Quattro su cinque, il cammino è ripreso. E la sconfitta interna col Pordenone, che poteva pesare come un macigno sulla fiducia generale, gettata definitivamente alle spalle. Questo è un Empoli che sa il fatto suo. Questo è un Empoli che sa soffrire. Nonostante abbiano dovuto imbastire per due volte la rimonta, gli azzurri non si sono scomposti. Hanno replicato con calma, cercando di ragionare e di non farsi prendere dalla frenesia. Certo, non tutto è oro quel che luccica. Ma questa vittoria è fondamentale per il prosieguo del cammino e per la consapevolezza, crescente, che ha la squadra.

Marino proponeva un discreto turn-over. Forzato quello in difesa, dove Sierralta e Nikolaou venivano confermati al centro vista l’indisponibilità di Romagnoli e Maietta. Più libero a centrocampo, dove rifiatavano Henderson e Ricci dando spazio al ritorno da titolari di Bandinelli e Stulac. In attacco si rivedeva Bajrami e veniva confermato Ciciretti, a scapito di Tutino, relegato per la prima volta in panchina. Scelte coraggiose, per certi versi, perché la squadra sembrava aver trovato una sua fisionomia. E mettere mano al giocattolo, talvolta, può essere pericoloso.

Dicevamo della partita. Da rivedere qualche lettura a centrocampo e alcune giocate difensive, soprattutto nel primo tempo. La facilità con cui Ravanelli e Parigini sono riusciti a segnare fa scattare un campanello d’allarme. Anche se poi, a dirla tutta, nel secondo la difesa ha retto bene l’urto della Cremonese, disperatamente protesa in avanti alla ricerca del pareggio. Da sottolineare come tutta la squadra abbia saputo soffrire nei momenti topici dell’incontro. Compattandosi e lasciando poco spazio alle velleità di una Cremonese combattiva ma confusa. Da sottolineare, poi, che per la prima volta l’Empoli ha vinto una gara esterna passando per primo in svantaggio. E si è sbloccato sui calci piazzati, permettendo finalmente a una suo difensore (nella fattispecie Sierralta) di segnare. Tutti aspetti positivi che è utile rimarcare.

Contro i grigiorossi la differenza l’hanno fatta i giocatori appartenenti alla “vecchia guardia”. Quelli che hanno vissuto tutta la stagione, compresi i periodi poco piacevoli sotto le gestioni Bucchi e Muzzi. A partire da Bandinelli, finalmente autore di una gara convincente, dopo un campionato che sembrava per lui in declino. Il centrocampista ha lottato con grande foga, tornando a essere importante nello scacchiere azzurro. E anche Mancuso che, responsabilizzato dalla fascia, ha saputo rendersi pericoloso in più di una occasione e più generalmente dimostrando di essere nel vivo del gioco.

Ma il vero simbolo di questo Empoli battagliero, profondamente cambiato rispetto al passato, è Nedim Bajrami. Lo svizzero lotta, corre, non si risparmia. E, come a Cittadella, segna il gol-vittoria con un contropiede perfetto. Lui sì che sembra rivitalizzato dal cambio in panchina: con l’arrivo di Marino ha trovato la sua collocazione e sta facendo vedere buoni numeri. Sarà un caso, ma l’unica gara senza di lui da titolare è combaciata con l’unica sconfitta della gestione-Marino.

Allo Zini l’Empoli ha dimostrato di essere concentrato e volitivo. Ma soprattutto, ed è forse questo l’aspetto più accattivante, di poter contare su una rosa che dà ampio affidamento, anche per quel che riguarda le cosiddette seconde linee. La cura Marino sta funzionando e questo è sotto gli occhi di tutti. Sembra esserci una linfa nuova nei giocatori azzurri. Una linfa che sembrava perduta fino a poco tempo fa e che ora, pur con la dovuta calma, può tornare a farci pensare positivo.

21 Commenti

  1. Vado controcorrente, ma il pareggio, come la partita contro il Pordenone, era il risultato più giusto.
    La musica è cambiata, te ne sei accorto Claudio? Rosa ampia e ben assortita.
    Giusto pensare a una partita per volta, ma questa rosa non è inferiore a quella del Benevento che affronteremo e batteremo al Castellani.

    • Non bisogna dimenticare che la Cremonese è in una posizione di classifica davvero critica e quindi nonostante tutto ha messo in campo tutto quello che aveva, ma alla fine a parte qualche tiro da fuori ( bravo comunque in un paio di occasioni Perucchini) la partita l’ha sempre avuta in mano l’Empoli che poi ha peccato di troppa sufficienza nel primo tempo e sbagliando alcuni contropiedi davvero in maniera banale nel secondo( e Frattesi ne sa qualcosa).L’occasione di Mancuso poi poteva chiudere la partita ben prima. Quindi Riccardo non capisco perché sarebbe stato più giusto il pareggio. Due goal beccati meritatamente per errori difensivi e bravura degli avversari, ma 3 goal strameritati dalla parte opposta. E di solito chi segna un goal in più vince o no?

      • Quanto al Benevento bisogna solo fargli i complimenti perché sono la squadra più forte del campionato e noi non possiamo assolutamente, anche dall’alto delle nostre 5 vittorie, pensare di essere forti come loro. Basta guardare i punti di vantaggio che hanno su di noi e non solo sulla seconda. Avessimo noi i suoi punti potremmo pure dirlo.

      • Dicevo che la vittoria è stata sofferta e alcune circostanze abbiamo saputo soffrire, ma la sofferenza c’è stata anche e soprattutto dopo i due gol loro.
        Poi questa squadra ha grandissime potenzialità e ancora siamo al 60%, basta essere al 90% ai play off e allora ci divertiamo.

  2. Ora ci vorrebbe qualche vittoria più “tranquilla”…a parte crotone le altre sono state belle, ma molto sofferte. Col Trapani potrebbe essere l’occasione per “faticare” meno.

  3. ….sinceramente io guardo solo, al momento, nell’ordine:
    – salvezza matematica;
    – al Benevento che non faccia più punti di noi di due anni fa (ma qui, se continua a questo ritmo, la vedo difficile);
    – gufare pesantemente il Pordenone, squadra che si fa ampiamente detestare, tra giocatori, allenatore e società; nulla contro i tifosi.

  4. Il Pordenone arriva sicuramente dopo di noi,non ci sono dubbi sono pronto a scommettere, però se il mister fà giocare titolare la squadra di ieri sera con la Cremonese,non garantisco nulla, anzi ho i miei dubbi se entreremo nei palj off,ma Marino non è uno sprovveduto quindi saprà portarci in alto, almeno lo spero e me lo auguro.

    • Ti ricordo che con Perugia e Pisa l’abbiamo vinta nel recupero. Anzi per essere più precisi col Perugia all’89’. La tua è una affermazione gratuita e, consentimi, da ignorante. Soprattutto al centrocampo, la partita di ieri ha dimostrato che non ci sono titolari.

  5. Vittoria importante e pesantissima a Cremona. Ci voleva per interrompere subito gli effetti negativi della sconfitta immeritata contro il Pordenone.

    Attenzione al Trapani. In settimana leggeremo le statistiche, ma a memoria mi sembra che non si sia mai vinto: 5 precedenti (2 in casa, 3 in trasferta) e 5 pareggi.
    Io do importanza alla statistica e alla tradizione perché nel calcio i numeri hanno la loro importanza: partita coi siciliano ad alto coefficiente di difficoltà… per assurdo, vedo più “semplice” la vittoria a Spezia.

    Avanti Azzurro 💙

  6. Certo il calcio a volte sa essere proprio strano…prima che arrivasse Marino abbiamo preso il migliore attaccante in assoluto che ci potesse essere per la serie B…La Mantia…l’abbiamo aspettato e osannato sperando che fosse la nostra salvezza…Non per niente la società fra cartellino e stipendio ha investito su di lui quasi 10 milioni di euro…poi è arrivato Marino e il suo 4-3-3 con gli esterni molto larghi…ed ecco che con questo tipo di gioco La Mantia non ci incastra proprio niente…ormai è chiaro che è un pesce fuor d’acqua…sta facendo la stessa fine di Mancuso quando giocava con La Gumina…ora è questo il nostro paradossale “grosso problema” perché per la società deve giocare altrimenti il giocatore perde tutto il suo valore ma nel tipo di gioco di Marino purtroppo non ci azzecca niente…da Salvatore della patria a problema da gestire!

    • Secondo me possiamo anche giocare con Mancuso e La Mantia dal 1º minuto, abbiamo diverse alternative e i 4 davanti non sempre sono al massimo contemporaneamente.

  7. Un dolce, problema. L’acquisto e la concorrenza di La Mantia, ha svegliato Mancuso. Mancuso che può arrivare a 15 gol. 15 gol lui e 5 La Mantia.

  8. Qui dice bene Claudio.Averne di questi problemi! E poi La Mantia Mancuso possono benissimo giocare insieme,in un 442 con Tutino a sinistra e Bajrami a destra oppure in un 4312 con trequartista Ciciretti o chi volete.Meglio avere abbondanza che carestia.

  9. Infatti io ho detto nel 4-3-3 di Marino…con altri moduli sicuramente farebbe bene…il meglio credo lo possa esprimere in un 4-3-1-2….ma da quello che ho capito sembra che Marino abbia intenzione di proseguire sulla sua strada…sarà anche un “dolce problema” ma un po’ caruccio!…( quello che ha fatto rinascere Mancuso non è la concorrenza di La Mantia ma il cambio di modulo)

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