L’ex attaccante azzurro Ciccio Caputo ha rilasciato un’intervista nell’edizione odierna de “La Nazione” in vista dell’ultima gara dell’Empoli a Monza.

Si aspettava una stagione così difficile dell’Empoli?

“Difficile aspettarselo, soprattutto dopo una buona prima parte di campionato, mentre la seconda parte è andata nella direzione completamente opposta. Non credo che l’Empoli di quest’anno fosse una squadra costruita per vincere la categoria, ma nemmeno da zona retrocessione: mi aspettavo piuttosto una lotta per i play-off”

Cosa servirà a Monza per evitare i play-out, oltre ai tre punti?

“E’ una partita delicata, in palio ci sono punti pesanti per entrambe, subentrano tante dinamiche in gioco: serve gente esperta e abituata a queste situazioni, perchè’ è fondamentale la corretta gestione dei momenti, che viene con l’esperienza e la consapevolezza di ciò che c’è in gioco. Penso a Romagnoli, Lovato, Elia, gente con esperienza anche nella categoria che sappia gestire queste situazioni in bilico.”

E lei se ne intende: la mente torna a quell’Inter-Empoli, che nel 2018/19 vi costò la retrocessione….

“Mi vengono ancora i brividi a ripensarci….fu una partita emozionante e un risultato difficile da accettare. Facemmo una grande prova contro una grande squadra, perdendo ma con orgoglio, e anche per quello ci fu rammarico. Rimane comunque una delle partite più importanti che ho giocato e ricorderò sempre il grande clima e entusiasmo che ci fecero sentire i tifosi in quel periodo, perché infuse fiducia anche in noi giocatori.”

Ha giustamente parlato dei tifosi, quanto è importante per un calciatore sentire il loro appoggio in queste situazioni?

“Moltissimo. Io penso che i tifosi azzurri siano esemplari, lo sono sempre stati. Sono venuto al Castellani a vedere la partita con l’Avellino e ho sentito un tifo incessante e caldissimo per tutta la partita, meritano solo applausi, soprattutto in una stagione dove hanno raccolto meno di quanto siano abituati.”

Peccato che a Monza non ci potranno essere….

“Non voglio entrare in merito a queste discussioni, ma non lo trovo corretto: l’Empoli si giocherà tanto del proprio futuro senza il sostegno dei suoi tifosi e potrebbero risentirne.”

Torniamo sulla squadra azzurra, come giudica l’annata di bomber Shpendi?

“Mi sono allenato con lui quando arrivò a Empoli, era un ragazzo molto promettente e dopo due anni di Serie B ha sicuramente fatto quell’esperienza che gli mancava. Si sbatte tanto per la squadra e ha il gol nelle sue corde: non è scontato segnare così tanto quando la tua squadra lotta per non retrocedere. Significa che i suoi gol sono stati pesanti.”

E invece Popov? Può essere lui il futuro dell’attacco azzurro?

“Ha avuto un impatto inaspettato, poi un normale calo nelle prestazioni: nelle ultime uscite l’ho visto troppo frettoloso, ha sbagliato un paio di gol, forse non è sereno di testa. Può crescere tanto, i mezzi li ha, ma attenzione a esaltare troppo i giovani che invece vanno gestiti e tutelati.”

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