Ancora otto gare da giocare, ancora 24 punti a disposizione. Guardandola così si potrebbe pensare che il tempo per l’Empoli ci sia ancora, sempre ragionando in ottica salvezza. Ma è un tempo che può diventare davvero utile solo se iniziano ad arrivare risultati di un certo tipo, con la vittoria che diventa condizione imprescindibile. La sfida di questa sera, al “Picco”, contro lo Spezia si inserisce perfettamente in questo contesto. Se a inizio stagione le due squadre potevano avere ambizioni diverse, oggi la realtà racconta tutt’altro: è una gara a tutti gli effetti dentro la lotta salvezza. Sulla carta, la pressione maggiore grava sugli aquilotti, che si trovano dietro in classifica e giocano in casa. Ma questo non può e non deve far pensare a un Empoli più leggero: al contrario, la pressione deve crescere anche per gli azzurri. La vittoria manca dal 10 gennaio e nel girone di ritorno la squadra è ancora l’unica a non aver mai vinto. Dopo l’esordio di Fabio Caserta, la speranza è quella di ripartire da quanto visto nel secondo tempo contro il Mantova 1911. Una partita divisa in due tronconi: un primo tempo insufficiente e una ripresa che invece ha mostrato segnali incoraggianti. Soprattutto per atteggiamento, intensità e rabbia. Proprio in quei secondi 45 minuti si è avuta la sensazione che qualcosa sia scattato. Come se il gruppo avesse finalmente preso coscienza della situazione e dei rischi concreti che una sconfitta avrebbe comportato. Per lunghi tratti di questa stagione, infatti, è sembrato che la squadra non avesse piena percezione del campionato che stava affrontando e della classifica in cui si trovava. Come se il fatto di essere una retrocessa dalla Serie A bastasse, da solo, a garantire un certo tipo di percorso. Come se indossare questa maglia fosse sufficiente per risolvere le difficoltà quasi automaticamente. Così non è stato, e i fatti lo dimostrano: due cambi di allenatore e persino un cambio nella direzione sportiva. Proprio in quell’intervallo contro il Mantova, però, qualcosa potrebbe essere cambiato. Quella reazione non si era mai vista in stagione, almeno non con quella intensità. Certo, non è bastata per vincere e va anche contestualizzata rispetto al valore dell’avversario, ma potrebbe rappresentare un primo segnale di una presa di coscienza.

Stasera arriva la controprova. Una gara difficile, contro una squadra che, come l’Empoli, ha qualità sulla carta ma non è riuscita a tradurle in risultati concreti. Non a caso lo Spezia occupa una posizione di classifica ancora peggiore e, se il campionato finisse oggi, sarebbe retrocesso in Serie C. Si gioca in un ambiente caldo, che conosciamo bene, e che spingerà forte la squadra di Roberto Donadoni. Anche l’affluenza, nonostante il turno infrasettimanale, dovrebbe essere importante. Per questo sarà fondamentale anche la presenza dei tifosi azzurri, per far sentire che la squadra non è sola e che c’è ancora fiducia. La salvezza, lo ripetiamo ancora una volta, non è un traguardo da festeggiare, ma è un obiettivo obbligatorio. Il contrario aprirebbe scenari che oggi nessuno vuole nemmeno prendere in considerazione. Serviranno quindi energie, voglia e soprattutto un approccio alla gara completamente diverso rispetto a quello visto contro il Mantova. Caserta dovrà essere bravo a non sbagliare l’ingresso in partita, scegliendo l’undici più adatto per affrontare questa sfida. Dal punto di vista tattico, dovremmo rivedere il 4-2-3-1 provato inizialmente. L’ipotesi delle due punte dal primo minuto resta più complicata, soprattutto per una questione di equilibri: potrebbe essere una soluzione da utilizzare a gara in corso, piuttosto che dall’inizio. Ci sono comunque diversi dubbi legati alla condizione fisica, visto il poco tempo tra una partita e l’altra, e alcune scelte verranno prese soltanto all’ultimo momento. Al di là dei moduli e degli interpreti, però, il concetto resta uno solo: serve continuità. Non solo tra una partita e l’altra, ma anche all’interno degli stessi novanta minuti. L’Empoli deve iniziare la gara con una certa intensità e finirla con la stessa forza, senza più quei cali che si sono visti troppo spesso. Gli episodi, come sempre, avranno il loro peso. Ma sarà fondamentale provare a portarli dalla propria parte. Perché, guardando tutto esclusivamente dalla prospettiva della salvezza, una vittoria questa sera avrebbe un valore enorme. Non solo per tornare a vincere dopo tanto tempo, ma anche per mettere in grande difficoltà una diretta concorrente. E soprattutto perché tre punti a La Spezia rappresenterebbero la miglior medicina possibile in vista delle ultime sette partite, che saranno tutte, senza eccezioni, delle vere finali.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

15 Commenti

  1. Cito una frase dell’articolo: “Proprio in quell’intervallo contro il Mantova, però, qualcosa potrebbe essere cambiato.”
    Dalle voci che sono giunte a me, sabato scorso, negli spogliatoi dell’Empoli tra il primo e il secondo tempo c’è stato un “terremoto” (per usare un eufemismo…).
    Sono voci che sono arrivate anche a qualcuno degli altri lettori di PE? (o anche alla redazione di PE stessa… se ha voglia di rispondere).

    • Ben prima doveva esserci il terremoto.
      Non penso sia stato quello a cambiare qualcosa. Forse più un Mantova veramente di basso livello tranne Bragantini (lo prenderei in considerazione per il prossimo anno) e un minimo di orgoglio.
      Comunque i giocatori che da fuori sembrano più deboli “mentalmente” erano tutti fuori in quel secondo tempo (Obaretin, Ilie, Ignacchitti, Ceesay, Ebuehi). Il solo Guarino in campo che per me rimane acerbo. Non penso sia un caso.
      Nasti nel suo essere arruffone, almeno dal punto di vista caratteriale può dare un po di cattiveria a questa squadra che male non fa. Soprattutto i secondi tempi se bisogna recuperare.

    • un ben informato che non scrive piu’ qui , asserisce le cose che dici…..essendo ello sicuro di cio’ ……sembra che sia stato cosi

      • secondo me ce ne sono una decina che non è non devono indossare la nostra maglia non dovrebbero salire nemmeno sul pulman con la scritta EMPOLI dovrebbero andare con la loro macchina:ilie,cesay,moruzzi,nasti,ignachitti,guarino,degl innocenti,ebuey…

  2. non impazzisco per il concetto di “8 finali”.. una squadra che deve salvarsi deve anche saper fare i conti, calcolatrice alla mano, e in qualcuna di queste partite dovrà scendere in campo per portare a casa anche solo un prezioso punticino. va bene la grinta di giocare come in una “finale”, ma col cervello.. perché non servono 24 punti.. e a volte giocare pensando che si debba per forza vincere (vedi Mantova) può farci commettere errori e lasciare punti per strada… senza contare che giocare ogni partita come se fosse da dentro/fuori (cosa che faremmo eventualmente ai play-out) può produrre ammonizioni/espulsioni o infortuni che magari poi incideranno negativamente sul rendimento della squadra nella partita successiva

    • E’ chiaro che non dobbiamo fare 24 punti (e con questa squadra sarebbe già un miracolo farne la metà). E’ ovvio però che il “primo colpo da 3 punti” va fatto prima possibile, per uscire più velocemente dai bassifondi.
      Stasera a La Spezia è FONDAMENTALE non perdere, per mantenerli a distanza. Ma ci vorrebbero davvero 3 punti…

  3. Non è una partita come le altre. È una di quelle che pesano, che segnano, che possono cambiare il destino di una stagione. Questa sera, sul campo dello Spezia, l’Empoli si gioca molto più di tre punti: in palio c’è un pezzo importante di salvezza, in un vero e proprio scontro diretto.

    A sostenerlo ci sarà un popolo intero. Saranno almeno 300 i tifosi azzurri presenti sugli spalti del “Picco”, pronti a trasformare la trasferta in una prova di attaccamento e passione.

    A guidare la carovana è l’Unione Club Azzurri, che porterà a La Spezia 140 sostenitori, organizzando anche un pullman per facilitare la trasferta. Un segnale forte, concreto, che racconta la voglia di esserci nel momento più delicato della stagione.

    Il resto del contingente arriverà invece con mezzi propri e altri pullman organizzati, con la presenza significativa anche del tifo più caldo: gli ultrà non faranno mancare il loro supporto, pronti a spingere la squadra dal primo all’ultimo minuto.

    È il segno di una città che crede, che si stringe attorno ai suoi colori proprio quando conta di più. Perché certe partite non si giocano solo in campo, ma anche sugli spalti.
    E stasera, al Picco, l’Empoli non sarà solo.

    Fonte Empoli Channel

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