C’è una verità che nel calcio resiste a ogni narrazione, a ogni alibi e a ogni suggestione: le partite le decidono i calciatori. Sono loro che scendono in campo, sono loro che sbagliano e determinano, sono loro che nel bene e nel male scrivono il risultato finale. Il pubblico può spingere, accompagnare, trascinare emotivamente, ma non entra nei contrasti, non calcia in porta, non difende negli ultimi minuti. Eppure, ridurre tutto a questo sarebbe semplicistico, soprattutto in una fase delicata come quella che sta vivendo l’Empoli. Perché se è vero che il campo resta sovrano, è altrettanto vero che il contesto pesa. E pesa ancora di più quando si parla di una trasferta come quella di Venezia, gara difficile dove gli azzurri si troveranno immersi in un ambiente “monocolore”.

Il Venezia si gioca il primo, vero match point per la Serie A e lo farà in uno stadio esaurito in ogni ordine di posto, con una spinta costante, continua, quasi asfissiante da parte del pubblico arancioneroverde. Dall’altra parte, invece, ci sarà un Empoli che, salvo poche unità – tifosi non residenti nella provincia di Firenze – dovrà fare a meno del proprio seguito. Una situazione che, inutile nasconderlo, non gioca a favore. Questa volta non potrà esserci quell’appello forte e deciso che aveva accompagnato le trasferte di Genova e Padova. Non ci sarà stata quella mobilitazione emotiva che aveva provato a creare un ponte tra squadra e tifoseria; anche se i risultati non sono stati favorevoli. Ma questo non significa che il supporto non sarebbe stato importante, anzi. In un momento così delicato della stagione, con una salvezza ancora tutta da conquistare e ogni punto che pesa come un macigno, avere anche solo una parte del proprio popolo al seguito avrebbe rappresentato un segnale. Perché, al di là delle delusioni che questa stagione sta lasciando, resta la consapevolezza che nei momenti decisivi spesso il tifoso sa stringersi attorno alla squadra. E siamo convinti che, in condizioni normali, diversi sostenitori azzurri avrebbero risposto presente, mettendo da parte amarezze e frustrazioni per provare a dare un contributo, anche solo emotivo, alla corsa salvezza.

Non sarà così. Anzi, da Venezia filtra addirittura la notizia che, vista la richiesta altissima di biglietti da parte del pubblico di casa, anche il settore ospiti potrebbe essere destinato ai tifosi locali. Un dettaglio che racconta più di mille parole il tipo di atmosfera che attenderà l’Empoli. Resta da capire dove – e in che numero – verranno collocati gli eventuali sostenitori azzurri, ma la sensazione è che si tratterà di presenze davvero esigue. E il precedente più recente, da questo punto di vista, non aiuta a sorridere. Per ritrovare una situazione simile bisogna tornare alla trasferta di Carrara: anche lì pochi tifosi al seguito, anche lì un ambiente ostile, anche lì – pur senza alcuna correlazione diretta – una sconfitta pesante, quel 3-0 che ancora brucia. Sia chiaro: non sarà l’assenza del pubblico a determinare il risultato di Venezia. Sarebbe troppo facile, e anche ingiusto, pensarlo. Ma in un calcio dove ogni dettaglio può fare la differenza, dove l’aspetto mentale spesso incide quanto quello tecnico, presentarsi in uno stadio pieno, caldo, spinto da un entusiasmo travolgente, senza avere una vera controparte sugli spalti, è un elemento che entra inevitabilmente nella partita. E allora, ancora una volta, tutto passerà da loro. Dai giocatori. Dalla loro capacità di isolarsi dal contesto, di reggere l’urto emotivo, di restare dentro la gara anche quando tutto intorno spingerà in un’unica direzione. Perché è vero che il pubblico non gioca, ma certe partite, senza il proprio pubblico, diventano ancora più difficili da giocare.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

9 Commenti

  1. ripeyo sul portale vivaticket nel settore ospiti e pieno gia piu di meta leggendo l articolo mi sa che e stata gia aperta la vendita per i veneziani altrimenti non si spiega

  2. Solo noi si dà 8.000 posti per gli ospiti …
    addirittura li vogliono aumentare a 12.000…
    che tristezza , siamo schiavi dei doppioni!
    No cattedrale da 20.000 travestito da 17.800…

  3. Ci vogliono far fare la fine dei Sassolini …
    nessuno ha veramente a cuore la città i colori …
    Come dice Biancazzurro 13.500 a disposizione ma non si rende conto che si potrebbe lo stesso avere 13.500 basta fare un settore ospiti diviso anche in tre stadio da 14.000 e avrai sia 3.000 ospiti ma puoi scegliere se usarne una parte …
    ma purtroppo il male aleggia su certi tifosi , e amministrazione , e lassù sul monte!

  4. ho appena vistoa semifinali di coppa Italia, e pensare che un anno fa d’Aversa ci portò, com’è cambiato tutto fa male sincero, dalla semifinale di coppa Italia a lottare per non retrocedere in serie c

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