospesa dall’arbitro. Ciò provocò ulteriori disordini e il direttore di gara fu costretto ad abbandonare lo stadio Castellani scortato dai Carabinieri. Inevitabilmente la sospensione della partita lasciò uno strascico polemico. Il Livorno si affrettò a fare ricorso, chiedendo la non omologazione dello 0-2. L’Empoli, per bocca del presidente Dino Mugnaini, tenne a precisare di essere completamente estraneo ai gravi incidenti occorsi al Castellani. Alla fine la decisione fu quella di dare la vittoria a tavolino agli azzurri.

L’articolo della Nazione del 7 aprile 1964

9 Commenti

    • È vero, Giorgio, la partita si giocò nel sussidiario, purtroppo (per l ‘eta’) io c’ero e mi ricordo tutto benissimo. Il nostro portiere che atterrò il tifoso livornese fu Baroncini. Gli diede una sventola in faccia, micidiale tale che rimase morto e duro in terra. Dovettero portarlo fuori a braccia.

  1. Io in cinquant’anni di Empoli, mi ricordo solo una squalifica del nostro campo: dopo un Empoli-Rimini 1-1 qualche tifoso azzurro pensò bene di speronare la macchina dell’arbitro sulla 67 mentre si dirigeva a Firenze. Ci tocco’ anda’ a gioca’ a Viareggio col Chieti e si perse.

    • Claudio, che memoria !!!! Viareggio campo neutro. 1974-75 . EMPOLI : Testa, Saccoccio, Casarotto, Londi, Zanutto, Lenzi, Novellino I, Radio, Bressani, Farinelli, Bonaldi.

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