L’intuizione si rivela decisiva. Perché talvolta non basta essere convincenti, bisogna anche essere pazienti e capire il momento, la situazione, i sentimenti. E attendere l’attimo propizio per affondare il colpo. Silvano Bini, factotum empolese e maestro di convincimento, riesce ad approfittare di una situazione intricata e rigirarla a proprio favore. Il suo è un colpo di genio che cambierà la storia dell’Empoli. Quello che vi stiamo per raccontare è come si è materializzato l’acquisto di quello che sarebbe diventato uno degli idoli incontrastati della tifoseria azzurra: Carmine Esposito.
Ad Avellino per Arcadio
Novembre ’95. All’inizio del calciomercato invernale l’Empoli sta trattando l’acquisto di Antonio Arcadio dall’Avellino. In Campania Arcadio ha avuto poco spazio, nonostante l’anno precedente abbia fatto faville con la maglia del Montevarchi. Bini lo tiene d’occhio da tempo e crede che sia il tassello giusto per puntellare la rosa a disposizione del giovane tecnico Luciano Spalletti. L’affare si fa, Arcadio si accinge a vestire la maglia azzurra. Tuttavia, Silvano Bini non si ferma e, da vecchia volpe quale è, fiuta un altro possibile affare. In maglia verde gioca un altro calciatore interessante. Uno dei quei talenti ancora inespressi che, se messi in un certo contesto, possono esplodere da un momento all’altro. Carmine Esposito stava vivendo un momento personale difficile, il cambio dell’allenatore e alcuni dissapori lo avevano messo ai margini del progetto. Non rimaneva altro che continuare la carriera altrove.
Ma la preoccupazione di Esposito non è soltanto calcistica. Sta per diventare padre della sua primogenita e vorrebbe avvicinarsi a Bologna, il luogo dove lui e la sua compagna hanno deciso di stanziarsi. Così, quando l’Avellino gli propone di andare all’Atletico Leonzio, in Sicilia, Esposito si rifiuta categoricamente. Lo sconforto è tale che gli passa anche in mente di ritirarsi dal calcio. Di sicuro, non avrebbe lasciato la moglie da sola in momento così delicato. “Adesso vado dentro, strappo tutti i contratti, smetto di giocare a pallone e ce ne torniamo a Bologna”, dice alla moglie e ai suoceri che lo attendono in macchina, fuori dall’albergo luogo delle contrattazioni.
Carmine fa la conoscenza di Bini
Pochi istanti prima Carmine aveva fatto la conoscenza di Silvano Bini. Il dirigente azzurro si era presentato, tendendogli la mano. E, vedendo lo stato d’animo alterato del calciatore, aveva voluto sapere cosa lo affliggeva. Esposito si era confidato, aveva esternato a quell’estraneo che lo aveva chiamato da lontano tutte le sue perplessità e la sua rabbia per la situazione che si era venuta a creare. Ma poi, appunto, si era infilato in macchina per parlare con i suoi cari.
Bini sapeva bene chi fosse Esposito e lo riteneva un calciatore adattissimo a una piazza come Empoli. All’improvviso si era materializzata un’occasione propizia, da prendere al volo. Si trovava nel posto giusto e al momento giusto. Così, appena il giocatore scende dalla macchina per mettere a punto il suo piano di stracciare i contratti, il dirigente azzurro lo blocca sulla porta dell’hotel. “Possiamo parlare con l’Avellino e inserirti nell’affare-Arcadio”, dice Bini con aria tranquilla. Esposito, preso alla sprovvista dalla proposta, chiede dove si trova Empoli. Per lui è fondamentale che sia vicino a Bologna. Finalmente tranquillizzato, accetta.
Il blitz riesce: Esposito a Empoli
I minuti seguenti sono minuti di attesa. Per Esposito, che fuori dall’hotel aspetta freneticamente una risposta positiva. Per Bini, che dentro la hall, cerca di convincere il presidente Sibilia a lasciar andare, alle sue condizioni, l’attaccante campano. Dopo un po’ il direttore esce con lo sguardo sornione di chi pensa di aver concluso un grande affare. “Vieni con noi a Empoli, chiamami stasera e ti dico dove devi venire” dice a Esposito, che ormai ha lasciato da parte rabbia e timori e guarda con maggior fiducia al futuro. Il blitz è riuscito perfettamente. L’Empoli compie un acquisto che si rivelerà fondamentale per la futura promozione in Serie B.
Esposito sbarca a Empoli giovedì 9 novembre 1995. A bordo della sua Mercedes 180 bianca, assieme alla moglie Imma, dopo un viaggio non lungo ma intenso (colpito da colpo di sonno, aveva sbattuto contro il guardrail, per fortuna senza conseguenze). Arriva in punta di piedi, senza farsi troppo notare. D’altronde per i tifosi il vero acquistone era stato Arcadio. Lui, invece, al di là della stima mostratagli da Bini, è quasi uno sconosciuto. Non ci metterà molto a dimostrare di che pasta è fatto. Al debutto, appena tre giorni dopo dal suo arrivo, segna a Modena la rete del 2-0 finale. Comincia la Esposito-mania.














E segna sempre lui!
Grande Silvano Bini !
Amarcord 27 maggio 2025 la vera vergogna …
https://www.pianetaempoli.it/mantellassi-andiamo-avanti-con-il-progetto-stadio/
Non vorrei sbagliarmi ma mi sembra di ricordare che il grandissimo Carmine Esposito il suo primo gol in maglia azzurra lo segnò contro la Massese al Castellani
La FIGC considera l’Empoli al trentaduesimo posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club ad essa affiliati. L’Empoli occupa attualmente il 24º posto nella classifica perpetua della Serie A e il 23º nella classifica perpetua della Serie B.
Complimenti ai suoi dirigenti.
Che cavalli di razza! Sia Silvano Bini, che aveva queste intuizioni (è vero però che era un mercato molto meno influenzato dai procuratori…) e Carmine Esposito: Mi sono riguardato la carrellata di gol segnati da Carmine… che nostalgia.
mi viene tanta nostalgia sto invecchiando,mi rivedo poco piu’ che ventenne con tanto tifo ed entusiasmo,l’abbiamo perso…….era piu’ un mondo a dimensione d’uomo,sentire la storia di carmine è come sentire la storia di una persona qualunque che non era calciatore ora è tutto social e poco arrosto!
Si invecchia ma la ferraglia e sempre in piedi!
Quante scuse per quella pista bombardata … maledetti doppioni!