A cura di Claudio “Freccia”

Gruppi/compagnie esistenti: Forever Ultras 1974-URB, Freak Boys, Mods (ufficialmente sciolti nel 2012 non appendono più lo stendardo storico ma l’anima dei Mods c’è sempre sulla balconata centrale, accanto al “Settore Ostile” e per anni alla “Beata Gioventù”, gruppo autosciolto nel 2016, ma che potrebbe rientrare, che ne rappresentava un po’ la nuova guardia; nel tempo hanno modificato molte volte lo striscione, riuscendo sempre a farne di bellissimi), Vecchia Guardia, Noi di Bologna, Settore Ostile (nasce da una costola dei “Forever Ultras” per volere di 4 ragazzi che non condividevano a pieno le idee dei vecchi del gruppo. Sostanzialmente lo strappo avviene per la diversa visione sulla Tessera, a 20 anni non vogliono fare gli ultras da divano ma andare in trasferta. Inizialmente l’intenzione è quella di stare da parte, si posizionano nella parte bassa della curva sotto la balaustra centrale; ben presto vengono notati dagli esponenti più caldi della “Beata Gioventù e, dopo un po’ di diffidenza vengono accettati. 6-7 mesi e arrivano a condividere la balaustra centrale con la Beata Gioventù), Sorvegliati # Speciali (pezza che in trasferta riunisce i gruppi “Settore Ostile”, “Mai Domi”, Sgp ‘99”, “Bologna Estrema”, “1909”), C.T.B. (ControTendenza Bologna, nascono nel dicembre 2004), Mai Domi , Bologna Commandos, Quei Ragazzi, Quei Ragazzi 40139 Mazzini, Turist Group, Bucce 2002 Bologna (ex “Bucce Diverse”) Capottati, Fedelissimi 2003, Bologna Gruppo Fattanza, Zona 1999-Stile di vita, S.G.P.1999 (San Giovanni in Persiceto), Q.re Saffi, Prima Fila Gold, Felsinei-Memento Audere Semper, Four Cats, Imola 1987, Old School, 1909, 5° Gradino, Budrio Rossoblù, 22020, Gruppo Croce, Quartiere Santo Stefano, Sole Rossoblù per Sergio…, Sala Gessi-very busy Group, Zola Ignuranta, Official Smokers Bologna, Bologna Estrema, Bella Ragaz Group Cspt, BLQ On Tour, Old Fans, Finchè non ci portano via, Banda Boccassa, Le Boccassine Tipette Scomode, Formentera Rossoblù, Eterna Follia, Original Ultras.  

Settore: Curva “Andrea Costa-Giacomo Bulgarelli” (Nord)

Gemellaggi/Amicizie: –Nocerina: rapporto stabilito di recente. Numerose le visite dei nocerini a Bologna. Quando morì “Umba”, leader rossoblù, i nocerini appesero per le strade lo striscione “Onore a te vecchio cuore rossoblù, ciao Scifo” (veniva chiamato anche così). In Bologna-Siena 12/13 esposto lo striscione “Onore a te Casimiro vero molosso ultrà in eterno”, per ricordare uno dei massimi leader della curva nocerina prematuramente scomparso. Gli “E.A.M.” (Estranei Alla Massa) Nocera erano presenti alla festa del primo anno della Beata Gioventù-Settore Ostile. Un loro striscioncino è presente spesso nel settore centrale della “Beata Gioventù”, ad esempio in Bologna-Milan e Bologna-Livorno 13/14. A Reggio Emilia col Sassuolo, nel 13/14, esposto lo striscione “Ciao Guido fratello molosso”, ultrà nocerino purtroppo scomparso. In occasione di Bologna-Inter 13/14 esposti gli striscioni “10-11-13 Salerno: il fallimento del vostro calcio moderno”, “Rispetto per Nocera”, riferiti al divieto di trasferta inflitto ai nocerini, nonostante avessero avuto tutti la tessera del tifoso, a Salerno. La gara si giocò senza nocerini, con la pantomima dei giocatori della Nocerina che si fingevano infortunati. La Nocerina poi fu esclusa da tutti i campionati ed a pagare sono stati più che altro i tifosi. In Bologna-Udinese 13/14 la “Beata Gioventù” e il “Settore Ostile” rimasero in silenzio fino al 20° come segno di solidarietà e vicinanza ai loro fratelli di Nocera. Esposti a proposito striscioni quali “Un’altra farsa della Lega, solidali con Nocera”, “Una vostra porcheria non cancellerà mai una grande tifoseria, onore a Nocera”, “Il vero reato è difendere questo calcio malato…solidarietà ai nocerini”. In Bologna-Pescara, Serie B 14/15, esposta la scritta “Noi: sempre al fianco dei fratelli molossi”. A Frosinone, stesso anno, esposta la frase “Un molosso non muore mai, Dario vive”. Nocerini presenti anche a Frosinone nel 14/15, dove fu esposto lo striscione “In curva e nella vita la nostra amicizia sarà infinita”, e nella finale Playoff col Pescara, sempre 14/15, sia all’andata che al ritorno. –Siena: gemellaggio abbastanza recente. Nel 2008/09 alcune rappresentative si sono incontrate prima della partita per un incontro amichevole e successivo pranzo presso la sede del “Club Fedelissimi Siena”. Durante la gara, però, le due curve s’ignorano, anche per rimarcare la non ufficialità dei rapporti. L’amicizia venne suggellata nel 2012/13 prima della gara in Piazza del Campo tra gli ultras senesi e i ragazzi di “Beata Gioventù”, ed inoltre i senesi fecero trovare, nei pressi dell’ingresso del settore ospiti, lo striscione “Salutiamo Bologna e i suoi ultras!”, firmato “Vecchi Ultras” Siena. Prima della gara Bologna-Siena 12/13 rinsaldata l’amicizia tra “Beata Gioventù”, compresi i sottogruppi, e “Vecchi Ultras Siena”, con una bella bevuta tutti insieme e foto di gruppo. “Vecchi Ultras” che non potevano mancare alla festa del primo anno della Beata Gioventù-Settore Ostile e sono stati presenti anche alla seconda e alla terza, svoltasi nel 2015. “Vecchi Ultrà” spesso presenti a Bologna con tanto di striscioncino, ad esempio in Bologna-Verona, Sassuolo-Modena e a Firenze 13/14. –Avellino: rapporto nato quando il Bologna, nel 2014 era a un passo dal tracollo, dal fallimento durante la scellerata gestione di Guaraldi. Venne organizzata una manifestazione a Zola Predosa (BO), a cui parteciparono in 3mila persone, forse più, il 22 marzo 2014. Prima della manifestazione, a sorpresa, ai bolognesi si presentarono alcuni ultras dell’Avellino, che erano venuti spontaneamente. Le due parti si piacquero subito, un’empatia forte, fortissima. Fu apprezzata, e non poco, la loro vicinanza. Nel campionato di B 15/16, prima del match, 25 bolognesi raccolsero l’invito degli ultras avellinesi di incontrarsi davanti ad un bar vicino lo stadio. Per una buona mezz’oretta si discusse di problematiche ultras, condividendone problemi, cercando di trovare idee sulle soluzioni, prima di dare il via alla festa: c’era tanta roba da mangiare e da bere che i bolognesi pensarono ad un certo punto di esser stati invitati a un matrimonio, più che una partita di calcio, che il Bologna perse 1-0, ma, nei primi minuti del match si levò un coro dalla curva sud: “Rispettiamo chi ci rispetta”, un segnale forte e chiaro nei confronti dei bolognesi, che, per il derby con la Salernitana furono invitati in curva Sud. In 15 raccolsero l’invito. Il rapporto quindi in poco tempo si è consolidato e, probabilmente va oltre il mondo ultras. In Bologna-Avellino 14/15, dedicano agli irpini lo striscione “31.03.15: ultras arrestati per reati inventati”. Una delegazione di “Curva Sud Avellino” ha partecipato alla 3^ festa della “Beata Gioventù” nel luglio 2015. La curva avellinese ha dedicato lo striscione “Vittoria legale e vittoria che vi fa male, bentornati ragazzi del Settore Ostile”, ai ragazzi diffidati a Catania nel dicembre ’14.  Svariate le reciproche visite negli anni. –Ravenna: gemellaggio solido risalente agli anni ’80, l’unico in Emilia-Romagna fino a poco tempo fa. Il gemellaggio, pur rispettato da tutta la curva, è portato avanti da “Forever Ultras” e “Freak Boys”. Diverse le visite reciproche. Ad esempio ravennati a Rimini 06/07, con l’Atalanta in casa 08/09, in Bologna-Juve 11/12 e, con la pezza “U.R.’94”, nella finale Playoff col Pescara del 2015, oltreché in Bologna-Inter 15/16. Bolognesi a Ravenna nell’aprile ’17 per Ravenna-Delta Rovigo e a marzo col Lentigione. Bolognesi in Ravenna-Modena 17/18, pezza bolognese in Ravenna-Rimini 18/19. In Bologna-Atalanta 18/19 esposta scritta “Vicini agli Ultras Ravenna ’94: ciao Muffa”. –Bochum: bella amicizia quella coi tedeschi che inizia nel 1999, portata avanti dai “Forever Ultras”. I tedeschi erano presenti, con tanto di pezze, in Bologna-Chievo 12/13 e in altre occasioni, quindi numerose le visite reciproche, come quelle dei bolognesi ai primi di marzo 2017, nel dicembre 2015 in Monaco 1860-Bochum all’Allianz Arena di Monaco e nell’estate 2015 in Bochum-Duisburg.  Ricordato dai Forever con uno striscione in tedesco il 15° anniversario dell’amicizia nel settembre 2014. I tedeschi esposero nel 2011 in Germania la scritta “La tessera non facciamo in trasferta emigriamo” e nel 2014 “Auguri di 40 anni Forever Ultras”. Bolognesi in terra tedesca per Bochum-Fortuna Düsseldorf 16/17. In Bologna-Benevento 17/18 visita degli Ultras Bochum 1999 con tanto di striscione in tedesco contro il calcio moderno. –Crotone: amicizia nata da poco portata avanti dai gruppi di destra. In Bologna-Roma dell’aprile 2017, esposto lo striscione “Ciao Scaldino amico crotonese”. –Viareggio: buoni rapporti, dedicato a un amico viareggino prematuramente scomparso lo striscione “Ciao Lele”. Esposto nel 2016 lo striscione “29-06-09 solidali con Viareggio”, per ricordare lo scoppio del treno che causò per cause fortuite un incendio vicino alla stazione di Viareggio, che costò la vita a 32 persone. “Forever Ultras” e “Freak Boys” hanno partecipato negli ultimi anni al “Torneo di Viareggio” di calcetto in memoria di Lele e Nicola. Vicini ai viareggini per la mattanza subita a un autogrill in provincia di Imperia, in cui hanno picchiato selvaggiamente un ragazzo disabile privo di una gamba. Buoni rapporti, comunque distesi, con Carpi: i “Guidati dal Lambrusco” parteciparono al torneo della curva nel maggio ’16. La “Vecchia Guardia” intrattiene rapporti d’amicizia con un gruppo ultrà di Palermo.

Ex-gemellaggi/amicizie: –Milan: rapporto che era bellissimo, uno dei più sentiti dalle due curve, nato intorno al 1976, quindi uno dei più vecchi mai nati tra tifoserie italiane. Si poggiava su basi solide, d’amore e fratellanza. Infatti milanisti e bolognesi festeggiarono insieme il decimo scudetto del Milan a San Siro, nel 1978/79, quello della “stella”, e dopo qualche anno di distacco forzato, dovuto alle sorti delle squadre, l’amicizia si manifestò nuovamente nei suoi aspetti più genuini. I bolognesi dettero il loro apporto ai milanisti nella finale di Coppa dei Campioni (1-0) contro il Benfica, festeggiando molto allegramente la vittoria insieme. Dopo il caso di Ivan Dall’Oglio, coinvolto dallo scoppio di una bomba incendiaria lanciata dai fiorentini, quando al “Dall’Ara” ci fu Bologna-Milan, i rossoneri dimostrarono tutta la loro solidarietà, esponendo diversi striscioni inerenti al fatto, che commossero sinceramente i bolognesi. Le due tifoserie erano particolarmente vicine, in sintonia. Ma tutto cambia dopo la tragedia di Claudio Vincenzo Spagnolo, accoltellato a morte il 29 gennaio 1995, da un nucleo delle “Brigate Rossonere 2” del Milan, in particolare da Simone Barbaglia, infatti, durante la gara di C1 Bologna-Monza 94/95, apparve in curva bolognese lo striscione “Milanisti infami, voi e i genoani”, targato “Mods”, riproposto poi in Bologna-Milan del 22 settembre ’96, mise in imbarazzo i “Forever Ultras”. L’esposizione di tale striscione rompe definitivamente il bel gemellaggio. Rimase però l’amicizia tra “Fossa dei Leoni” Milan e “Forever Ultras”, che nella gara di Coppa Italia 95/96 a Bologna esposero la scritta “URB saluta FdL”, che toccò i “Mods”, i quali iniziarono a battibeccare coi milanisti, contribuendo ad inasprire il dualismo Forever Ultras-Mods. In Bologna-Milan 1996/97 i milanisti risposero con due striscioni: “Mods canta che ti passa” e “Ma Ora Dicesi Spioni”, il cui acrostico è appunto “Mods”, riferito al fatto della spiata dei bolognesi nei confronti dei romanisti nel caso degli otto extracomunitari aggrediti dopo la festa-promozione. La rivalità tra “Fossa dei Leoni” e “Mods”, due concezioni molto lontane, ha sempre creato una spina nel fianco al gemellaggio. –Roma: anche coi romanisti il rapporto era particolarmente sentito, appariva un legame in grado di resistere a tutti quelli screzi che hanno causato la rottura di tanti gemellaggi. Era molto forte il rapporto che legava i “Mods” ai gruppi romanisti, in particolare “Opposta Fazione” e “Boys”. Nell’89 striscione “Boys” Roma in curva “Costa” sopra lo striscione “Mods” Bologna. Il gemellaggio venne rotto definitivamente da “Opposta Fazione” in Roma-Bologna del marzo ’97, quando il gruppo in questione esponeva improvvisamente due scritte offensive, una delle quali recitava “Fieri di non essere bolognesi”, inoltre prima della gara, in Nord bruciarono una sciarpa rossoblù, cantando cori anti-Bologna tra lo sconcerto generale. Il tutto perché dopo la gara in cui venne festeggiata la promozione in Serie A, Bologna-Chievo del 2 giugno 1996, di notte una ventina di persone, appartenenti ai “Mods”, ma mescolati anche ragazzi di “Opposta Fazione Roma”, scatenò nelle vie del centro la caccia al nero, al grido “sporco negro tornatene a casa. Furono rincorsi e sprangati a sangue otto extracomunitari e ad uno di questi, quando era già per terra tramortito dai colpi, venne vigliaccamente accoltellato alla schiena, perforandogli un rene.. Dopo una ventina di giorni vengono fermati 11 tra appartenenti e simpatizzanti dei “Mods”, accusati di tentato omicidio e lesioni. Le indagini della Digos emiliana arrivano fino a Roma, portando dietro la sbarra quattro esponenti di “Opposta Fazione”, gruppo ultrà della Roma di stampo neofascista, arrestati e condotti nel carcere di Regina Coeli. La verità è che si è trattata di una spiata nei confronti del travagliato gruppo romano, un vero e proprio caso di spionaggio-ultrà, cosa che i romanisti non hanno mai perdonato, visto che da all’ora non hanno mai perso l’occasione per infamare i bolognesi, accusati di essere infami e spie. –Pescara: vecchio rapporto risalente alla fine degli anni ’70, difatti a Bologna il Pescara aveva giocato, e vinto 2-0, uno spareggio storico per la Serie A, col Monza, nel 1978/79. Striscione “Bad Boys Pescara” esposto ai tempi dell’amicizia ai piedi della curva “A.Costa”. –Napoli: bella amicizia allacciata alla fine degli anni 70, ai tempi in cui Gennaro Montuori, detto “Palummella”, era a capo della tifoseria partenopea. Nell’88/89 giri di campo con bandieroni al “Dall’Ara”, poi l’amicizia si affievolisce, negli anni a seguire le due squadre si sono incontrate poche volte e la Curva A napoletana non era favorevole al gemellaggio. Napoli, Bologna e Milan formavano negli anni 80 il triangolo dell’amicizia. –Udinese: rapporto risalente al 1980, allacciato con le allora neonate “Black & White Supporters” Udine, poi cementato con visite reciproche e sbandierate in campo, deteriorato nel tempo per alcune incomprensioni. Gli “Imbariegh” Bologna erano storicamente gemellati coi “North Boys” Udine. Il gemellaggio poggiava su basi solide. Nel 91/92 vennero disputate due partite tra ultras e fatti giri di campo coi bandieroni, sia a Udine che a Bologna. I bolognesi, in quell’anno, furono al fianco degli udinesi a Modena, a Udine sempre con il Modena e a Ancona, nonché nel 92/93 a Parma. I bolognesi erano amici dei padovani, che erano nemici degli udinesi e la curva bolognese era di sinistra, mentre quella di Udine di destra, anche se il gemellaggio vero e proprio gli udinesi l’avevano coi “Mods” gruppo di destra. Nel 1997/98 giri di campo coi bandieroni per le due tifoserie, legate all’epoca da un forte gemellaggio, a Bologna e a Udine. Poi dal gemellaggio siamo passati a una normale rivalità. –Taranto: rapporti allacciati col Bologna in Serie B nei primi anni 80. –Ancona: rapporto allacciato ai tempi della C1 83/84, era una bella amicizia, anche sentita, sfaldatasi per futili motivi. Infatti in Bologna-Ancona del 7 giugno ’92, penultima giornata del campionato cadetto, i marchigiani festeggiarono la matematica promozione in Serie A, cosa che dette fastidio ad alcuni bolognesi. Il gemellaggio non fu rinnovato coi consueti giri di campo, ma, almeno all’inizio, non ci furono cori offensivi. Nella ripresa, i Mods si misero a cantare cori anti-Ancona, scatenando la reazione degli ospiti, tutto questo probabilmente perché i festeggiamenti degli anconetani, saliti a Bologna in ben 12mila, davano invidia e fastidio. Quello fu il canto del cigno del gemellaggio, coi bolognesi che non trovarono di meglio che malmenare due ragazzini capitati per sbaglio nella loro curva e danneggiare qualche auto prima della partita, mentre gli anconetani, in occasione della gara d’andata, in rispetto della vecchia amicizia che perdurava da più di dieci anni, li trattarono benissimo. –Sambenedettese: allacciata nei primi anni della B, pressappoco ai primi anni ’80. –Carrarese: allacciata ai tempi della prima C1 83/84. –Sanremese: amicizia anch’essa riguardante pressappoco l’anno della prima C1. –Barletta, –Lucchese: rapporti risalenti ai primi anni ’80, quelli difficili della prima B e della prima C1. Il gemellaggio coi lucchesi, in chiave anche anti-Pisa, era molto sentito, tanto che si organizzavano tra le due tifoserie, all’inizio degli anni 90, partite vere e proprie, con tanto di arbitro, coreografie e striscioni, all’insegna della fratellanza e dell’amicizia. Nel 92/93 si giocò in un campo sportivo incastrato nel suggestivo scenario delle Mura di Lucca, tra “Panthers Front Lucca” e “Forever Ultras Bologna”, gruppi direttamente gemellati. Numerosi a quei tempi anche i giri di campo coi bandieroni; una volta venne fatto con la scritta “Bo=Lu – binomio d.o.c.”. –Pisa: una delle primissime amicizie allacciate, logorata col tempo per incomprensione da parte bolognese, che presero ai pisani lo striscione “Angeli della Nord”. –Genoa: primordiale gemellaggio risalente agli anni 70, deteriorato col tempo. Si sciolse all’inizio degli anni 90, nonostante la buona volontà dei ragazzi di allora, soprattutto della “Fossa dei Grifoni” Genoa, che durante la settimana prima di Bologna-Genoa 89/90 aveva chiesto e ottenuto di aumentare il prezzo del biglietto di 1000 £., da devolvere a Ivan Dall’Oglio, il ragazzo 14enne bolognese ustionato dalla molotov dai fiorentini a Rifredi nell’89, in segno di solidarietà. La tragedia di Spagnolo del gennaio 1995 e il relativo famoso striscione bolognese “Milanisti infami, voi e i genoani”, rompe definitivamente tutti i ponti, anche se già negli anni 80 c’erano stati degli screzi. Padova: vecchia sentita amicizia, risalente intorno agli anni ’80. –Cesena: una delle primissime amicizie, risalente agli anni 70, era stata allacciata, udite, udite, coi cesenati, poi logorata nel tempo per ovvi motivi di campanile. –Reggiana: primordiale amicizia anch’essa, rotta perché esposero un simbolo politico in curva bolognese. –Centese: amicizia vecchissima, datata anni ’70. In un Centese-Spal di C1 88/89 vi era una folta rappresentanza di supporters bolognesi, con striscione “Mods”.

Rivalità: –Cesena: rivalità fortissima, odio viscerale, acerrimo, che va oltre la semplice rivalità calcistica, tra Cesena che rappresenta la Romagna, e Bologna che rappresenta l’Emilia. La rivalità monta soprattutto verso fine degli anni 80. Striscione “Ultras” Cesena rubato, mostrato nel 1985/86, accompagnato dalla scritta “Cesena trema siamo tornati!” Nell’87 il derby col Bologna fu una battaglia senza esclusione di colpi. Gli “SRB” (Supporters Rosso Blu) hanno sottratto ai romagnoli lo striscione “Skins Cesena”. In un’altra circostanza sono entrati in curva cesenate. Cesenati che hanno rubato ai bolognesi, e esposto contro di loro negli anni 90, lo striscione “North Commandos”. Nel 1996/97 i cesenati esposero la scritta “Ravenna e Bologna: 2 città un’unica merda”. Furibondi incidenti nel ’96 in Cesena-Bologna: 8 tifosi del Cesena un anno dopo vennero rinviati a giudizio come responsabili dei disordini, uno dei quali accusato di tentato omicidio. Violenta rissa tra gruppi delle due tifoserie sulla provinciale “Bollana” che collega la riviera a Cesena; denunce e qualche ferito. In Bologna-Genoa 12/13 esposta una pezza (“Ultras”) rubata ai cesenati. Rubati inoltre ai cesenati nel tempo gli striscioni “I Ragazzi del Curvone”, “Collettivo Bianconero” e la pezza “Villalta”. –Juventus: vecchia rivalità, intrisa di odio per il potere juventino. Tre ultras rossoblù vennero denunciati perché avrebbero aggredito tifosi juventini a Bologna nell’aprile ’97. Ma tutto l’ambiente rossoblù era antijuventino al massimo: oltre allo striscione “Juventini di Bologna siete una vergogna”, un altro invitava la società juventina a non prendere neppure in considerazione la possibilità di andare a giocare a Bologna l’anno dopo, poi disegnato il volto sorridente di Lippi, mister della Juve d’allora, col il volto sorridente e accanto una bomba. Esposto inoltre lo striscione rubato “Palermo Bianconera”. Insomma, davvero un ambiente ostile. In Juve-Bologna 10/11, nell’intervallo, viene lanciata una bomba carta tra i bolognesi dalla Nord juventina e di lì a poco inizia un lancio di oggetti tra torce, bomboni e seggiolini fra le due fazioni, finchè i felsinei cercheranno di uscire dal settore ma saranno trattenuti dalle guardie, mentra la Nord bianconera si presenta ad attenderli nell’antistadio per poi essere allontanata ad inizio secondo tempo. Arrestato un bolognese che, salito a festeggiare il raddoppio di Di Vaio sulla vetrata, andrà a cadere in campo, cercando poi di ritornare nel settore, ma la Digos lo porterà via di peso con il tentativo di sfondamento da parte dei bolognesi e il ritiro delle pezze, mentre una parte della Nord juventina fischierà la scena facendo anche partire alcuni cori contro la polizia. Dopo Bologna-Juve 11/12 due tentativi d’assalto dei bolognesi, tra torce, sassi e bottiglie verso i pullman bianconeri in transito, ma la reazione “gobba” è pronta, scendono dai mezzi e caricano a loro volta i felsinei tra cinghiate e bastoni per le vie limitrofe e, in un secondo momento, verso una ventina di bolognesi davanti ad un bar. In Bologna-Juve 12/13 viene esposta una pezza sottratta ai bianconeri prima della gara. In Bologna-Juve 15/16 da segnalare un contatto tra alcuni bolognesi e un gruppetto di juventini, spintosi con troppa leggerezza alla “Bocciofila”. Rubati nel tempo anche gli striscioni “Drughi Fano”, “Drughi sezione Romagna” e “Supporters Bianconeri”. –Fiorentina: antichissimo odio, acerrimo, la prima grande rivalità. Già nel 1977 successe un pandemonio, poco ricordato;  il cosiddetto “Derby dell’Appennino” è stato sempre molto sentito nei decenni scorsi, anche se ultimamente l’odio si sta stemperando. Quando si parla di odio acceso tra le due tifoserie non si può non pensare alla bomba molotov lanciata da quattro ragazzi fiorentini dell’Alcool Campi, contro il convoglio dei bolognesi, ai primi di giugno del 1989, prima di Fiorentina-Bologna, a Rifredi, frazione di Firenze, che provocò gravissime ustioni al 14enne bolognese Ivan Dall’Oglio. Gli autori del fattaccio vennero arrestati e processati. I bolognesi, una volta scesi dal treno, devastarono per ore un intero quartiere di Firenze. Nella Coppa Italia 1996/97, dopo tanto tempo, le due fazioni attendevano d’incontrarsi e puntualmente avvennero disordini. A Bologna la gara è caratterizzata dalla “polemica dei razzi”: tutto fila liscio, fuori dallo stadio, mentre al momento del gol gli ultras viola sparano razzi sui tifosi rossoblù della “San Luca”, accanto a loro. La polemica la fa il presidente del Bologna Gazzoni, alzando i toni. La voce grossa del presidente mette in moto un programma di controllo repressivo da tempi di guerra fredda: “Al ritorno non deve passare neanche uno spillo, i controlli devono essere capillari, senza scrupoli”. In questo clima, a Firenze sono scattate una miriade di denunce (40) tra bolognesi e fiorentini, di cui otto per porto d’armi e detenzione di oggetti atti ad offendere e tondini di ferro e le altre quasi tutte per danneggiamenti a mezzi pubblici. Esposto in Bologna-Fiorentina 88/89 lo striscione “Karika Vikingo” dei fiorentini dai Mods. Incidenti in curva in Fiorentina-Bologna 88/89. Rubato inoltre “Viola Club Trento”. –Milan: dal gemellaggio alla rivalità il passo è breve (vedi sezione “Ex-gemellaggi/rivalità”). Vecchi conti in sospeso dopo la rottura dell’amicizia, nel 96/97 portano a una carica dei milanisti al corteo dei bolognesi. Accesi scontri tra le due tifoserie. Cinque attivisti della “Fossa dei Leoni” Milan sono stati diffidati. Scintille per Milan-Roma 98/99 prima della partita, tre gli arresti. In Bologna-Milan del dicembre 2011 spuntano in curva due striscioni milanisti rubati. Domenica da incubo per una coppia di fidanzati milanisti che avevano sbagliato curva: aggrediti, minacciati e picchiati sono finiti al Pronto Soccorso: è successo in curva “Costa” il 29 aprile ’18. –Torino: finisce in mano degli ultras del Toro lo striscione “Forever Ultras”, che, rifatto, ricompare nella stagione 82/83. Il primo striscione fu rubato all’uscita dallo stadio dopo un Torino-Bologna. Erano in pochi i bolognesi, inseguirono subito i granata, ma non ci fu niente da fare. In Torino-Bologna del 31 marzo 2002 scontri tra torinisti e bolognesi che lasciarono il segno sugli “Ultras Granata”: 15 diffidati, ma soprattutto il dramma di un capo-ultrà degli U.G., 34 anni, che è stato colpito da una bomba artigianale lanciata dai bolognesi, e che nel tentativo di rilanciarla indietro, ha perso una mano. Grattato lo striscione “Fedelissimi Viterbo”, esposto in Bologna-Torino 90/91, oltre a “Torino Club Rimini” e altre pezze granata. –Brescia: vecchio, storico odio. I “Supporters” hanno rubato ai bresciani lo striscione “Ultras Brescia”, sul finire degli anni 80, e in un’altra circostanza gli sono entrati in curva. In Brescia-Bologna 95/96 tafferugli tra bresciani e forze dell’ordine per un lancio di un razzo diretto contro la curva bresciana, partito dal settore bolognese; quattro i feriti. Rubato anche lo striscione “Curva Sconvolta”. Il 26 aprile ’98 incidenti tra le due tifoserie ebbero una coda giudiziaria. Cinque dei sette ultras bresciani imputati furono condannati ad un anno e tre mesi con la condizionale, più il Daspo. Nel maggio 2013 i bolognesi dedicarono ai bresciani, che stavano attraversando un periodo grigio, lo striscione “Oltre ogni rivalità vicini alla Brescia ultrà”-Verona: odio risalente agli albori del tifo organizzato, anche per i diversi ideali politici. Nel ’77 fu una vera guerra quella instaurata con loro. Molti bolognesi erano impegnati politicamente nella sinistra, a Verona venivano coinvolti anche quelli di “Lotta Continua”, dato che loro con i manifesti e provocazioni ben definite, i veronesi attaccavano con il “Fronte della Gioventù”. Scaramucce prima di Bologna-Verona 1996/97, zona Bocciofila, prima della gara (tra F.U. e ex-Brigate Gialloblù la rivalità era molto accesa, anche per motivi politici, almeno a quei tempi). Incidenti tra veronesi e rossoblù anche nel 97/98 e nel 2013/14 a Verona, con l’arresto, dopo indagini della Digos, di due tifosi appartenenti ai “Forever Ultras”. Tafferugli in Bologna-Verona dell’ottobre 2013, soprattutto tra veronesi e forze dell’ordine, prima del match, iniziato con 20 minuti di ritardo per il ritardo dei pullman delle due squadre. Quando sono arrivati i bolognesi, il servizio d’ordine ha evitato cercato di evitare gli scontri, ma solo parzialmente c’è riuscito, infatti tre tifosi del Verona sono rimasti feriti in un contatto coi sostenitori rossoblù; uno di loro ha ricevuto una coltellata ad un braccio, un altro una bottigliata in testa, ma si parla anche di feriti tra le fila rossoblù. Ultimamente, nel 2015, però il gruppo “Brescia 1911” ha partecipato ai festeggiamenti per i 40 anni dei “Forever Ultras”. –Napoli: dopo un bel gemellaggio, prende inizio una fiera rivalità. A Napoli un ultrà bolognese di 27 anni, nel 1996, insieme ad altri tre, venne aggredito da un gruppetto di ultras napoletani, tra la stazione e la curva B, con catene restando ferito alla testa. Altri due bolognesi, provenienti dal Meridione, dopo la partita sono stati accoltellati al sedere senza nessuna spiegazione. L’amicizia si è rotta fino a degenerare, nell’anno del secondo scudetto del Napoli (1989/90) quando oltre 30mila supporters napoletani arrivarono a Bologna e molti, non trovando biglietti, assalirono i tifosi bolognesi per procurarsi un abbonamento, comportamento che i “Forever Ultras”, e tutta la tifoseria rossoblù, censurò, dichiarando la fine dell’amicizia. Scontri prima e dopo Bologna-Napoli 96/97, otto napoletani rimasti contusi, due tifosi rossoblù e quattro campani denunciati. C’è da dire che i bolognesi erano stati colpiti da un lutto, la scomparsa del tifoso Fabio Gaiani, il 7 marzo ’97, per il quale ci fu l’ignobile mercificazione dell’episodio sulle pagine del quotidiano “Il Resto del Carlino”, dove la figura di “Gaio” non veniva ricordata per ciò che era, un ragazzo di 27 anni che amava il Bologna e la sua curva, ma lo liquidava, per vendere qualche copia in più, come un teppistello, innervosendo l’attesa. Va poi aggiunta la rivalità tra le opposte tifoserie e il vivo ricordo della trasferta di Firenze, dove gli ultrà rossoblù furono vittima di un’ingiustificata aggressione da parte delle forze dell’ordine, non riportata dai mezzi d’informazione. Detto ciò, poco prima di Bologna-Napoli si segnalano tifosi partenopei sotto la “Costa”, con immediata reazione, un nutrito gruppo di bolognesi accalcati nello stadio che esce per farsi giustizia e la polizia che argina la carica facendo cordone, ma della quale fanno le spese alcuni napoletani. La curva si presenta in modo sobrio all’ingresso delle squadre, esponendo lo striscione “L’avete già giudicato un delinquente, per noi è Gaio, sempre presente”. Le due fazioni si beccano in continuazione. Un altro striscione inequivocabile nell’intervallo: “Stefano Biondi, Bologna è piccola…”, il giornalista autore del citato articolo. Anche fuori dopo la gara incidenti tra le opposte tifoserie. Scritta “Sarà un piacere quando il Vesuvio farà il suo dovere” esposta in Bologna-Napoli 13/14. Striscioni e cori offensivi di quella partita, seguiti ai fischi alla canzone trasmessa allo stadio “Caruso” di Lucio Dalla, bolognese che canta questa canzone in dialetto napoletano, che portano alle dimissioni del presidente onorario Gianni Morandi, grande amico di Dalla, che parlerà di “maleducazione deficiente” –Roma: dopo la fine del gemellaggio (vedi sezione “Ex-gemellaggi/rivalità), incidenti sono scoppiati al termine di Bologna-Roma 97/98, tra gli ex-gemellati gruppi “Mods” e “Opposta Fazione Roma”. In Bologna-Roma, 8^ giornata 98/99, i conti aperti tra “Mods” e “Opposta Fazione” portano a un accoltellamento alla schiena di un tifoso bolognese di 32 anni e a un tifoso romanista gravemente ferito. Poi dopo la partita un Ducato da 9 posti viene accerchiato da un gruppo di ultras rossoblù a viso coperto, prendendo a sassi il veicolo e, prima di fuggire, introducono un candelotto, col Ducato che prende fuoco. Identificato l’autore dell’accoltellamento, oltre a una 60ina di tifosi romanisti e bolognesi. Le indagini ebbero un ulteriore sviluppo giudiziario: 23 ultras (18 della Roma, gli altri del Bologna) furono denunciati dalla Digos di Bologna in seguito alle risse che hanno preceduto la gara, all’accoltellamento di un bolognese e al pulmino di romanisti incendiato a fine partita. Nuovi incidenti in Bologna-Roma 2000/01, neanche tanto leggeri. Nel giorno di dolore per la morte di Niccolò Galli, a 17 anni, figlio del dirigente Giovanni Galli, ex portiere anche della Nazionale, in un incidente stradale, i romanisti si sono permessi di spadroneggiare, lanciando di tutto e entrando in molti senza biglietto. Tre di loro accoltellati alle gambe, diverse auto distrutte, un romanista in coma, spinto giù dalle scale da un poliziotto (almeno secondo testimoni). Poi se ne sono andati in giro per la città come fossero a casa loro, pur sapendo che i tempi del gemellaggio sono finiti e che la rivalità è veramente accesa. Identificati 144 tifosi della Roma. Le vecchie ruggini riemergono nel 2003 (e non solo): “Meglio Sky che spy” scrivono i romanisti (“Sky” era lo sponsor del Bologna). La curva “Costa” risponde con “Il vostro motto è bolognese spia, il vostro gemellaggio è con la polizia!”. Comunque nel 2011 esposto lo striscione “Oltre la rivalità ciao Mortadella”, figura storica del tifo romanista. –Modena: vecchio antichissimo odio di campanile. Le due città sono separate da una rivalità che affonda le radici nei secoli, dal Medioevo, con la “presa della Secchia” del 1325, episodio della guerra tra Modena e Bologna. “La mamma modenese lavora alla Bruciata” (zona frequentata da prostitute), vecchio striscione anti-Modena. Un modenese venne accoltellato nel ’90. Sette ultras di Bologna e Modena vennero processati per direttissima con l’accusa di rissa aggravata per incidenti scoppiati quattro ore prima di Modena-Bologna 94/95, scontro a viso aperto. La pena era stata commutata in obbligo di dimora: per un certo periodo tutti i giorni si sono dovuti presentare al commissariato per un’ora, per controllo e firma. In Modena-Bologna 87/88 i modenesi espongono uno striscione dei “Mods”. Scaramucce prima e dopo Modena-Bologna 02/03, con circa 3500 felsinei al seguito, seppur in sciopero vocale nei primi 10 minuti per le norme repressive. Rubati nel tempo lo striscione “Brigate Gialloblù S. Biagio”, un minibandierone copricurva esposto a Modena, una pezza gialloblù, una bandiera esposta al “Dall’Ara”. –Vicenza: gigantesca rissa nel 96/97, all’andata, fuori dallo stadio, con 10 feriti, dopo che l’arbitro aveva deciso la sospensione causa nebbia. Al ritorno disordini a fine match, come dopo il faccia a faccia dell’andata era lecito aspettarsi. Un folto gruppo di rossoblù cercò lo scontro coi tifosi vicentini protetti da un corposo cordone di polizia, così nacquero tafferugli con la polizia; presa d’assalto una volante dei vigili, i quali a quel punto spararono in aria due colpi di pistola. Aggredito un tifoso vicentino, al quale venne rubata una sciarpa da un bolognese, individuato e arrestato, accusato di rapina aggravata (!) e lesioni. Qualche scintilla anche nel 98/99 in Bologna-Vicenza. –Reggiana: antiche ruggini regionali. Scontri per le vie adiacenti lo stadio nel 91/92 in Reggiana-Bologna. –Pisa: dopo un periodo remoto di amicizia, c’è stata una fiera rivalità. Lo striscione “Angeli della Nord” Pisa finì in mano bolognese (come scritto nella sezione “Ex-gemellaggi/amicizie”), successivamente rubato ai bolognesi dai cesenati, che lo hanno consegnato ai doriani. Rubato dai bolognesi anche lo striscione “Fighters” Pisa, esposto in un Bologna-Pisa anni 80, ma in un secondo tempo è passato ai cesenati, dai quali i pisani l’hanno ripreso. Nell’88/89 a Pisa furto di parte dello striscione “Vecchia Guardia”, con incidenti in curva. –Venezia: non è una rivalità sentitissima, ma a fine ’96 quattro bolognesi furono picchiati selvaggiamente da dieci veneziani. Con gli “Ultras Unione” incidenti anche due anni dopo quella gazzarra, coi “Mods” che presero d’assalto un bar, in una dozzina non di più, lanciando razzi e cantando cori autocommemorativi, in un momento in cui lì attorno non si contavano più di tre o quattro poliziotti. In un tratto, dalle vie laterali che conducono al “Penzo”, si fecero vivi una decina di veneziani, che venivano a contatto coi bolognesi, tra l’altro incalzati dalla Celere (due ultrà bolognesi arrestati). –Inter: storica rivalità, piuttosto sentita, come testimonia quello che è successo nel marzo 2016. Qualche scaramuccia in Bologna-Inter 98/99. In Bologna-Inter 13/14 esposto un bandierone rubato agli interisti. Rubato lo striscione “Boys San Mantova”, diversi anni fa, esposto in Bologna-Inter del novembre 2013. Inoltre presi striscioni di due “Inter Club”. In occasione di Inter-Bologna 15/16, 29^ gior., intorno alle 19 una cinquantina di ultras nerazzurri si ritrovano alla metropolitana di “San Siro” al momento del passaggio dei pullman rossoblù. All’arrivo dei primi pullman si decide in un attimo la carica, scegliendo quali pullman possano portare gli ultras, e per ben 10 minuti parte una sassaiola, con cinghiate ai mezzi, facendo sbagliare strada ad un mezzo che decide, con l’autista preso dal panico, di tirare dritto per P.zza Axum. L’inseguimento è deciso e spiazza le guardie che impiegano un bel po’ prima riorganizzarsi e riportare la calma. L’inversione del pullman di un club rossoblù, scappato alla carica, lo riporterà tra la scorta delle guardie al parcheggio-ospiti, col risultato di alcuni vetri buttati giù. I primi cori interisti saranno tutti per la fuga dei pullman bolognesi, mentre i felsinei sottolineeranno “l’infamata” della carica verso i club e inviteranno a più riprese i padroni di casa a vedersi a fine gara. –Arezzo: vecchio odio, risalente suppergiù agli anni 80. Più o meno in quel periodo, o poco dopo, uno striscione bolognese è stato trafugato a Bologna dagli aretini mentre uno striscione è stato rubato al “Commando” di Arezzo dai bolognesi, forzando un magazzino incustodito alla periferia della città. Rubato dai bolognesi inoltre lo striscione “Vikings” e un tricolore con stemma “Arezzo”. –Marsiglia: nella trasferta in terra francese, risalente alla Coppa Uefa 98/99, i supporters bolognesi vennero aggrediti da una frangia di ultras marsigliesi. Al ritorno, a Bologna, scontri tra le tifoserie e un’eliminazione che brucia. Un rigore di Blanc chiude le porte alla finale di Mosca e i marsigliesi festeggiano a modo loro, cercando lo scontro con gli ultras bolognesi. –Ascoli: vecchissimo odio, sentito fin dagli albori del mondo ultras, anche per questioni politiche. I bolognesi nel ’79, al termine di un Ascoli-Perugia, si resero responsabili di atti di vandalismo contro macchine parcheggiate nei pressi dello stadio e, perquisiti dalla polizia, furono trovati in possesso di diverse armi di offesa. -Perugia: i rapporti erano piuttosto buoni, ma è elettrico il clima prima di Perugia-Bologna 95/96, quando alle 11,45 un centinaio di ultras rossoblù (Mods-Supporters) sono entrati nella curva Nord perugina, si presume per un faccia a faccia con l’”Armata Rossa” Perugia, ed hanno caricato con spranghe e aste i ragazzi del “3M” che stavano attaccando gli striscioni, portando via due tamburi e dei bomber biancorossi, restituiti poi dalla polizia intervenuta. –Spezia: vecchie ruggini. Pochi minuti prima dell’inizio dell’amichevole estiva Bologna-Spezia, a Castelrotto (Bz), sede del ritiro dei rossoblù, le due tifoserie arrivano a un durissimo scontro all’interno del piccolo impianto. Una decina di tifosi bolognesi sono voluti entrare nel campo di allenamento senza biglietto e sono venuti a contatto con altrettanti sostenitori dello Spezia. Sono volati sassi e bastoni, il tutto davanti ai bambini del vicino “Fan Club”, la struttura creata da Bologna per le famiglie. Tanta paura, un ferito tra i liguri e pure tra le forze dell’ordine che sono intervenute in una decina. Scattato il Daspo per alcuni tifosi. Da sottolineare come gli ultras bolognesi non fossero presenti sugli spalti. –Spal: vecchissimo odio regionale contro i ferraresi, acerrimi nemici dei ravennati, a sua volta gemellati coi bolognesi. In Bologna-Spal 93/94 i felsinei esposero lo striscione “Se odio significa rispetto, allora non fregiatevi del nostro”. Rubati in passato gli striscioni “Spal=uragano”, “Gioventù Estense” e due “Spal Club”. Aggrediti 4 tifosi spallini, più due amici di Bologna, che erano andati a bere una birra in un pub, senza segni di riconoscimento, nel dopo Bologna-Spal del 15 ottobre ’17. Uno spallino è stato picchiato da 6 persone armate di cinghie e spranghe ed è svenuto a terra poi finito in ospedale con una frattura alla mascella, subendo un’operazione. Anche un ragazzo di Bologna ha preso un pugno in faccia. –Atalanta: vecchio odio, ruggine. Scontri sia all’andata che al ritorno nella semifinale di Coppa Italia Atalanta-Bologna 95/96. Esposto comunque a gennaio 2016 in casa lo striscione “Atalantini liberi”. –Livorno: in Livorno-Bologna 09/10 dalla curva livornese partì un razzo che sorvolò il settore ospiti, per poi, per fortuna, cadere lontano dal settore ospiti. Incidenti a Livorno anche nel 2004/05, quando verranno diffidati 58 tifosi per almeno 3 anni. –Rimini: incidenti nell’amichevole estiva del 2014 a Rimini. Rubato precedentemente dai bolognesi lo striscione “Falange d’Assalto Biancorossa”. –Frosinone: rivalità recente. Circa un’ora prima della gara Frosinone-Bologna del maggio ’15, un pullman dei “Mods” Bologna finisce sotto la Nord, col risultato che alcuni ciociari lo avvicineranno e lo faranno oggetto di una sassaiola. Il mezzo poi riesce a tornare sotto la curva ospiti, ma non senza danni ai vetri laterali. –Lazio: Prima dell’arrivo dei bolognesi, in occasione di Lazio-Bologna 15/16, a bordo di pullman e pulmini, un gruppo di laziali in tangenziale si fa avanti e danneggia uno dei mezzi. L’intervento della Celere scoraggia i presenti e il peggio viene evitato. Rubati in precedenza lo striscione “Eagles Milano” e la pezza “Cinecittà”. Rivalità comunque non sentitissima. –Udinese: momenti di tensione e una breve sassaiola tra tifosi al termine di Bologna-Udinese 15/16. All’uscita, alcuni sostenitori del Bologna hanno atteso a circa 1 Km. dal “Dall’Ara” i pullman dei 400 friulani. Vi è stato un lancio di sassi e a un pullman hanno rotto i vetri. La situazione si è risolta rapidamente senza gravi conseguenze, monitorata dai blindati della Polizia. –Triestina: rapporti turbolenti in passato. Rubati striscioni “Fedelissimi della Triestina” e “Forza Muli”. –Sampdoria: si basa su fatti sportivi, disordini nell’incontro che sancì la retrocessione della Sampdoria, all’ultima giornata del 98/99 (2-2), quando l’arbitro Trentalange concesse all’ultimo minuto di gioco un rigore dubbio al Bologna, poi realizzato, sul 2-1 per la Doria. Da allora ci sono stati quasi sempre scontri. I bolognesi, un po’ di tempo dopo, realizzarono uno striscione su cui era scritta una delle famose massime di Boskov, che allenò a più riprese la Samp: “Rigore è quando arbitro fischia”. Rubato diversi anni fa uno striscione a un “Sampdoria Club”. –Genoa: rubato striscione “Southerns” e tre “Genoa Club”, ma non c’è una grandissima rivalità, anche se una volta un ultrà bolognese entrò nella sede della “Fossa dei Grifoni” Genoa sfidando tutti a uscire fuori per scontrarsi e un’altra volta ci furono scontri anche piuttosto pesanti. –Cremonese: rubato ai cremonesi lo striscione “Nightmare’s Boys” negli anni 90. Numerosi incidenti in Bologna-Cremonese dell’83. Rivalità comunque poco sentita, anche perché le due squadre non si affrontano da tempo immemore. –Cagliari: tafferugli la mattina del match Cagliari-Bologna del 6 ottobre ’18. Due gruppetti delle opposte tifoserie sono venuti a contatto e un tifoso bolognese è rimasto lievemente ferito. –Catania: erano andati a Catania nel dicembre 2014 con intenzioni bellicose i 20 ultras del Settore Ostile fermati e trovati in possesso di un vero e proprio arsenale e diffidati per un totale di 107 anni. –Parma: a Parma, nel maggio ’13, la polizia dovette intervenire per evitare lo scontro tra le due tifoserie, alcuni di loro erano anche armati di bastoni. Pur non essendoci grande rivalità in passato rubate ai parmensi due bandiere e una pezza. –Mantova: uno striscione rubato anche a loro. Prato: rubato ai pratesi lo striscione “Ultras Prato”.

Storia del tifo bolognese: I primi gruppi organizzati fanno la  loro comparsa a Bologna, in curva A. Costa, verso la fine degli anni 60, inizi degli anni 70. A quei tempi aveva una certa rilevanza la figura della signora Rosa, che era un po’ la “mamma degli ultrà”ed organizzava le trasferte del da poco nato Centro di Coordinamento, e quando i primi ultras combinavano casini li montava con lei. Gli ultras sono allora perlopiù compagnie di ragazzi di quartieri diversi della città, che si aggregano e si identificano dietro i primi striscioni: “Panthers”, “Fedelissimi”, “Boys”, “Commandos” e “Brigate”. Di rilevanza poi anche gli “Hell’s Angels”. Bisogna però aspettare fino al settembre 1974, per la comparsa del primo vero gruppo ultras, quando, dalla fusione dei gruppi preesistenti, nascono i “Forever Ultras”, prima denominazione U.R.B. E’ Roberto Melotti, per tutti “il Bimbo”, a dare un’identità e un’organizzazione precisa al gruppo. Il primo striscione dei “Forever Ultras”, lungo 16 metri, viene portato in trasferta, mentre quello di 27 mt. viene esposto solo nelle partite casalinghe, facendo il suo esordio in una partita di Coppa Italia del ’74 Bologna-Fiorentina, fino al 2001/02, quando con l’introduzione delle norme repressive, riguardanti l’esposizione degli striscioni negli stadi, è stato dipinto sulla protezione divisoria tra curva e campo e non viene più attaccato, così come quello dei “Freak”. Lo striscione “Brigate”, gruppo nato alla fine degli anni 60-inizio anni 70, viene girato per far largo, sul retro alla scritta “Ultras”, ma dopo pochi mesi viene avvertita l’esigenza di uno striscione più lungo e rappresentativo dell’unione forte e compatta che si era formata. Lo striscione definitivo appare poi con la scritta “Forever Ultras”, nome che rappresentava una novità assoluta per quei tempi. E’ su questo striscione che si costituisce un gruppo unico, formato da un centinaio di ragazzi. Il ritrovo era fissato ogni sabato pomeriggio al Bowling, dove “Bimbo”, che aveva iniziato nei Commandos, capo indiscutibile del gruppo, organizzava attivissime collette, indispensabili per acquistare i fumogeni. Dopo lo striscione “Forever Ultras” ne viene realizzato uno di 45 metri con scritto “La tua forza è la nostra fede-curva Andrea Costa”, inizialmente sorretto da un cavo in acciaio, a sovrastare la curva, poi attaccato vicino ai Forever o nel rettilineo dei distinti. I primi gruppi bolognesi erano dichiaratamente di sinistra e quando andavano a Verona, dove erano di destra, per provocarli esponevano la bandiera rossa. Fino al ’77 le trasferte avvengono tramite il Centro di Coordinamento, in seguito si organizzano per conto proprio. Il periodo d’oro fu dal ’74 al ’79, poi si verifica un declino, coinciso con l’andamento della squadra. Il presidente del Bologna era Fabbretti, uomo fortemente contestato da tutti e incolpato della rovinosa caduta rossoblù, prima in B, dove il Bologna rimane 5 anni, con l’intermezzo di un anno in C1. I “Supporters” nascono invece nel 1979 e, attraverso diversi cambi generazionali, la loro “anima” continua a essere presente anche oggi. Sempre nel ’79, dopo la morte dello sfortunato tifoso laziale Vincenzo Paparelli, per un razzo sparato dalla curva Sud durante un derby capitolino, la polizia sequestrò tutti gli striscioni e i tamburi, ma ciò non scoraggiò i “Forever” e gli altri gruppi, che senza mollare ricominciarono da capo. Con la retrocessione in C il gruppo si schierò dalla parte della squadra e, alla prima di campionato, comparve uno striscione lungo 33 metri con scritto “Nemmeno la C1 potrà cancellare settanta anni di leggenda, uniti torneremo grandi”. Da qui in poi la ripresa del gruppo “Forever Ultras”, che erano fermamente apolitici e non portavano simboli politici in curva, pur essendo di chiare idee sinistrorse. Il 1984 segna l’affermazione dei “Mods”, un gruppo per così dire “elitario”, nato due anni prima. Essi eliminano la bandiera inglese dallo striscione dopo la tragedia dell’Heysel di Bruxelles dell’85, provocata dagli hooligans del Liverpool, e si fanno notare per la loro mentalità radicale e per l’abbigliamento tipico dei seguaci degli “Who”. Il rilancio della curva arriva con Gigi Maifredi allenatore e la riconquista della Serie A. I “Forever Ultras” aggiungono nel 1984 il logo “U.R.B. ’74” (Ultras Rosso Blu), coi martelli incrociati tipici della squadra londinese del West Ham Utd., che compare  come simbolo su ogni materiale e sui comunicati. Il simbolo non c’entra niente con l’Inghilterra, ma rappresenta una lotta operaia che identifica la loro stratificazione del gruppo. Nel 1983 anche le ragazze attive del gruppo, si dettero un’identità dietro lo striscione “Urb Girls”, senza però staccarsi o creare un gruppo autonomo. Nell’84/85 nascono i “Total Chaos”, attorno al negozietto di materiale ultras che attira giovani un po’ da tutta Italia. Guideranno la curva dal 1988 al 1991. Intanto nel 1986 compaiono i “Freak Boys”, quelli con il simbolo della “Marja”, costola importante degli ”Urb”, che mantiene una propria identità, pur continuando a condividere le trasferte, il tifo e molte attività (come la fanzine e la gestione della sede) con quest’ultimi, poiché ci sono affinità nel modo di tifare e agire. Altri gruppi di un certo rilievo in quegli anni sono i “Facinorosi Borgo” (’90), gli “Imbariegh” e il “Collettivo”. Nel ’90 nascono anche i “Cani Sciolti”, i “Baldoria” e i “Warriors”.  L’89/90 regala al Bologna la qualificazione alla Coppa Uefa, facendo salire l’entusiasmo alle stelle. Le coreografie sono degne di nota e talvolta coinvolgono migliaia di spettatori (esempio: Bologna-Cremonese per l’80° della società). Durante i Mondiali di calcio di Italia 90, gli hooligans inglesi si scontrano con gli ultras locali e un supporter britannico muore investito da un auto nel tentativo di sfuggire ad una aggressione. I mercoledì europei regalano qualche momento felice: i viaggi a Lublino, Edimburgo, Vienna e Lisbona vengono effettuati con spirito battagliero, ma la pur sempre apprezzabile presenza rossoblù non può impedire il tracollo della squadra. I rapporti con la società risentono dell’alternanza di risultati e la curva, all’inizio degli anni 90, si può dire assai eterogenea, con la presenza simultanea di freaks, mods, teste rasate, heavy metals e ragazzi qualunque. Il Bologna precipita nella serie cadetta nel 1991, quando nascono gli “Official Smokers” e i “Capottati”. Nel ’94 i “Socmel”, mentre i “Total Chaos”, apolitici, cambiano nome in “Molle Cariche” nel 94/95 e si sviluppano parecchie sezioni dei Forever, fra cui quella di Crevalcore, che riprende il logo dei martelli incrociati. I capisaldi sono: “Forever Ultras”, che costituiscono il punto di riferimento del tifo e i “Mods”, che ostentano invece un’immagine più decisa. La Serie C sembrava ormai un ricordo ingiallito negli anni, invece un nuovo crack e la squadra è ancora alla deriva. Due retrocessioni nel giro di tre annate. Questa volta il Bologna in C1 rimane due anni, dal ’93 al ’95. In questa situazione di stallo comunque le attrattive mondane a Bologna non mancano, inoltre nel ’93 i successi nel basket (Virtus e il ritorno in A1 della Fortitudo) alleviano in parte le pene per la retrocessione in C1, ma allontanano anche molti tifosi dal Bologna. Da menzionare il caso del fantoccio al presidente Gnudi, in sella dal ’91 al ’93. Il mezzo usato poteva essere un po’ macabro, ma lo scopo dei “Forever Ultras” era quello di dare uno scossone all’ambiente, di fatto avvenuto. Il gesto costò molte diffide. La discesa in C della squadra spinge molti ultras bolognesi a cercare lo scontro altrove, come nel caso dello spareggio Udinese-Brescia svoltosi al “Dall’Ara, quando molti bolognesi cercano lo scontro fisico coi bresciani. Nel giugno 1994, viene purtroppo a mancare “il Bimbo”, unico e indimenticabile capo dei “Forever Ultras”, nonché artefice della nascita del tifo ultras nella curva Andrea Costa (dal quartiere omonimo di questo politico italiano nato a Imola nel 1851, considerato fra i fondatori del socialismo in Italia, morto nel 1910). I “Mods 1982” hanno rappresentato un forte cambiamento, diversi come mentalità dai “Forever Ultras”, gruppo dal quale molti mods sono passati, con una convinzione nei propri mezzi tale da indurli a cercare di conquistarsi il rispetto del mondo ultras al di fuori degli stadi. Nel ’96 nascono i “Gioventù”, nel ’98 i “Regaz”. Nel 1997/98 gli abbonati erano ben 27mila. A mister Carlo Mazzone, nel 1999, nonostante un’ottima stagione, non viene rinnovato il contratto. La curva scandisce cori all’indirizzo di Cinquini, il direttore sportivo, additato come il colpevole della cacciata di Carletto. Cori fragorosi, come “Noi vogliamo Carlo Mazzone”, portano alle dimissioni del presidente Gazzoni Frascara. Nel 1999 nascono gli “S.G.P.”, da sei ragazzi di San Giovanni in Persiceto, e nel 2000 il “Narab Group”, che ha l’obiettivo di colorare e di svegliare la parte “Tribune” della curva; si coalizza con gli “Infoiati”. Dopo un anno e mezzo di tentativi vani però sono andati ad occupare la zona tra “Forever Ultras” e “Freak Boys”, come anello di congiunzione tra i due gruppi. Nel 2001 nasce il gruppo “Vecchia Guardia”, affiliato al “Centro Coordinamento Bologna Clubs”, formato da alcuni ex-Forever Ultras ed ex-Mods, in un periodo difficile per gli ultras dell’Andrea Costa. Hanno vissuto la storia dei “Forever Ultras” sin dalle origini e incarnano la filosofia ultras della vecchia generazione. All’inizio della stagione 2001/02 decidono di traslocare al centro della curva, con il loro striscione con il bulldog in maglia rossoblù (ma nel simbolo c’è anche lo stemma di Bologna), con l’intento di caricare quella zona. Presenziano in tutte le trasferte e hanno a disposizione un pulmino personalizzato, il “Millennium Service”, per fare “balotta”, stare insieme in allegria, in nome della passione per il Bologna. Appartiene al gruppo il mitico stendardo, peraltro presente da tanti anni in curva, “’Forza ragazzi’ (3 volte)”. Molto amato anche mister Guidolin, almeno all’inizio; in 25mila il 13 agosto 2002 per la finale Intertoto persa con gli inglesi del Fulham, poi un campionato altalenante e i primi striscioni anti-Guidolin (“Guidolin sostituisciti”, “Sia gentile se ne vada, di merda sarà lei”, dopo che aveva apostrofato con quella parola il pubblico bolognese). Nel 2004 prende vita il nuovo gruppo dei “C.T.B.” (ControTendenza Bologna), dall’iniziativa di ex-Forever Ultras ed ex-Supporters, coinvolgendo giovani ragazzi e ragazze; si distingue nella promozione del tifo rossoblù nelle scuole e nelle attività di beneficienza. La curva registra un evidente calo nelle stagioni di B 2005/06, 2006/07 e, in parte, 2007/08, anzi, un periodo veramente nero con molti “vecchi” in diffida e i Forever che attraversano un ricambio generazionale (col Brescia in casa, stanchi si subire continuamente arbitraggi sfavorevoli, lasciano anzitempo la curva; a Torino con la Juve, appena concesso un rigore dubbio a bianconeri, lasciano lo stadio ancor prima che venga battuto; episodi del 06/07), ma nella seconda parte del 2007/08, con una squadra finalmente competitiva, ritrova l’entusiasmo con la promozione in Serie A e ricomincia a carburare davvero nella stagione 2008/09. Per il Centenario del 2009 megacoreografia con 20mila bandiere. Le celebrazioni per il Centenario furono momenti bellissimi e alti per la curva, che proseguirono nei successivi due anni dove si mise da parte anche le rivalità tra gruppi, sono anni veramente belli. Poi le nuove normative e la Tessera del tifoso pongono fine al’idillio.  Il 7 aprile 2011 viene nominato presidente l’imprenditore bolognese Albano Guaraldi, che in maggio assume anche la carica di amministratore delegato. Nonostante il buon campionato del Bologna, la situazione societaria è di estrema incertezza e difficoltà. I tifosi contestano aspramente Guaraldi: nell’estate 2012 tensione a Casteldebole, centro di allenamento del Bologna, con pesanti insulti ai cancelli e Guaraldi scortato dalla Digos. In Bologna-Udinese 2012/13 viene esposto il significativo striscione “Guaraldi: game-over!”, mentre nell’ultimo quarto d’ora di Bologna-Verona 13/14, visto il pessimo andamento della squadra e il risultato in campo (1-4) una parte di tifosi si porta nell’angolo della curva vicino alla Tribuna, per contestare il presidente con numerosi cori. Finalmente nell’estate 2014, col club che deve affrontare numerose difficoltà economiche, faticando ad iscriversi al campionato cadetto (anche una penalizzazione per tardato pagamento dell’Irpef), si presenta una cordata seria con l’americano Tacopina e il magnate canadese Joey Saputo. La trattativa sembra sfumare poi tutto si aggiusta e Joe Tacopina il 15 ottobre diventa presidente del Bologna. L’inizio di un nuovo corso riporta l’entusiasmo, nonostante ci sia da affrontare la B nel 2014/15, infatti l’anno dopo, grazie alla grande passione del tifo bolognese, si torna subito in A. I “Forever Ultras” compiono, nel campionato 2014/15, i 40 anni dalla propria nascita, proseguendo in modo molto tradizionale il loro cammino. Allo stadio lo striscione “40 anni di passione, coerenza, mentalità…buon compleanno Forever Ultras!!!”. In questi ultimi anni sono molti i gruppi al seguito del Bologna, ma vale la pena dare rilievo ai ragazzi di “Settore Ostile” e di “Beata Gioventù”, gruppi nati nel 2012, anno dal quale occupano la balaustra appartenuta storicamente ai “Mods”. Molto attivi e dinamici, i Beata portano nuova linfa, una ventata di novità ed entusiasmo. Decidono di tesserarsi da subito, dopo l’anno di smarrimento del 2011 dell’introduzione della Tessera e si portano dietro i ragazzini. Purtroppo nel 2016 la “Beata Gioventù” prende la decisione di autosciogliersi (vedi sezione “Curiosità”). La curva, da tempo attiva nella lotta a calcio moderno e repressione, ne risente in questi ultimi due anni soprattutto in trasferta, anche per l’andamento non esaltante della squadra che raggiunge, tra il 2016 e il 2018, un 14° e due 15.imi posti. Ai primi del 2018 Gianluca Landi, detto “Kuscino”, annuncia il suo ritiro dalla carica di responsabile della curva, dopo 35 anni a capo degli ultras. Nel corso degli anni, dalla nascita dei primi gruppi, molti gemellaggi sono cambiati. Oggi i principali gruppi della Nord hanno amicizie a titolo individuale.

Curiosità: -Fin da molti anni, quando venne esposto lo striscione “Noi per sempre al fianco della famiglia Aldrovandi”,                segnatamente i Forever Ultras (ma un po’ tutta la Nord), hanno preso a cuore la vicenda di Federico Aldrovandi, il tifoso ferrarese fermato per un normale controllo la notte del 25 settembre 2005, dopo una serata passata in discoteca, dove aveva assunto modiche quantità di sostanze stupefacenti e alcool, e, in condizioni pressoché normali, dopo aver avuto una colluttazione, sembrerebbe, coi carabinieri, fu massacrato di botte, anche con manganelli che lo ridussero in stato di morte. Nel recente Sampdoria-Bologna dell’1 dicembre 2018 il volto di Federico non venne fatto entrare, come per esempio non entrò a Napoli 17/18, dove il suo volto venne addirittura sequestrato. In Bologna-Udinese del 30 settembre 2018 esposto lo striscione “25-09-2005/25-09-2018: Aldro vive Aldro sempre con noi”, nel settembre 2015 “Forti con la divisa, deboli senza, gli applausi sono tutti per te Aldro vive”, all’indomani dell’ingiusta sentenza e degli applausi delle forze dell’ordine alla sua lettura. Il papà di Federico ha presenziato alla festa a Skeggia dei 40 anni dei Forever nel 2015. -In Bologna-Fiorentina del 25 novembre 2018 esposto lo striscione “Poche parole per un grande combattente, Topo sempre presente. Ciao Topo”, per un ultrà prematuramente scomparso. Inoltre non fatto entrare lo striscione “Giustizia per Magherini”, riguardo al fiorentino Riccardo Magherini, ex promessa del calcio e padre di un figlio di 2 anni, morto stroncato da arresto cardiaco la notte del 3 marzo 2014, in seguito a violente percosse ricevute mentre era immobilizzato e inoffensivo. Il 15 novembre scorso la Cassazione assolve i tre carabinieri imputati perché “il fatto non costituisce reato”. -Sabato 10 novembre 2018 si è parlato nei locali di A Skeggia della campagna lanciata da Amnesty International e supportata dall’Associazione Stefano Cucchi-Onlus per l’introduzione dei codici identificativi delle forze di polizia. In serata la proiezione del film “Sulla mia pelle”, che narra la storia di Stefano Cucchi; in collegamento telefonico Ilaria Cucchi e l’avvocato Anselmo che ha difeso la famiglia di Stefano nelle battaglie di questi anni per avere giustizia. -“Bentornati Ultras merda Bergamo” è lo striscione che la curva rossoblù dedica agli ultras atalantini potuti  tornati a Bologna dopo svariati anni, il 4 novembre ’18 (11^ giorn.18/19). -In Bologna-Torino del 21 ottobre ’18 esposto in curva “Per 9 anni avete insabbiato ciò che è…Stato”, sulla vicenda-Cucchi. -In occasione di Bologna-Roma del 23 settembre ’18 esposto lo striscione “No al Taser in dotazione”, una marca di pistola elettrica, nota anche come storditore elettrico o dissuasore elettrico. -Per Bologna-Spal, 1^ giornata 2018/19, del 19/8/18 esposti gli striscioni, riguardo la tragedia del crollo del Ponte Morandi di appena 5 giorni prima, che ha causato 43 morti, “Per lo Stato è lutto nazionale…ma la Figc non si può fermare!!!”, “Vicini alla città di Genova”, esposto anche in Genoa-Bologna alla 4^ giornata, e “Genova…col cuore ti siamo vicini”. -Bologna-Padova Coppa Italia 18/19, 3° turno del 12 agosto ’18: esposti i messaggi “Nessuna intervista, nessun riflettore per chi si veste di altruismo e ardore”, “Il pompiere paura non ne ha” e “6-8-2018 orgogliosi di essere bolognesi”, in riferimento allo scoppio di un’autocisterna in tangenziale a Bologna, zona Borgo Panigale, che provocò un tremendo botto e un incendio, causando un morto e una 70ina di feriti. –Il 25 e 26 maggio 2018 è andata in scena la terza edizione di URBeer, a campionato finito, due giorni dedicati alla musica, alla birra e allo sport, col torneo di calcio a 5 di molti gruppi della curva A.Costa, oltre agli Unici e Fossa dei Leoni 1970 Fortitudo e agi Forever Boys Virtus, gruppi del basket bolognese che ha sempre avuto una gran tradizione. -Bologna-Milan del 29 aprile 2018, quart’ultima giornata 17/18: esposta su tutta la Nord la bella frase “Se guardi la curva capisci perché la sciarpa che ho in mano è orgoglio per te”. -Ricordata la scomparsa del compianto conduttore tv di fede bolognese Fabrizio Frizzi e del “Tigre”, al secolo Claudio Zilli, conosciuto ultrà rossoblù, in Bologna-Roma del 31 marzo 2018, con vari striscioni quali “Sciarpa al collo per abitudine mai pere occasione! Ciao Fabrizio”, “Ciao Fabrizio il tuo cielo è rossoblù”, “Ciao Tigre Forever”, Ciao vecchio Commandos”, ecc. -“Verità e giustizia per Luca Fanesi”, l’ultrà sambino, padre di due figli, finito in coma a seguito di percosse dei celerini durante tafferugli tra vicentini e sambenedettesi del 5 novembre ’17, si può leggere in curva per Bologna-Sampdoria del 25 novembre 2017. -In occasione della morte della leggenda rossoblù Marino Perani il 18 ottobre 2017, con la maglia del Bologna nel 1958/59 e dal ’60 al ’74, per complessive 321 gare e 64 reti in Serie A, con la soddisfazione dello scudetto nel 1963/64, striscioni in Atalanta-Bologna del 22 ottobre ’17 “Ciao Marino” e “Le leggende non muoiono…ciao Marino”. -In Bologna-Napoli del 10 settembre 2017 ricordata in balaustra centrale una ragazza che frequentava la curva, con gli striscioni “Io e te…dentro un bar a bere e a ridere” e “Perché la vita è un brivido che vola via…è tutto un equilibrio sopra la follia”. -In Bologna-Juve, ultima giornata del campionato 16/17, ricordata la figura di un vecchio ultrà con lo striscione “Trent’anni sono un niente Baffo sei sempre tra la tua gente”. -La tifoseria organizzata diserta in massa la trasferta di Reggio Emilia col Sassuolo del 12 marzo ’17, 28^ giornata 16/17, in sciopero dopo la contestazione a caldo della domenica precedente (0-2 in casa con la Lazio, dopo aver perso con Napoli, Sampdoria e Inter) e dell’unico punto rimediato dalla squadra di Donadoni nelle precedenti sei partite. Nella diserzione alla trasferta i Forever vedono anche una contestazione al calcio moderno di Squinzi, patròn del Sassuolo, che gioca in uno stadio a Reggio Emilia (“Mapei”) intitolato col nome della sua azienda. -Squadra contestata, reduce da diverse sconfitte consecutive, anche se non rischia la retrocessione in Bologna-Lazio del 5 marzo ’17 con esposto lo striscione “Fino alla fine lotta per la maglia onoratela in ogni battaglia”, oltre a “Umba con noi”, storico ultrà scomparso nel febbraio ’14. -In Juve-Bologna dell’8 gennaio ’17, ultima di andata 16/17, ricordata la figura di Ezio Pascutti, bandiera bolognese, giocatore storico rossoblù, scomparso il 4 gennaio ’17 a 79 anni, con un minuto di silenzio in suo ricordo, esposto inoltre lo striscione “Papero e Squaqqua sempre con noi”, due ultras rossoblù venuti a mancare in quei giorni, riproposto in Bologna-Torino del 22 gennaio ‘17, insieme a “Ciao Ezio eterna bandiera rossoblù”. Il 2 gennaio 2017 se n’era andato Andrea Palmieri, per tutti “Papero”, appena 52enne, uno dei tifosi storici dei “Forever Ultras”, noto dj, popolare anche per il suo buonismo, trovato nella sua abitazione stroncato da un malore improvviso. Alcuni giorni prima era scomparso “Squaqqua”, al secolo Alessandro Pizzirani, molto conosciuto in curva, uno dei fondatori dei “Mods”, dopo aver fatto parte dei “Forever Ultras”. -In Bologna-Palermo del novembre 2016, 13^ giornata 16/17 vengono esposti gli striscioni “Ultras non è indice di colpevolezza Fulvio libero”, “Non ci Lega nessuno”, oltre a “Gabbo vive”, per l’anniversario della sua morte, avvenuta l’11 novembre 2007. Fulvio è un 43enne ultrà del Genoa, ha molti precedenti da stadio, è considerato dalla polizia un violento, ma con la criminalità organizzata non c’entra nulla e da più di vent’anni convive soltanto con Daspo e pomeriggi passati in commissariato a firmare, invece che allo stadio. Questo però basta e avanza per la Questura perché venga sottoposto ugualmente al regime di sorveglianza speciale. Come avviene per i peggiori criminali mafiosi: lo dice l’Art.4 del codice “antimafia” che dall’agosto 2016 è stato allargato anche al tifo violento. -Bella coreografia con cartoncini rosso-blu-bianchi e la scritta in alto “Da 90 anni su questi gradoni dove hanno tifato intere generazioni” in Bologna-Fiorentina del novembre 2016. -I gruppi ultras della “A.Costa-Bulgarelli”, in collaborazione col Centro Coordinamento Clubs, hanno organizzato una raccolta a sostegno delle popolazioni duramente colpite dal terremoto del Centro-Italia del 24 agosto 2016. In primis farmaci da banco, oggetti, giochi e materiale scolastico per bambini. Il 28 agosto, per Torino-Bologna, i gruppi ultras hanno deciso di girare le proprie pezze e non fare il tifo per i primi 5 minuti per esprimere solidarietà alle vittime del terremoto, prolungando il minuto di silenzio istituzionale. -Molto bella la coreografia col Milan, finanziata con la vendita di migliaia di magliette, nella penultima giornata del campionato 2015/16: un bandierone copricurva rossoblù col rilievo in basso di tutti i monumenti di Bologna in notturna e la scritta in alto “Bolognesi siamo noi”. Vendute migliaia di t-shirt commemorative che hanno finanziato la coreografia. -Prima di Bologna-Verona, del 4 aprile ’16, la “Beata Gioventù”, uno dei gruppi leader della “Costa”, comunica che si prende una pausa di riflessione e che sulla balaustra centrale non attaccherà il suo storico striscione, né saranno presenti bandiere e pezze riconducibili al gruppo, precisando che non farà mancare il proprio impegno nel sostegno dei colori per il bene della curva e del Bologna, aggiungendo “cambiamento sì ma nessuna resa”. -Annullato dalla Suprema Corte nel febbraio 2016, il Daspo di gruppo al pulmann del “Settore ostile” (circa 20 occupanti), comminato prima di Catania-Bologna del 6 dicembre 2014, nel quale erano state trovate numerose armi improprie (mazze, coltelli, spranghe, ecc.). A seguito di tale vicenda il gruppo si autosospese a tempo indeterminato, per poi presto tornare e spostarsi in Curva “S.Luca” (Sud) nel settembre 2015, per poi ritornare nella curva principale, autosospendersi di nuovo e tornare di nuovo al suo posto adesso. Anche il gruppo “Bologna Estrema” ha cambiato più volte curva, oggi è di nuovo nella “Bulgarelli”. -Bologna-Napoli, 15^ giornata 15/16, è l’anticipo delle 12,30 della domenica e lo striscione “Giorno giusto!! orario…sbagliato!! un ennesimo errore di questo calcio malato” rimarca l’orario scomodo. Esposti anche diversi striscioni per ricordare la tragedia del “Salvemini”, il liceo dove nel 1990 un aereo militare italiano in avaria, abbandonato dal pilota, andò a schiantarsi su aule piene di ragazzi, provocando 12 morti e circa 90 feriti, tra i quali i più pungenti sono “Lo Stato si scorda ma Bologna ricorda i ragazzi del Salvemini 6-12-1990 – 6-12-2015”, Salvemini: lo Stato dimentica noi no”. Esposto inoltre “Il vero napoletano o è in branda…o sul divano”.  Spettacolo d’altri tempi con una fumogenata intensissima all’ingresso delle squadre. -“Basta partite dettate dalla televisione, si gioca la domenica alle tre, rispettate la nostra passione”, striscione esposto in Bologna-Inter del 27/10/15 -In Bologna-Avellino del 9 maggio 2015, terz’ultima giornata di B 14/15, si sfiorò la rissa tra Beata Gioventù e Forever perché i Forever alzarono il coro tradizionale “Ma chi cazzo siete voi?”, ma il gruppo avversario aveva un’amicizia consolidata con la Beata, che non la prese certo bene. -Finalmente, dopo una trattativa estenuante durata mesi, tra “Forever Ultras 1974” e Comune di Bologna, è stato raggiunto un accordo, per l’area dell’ex bocciofila, che è rinata ed è stata intitolata “A Skeggia”, un tifoso rossoblù scomparso qualche tempo fa dei “Forever Ultras”, il cui sogno era, tra gli altri, di realizzare un posto come quello. La data di inaugurazione dello spazio coincide quasi esattamente con quella del compleanno del ragazzo (6 gennaio). L’area era stata occupata dal gruppo a gennaio 2015, ora il Comune gliela concede per promuovere attività legate allo sport e uno spazio sociale e culturale. “A Skeggia” viene inaugurato il 10 gennaio 2015, come sede dei Forever e non solo. Al loro arrivo lo stato di salute dell’area era pessimo, i tifosi si sono dovuti tirare su le maniche e hanno da soli riqualificato l’intera area. “A Skeggia” è aperta a tutti, tutti i giorni dalle 18 alle 24. Nell’ottobre 2015 è stato inaugurato lo Spazio Bimbi. -Bologna-Inter del 22 febbraio 2009 è dedicata alla memoria di Giacomo Bulgarelli, bandiera del Bologna, spentosi la settimana precedente la gara dopo una lunga malattia. La sua maglia numero 8 viene esposta nella parte bassa della curva, un silenzio da pelle d’oca durante il minuto di raccoglimento. Poco prima dell’ingresso delle squadre in campo vengono alzati dalla curva di casa diversi striscioni, a ricordare la bolognesità di Giacomino, tra i quali “Caro Giacomo, nel cuore di Bologna le vere bandiere continuano a sventolare. Curva Andrea Costa”, “Per Bologna unica bandiera sarai sempre il simbolo di una città intera, ciao capitano”. Poi si alzano le sciarpe: la sciarpata dura una decina di minuti e più passano i secondi, più il tappeto di sciarpe diventa fitto. Bulgarelli ha vestito la maglia del Bologna, con ottimo profitto, dal 1959 al 1975, giocando 391 partite in Serie A, condite da 43 gol, nel ruolo di centrocampista, ed è stato anche una bandiera della nazionale. Era nato nel 1940 a Medicina (Bo). La curva Nord in seguito ha assunto il suo nome. -Megacoreografia, davvero imponente, quella di Bologna-Genoa 09/10, per festeggiare il centenario della squadra, con lo tutto lo stadio che si colora di tantissime bandierine rossoblù. Allo stadio “Dall’Ara”, nella settimana del centenario della società felsinea, va in scena il Gran Galà, si disputa una partita tra vecchie glorie. Per l’occasione vengono esposti striscioni dei gruppi attuali e datati, come “Hooligans”, “Srb” e altri. A mezzanotte, proprio per il compleanno del Bologna, viene effettuata una megatorciata in tutta la curva “A. Costa”, mentre nella “S. Luca” vengono accesi fuochi d’artificio: spettacolare l’effetto pirotecnico. Sbandierata in campo. -Nel 2004 stadio vestito a festa per l’ultima del suo capitano Beppe Signori che lascia il Bologna per andare a giocare nell’Iraklis, in Grecia. Un’accoglienza maestosa con una sua gigantografia del goleador esultante e striscioni toccanti: “Ti sei presentato a suon di goal, ti abbiamo conosciuto come uomo, sei diventato il nostro capitano”, “In questo campo sarà finita ma al tuo fianco a vita: grazie Signori capitano”. -Il “Bimbo”, fondatore dei “Forever Ultras”, aveva 18 anni quando prese il comando del gruppo. Lo chiamarono così per il paragone con Bud Spencer e il film suo “Il bambino della Trinità”, quindi all’inizio fu chiamato “Il bambino”, che nel giro di qualche anno venne abbreviato in “Bimbo”. Quando morì venne attaccato in curva lo striscione “Forever Bimbo”. A volte se qualcuno non stava alle direttive, lo stesso “Bimbo” decideva di non farlo risalire sul pullman al ritorno dalle trasferte, così erano sicuri che la volta dopo o “capiva la lezione” o non si faceva più vedere. I componenti del gruppo provenivano dai “Commandos” (della Barca) e dalle “Brigate” (della Fondazza). -Sfontati, irriverenti, goliardici, tutti uniti da un patto di sangue (quasi tutti negli anni ‘90 avevano un tatuaggio di Andy Cap), questi son stati i “Mods”, tra i gruppi più chiacchierati e rispettati del pianeta ultrà. Uno dei primi gruppi a portare allo stadio uno striscione mods, un gruppo “sui generis”, amanti dello scontro fisico e del trasando, sono nati da una scissione di alcune fazioni dei “Forever Ultras” e dei “Supporters”, anche se non tutti i componenti del gruppo all’inizio venivano allo stadio, comunque una compagnia molto unita. Il loro ideale era ed è di destra, pur non portando mai simboli politici e non più lo striscione. Un gruppo compatto: meglio essere in pochi e scelti. Ci sono stati periodi di scarso attaccamento. Fino alla tragedia dell’Heysel, l’Inghilterra è stata come una stella polare: stravedevano per gli anglosassoni, per le loro sbronze, per il loro tifo incessante, per l’Union Jack, ma poi hanno capito che gli inglesi li consideravano dei “tortelloni”, dei serbi ebeti e che tutta quella fama sugli inglesi era una stronzata. Dopo quella notte di sangue non hanno mai cantato “Liverpool, Liverpool”. Per i mondiali di Italia ’90 ci furono tafferugli con gli inglesi e fu bruciata una bandiera britannica. Solo una cosa gli hanno sempre ammirato: il fervido nazionalismo, cosa che in Italia si sogna soltanto. Si è ricamato in passato sui dissapori “ tra “Mods” e “Forever Ultras”. I rapporti un tempo erano tesissimi, sono arrivate a darsele di santa ragione, ma oggi le acque sono si può dire calme e c’è dialogo. Negli anni 90, e forse prima, erano capaci di stupire, indole anche dei veronesi: a La Spezia cambiarono cinque treni e una corriera per depistare “madama” e, non appena arrivati, vennero portati in Questura, dove cantarono per quattro ore. Andarono in trasferta con le oche al guinzaglio, andarono tutti coi berretti dei bobbies inglesi; a Pisa, per la notte di Halloween, arrivarono tutti con martelli e zucche finte e per poco non li arrestarono; a Terni tutti con la mascherina da chirurgo. La trasferta era quasi sempre in macchina; per smarrire la polizia spesso erano divisi in due tronconi e si offendevano a vicenda. Autori di striscioni burla quali “Bologna capitale, Cesena sua schiava”, “Sotto la maglia niente”, “Baciateci il culo” tutti con le braghe giù. Purtroppo il gruppo viene colpito da un grave lutto, esattamente il 15 dicembre 1995, quando muore a soli 33 anni d’età, per un incurabile tumore al cervello, Gianluca Solci, meglio conosciuto come “Pulce”, descritto da chi lo conosceva come un ragazzo splendido, un amico “a pelle”, un ultras vero. Gianluca era conosciuto in tutto l’ambiente ultras per essere stato uno dei fondatori dei “Mods”. Prima di fondare il gruppo aveva militato nei ranghi dei “Forever Ultras”, diventando un punto di riferimento insostituibile per la curva “Costa”. Era conosciuto anche per essere il cognato del calciatore Beppe Dossena. I “Mods” ringraziarono di cuore tutte le persone e i tifosi che erano rimaste fino all’ultimo vicino a Gianluca, in particolare tutti i gruppi bolognesi, i ragazzi di Verona e la Sud romanista che ha partecipato al funerale. Il gesto più commovente e significativo coincise col momento in cui lo striscione “Mods 82” venne riposto nella bara, gesto straordinariamente umano, utile per capire il legame che univa “Pulce” al gruppo, al tifo, alla curva. Nel 1996 il gruppo andò vicinissimo allo scioglimento, dopo i fattacci avvenuti nel post-gara di Bologna-Chievo, quando fu accoltellato un algerino da appartenenti di “Mods” e di “Opposta Fazione” Roma, dopo i festeggiamenti per la promozione in A. Il gruppo vacillò parecchio, aveva deciso di non esporre più lo striscione, proprio a causa di una “particolare pressione” e per l’alto numero di diffidati, dopo incidenti coi veronesi e i fatti di Perugia. Una stagione cupa, segnata anche dalla morte di “Pulce”. In Bologna-Lazio 96/97 non appare lo striscione, ma una pezza molto ben fatta, che diverrà un classico: “Mods 1982 Pulce”. Poi i “Mods” pian piano si ripresero, tornando quelli combattivi e pungenti di prima. Come se non bastassero le questioni politiche, a dividere i due gruppi principali, ci si son messe anche le questioni tecniche. Nel 1997/98 i “Mods” hanno dedicato a Roberto Baggio, risorto a Bologna, gli striscioni “Con lui in campo non serve l’allenatore”, con sopra Baggio disegnato su uno stendardo, e “All’arrembaggio”, mentre gli “URB” erano al fianco del mister comunista Ulivieri e non facevano più cori per i giocatori considerandoli tutti mercenari. Nella gara con l’Empoli 97/98 quest’ultimi organizzarono una minicoreografia come atto d’amore per il tecnico di San Miniato, in risposta agli striscioni dei “Mods” ed esposero a sua volta la frase: “Con lui in campo siamo tornati grandi” e accanto, su alcuni stendardi scritte le due promozioni dalla C alla A, la semifinale di Coppa Italia e il settimo posto della stagione precedente. Splendido il rapporto col mister. Un altro lutto colpisce i “Mods” nel 2010, quando muore “Enghel” ricordato nella gara casalinga con la Lazio con striscioni come “Manca qualcuno? No tutti presenti, ciao Enghel” e con un mazzo di fiori deposto in zona balconcino centrale ai piedi di un semplice “Ciao Enghel”. Per ricordarlo sarà fatta una pezza con scritto semplicemente “Enghel”, sempre esposta da allora fino ai giorni nostri. -In Bologna-Udinese 11/12 viene festeggiato il trentennale dei “Mods” e in balaustra viene attaccato lo striscione principale del gruppo, più tante pezze sempre del gruppo, poi viene esposto uno striscione, illuminato dalle torce: “Trent’anni di danni a difesa dei nostri colori”. -La denuncia da parte di una ragazza e un ragazzo di Bologna, presi a botte senza giustificazione nel 98/99 a Firenze, indirizzata ad alcuni agenti dell’VIII Reparto Mobile, mise sotto accusa gli “abusi” da parte delle forze dell’ordine. Stavano per arrivare a Campo di Marte, quando scoppiò il parapiglia, il gruppo sbandò, c’era confusione ma nessun ombra di tifosi fiorentini. Due agenti si avvicinarono, casco in testa e manganelli dalla parte del manico, provocandoli. Sembravano esaltati, il funzionario cercò di calmarli, poi sparirono. -L’”Archivio del tifo” e “Progetto Ultrà” operavano a Bologna negli anni 90 e 2000. Il “Progetto Ultrà” era molto attivo: fece un opuscolo, fatto proprio da quasi tutte le tifoserie che decisero di distribuirlo nelle loro curve il 19 e 26 aprile 1998, e di esporre lo striscione unico, in difesa dei loro diritti, “Libero cittadino? No ultras”. Purtroppo con la morte di Valerio Marchi, avvenuta nel luglio 2006, a soli 51 anni, chiude praticamente anche “Progetto Ultrà”. -Una delle coreografie più belle in assoluto messe in scena dalla tifoseria rossoblù è quella di Bologna-Fiorentina 96/97, con stadio pavesato di cartoncini rossoblù, con scritta in bianco “Bologna F.C. 1909”, con lo stemma. -Più volte i gruppi della “Costa-Bulgarelli” si sono distinti per iniziative a scopo benefico e nel sociale, spesso a favore di bambini con handicap, in collaborazione col l’Onlus Bimbo Tu. Bella l’iniziativa dei “Forever Ultras” che hanno supportato e sostengono il progetto Rugby Giallo Dozza, finalizzato all’insegnamento del rugby all’interno del carcere della Dozza di Bologna e al recupero fisico, sociale ed educativo di detenuti e giovani disagiati. A tutte le partite casalinghe è presente lo striscione “Giallo Dozza”.

Politica: Dichiaratamente apolitici, con all’interno correnti sia di destra che di sinistra.

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