A cura di Claudio “Freccia”

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Gruppo principale, unico prettamente ultras: Sconvolts Cagliari

Altri Gruppi, presenti praticamente solo in trasferta:, Nucleo Rossoblù, N.R.B. (Nord RossoBlù).

Sito Internet: www.blogcagliaricalcio1920.it

Settore: Curva Nord

Politica: ufficialmente apolitici, con leggera inclinazione a destra.

Amicizie: Olbia: vecchia amicizia regionale, anti-Torres, targata anni ’80. Si è visto spesso, anche se in tempi non recenti, lo striscione delle “Brigate Bianche” Olbia al Sant’Elia.

coreografia-curva-maglia-cagliariEx-gemellaggi/amicizie: –Foggia: gemellaggio vero, molto sentito da ambo le parti, nato col “Regime Rossonero” Foggia nel 1989, all’epoca della Serie C1, quando gli Sconvolts andarono a Foggia per la penultima di campionato, col Cagliari che aveva già raggiunto matematicamente l’agognata promozione la domenica precedente, mentre i rossoneri erano ancora in corsa per il secondo posto. Fatto sta che i cagliaritani, durante la partita, iniziarono a tifare per il Foggia, che s’impose 2-0. Le due squadre salirono a braccetto in Serie B e l’anno dopo le loro tifoserie ufficializzarono il gemellaggio. A riprova del forte legame, il 16 febbraio ’92, per un Cagliari-Foggia, i foggiani, partiti in 50 alla volta della Sardegna, furono accolti alle luci dell’alba da molti ultras locali, che offrirono il biglietto d’entrata allo stadio e ospitarono molti pugliesi nelle loro rispettive abitazioni. A fine partita, visto che i foggiani avevano ormai perso la nave che li doveva riportare a casa, i cagliaritani ebbero la premura di ospitarli in un convento del posto, offrendo loro da mangiare e da dormire, visto che non avevano più una lira in tasca. Fu poi il Cagliari Calcio stesso a organizzare e pagare il rientro dei foggiani in Puglia. Foggiani al fianco dei cagliaritani in diverse situazioni, come a San Siro, Ascoli, Lecce, Bari, e viceversa. Gemellaggio rinnovato nel 97/98, sia a Cagliari che a Foggia. Pezze di “Regime” e “Ultras 1980” Foggia in Juve-Cagliari 04/05. “Ultras 1980” in Inter-Cagliari di Coppa Italia 04/05. Striscione “Sconvolts” ospitato in curva Sud, in un Foggia-Napoli di C1 di metà anni 2000. Striscione foggiano “06/02/87-06/02/05: 18 anni da Sconvolts”, esposto in casa dai pugliesi. I cagliaritani fecero lo striscione “Con gli amici foggiani…ieri oggi domani” (intorno ai primi anni 2000), esposto in campo tra i bandieroni, e “Vicini al dolore foggiano” per il crollo di una palazzina nel capoluogo di provincia pugliese, nel marzo del 2006. Il gemellaggio è stato rotto dagli Sconvolts che esposero nella primavera del 2012 lo striscione “Ultras 1980 per codardia e paura hai chiamato la questura”. Striscione foggiano del 2009 “Ciao Giancarlo…fratello Sconvolts!” (vedi sezione “Curiosità”). I motivi reali e precisi della rottura non è dato saperli. –Atalanta: simpatia fin dagli anni ’80. Nel 91/92 gli atalantini furono accolti benissimo a Cagliari, e al ritorno, contraccambiarono l’accoglienza, con gli Sconvolts ad applaudirli ammirati.  Lombardi presenti allo spareggio per non retrocedere in B a Napoli col Piacenza nel ’97. L’amicizia però era soprattutto tra “Furiosi” e “Wild Kaos Atalanta”, che tengono il proprio striscione, a Milano con l’Inter nel 96/97, sopra quello dei Furiosi. Striscione “Wild Kaos” presente a Monza nella stagione di B 97/98, con al seguito tantissimi cagliaritani. –Sampdoria: gemellaggio più sentito dagli Sconvolts che dai Furiosi, nato il 2 dicembre 1990, prima di un Cagliari-Sampdoria, allorché viene effettuato il giro di campo tradizionale coi bandieroni, lo scambio di sciarpe e regali e, durante la partita, anche cori d’incitamento, di tanto in tanto, verso la squadra avversaria. Striscione blucerchiato “Sampierdarena” presente in Pisa-Cagliari 90/91. Il 26 gennaio ’92, per un Sampdoria-Cagliari, all’arrivo allo stadio i cagliaritani s’intrattengono sotto la Sud, in attesa di poter entrare a mettere gli striscioni. Una volta dentro incontrano il direttivo degli “Indians” Sampdoria, che hanno portato nel settore sardo decine e decine di bandiere rosse e blu, ed hanno fatto prendere agli ospiti altre strisce degli stessi colori in un posto che sapevano loro. Fatto sta che all’inizio della gara il settore ospiti, nonostante l’angusto spazio e l’improvvisazione, effettua una bellissima coreografia, con ringraziamenti fraternamente ai doriani per l’aiuto. Ottima l’accoglienza riservata ai tifosi della Sampdoria nel 95/96 dai cagliaritani, che sullo striscione degli “Sconvolts” mettono lo stemma “Ultras Tito”. Incontro di calcio tra tifosi e tavolata a base di prodotti tipici sardi in mattinata. Lo striscione “UTC 1969” era presente a Napoli per lo spareggio-salvezza Cagliari-Piacenza del ’97. Intorno a quel periodo fu fondato pure il gruppo “Doriani Sardi”, da tifosi della Samp residenti a Cagliari. Nel 2000/01, a Cagliari, i doriani esposero lo striscione “Ultras e Sconvolts amici 7 giorni su 7”. –Verona: ammirazione verso i veneti fin dagli anni ’80. Gemellaggio di vecchia data soprattutto tra Brigate e Furiosi. Quest’ultimi fecero visita alla Sud scaligera in un Verona-Roma di Coppa Italia anni ’90, esponendo in piena curva lo striscione del gruppo. Presenti anche gli scaligeri allo spareggio-salvezza per restare in A del ’97 a Napoli col Piacenza. L’amicizia con la Sud veronese, osteggiata dalla “Banda Loma” di Verona, venne rinnovata nel 1998/99, in Verona-Cagliari, con i sardi che esposero lo striscione “Vecchie Brigate con voi sarà sempre festa esagerata”. Il bel rapporto coi veronesi finisce però definitivamente per quanto accaduto nella stagione 2002/03, sia a Cagliari, che, soprattutto al ritorno a Verona, quando fuori lo stadio, nel prepartita, si verificano gravi incidenti tra le tifoserie e 35 cagliaritani vengono arrestati in base alle nuove norme antiviolenza. Una rottura del gemellaggio voluta dagli Sconvolts, che studiarono la “missione” punitiva a Verona nei minimi particolari; un piano vero e proprio studiato con cura, senza dar nell’occhio, dopo aver subìto l’affronto dalle Brigate Gialloblù, all’andata a Cagliari, quando si coalizzarono con i Furiosi contro gli Sconvolts. Drappi dei “Furiosi” in un Vicenza-Verona di qualche anno fa. –Inter: tutto nasce nell’anno della promozione in Serie A del Cagliari, nel 1989/90, quando lo striscione “Boys San” compare a Como, Monza, in casa con la Triestina, ecc. Gli interisti, nel 90/91, sono stati ospiti in curva Nord per Cagliari-Inter. Nella sfida di Coppa Uefa Inter-Cagliari, ritorno semifinale, i sardi esposero lo striscione “30-03-94: possiamo perdere la Coppa ma non l’amicizia”. Il rapporto, dal 1995 in poi (vicenda-Spagnolo e dintorni) non è stato più molto sentito ed è andato via via deteriorandosi, fino alla definitiva rottura sul finire degli anni ’90; non si trattava di un vero e proprio gemellaggio. Il rapporto si è trasformato in rivalità quando, dopo la partita di semifinale di Coppa Italia Cagliari-Inter 1999/2000, tre tifosi interisti furono aggrediti nei pressi della stazione ferroviaria. –Reggina: esisteva una bellissima amicizia, nata all’incirca a fine anni ’80, quando i cagliaritani ricevettero un’ospitalità incredibile a Reggio Calabria, stretta più direttamente tra “Eagles” Cagliari e “Cucn” Reggina. –Parma: un buon rapporto si era instaurato tra i due “gruppi” dopo il bel gesto dei tifosi cagliaritani verso due parmensi caduti nel fossato, di cui si parla più diffusamente nella sezione “Curiosità”. La fraterna amicizia tra parmensi e doriani fece poi il resto. –Lazio: amicizia limitatamente con gli “Eagles Supporters” Lazio, nata nella stagione 90/91, trasformatasi poi in rivalità. Una bandiera rossoblù fu rubata anni fa dai laziali ed esposta all’Olimpico. –Catanzaro: vecchia amicizia, risalente pressappoco a fine anni ’80, col gruppo “Ultras Catanzaro”. –Spal: buon vecchio rapporto, nato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, quello tra Sconvolts e spallini. –Bari: vecchia amicizia, trasformata poi in rivalità, peraltro poco sentita.

Reciproco rispetto: –Sampdoria, –Parma: con queste tifoserie, anche se non c’è più il gemellaggio o l’amicizia, è rimasto un buon feeling. –Carbonia, –Nuorese, –Calangianus: prevalentemente in chiave anti-Torres.

storica-coreografia-curva-cagliariRivalità: –Milan: il 2 febbraio 1992 si gioca Cagliari-Milan. Prima che inizi la partita compare nella Nord uno striscione offensivo verso i milanisti, che rispondono con cori tipo “Serie B, Serie B” e “Chi non salta è isolano”. Dopo il 2-1 del Cagliari gli animi si surriscaldano e i milanisti lanciano alcuni razzi verso la Sud cagliaritana e staccano diversi seggiolini, mentre la polizia, più che agire, osserva. A fine partita, tutti i tifosi della Nord si dirigono verso i milanisti. Fuori dallo stadio i carabinieri caricano i sardi che tentano di avvicinarsi al settore ospiti. Un gruppetto nota una macchina targata “Milano”, che in pochi minuti viene distrutta. Dalle 16,20 alle 17,30 è una continua carica e contro carica tra carabinieri, che fanno uso di lacrimogeni, e cagliaritani, mentre i milanisti restano dentro lo stadio. I tifosi ospiti escono verso le 18, ed è in quel momento che un gruppetto di milanisti, senza farsi notare dalla polizia, torna dentro lo stadio e stacca lo striscione “Furiosi”, rimasto incostudito, così, senza tanti problemi, lo portano via. Al porto i milanisti sono attesi da centinaia di cagliaritani desiderosi di vendicarsi, che vengono però manganellati e respinti dalle forze dell’ordine, coi rossoneri che possono, in relativa tranquillità, montare sulla nave e, come atto di sfida, attaccarci lo striscione mentre vanno via, coi cagliaritani inviperiti ma impotenti. I sardi comunque entrano in possesso, grazie all’allora gemellati interisti, dello striscione “Brigate Rossonere”, che mostrano a mo’ di rivincita in un Italia-Svizzera di quel periodo. Finito in mano sarda anche lo striscione “Brigate Puglia”. In Cagliari-Milan dell’aprile ’94, all’arrivo dei milanisti a Cagliari, questi vengono perquisiti minuziosamente dalla polizia in assetto antisommossa e caricati a forza di spintoni e manganellate sugli autobus che li portano al “S.Elia”. Una volta allo stadio non vengono fatti scendere dalla polizia, favorendo il lancio di pietre da parte dei tifosi sardi, un autentico tiro al bersaglio, finché i milanisti non scendono di loro iniziativa. Oltre 500 sostenitori cagliaritani si presentano a “S.Siro” nel 95/96, arrivando in corteo con tanto di diverse torce, bersagliati dai cori offensivi della Sud milanista. I sardi stanno tutta la partita nella parte alta del settore ospiti, con tutti gli striscioni tenuti a mano. –Napoli: la correttezza dei partenopei veniva ammirata a Cagliari negli anni ’80, poi, in un Napoli-Cagliari del settembre ’90, i napoletani accolgono gli isolani nel peggiore dei modi, con insulti, lancio di oggetti, bottigliate. Tutto ciò dopo aver proposto un gemellaggio per telefono. All’entrata in curva vengono accolti da cori quali “Chi non salta è un sardegnolo” e “Serie B, Serie B”, inoltre, due ragazzi cagliaritani vengono picchiati. Al termine di Cagliari-Napoli 93/94, partita esasperata anche dai gesti irriguardosi di Fonseca, ex di turno, che mostra il dito medio verso il pubblico cagliaritano, al porto di Cagliari vi sono violenti scontri tra isolani e agenti, che faticano non poco per evitare il contatto tra le opposte tifoserie. Compiuti otto arresti e due fermi. Lo spareggio Cagliari-Piacenza per rimanere in A, disputato a Napoli il 15 giugno ’97, alla presenza di circa 18.000 isolani e di 2.500-3.000 piacentini, è teatro di violenze inaudite dei napoletani “padroni di casa” sui cagliaritani. I pullman che portano i sardi allo stadio, dopo un’estenuante viaggio in traghetto, vengono presi di mira con bottiglie, catene, mattoni, colpi di spranga e bastoni. Inevitabile, coi motori che ronzano intorno ai pullman, che scoppino incidenti alla stazione e allo stadio, ma i cagliaritani hanno la peggio anche con le forze dell’ordine. Dentro lo stadio esiste un settore “cuscinetto” tra cagliaritani e piacentini, cosicché molti “Cagliari Club” ne approfittano per esporci gli striscioni, ma, all’improvviso, in quel settore fanno entrare centinaia di napoletani, che staccano gli striscioni appena appesi, urinandoci sopra e bruciandoli. A quel punto la curva sarda non ci vede più ed esplode. Sotto gli occhi quasi divertiti e complici della polizia si assiste ad ogni genere di violenza, con ragazzi bastonati, presi a sassate e minacciati con coltelli. Peggior trattamento ai cagliaritani, che retrocedono in B dopo aver perso 3-1, non potevano riservare.  Esposto striscione “Napoli merda” in Cagliari-Napoli 11/12. –Ancona: reciproci cori di stima e amicizia in Ancona-Cagliari 1989/90, anche se la gente nei Distinti cominciò a scagliare verso i sardi monetine e altra roba, con gli ultras anconetani che però intonarono cori a favore dei sardi. Inoltre, il “Collettivo Ancona” li salutò in modo affettuoso mentre andavano alla stazione. Nella stagione 2000/01 ad Ancona, i “Furiosi”, partiti col numero esiguo di tre persone, coinvolti in tafferugli fuori dallo stadio, persero lo striscione del gruppo, cosa che prima o poi, visto che partivano sempre massimo in dieci per le trasferte, c’era da aspettarselo succedesse. I fatti si svolsero nel prepartita, ma ci sono versioni discordanti: una vuole che due (!) elementi dei Furiosi fossero lasciati dal taxi di fronte alla curva anconetana, anziché, come richiesto, nei pressi del settore ospiti e che, scontrandosi con un buon numero di anconetani, perdessero lo striscione; l’altra invece dice che i cagliaritani dessero fastidio agli anconetani che stavano facendo il biglietto ai botteghini e che i marchigiani avessero una reazione sproporzionata, e da lì scoppiasse un diverbio che avrebbe portato al furto dello striscione, comunque difeso da pochissimi elementi. I marchigiani esposero poi lo striscione in curva alla rovescia. Al ritorno, gli anconetani, non è dato sapere per quale motivo (codardia?) saltarono la trasferta. Nel 2002/03 i Furiosi si presentarono, pochi ma compatti, ad Ancona, dietro lo striscione “Ancona ti odio!”. –Fiorentina: antiche ruggini. Stendardo “Gruppo Roma” grattato dai cagliaritani e posto sopra lo striscione “Furiosi” in Cagliari-Fiorentina 98/99. Un gruppo di ultras cagliaritani tentò di aggredire, in occasione di Cagliari-Fiorentina del novembre 2006, i tifosi viola all’aeroporto di Elmas. –Venezia: incidenti con lanci di pietre e altri oggetti in Cagliari-Venezia 98/99. Mentre in Venezia-Cagliari 99/00 la curva di casa espose lo striscione “Sardi bastardi”, a firma  “Ultras Unione Veneziamestre”, fatto poi rimuovere dalla polizia. –Roma: rivalità fin dagli anni ’80. Uno striscione romanista venne rubato dalla Nord e disposto a testa in giù diversi anni fa. Nell’aprile 2014 momenti di tensione prima di Cagliari-Roma: un gruppo di romanisti cerca di sfondare una cancellata dentro lo stadio, ma viene fermato dalla polizia. –Cesena: nel gennaio 2015 una 25ina di cesenati, che si trovavano in un bar vicino la stazione ferroviaria, per consumare un pasto prima di andare allo stadio, sono stati aggrediti da circa 15 ultras del Cagliari armati di bastoni, bottiglie e cinture, a volto coperto, che avrebbero prima minacciato i romagnoli, poi cercato lo scontro. A quel punto sarebbe partito un fitto lancio d’oggetti, lanciati anche tavolini e sedie dello stesso bar. Le forze dell’ordine sarebbero intervenute per sedare la rissa, cercata solo dai sardi, mentre i romagnoli cercavano di allontanarsi. Dal questore di Cagliari comminati 4 Daspo della durata di 8 anni, con obbligo di firma durante le partite del Cagliari (trasferte comprese) a ragazzi di età compresa tra i 27 e i 33 anni, che ne stavano già scontando altri. Questo anche se un comunicato degli “Sconvolts” nega che i ragazzi che hanno partecipato alla rissa fossero sottoposti a Daspo e afferma che i ragazzi destinatari di Daspo sono stati ripresi dalle telecamere di un’attività commerciale, non nel luogo della rissa ma in altre vie limitrofe, e che quindi non avrebbero partecipato alla stessa. –Treviso: scontri nel dopo gara di Treviso-Cagliari 97/98 tra le due fazioni. Le forze dell’ordine effettuano alcune decise cariche, durante le quali si sente male e morirà poco dopo il giovane ultrà trevigiano Fabio Di Maio, sofferente al cuore. –Juventus: rivalità acuita dal doppio confronto in Coppa Uefa 1993/94; scontri a Torino nel 1994/95, durante il match. Inoltre, 55 ultras rossoblù sono stati diffidati, per un minimo di tre e un massimo di cinque anni, in seguito agli scontri avvenuti fuori dal “Sant’Elia” nel gennaio 2014. La polizia, al termine della partita, si scontra con un gruppo di ultras che cercava il contatto con gli ospiti. Dopo una sassaiola c’è il lancio di alcuni lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine. –Salernitana: cattivi rapporti da diverso tempo. Incidenti in Salernitana-Cagliari 98/99, con una fitta sassaiola tra le due tifoserie, divise da vecchi conti in sospeso. I campani rubarono diversi anni fa lo striscione “Cagliari club S.Elia”, esposto in una partita a metà anni ’90 circa. –Empoli: scontri, anche piuttosto gravi, sia a Cagliari, nel 2001/01, che a Empoli, nel 2001/02, quest’ultimi anche per rappresaglia nei confronti dei cagliaritani, che si erano comportati da vigliacchi in Sardegna l’anno prima, inseguendo un auto di empolesi col tentativo di speronarla. Striscione “Alè Cagliari”, comunque non di un gruppo ultrà, esposto dagli empolesi in Empoli-Cagliari 83/84. –Torres: rivalità storica regionale con la squadra di Sassari, odio di vecchia data. Il leader degli U.c.c.n., Rais, tifoso-metallaro, durante un derby di Coppa Italia a Sassari (il giorno dello striscione “Zola Biancaneve ti cerca ancora”) si prese una cinghiata senza battere ciglio, talmente era orgoglioso. Violenti scontri coi corregionali nell’estate ’99. Tra “Indians” Torres e “Sconvolts” c’è comunque rispetto. –Torino: si dice che lo striscione “Uccn” finì in mano granata a Torino nel 91/92. –Piacenza: vecchia ruggine, acuita dallo spareggio-salvezza di Napoli del ’97. Lo striscione “Essere pastore avere il gregge nella mente” (parafrasando quello dei sardi “Essere ultras, esserlo nella mente”), esposto dai piacentini in Piacenza-Cagliari 96/97, contribuì a inasprire i rapporti. –Padova: vecchie ruggini, risalenti perlopiù agli anni ’90, con scontri sia a Padova che a Cagliari, dove i padroni di casa prepararono un’imboscata ai padovani vicino al “S.Elia”, ma quest’ultimi si difesero bene. C’era comunque rispetto tra “Furiosi” e padovani, gli unici a recarsi a Cagliari, per più anni, senza scorta e scontrandosi lealmente. –Catania: il 10 agosto 2013, a Olbia, in occasione dell’amichevole Cagliari-Catania, alcuni violenti assalgono a calci e pugni il pullman che portava allo stadio dirigenti e giocatori del Catania, lanciando anche oggetti e frantumando il lunotto, poi sfondano i cancelli d’ingresso entrando in Tribuna e infine invadono il campo. A seguito dei disordini le questure di Cagliari e Sassari comminano 15 provvedimenti di Daspo, da uno a tre anni. –Como: nel dicembre 2015 sono stati aggrediti a Cagliari, poche ore prima del fischio d’inizio del match, una decina di supporters lariani, che stavano stazionando intorno allo stadio in attesa dell’apertura dei cancelli. Una ventina di ultras del Cagliari hanno accerchiato i pochi comaschi; uno schiaffo, un pugno, poi gli ultras rossoblù hanno afferrato uno zaino lasciato a terra dagli avversari e sono fuggiti prima dell’arrivo della polizia. –Tempio: rivalità regionale, peraltro poco sentita. C’è da dire che in Sardegna non ci sono i derby di campanile sentiti come in altre regioni, anche perché quasi mai c’è modo di confrontarsi e di rivaleggiare, in quanto diverse sono le categorie alle quali partecipano le varie squadre (es.: il Cagliari con Torres, Tempio, Olbia non si affronta mai). –Genoa: vecchia rivalità targata anni ’80. –Palermo: rivalità fin dagli anni ’80. –Cosenza: vecchi dissapori, fin dagli anni ’90, coi silani. –Perugia: incidenti fuori dal “R.Curi” molti anni fa.

IMG_9111Curiosità: -Al termine dell’incontro Cagliari-Atalanta del 18 settembre 2016, 4^ giornata di campionato, un gruppo di 25-30 cagliaritani si è diretto verso il settore “Distinti Sud”, dove si trovavano una decina di bergamaschi, un tempo gemellati, tentando di venire a contatto con i tifosi “avversari”e brandendo le cinture a guisa di frusta e impugnando pietre con atteggiamento di sfida. Solo l’immediato intervento delle forze dell’ordine, dopo trenta secondi di cinghiate, con un ferito lieve, ha posto fine allo scontro. Grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza, la Digos è risalita presto ai colpevoli, nonostante la loro fuga immediata. Sono stati emessi Daspo di un anno a carico di un 25enne, di 5 anni a carico di due 44enni, che avevano già a loro carico diverse diffide, e per 5 ragazzi, tra i 23 e i 39 anni, è stato emesso il Daspo della durata di tre anni. -Sempre nel giorno della vittoria con l’Atalanta (3-0) stona non poco in casa Cagliari la dura contestazione degli “Sconvolts” nei confronti del portiere e capitano rossoblù Marco Storari, squalificato dopo l’espulsione rimediata a Bologna e sostituito tra i pali dal brasiliano Rafael. Gli ultras hanno prima diffuso un volantino dal contenuto inequivocabile, chiedendo che l’esperto portiere ex Juve non indossi più la fascia di capitano del Cagliari, juventino e mercenario, poi hanno intonato cori offensivi durante la partita, per attaccare il portiere, presente allo stadio con la sua famiglia. Più di una volta si è udito il coro “Storari togliti la fascia juventino pezzo di merda”. Il resto dello stadio ha cominciato a fischiare gli Sconvolts, contestando duramente gli stessi cori. Sul volantino era scritto, tra le varie cose, “A noi sta a cuore il Cagliari e se uno non ci piace non glielo mandiamo a dire”. -Non hanno praticamente mai smesso di cantare, dal primo all’ultimo minuto, nonostante il risultato che si profilava in campo, un pesante 0-5 col Napoli, i ragazzi della curva Nord, domenica scorsa 11 dicembre 2016. -A un anno di distanza dal suo effettivo addio al calcio, che non poteva essere festeggiato adeguatamente, a causa della triste retrocessione, lunedì 23 maggio 2016, un “S.Elia” gremito ed entusiasta, ha reso il giusto omaggio a Daniele Conti, con una serata di gala, una partita amichevole tra vecchie glorie e il Cagliari 15/16 (con mister Rastelli in attacco e il presidente Giulini a fare il mister in panchina). Incasso totalmente devoluto in beneficienza alla “Diversamente Onlus”, al progetto “Musica e Lettura” di un ospedale di Cagliari e all’Associazione “ProCiv Arci” di Quartu Sant’Elena. Una bellissima coreografia, a tutta curva, fatta di plastiche rosso e blu ai lati, e la maglia gigante rossoblù centrale, su sfondo di plastiche bianche, e al centro la scritta “Conti”, col numero suo, il “5”, ancora bianca, ha celebrato il calciatore, entrato nella storia del Cagliari, col record assoluto di presenze (434 in campionato), condito da 47 gol, in 16 anni di carriera, da quando giovanissimo nel 1999 giunse dalla Roma in rossoblù per farsi le ossa, conosciuto solo per essere il figlio di Bruno “mundial” Conti. La coreografia si completava con la frase, su due righe “In un calcio senza valori hai dimostrato cosa vuol dire attaccamento ai colori, onore a te capitano un esempio per tutti i giovani calciatori”, e per l’occasione è stato rispolverato lo striscione “Sconvolts”, oltre a “Rispetto per gli ultras”, “Ultras 7 giorni su 7”, “Vecchio Settore” e altri ancora. Si sono riviste vecchie facce come Max Allegri, Matteo Villa, Herrera, Abeijon, Diego Lopez, Gobbi, Acquafresca, Agostini, Bianco e Pisano, tutti in campo con la maglia numero “5”, a partire proprio da Bruno Conti, acclamato dalla folla, che ha giocato 10 minuti, scambiandosi con Daniele, applauditissimo, che si presta a fare una gag con l’arbitro Bergonzi che l’ammonisce e poi l’abbraccia, lui che quando giocava veniva ammonito praticamente in ogni gara. Bruno era entrato in campo coi nipotini, figli di Daniele, commosso fino alle lacrime. Al suo invito non poteva dire di no il suo presidente, Massimo Cellino, tornato apposta in Italia da Miami (Florida, Usa) per l’occasione, seduto in tribuna con moglie e figli, come quando il Cagliari era suo. La squadra di Rastelli è stata premiata da Andrea Abodi, presidente della Lega B, che mette il trofeo nelle mani di capitan Dessena, per essere arrivata prima nel campionato di B 15/16. -In occasione di Cagliari-Salernitana del maggio 2016, penultima giornata del campionato di Serie B 15/16, la squadra isolana raggiunge il matematico primo posto. Nel capoluogo si respira dappertutto aria di festa, la città risponde con l’esposizione di bandiere ovunque e lo stadio è esaurito. Gli “Sconvolts”, com’è nel suo inconfondibile stile, non colorano più di tanto la curva, a parte diverse bandierine, alcune con i “4 mori”, simbolo della Sardegna, alcuni fumogeni e una bellissima sciarpata all’ingresso in campo delle squadre, a cui a ruota partecipa quasi l’intero stadio. In curva Sud esposto un mini copricurva con la scritta “Bentornato Cagliari in Serie A, Centro di Coordinamento Cagliari Club”. Nella stessa gara, il questore di Cagliari ha emesso, nei confronti di un uomo di 47 anni, tifoso del Cagliari, un Daspo della durata di due anni per avere acceso un fumogeno, nonostante si fosse coperto il volto per non farsi riconoscere. -Una trentina di ultras del Cagliari, il 17’aprile 2015, ha fatto irruzione nello spogliatoio del Cagliari, il venerdì prima della partita col Napoli, all’interno della struttura del campo di allenamento di Assemini, per un duro confronto con la squadra: c’è chi parla di urla, minacce (“Dovete vincere domenica altrimenti sono cazzi vostri, vediamo se vi impegnate”) e anche di qualche schiaffo. I giocatori sono rimasti scossi e spaventati dall’accaduto, un duro faccia a faccia, come ha dichiarato poi il tecnico Zeman, e la squadra non si è allenata nel pomeriggio, ma non tutti si sarebbero rassegnati alla visita degli ultras, a quanto risulta c’è chi avrebbe reagito male. La società nega però che si sia arrivati allo scontro fisico. Il Cagliari alla 31^ giornata, partita col Napoli persa in casa 3-0, aveva 21 miseri punti e alla fine della stagione sarebbe retrocesso al terz’ultimo posto, a tre punti dall’Atalanta quart’ultima. Per gli aggressori sarebbero scattati dieci Daspo, di cui otto della durata di otto anni, visto che avevano precedenti specifici e di allontanamento dagli stadi, per quattro di loro era già in atto, uno ne aveva già avuti due. Per gli altri due tifosi identificati il provvedimento di Daspo è stato della durata di cinque anni. I dieci (accade per la prima volta) hanno avuto anche il divieto di avvicinarsi 24 ore prima e 24 ore dopo, ad Asseminello, oltre l’obbligo di firma. -Un capo-ultrà, Giancarlo Monni, è morto a soli 35 anni nel marzo 2009 in ospedale, dove era stato trasferito dal carcere “Buoncammino”. Il 6 marzo 2009, una sessantina (ma c’è chi parla di oltre cento) di tifosi del gruppo “Sconvolts”, non convinti che il suo decesso sia stato causato solo da un broncopolmonite, come stabilito dall’autopsia, ma sia stato fatto morire, si sono diretti dalla sede  verso il carcere per protestare duramente, si sono riuniti sotto le mura Nord dello stesso, quindi è partita una sassaiola e molte pietre, poi sono passati ad imbrattare i muri del carcere e diverse vetture di agenti e secondini in sosta, che hanno dato l’allarme; non si sono fatte attendere diverse pattuglie di Squadra mobile e Digos, che hanno fronteggiato i tifosi. Giancarlo aveva la febbre a 40 quando sono andati ad arrestarlo a casa sua. Stava male ma hanno usato i soliti metodi per prelevarlo. Lui, come al solito, ha reagito, e lì sono piovuti i primi colpi. In carcere nessuno l’ha curato, anzi, il freddo e l’umido hanno peggiorato la situazione. Lamentava dolori fortissimi al petto, ma i secondini hanno continuato a lasciarlo perdere, costringendolo alle docce gelate, trattamento ovviamente non riservato solo a lui. E’ arrivata così, per assenza di anticorpi, la broncopolmonite e per otto giorni Giancarlo non ha ricevuto nessuna cura, anche perché i magistrati non davano nessuna autorizzazione al trasporto in ospedale. Quando ormai era troppo tardi è stato autorizzato il trasferimento all’ospedale, dove è morto dopo poche ore. Sono stati tutti assolti dal giudice, il 13 ottobre 2015, i 19 “Sconvolts” denunciati per minacce e imbrattamenti, individuati attraverso i filmati della Digos. Passati sei anni da quel giorno, per il tribunale essi non hanno commesso il fatto. -Mentre quasi 13 anni sono passati dal 4 febbraio 2004, giorno in cui Valery Melis, elemento di spicco degli Sconvolts, caporalmaggiore dell’Esercito Italiano, residente a Quartu S.Elena, morì a soli 26 anni dopo una lunga, brutta malattia, il “linfoma di Hodgking”, causata dall’inalazione del famigerato uranio impoverito, che lo aveva colpito di ritorno da alcune “missioni di pace” aeree in Kosovo, tutto ciò nell’indifferenza delle “istituzioni”. Gli Sconvolts, in Cagliari-Livorno del 13/14, hanno voluto ricordare il loro amico, diventato negli anni un simbolo della curva: i giocatori del Cagliari, capitanati da Daniele Conti, sono stati chiamati sotto la Nord per omaggiarlo con un lungo applauso. All’epoca del decesso di Valery, gli Sconvolts si impegnarono per avere giustizia attaccando per diverse partite lo striscione “Valery: voi l’avete dimenticato noi no!!! fuori la verità” ed in alcuni casi è stata lasciata la parte centrale della curva vuota. Alla fine è stato tutto inutile: le lettere al Presidente della Repubblica, l’interrogazione parlamentare di un deputato dello Sdi, il tentativo di consegnare una petizione al ministro della Difesa perché qualcuno se ne occupasse, ed infine il tam tam su Internet. Esposto inoltre in alcuni match lo striscione “Onore a te grande amico”. Messaggi per lui anche da parte dei foggiani (“Ciao Valery, nell’indifferenza se n’è andato, ma non di noi ultras”, “Ciò che facciamo in vita riecheggia per l’eternità”), e dei baresi (“Valery vive nei cuori ultras”). -Durante Cagliari-Virtus Entella del 6 febbraio ’16, 25^ giornata di B 15/16, dopo una ventina di minuti dall’inizio, dieci dei quali caratterizzati dall’esplosione di quasi venti petardi sotto le gradinate della curva Nord, gli ultras del Cagliari hanno abbandonato lo stadio, privando la gara della consueta colonna sonora. La protesta degli Sconvolts, che in un comunicato di un po’ di tempo fa si sono sentiti perseguitati e sorvegliati in maniera esagerata dalle forze dell’ordine, e spesso erroneamente additati come colpevoli di qualunque cosa succeda, avrebbe origine dal fermo di un tifoso da parte della Digos, che gli avrebbe trovato addosso fumogeni e petardi. Inoltre, all’ingresso in curva, gli agenti non avrebbero fatto entrare il materiale per cui non era stata chiesta nessuna autorizzazione (lettere che avrebbero dovuto comporre una scritta), che nelle intenzioni degli ultras avrebbe creato la coreografia da inscenare a inizio match. Per gli Sconvolts era una data particolare, essendo il 29° anniversario dalla fondazione del gruppo, mentre il giovedì prima ricorreva invece il 12° dalla morte di Valery Melis. Per questo, durante il riscaldamento, i giocatori del Cagliari si sono avvicinati alla curva per portare un mazzo di fiori in ricordo del militare-tifoso. A portare i fiori il capitano Daniele Dessena, mentre dagli altoparlanti, come avviene ogni anno, veniva diffusa “Generale”, famosissima canzone di Francesco De Gregori. -Gli “Sconvolts Cagliari”, per coerenza, stile e intransigenza, sono considerati fra i migliori gruppi ultrà italiani. Pochi gruppi possono dire di non aver mai avuto rapporti diretti con la dirigenza, di non speculare sui tifosi, di non essersi mai snaturati. Schivi e introversi, elitari, refrattari alle mode del momento, in opposizione a tutte le forme di pubblicità, tra cui Internet, sono stati forse i primi in Italia a smettere di fare cori ai singoli giocatori (solo qualche coro, eccezionalmente, per Conti e Cossu, ex giocatori rossoblù, molto amici della Nord), facendone una loro prerogativa, perché prima viene la maglia, che per loro è un dogma, poi i giocatori. Materiale curato, di qualità, difficilmente reperibile, mettono in evidenza compattezza, passione e attaccamento ai colori, odio verso la tessera del tifoso, senza peraltro gridarlo ai quattro venti, non partecipano a tavoli tecnici o raduni, che lasciano agli altri, nessun bandierone classico (ma diverse bandierine), qualche fumogeno ogni tanto, poco propensi alle coreografie: questi sono gli Sconvolts, il classico gruppo duro e puro, che si distingue per impenetrabilità, massimalismo e fierezza. Fu a partire dai mondiali di calcio “Italia ‘90” che gli Sconvolts mutarono radicalmente il proprio modo di vivere la partita, a causa della presenza a Cagliari degli hooligans inglesi e olandesi (Olanda e Inghilterra che giocarono alcune partite nel capoluogo sardo). A partire da quell’anno, prendendo esempio da tali tifoserie, decisero di passare allo stile hooligans: senza tamburi e con abbigliamento generico, spesso casual, con cappucci e sciarpe. -La loro sede in Via del Collegio, fu fatta chiudere nel 2009; era tutta dipinta, fuori sulla strada. Il giorno di una partita col Catania, una ventina di Sconvolts avrebbero scambiato un gruppo di studenti messinesi in gita scolastica per dei tifosi del Catania e li avrebbero aggrediti. A quel punto il Prefetto chiuse la sede, la Questura stilò un rapporto durissimo, sfoggiando una “tolleranza zero”, e il Comune fece ridipingere la Via del Collegio, dov’era la sede, cancellando ogni traccia visibile dell’esistenza del gruppo. Da allora, per un po’ degli Sconvolts si è parlato meno, ma ebbero una brillante idea, perché la presenza visibile, grafica, degli Sconvolts in città si era trasferita sulle edicole, che vennero progressivamente ridipinte, in accordo con gli edicolanti, coi colori rossoblù e una serie di slogan e simboli identici a quelli che caratterizzavano Via del Collegio. Successivamente, da marzo 2014, gli Sconvolts si trasferirono in Via San Giacomo, ma nel luglio 2015, causa schiamazzi e disturbo della quiete pubblica, dopo una segnalazione di un cittadino, gli agenti della Digos eseguirono il sequestro preventivo della sede. Gli Sconvolts si difesero dicendo che la sede era un semplice punto di ritrovo dei ragazzi, aperta a tutti coloro che avevano la loro stessa passione e interesse. Secondo loro nessuno ha detto o scritto che gli organi competenti, a seguito dei succitati fatti, si sono precipitati a effettuare una perquisizione il cui esito è stato negativo, come tra l’altro sempre successo negli anni addietro, perché più che bevande, snack e bandiere, non hanno mai trovato niente di tutto ciò che hanno sempre sperato di trovare e per quanto riguarda la chiusura della sede nel 2009, nessuno dice che nelle sedi opportune, l’accusa dell’aggressione ai danni di studenti di Messina è rovinosamente crollata (sia le denunce, sia i Daspo) senza neanche arrivare al rinvio a giudizio. -Il problema-stadio è stato, negli anni recenti, annoso, sentito e spinoso per il Cagliari. Nel 1951 il Cagliari cominciò a giocare nel mitico stadio “Amsicora”, dove, nel 1969-70, conquista il suo unico scudetto della storia, prima di trasferirsi nel più capiente “Sant’Elia”, inaugurato nel settembre 1970, che inizialmente non dispone di adeguate infrastrutture; per “Italia ’90 si rifà il look, ma risulta sempre troppo dispersivo. Dal 2002 il Cagliari ha cominciato a giocare nello stadio costruito dentro al vecchio, tutto in tribunette metalliche, dalla capienza di 15mila posti, considerato pericoloso e finito spesso in diffida per le intemperanze dei tifosi. In quello stadio, il 15 novembre 2002, a riprova della pericolosità dell’impianto, durante Cagliari-Messina, viene aggredito e ferito, per fortuna in modo leggero, da un tifoso rossoblù entrato in campo, il portiere messinese Manitta. La capienza del vecchio stadio era stata ridotta a 18mila spettatori e la spesa per la ristrutturazione era enorme, così si preferì farne uno al suo interno. Dal settembre al dicembre 2003 il club gioca le sue partite interne allo stadio “Nino Manconi” di Tempio Pausania, a seguito dei lavori di adeguamento del “Sant’Elia”. Dall’aprile all’agosto 2012, il Cagliari gioca invece le gare interne al “Nereo Rocco” di Trieste, a causa della parziale inagibilità del “Sant’Elia” e di alcune incomprensioni tra il presidente Cellino e il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, mentre Cagliari-Juve (1-3) del campionato 12/13 si gioca sul neutro di Parma. Nel 2012/13 il Cagliari abbandona il “S.Elia” per trasferirsi nell’impianto temporaneo “Is Arenas”, del comune limitrofo di Quartu Sant’Elena, fino a quel momento utilizzato dalle due squadre locali, giocandoci tutte le partite casalinghe, alcune anche a porte chiuse, ad esempio Cagliari-Fiorentina 12/13, creando notevole danno per gli oltre 5mila abbonati, con gli ultras che incitavano la squadra da fuori e che qualche volta hanno provato ad entrare. L’”Is Arenas”, costruito in poco più di 5 mesi, dalla capienza di 16.500 posti, era quasi interamente costituito da tribune Dalmine, ereditate da quelle smontate dal “Sant’Elia” negli anni 2000. Doveva essere utilizzato per tre anni dal club rossoblù, con un canone annuale di 30mila €. al comune. L’esordio nel nuovo stadio avvenne il 2 settembre 2012, per Cagliari-Atalanta. La stagione seguente (2013/14), causa la mancata agibilità dello stadio di Quartu S.Elena, che verrà successivamente smantellato, il club sardo ritorna al “Sant’Elia”, ristrutturato per consentirne l’agibilità, dopo un anno e mezzo, in attesa del progetto di un nuovo stadio. Il presidente Giorgio Cellino, per problemi inerenti alla questione-stadio, si è fatto anche alcuni mesi di prigionia, inoltre, l’incontro Cagliari-Roma del 24 settembre 2012, viene dato perso al Cagliari 0-3 a tavolino dal giudice sportivo Tosel. La polizia intimò al presidente Cellino anche di rimuovere la scritta “Sconvolts” sui seggiolini della curva nello stadio “Is Arenas”. -Tensioni nel prepartita di Cagliari-Udinese, dell’aprile 2013, giocata a Trieste. Alcuni tifosi rossoblù furono aggrediti da ultras della Triestina, che probabilmente li scambiarono per tifosi dell’Udinese, forti rivali dei triestini. L’intervento della polizia sedò subito il tutto. -Nessun danno “morale” per gli abbonati tifosi rossoblù, che, durante il campionato 2011/12, avevano perso le partite del Cagliari per il trasferimento dal “S.Elia” a Trieste. -Completa assenza di tifosi sardi in Trapani-Cagliari di Coppa Italia 15/16, nel giorno di Ferragosto.  -Per Cagliari-Milan del 25 novembre 2007, la curva Nord, spoglia dei suoi vessilli, rimane vuota nella parte centrale in polemica per l’omicidio del laziale Gabriele Sandri. -Nella gara Cagliari-Inter di Coppa Italia 96/97 scoppiò una contestazione: i due gruppi-guida, Sconvolts e Furiosi, si trovarono in dissenso. I “Furiosi” presero posizione contro il ritorno di Mazzone, accusato di aver abbandonato il Cagliari tre anni prima per Roma, sulla panchina cagliaritana. Nacque addirittura un “Gruppo anti Mazzone”. Questa vicenda accentuò, allargando la forbice, il dualismo tra Sconvolts e Furiosi, i gruppi trainanti. Ma non è il motivo principale. Alla base della frattura c’erano vecchi rancori e una diversa concezione della mentalità ultrà. Per alcuni anni la curva è stata divisa e la coabitazione forzata. I due gruppi su tante cose la vedevano in maniera diversa. Gli Sconvolts simpatizzavano per i veronesi, i Furiosi si “ispiravano” agli amici atalantini “Wild Kaos”. A Milano, nella gara di ritorno di Coppa Italia 96/97, nel settore rossoblù si scatenò un litigio tra atalantini e Sconvolts per mettere lo striscione. Nel direttivo degli Sconvolts, da qualche mese, c’era stato un cambio della guardia, col passaggio ai più giovani, per diffide e problemi con la polizia. Tornando alla diaspora Furiosi-Sconvolts, si passò presto ai fatti, nonostante la disparità numerica (maggioranza dei Furiosi), visto che gli Sconvolts non si aspettavano la visita in sede. Spuntarono bastoni (quelli delle bandiere), tubi pvc e catene, poi iniziò il parapiglia, ma non ci fu un prolungato scontro fisico. Ragazzi ultras della stessa città, della stessa curva, che hanno rischiato per “vedute diverse”. In nome di cosa poi…La polizia venne avvertita e irruppe nella sede, sequestrando tutto il materiale e fermando trenta tifosi, portati poi in Questura. La Digos parlò di “spedizione punitiva” dei Furiosi verso gli Sconvolts. Eppure tra alcuni ragazzi c’erano amicizie anche sincere, sembrava tutto così assurdo per chi la cosa la vedeva da lontano…per anni e anni ancora si è protratto il dualismo, al punto da arrivare ad una vera e propria divisione fisica: i Furiosi, in numero più esiguo, al secondo anello, gli Sconvolts al primo, col risultato che i cori si sovrapponevano, cantando ognuno per conto loro (gli Sconvolts, essendo di più, sovrastavano gli altri). -Gli Sconvolts si spostarono per la prima volta dal secondo al primo anello dalla partita Cagliari-Lazio del 90/91, con la curva che perse non poco in vena coreografica. Lo spostamento avvenne sia per dissidi con gli Uccn, rimasti al secondo anello, accusati di atteggiamento filosocietario e di aver intonato cori romanisti in Cagliari-Lazio 90/91, sia per dimostrare che non conta aver tanto spazio a disposizione, ma esprimere tanta voce nei cori d’incitamento. Dopo alcuni anni gli Sconvolts tornarono al piano superiore, coabitando coi Furiosi, fino al definitivo “distacco” dopo i dissapori, evidentemente solo sopiti, riemersi con un faccia a faccia in Cagliari-Padova del 4 gennaio ‘98. Dopo il furto dello striscione a Ancona, i Furiosi si ritrovavano dietro lo striscione “C.C. 1920” e, successivamente, dietro quello con scritto “1989”. -In occasione di una partita interna col Verona, il maggiore gruppo ultrà rossoblù ricordò i dieci anni di storia, con una bella coreografia: una bandiera blu con una croce rossa, sulla quale era impressa la data di nascita “06 febbraio 1987-1997”, e alla ringhiera lo striscione “Da 10 anni il nostro stile riportato ovunque”. Il decennale arrivò però in un periodo di transizione, con risse che spesso scoppiavano in curva, non solo tra Sconvolts e Furiosi, ma anche tra Sconvolts stessi. -Da rimarcare quanto è accaduto il 12 dicembre ’93, nel post Cagliari-Parma, quando, dopo che due tifosi parmensi erano finiti in ospedale per esser caduti nel fossato che divide gli spalti dalla pista, nel tentativo di prendere qualche maglia dai giocatori, un gruppo di cagliaritani erano andati a trovarli all’ospedale, pur non esistendo alcun legame tra le due tifoserie. -Il gruppo “Furiosi”, nato ufficialmente il 29 ottobre 1989 nella partita casalinga col Barletta, festeggiò il decennale del gruppo nel ’99 a Roma, dove un centinaio di ragazzi sfilò per le vie della Capitale senza scorta, per oltre tre ore, dalla stazione Termini allo stadio. Il gruppo ha sempre rifiutato i finanziamenti proposti dalla società del Cagliari, seguendo i princìpi della vera mentalità ultrà e della coerenza, tesi su cui si poggiano, peraltro, anche gli Sconvolts. -Gli striscioni “Fabio vive” e “Massimo presente”, esposti al “S.Elia” fin dagli anni ’90, volevano ricordare due ragazzi cagliaritani presenti assiduamente sia in casa che in trasferta. Morti entrambi a causa di tragici incidenti stradali, Fabio a 20 anni nel ‘96, Massimo a 18 nel ’91. In Cagliari-Cremonese 95/96 il primo è stato ricordato con striscioni quali “Onore a Fabietto indimenticabile ultras” e “Ciao Fabio”. Mentre lo stendardo con la caricatura di un tifoso con sciarpa al collo raffigurava il volto di Massimo. Ma altri lutti hanno funestato la curva cagliaritana in questi anni: Manolo dei “Furiosi”, scomparso il 19 marzo del ’95, ricordato per molto tempo dalla pezza “Manolo vive”; Davide M., ricordato con lo striscione “25-10-02/25-10-04: un vero ultras non muore mai…Davide vive”, in Cagliari-Parma 04/05; Massimo Scomazzon, che quando morì, nei primi anni ’90, venne omaggiato dalla scritta “La nostra coreografia più bella sarà il tuo ricordo…ciao Massimo” e, più tardi, da “Il tempo passa il ricordo resta: Massimo Scomazzon vive!”, oltre a “Massimo presente”, che è stata per tanti anni in Nord; Giancarlo M., ricordato in Cagliari-Torino 08/09 dallo striscione “Guerriero, la tua grinta…la nostra forza, ciao Giancarlo” e dai foggiani con “Ciao Giancarlo…fratello Sconvolts!”; Massimo A. “Tassotti”, ricordato da striscioni quali “Tassotti nel cuore! le tue trasferte…il tuo sorriso…”, a Livorno alcuni anni fa, e “In ricordo di un amico, ciao Tassotti. Ultras Tito”, lasciato dai doriani fuori dal S.Elia. Coreografia in Cagliari-Siena 06/07, per ricordare gli ultras della Nord scomparsi, con gli striscioni che riportavano ognuno i nomi dei ragazzi che non ci sono più e, al centro, solo la scritta “Assenti presenti”, oltre allo striscione “Valery” con una sua gigantografia. -Appena appresa la notizia della morte di Claudio Vincenzo Spagnolo, tifoso del Genoa accoltellato prima di Genoa-Milan 94/95, i cagliaritani, impegnati nel posticipo serale casalingo con la Fiorentina, confezionano due striscioni significativi: “29-01-95: uniti nel dolore col popolo genoano” e “Milanista: non ultras ma assassino”. -Tra gli slogan caratteristici degli ultras cagliaritani, scritti sugli striscioni in tutti questi anni, ci sono: “Ultras…io ci credo”, “rispetto per gli ultras”, “essere ultras, esserlo nella mente”, “ovunque…a modo nostro”, “contro le lame”, “vecchio stile”, “essere presenti”, “7 giorni su 7 ultras”, “anche repressi combatteremo”, “per i diffidati”. -Il “Crazy Boys”, gruppo nato sul finire degli anni ’80 e scioltosi dopo non molti anni, seguiva anche formazioni cagliaritane partecipanti ad altre discipline, per incitarle a tenere alto il nome della città di Cagliari. Seguiva addirittura la squadra di rugby in trasferta. -La più bella coreografia mai fatta a Cagliari è quella con la scritta gialla “Uefa”, in campo rossoblù, allestita per la partita decisiva per andare in Europa, nella stagione 94/95. -Le “Vecchie Facce”, nate intorno al ’98, gruppo di estrema destra, erano formate da un goliardico gruppo di amici che si ritrovavano, divertiti e scanzonati, dietro lo striscione posizionato al piano superiore della Nord, spostato verso i Distinti. Nella partita di Coppa Italia con l’Ascoli dell’estate 2000, le Vecchie Facce, “spalla” dei Furiosi, si azzuffano con gli Sconvolts, con un pestaggio ad opera di quest’ultimi, e da quel giorno lo striscione scompare. -Una volta, a Caserta, il fondatore dei “Furiosi”, Portoghese, lanciò bottiglie d’aranciata contro la curva campana: 3mila persone aspettarono fuori i cagliaritani, che uscirono a bordo di un cellulare preso a calci, con un poliziotto con la pistola spianata. -Lo striscione “Sconvolts” Cagliari è stato per anni uno dei più belli in circolazione in Italia: nel ’96 vinse il referendum indetto dalla rivista specializzata quattordicinale “Supertifo”. -Sempre presenti in trasferta gli striscioni “Nord Rossoblù” e “Sempre al tuo fianco”, più qualche bandiera, di tifosi del Cagliari non tesserati, residenti lungo lo Stivale.

tifosi-cagliari-trasferta-naveCenni storici: Il tifo organizzato cagliaritano esplode negli anni ’70, sull’ondata d’entusiasmo per la conquista dello scudetto, l’unico conquistato dal Cagliari, allenato dal filosofo Manlio Scopigno, che aveva in campo i suoi punti di forza nel grande Gigi Riva, ribattezzato dall’esimio giornalista sportivo Gianni Brera “Rombo di tuono”, Boninsegna, Cera e Domenghini. Il primo gruppo ultrà a nascere è quello delle “Brigate Rossoblù”, nel 1977, alle quali si affiancano presto “Cuys” e “Fossa Ultrà”; tra i due gruppi i rapporti non sono dei migliori, così che nel 1985 si fondano dando vita agli “Ultras Cagliari Curva Nord”. In seguito si formano diversi gruppi, quali “Crazy Boys”, “Brigata S.Elia”, “Panthers”, “Rebels”, “Miserabili”, “Welt Schmerz” e “Bunker ‘skin’”. Nel febbraio 1987, forse nel periodo più cupo della storia del Cagliari, che annaspava in C1, cinque ragazzi decidono di dare una svolta al tifo rossoblù, così, alla “Fossa Ultrà” e agli “Ultrà Cagliari”, le “insegne” che avevano tirato le fila negli anni ’70 e ’80, subentrano gli “Sconvolts”, gruppo originale ed introverso, ai quali l’anno dopo si affiancano gli “Eagles”, dall’età media più giovane, passati alla storia per un adesivo con la scritta “Nuclei arrapati” (sullo sfondo un ultrà col cappellinoi che ammirava una vamp). Il tifo, nonostante la C1, sotto la guida degli Sconvolts ha un impulso positivo, tanto da arrivare a portare, nella trasferta di Rimini, un centinaio di ultras in “continente” per la prima volta: facilmente immaginabile quanto sia massacrante una trasferta da Cagliari, pesante anche dal punto di vista economico, anche se in seguito, verranno organizzati veri e propri esodi, come gli oltre 10.000 di Torino e, trasferta delle trasferte, i circa 20.000 del San Paolo di Napoli per lo spareggio con il Piacenza per restare in Serie A. A volte si partiva il sabato alle 18 con la “Tirrenia” e si tornava a casa il lunedì pomeriggio, dopo odissee di 48 ore, e si cercava di pagare il meno possibile: quando gli ultras erano in treno si cercava sempre di non pagare il biglietto escogitando il “capogruppo con biglietto”. Con in panchina Ranieri, nel 1989, avviene un vero e proprio boom: la Nord diventa una delle curve più belle e colorate d’Italia, con coreografie spettacolari. In tale anno, da una costola degli Sconvolts, nascono i “Furiosi”. A questi due gruppi è legato a doppio filo il cammino del Cagliari negli anni ’90. Gli Sconvolts rappresentarono idee completamente nuove nel modo di concepire la mentalità ultrà rossoblù: compattezza, visione elitaria, ritrosia alle relazioni con l’esterno, poche e selezionate amicizie. I gruppi Sconvolts e Furiosi, tra i quali non è mai corso buon feeling, si trovarono uniti nella protesta di fine decennio contro il presidente del Cagliari Cellino. Nel campionato 2004/05 in curva Sud nasce una nuova realtà, che prende il nome di “Cagliari 1920”. Quel Cagliari aveva i suoi punti di forza in Gianfranco Zola, il “Tamburino sardo”, che aveva ceduto al richiamo della terra natìa, dopo tanti anni in Inghilterra, Esposito, Suazo e mister Edy Reja. Da allora i sardi non sono più retrocessi, guadagnandosi quasi sempre la salvezza in discreto anticipo. La guerra intestina Sconvolts-Furiosi raggiunge l’apice nella gigantesca rissa di Cagliari-Fiorentina del 2004, che porta di fatto all’esclusione dei Furiosi dalla Nord. Negli ultimi anni a tenere banco, come scriviamo nella sezione “Curiosità”, è stata la questione dello stadio, un tragicomico teatrino all’italiana, fatto di tanti scaricabarile, che sembra comunque finalmente essersi risolto con la completa agibilità del “S.Elia” ristrutturato. Il Cagliari, dal 2004, ha giocato sempre in Serie A, tra piazzamenti apprezzabili e salvezze sudate, tranne l’anno scorso 15/16.

Gruppi scomparsi, nati negli anni ‘70: C.U.Y.S. (Commando Ultrà Young Supporters), Fossa Ultrà, Brigate Rossoblù Roberto Corti.

Gruppi scomparsi, nati negli anni ’80: Furiosi 1989, U.C.C.N (Ultras Cagliari Curva Nord), Ultrà Cagliari (nati nel febbraio 1986 dalla fusione Fossa-Cuys), Ultrà Girls, Eagles (si sciolgono nel ’91 pur contando centinaia di tesserati; quelli del direttivo si ritrovano dietro lo striscione “Vecchia Linea”), Ottobre Rossonero, Hooligans, Bunker Skin (in seguito assorbiti dai “Furiosi”), Brigata S.Elia, 1° Welt Schwerz, Vecchia Guardia, Crazy Boys, Panthers, Maledetti, Falange d’Assalto, Yankee, Forever Boys Red Blue, Roma Rossoblù, Gruppo Sfigato.

Gruppi scomparsi, nati negli anni ’90: Young Supporters, Acid Boys, Rebels, Schiavi dell’Alcool, Vecchia Linea, I Miserabili, Bad Boys, Brivido Rossoblù, I Ragazzi della Sud (questi ultimi due in curva Sud), Vecchie Facce, Esperti Navigatori (sottogr.Sconvolts), Gruppo Pit Bull (in orbita “Furiosi”), Kazzuti (in orbita “Sconvolts”), Island Kaos (sottogr.”Furiosi”), Nerds.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Karalis Front, Gruppo Selargius, Head Hunters (sottogruppi quest’ultimi due dei “Furiosi”), Group the Coddez (sottogr. Sconvolts), Cagliari 1920, Nerds Group Porto Torres ‘Cagliari 1970’.

Liberi pensieri: “Siete peggio dell’A.i.d.s.” (Ca-Torres 87/88), “Con RAnieri…sempre in pole position!” (Ca-Catanzaro 89/90), “Pisano maiale” (Ca-Pisa 89/90), “Con l’invidia del Grifone vi auguriamo il tricolore” (Ca-Sampdoria 91/92), “5 anni con voi 1987-1992”, coreografia per i 5 anni degli Sconvolts (Ca-Milan 91/92); “10-1-93: la morte è uguale per tutti”, riferito al decesso del bergamasco Celestino Colombi, avvenuta per arresto cardiaco dopo una carica della celere nel dopogara di Atalanta-Roma (Ca-Foggia 92/93); “Europe: here we go!!” (Ca-Pescara 92/93), “2-2-92…ore 17,50: il milanista ruba nello stadio vuoto…la scorta guarda” (Cagliari-Foggia 92/93), “Lottate con fierezza…come leoni” (Juve-Ca 94/95), “76 anni di storia da onorare, ricordatevelo” (Ca-Sampdoria 95/96), “Bentornati a casa fiorentini figli dei pastori sardi” (Ca-Fiorentina 95/96), “Gli errori arbitrali non intaccano la nostra dignità” (Ca-Udinese 96/97), “Forza riprendiamoci ciò che ci hanno tolto” (Cagliari-Venezia/Chievo 97/98), “Furiosi-Brigate: la nostra amicizia nessuno potrà cancellarla!” (con le scritte “Furiosi” e “Brigate” riprodotte a mo di striscione; Ca-Verona 97/98); “In Parlamento tutto concesso, per gli ultras solo l’arresto” (maggio ‘98), “Gaucci, per te niente Viagra” (Ca-Chievo 97/98), “Poche chiacchiere: solo vittorie. Fuori i coglioni bastardi mercenari!” (Ca-F.Andria 97/98), “Cellino vendi anche tua moglie” (Ca-Fiorentina 98/99), “Orgogliosi di stare al vostro fianco” (Ca-Reggina 01/02), “Anconetano coniglio, solo con la scorta…” (Ca-Ancona 02/03), “Diritto di replica: se non scrivete i necrologi non vi legge più nessuno. Stampa isolana stampa mediocre!” (Ca-Palermo 02/03), “Furiosi per una fede, repressi dal potere” (Ca-Vicenza 02/03), “Avanti Leoni, fuori gli artigli”, “Ultras foggiani…la nostra amicizia non si tocca” (Ca-Albinoleffe 03/04); “E’ stato un attimo volare in Paradiso ma una vita non cancella il tuo sorriso, ciao Petru” (Juve-Ca 04/05), “Che disonore! Voi ultras in televisione! Sempre contro le lame…” (Ca-Milan 04/05), “Ti seguirò ovunque andrai…ti sosterremo sempre più…forza vecchio cuore rossoblù” (Ca-Livorno 04/05), “Vogliamo lo stadio nuovo!” (Ca-Chievo 04/05), “1,2,3 anni…i vostri provvedimenti hanno una fine, la nostra mentalità no! onore ai diffidati Sconvolts” (Ca-Messina 04/05), “Gobbo sassarese paga il biglietto e torna in paese”, “Sardo juventino sei più merda di quello di Torino”, “Aereo e polizia la tua trasferta al S.Elia”, “Zola fai godere la Vecchia Signora”, “Juventino sardo sei un bastardo” (Ca-Juve 04/05); “Indomabile anche da lassù, ciao Michele” (Ca-Roma 04/05); “Diego non mollare”, a favore di un capo-ultrà bresciano in difficoltà in quel periodo (04/05); “Nel nostro cielo sereno o variabile volerai sempre ciao Davide!” (Ca-Livorno 05/06), “Occultare le prove non pulirà le vostre mani”, “Stanchi di questa presidenza, con Arrigoni l’ennesima incoerenza” (Ca-Lazio 05/06); “La Sardegna: un popolo di uomini liberi, basta sequestri” (Torino-Ca 06/07), “Autori di un impresa, noi con voi…grazie!”, “L’avete onorata”, coreografia con cartoncini plastificati bianchi, rossi e blu a formare una maglia gigante (Ca-Reggina 07/08); “All’attacco!!!”, coreografia (Ca-Fiorentina 07/08); “Ciao Claudia, angelo dal cuore rossoblù” (Ca-Udinese 08/09), “In ogni caso non collaboriamo” (Ca-Catania 09/10), “Fabio sempre presente” (Ca-Inter 10/11), “Da 24 anni sempre gli stessi, senza chiedere permessi”, per il compleanno degli Sconvolts (Ca-Juventus 10/11); “Onore a te Roberto esperto navigatore” (Ca-Bologna 10/11), “Ed ora…37 finali” (Ca-Novara 11/12), “Ciao zia Maria salutaci Davide e tutti gli Sconvolts”, riferito ad una storica figura del tifo cagliaritano, scomparsa in quei giorni (Ca-Siena 11/12); “Profondo sdegno per uno stadio indegno!” (Ca-Palermo 11/12), “’L’ingratitudine’ il tuo mestiere, rispetto per le bandiere!” (Ca-Parma 13/14), “Sudate la maglia fino alla fine!” (14/15), “Willy vive” (Livorno-Ca 15/16).

Clubs principali: Cagliari Club “Cuore Rossoblù”, Cagliari Club “La Capitale Rossoblù”, Cagliari Club “Marche Rossoblù”, Uta Rossoblù.

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