A cura di Claudio “Freccia”

Gruppi/compagnie esistenti: Underfives Cremona (gruppo principale), Old Red Grey, Alcooligans 1988 Cremona, Gioventù Bruciata, Via Persico 19, Oriundi Grigiorossi, Good Fellas, Vecchia Guardia, Assenti Presenti, Che Lipega, Nostalgia e Passione.

Settore: Curva Sud “Erminio Favalli”

Gemellaggi/Amicizie: –Vicenza: gemellaggio storico, stretto tra i “Red & Grey Supporters” e i “Vigilantes Vicenza” nel 1982. Numerosissime le visite reciproche, ad esempio vicentini presenti con tanto di striscione “Vicenza” a Piacenza nel 16/17, a Cittadella nel 17/18, in Cremonese-Livorno e Cremonese-Verona 18/19. Solidarietà per il fallimento del Vicenza Calcio: “Lanerossi 1902, la storia non si cancella”. In Cremonese-Venezia del 19 gennaio 2020 ricordata la scomparsa della storica barista della Sud di Vicenza con la scritta “Ciao Patty”. –Reggiana: gemellaggio sentitissimo, legame forte che nasce nel 1978. Anche qui numerosissime le visite reciproche, come ad esempio quelle dei reggiani nel match Cremonese-Parma del gennaio 2018, in Cremonese-Verona 18/19 e quella dei cremonesi in Reggiana-Pergolettese 18/19. Bello lo striscione dei cremonesi ad Ascoli 17/18 “Coerenti testa alta, mai arresi onoriamo la Reggio Emilia Ultras”. I reggiani, dopo le numerose diffide che hanno colpito la curva grigiorossa nel marzo ’17: “Lunga vita ai cremonesi!” e “Cremona non mollare”. Tutti gli anni una folta delegazione cremonese partecipa alla festa degli ultras reggiani. –Sant’Angelo Lodigiano: primo storico gemellaggio datato 1976 che, nonostante le due squadre non s’incontrino da tanti anni, si mantiene ancora vivo. –Genoa: amicizia vecchia ma sempre sentita, legame piuttosto stretto, basti ricordare lo striscione che, con l’Entella il 31 agosto ’19, i cremonesi hanno dedicato alla scomparsa dell’ultrà genoano Mauri. Ricordata la figura di “Spagna” il 29 gennaio 2020. –Avellino: i “Red & Grey Supporters” Cremona avevano un’amicizia con gli avellinesi. Il 7 ottobre 1984, pochi giorni dopo che a Milano perdesse la vita Marco Fonghessi al termine di Milan-Cremonese, la tifoseria irpina espose a Cremona lo striscione “Avellino ricorda commossa Marco Fonghessi”. In Cremonese-Avellino 17/18 esposto lo striscione “30/09/84 Cremona non dimentica, grazie Avellino!”. –Bari: amicizia (o comunque forte rispetto) tra cremonesi e baresi, rinnovata il 16 febbraio ’18, quando i ragazzi della Sud hanno salutato i baresi prima della gara, invitandoli poi a bere qualcosa insieme anche a partita finita. Un approccio c’era stato sin dagli anni ’90 tra i gruppi (ora sciolti) “Sanitarium” Cremona e “U.C.N.” Bari. –Pro Patria, –San Donà: amicizie che erano portate avanti dagli “Ultras Cremona”, un po’ sbiadite nel tempo.

Ex gemellaggi/amicizie: –Ravenna, –Pavia: gemellaggi stretti dai “Sanitarium” sul finire degli anni ’90, ormai sbiaditi. I rapporti coi pavesi sono stati un tempo anche tesi. –Sampdoria: bel gemellaggio rotto nel 1990. C’era un vecchio rapporto d’amicizia anche con –Inter.

Buoni rapporti/reciproco rispetto: –Frosinone: l’ultima volta, prima del campionato 17/18, che i cremonesi sono stati a Frosinone, era nel periodo contestatorio della Tessera del tifoso. Ovviamente sprovvisti della stessa, i cremonesi, ben sapendo che il rischio di non entrare era altissimo, arrivati là incontrarono alcuni ragazzi della tifoseria frusinate e, al divieto delle forze dell’ordine di farli entrare, questi ragazzi rimasero fuori con i cremonesi, addirittura portandoli al loro bar a vedere la partita in tv, dimostrando che la cosiddetta “mentalità” non era andata perduta col vento. –Foggia: in Cremonese-Foggia dell’aprile 2019 esposto lo striscione “Cremona ringrazia la Foggia ultrà per la solidarietà”, per ringraziarla della vicinanza espressa dai foggiani, in gran numero, in occasione della tragica scomparsa di Federico, avvenuta durante la trasferta della gara di andata, il tutto seguito da cori di entrambe le curve in ricordo e dall’applauso generale di tutto lo stadio (vedi anche sezione “Curiosità”). –Pisa: rispetto. I pisani a Pontedera nel dicembre 2018 esposero lo striscione “Ciao Federico ultras Cremonese”. Da rimarcare lo striscione per la Signora Carla, vedi sezione “Curiosità”. –Bolzano: hockey, col gruppo “Mele Marce”, portato avanti dagli “Ultras Cremona”. –Olbia: rispetto.

Rivalità: –Piacenza: è di gran lunga la rivalità più sentita, un aspro antico odio. Il “derby del Po” non è e non sarà mai una semplice partita di calcio. Sono dialetti che non si ameranno mai, le due sponde del Grande Fiume che si guardano e nel silenzio della notte tra le nebbie si offendono da sponda a sponda, sono risse nelle discoteche piacentine per anni, scritte sui muri in ogni paese o angolo di muro libero, anni di partite spettacolari fuori e dentro al campo, sono purtroppo anche arresti, denunce, diffide da ambo le parti. Sono piacentini sotto la Sud, bar che prendono fuoco, colla e carote e, per risposta, una Nord invasa dall’”aglio”, che poi aglio non era ma tanto bastava per farli stare zitti, magliette con la Lupa che urina sul Terrazzo, scontri, sono “noi vogliamo morto De Vitis”, punta piacentina. Si narra che venisse grattato lo striscione cremonese “Boys” da un ragazzo di Piacenza a fine anni 70 e che venisse recuperato da 9 cremonesi presenti al “Galleana” a un Piacenza-Inter qualche settimana dopo, dentro lo stanzino della Nord piacentina. Incidenti nel posticipo serale del 31 ottobre 2005, con un pullman di piacentini che arriva fin sotto la curva grigiorossa, gli occupanti che scendono cercando lo scontro, vola qualche colpo proibito, vi è qualche contuso, arrestato un 18enne piacentino già diffidato. Ma già in mattinata si era registrato il grave episodio del lancio di una molotov contro il “magazzino” dov’era il materiale, tutto bruciato, per la coreografia, degli ultras cremonesi, sotto la loro curva. Dopopartita movimentato con le forze dell’ordine impegnate, anche coi lacrimogeni, a tenere a distanza le due tifoserie che cercavano entrambe lo scontro. Ironico striscione dei cremonesi “Miracolo allo Zini: la moltiplicazione dei piacentini!”, in riferimento ai numeri scarni che di solito aveva la curva biancorossa. Il derby del 25 settembre 2016 era atteso da oltre 10 anni, perché l’ultima volta, qualche anno fa, non fu derby: i cremonesi fuori a Piacenza perché in contestazione per la Tessera, i piacentini che non si presentano al ritorno. Gravissimi gli incidenti del marzo 2006, nonostante le due curve falcidiate dalle diffide, prima, durante e dopo la partita, con guerriglia urbana per un’ora circa tra piacentini, circa 200-300, e celere, che risponde al lancio di bottiglie e cocci con cariche massicce e una pioggia di lacrimogeni, di cui uno colpisce in pieno la finestra al pianterreno di una villetta di fronte alla Curva Nord. Tra l’aria pesante dei lacrimogeni, i piacentini sono a darsele coi “blu”. Protagonisti poi i cremonesi al termine del primo tempo, uno di loro ha portato un drappo incendiato nella zona dei distinti, e molti poi l’hanno seguito, cercando il contatto coi padroni di casa, respinti poi dalla polizia, che spara lacrimogeni, ne spareranno più di 25 nella zona grigiorossa, costringendo l’arbitro a sospendere la partita per 21 minuti. A fine gara di nuova violenza tra celere e cremonesi sotto la Sud. Un lacrimogeno verrà lanciato su un pullman di cremonesi, dopo che la celere aveva spaccato a dovere vetri a colpi di manganello. Completamente devastati i bagni della curva Sud, divelte alcune porte. Bilancio pesantissimo. In uno stendardo grigiorosso si legge “30 km. di odio”. Un tifoso piacentino è stato aggredito nel centro di Cremona il 27 ottobre 2008 solo perché indossava una giacca con il logo del Piacenza Calcio; individuati gli aggressori. Due skinheads piacentini, estremisti di destra, hanno aggredito due volte tifosi cremonesi: la prima aggressione nei confronti di 5 ultras di ritorno dalla trasferta Pro Piacenza-Cremonese, l’11 settembre 2016, agguato facilitato anche dall’oscurità e dal luogo particolarmente isolato; la seconda la sera dell’8 dicembre 2016, approfittando di una nebbia fittissima a Cremona avevano aggredito due tifosi cremonesi di ritorno dalla trasferta di Lucca, ferendoli e danneggiando la loro auto.-Parma: vecchia rivalità, molto sentita. Odio derivante soprattutto dal gemellaggio che intercorre tra cremonesi e reggiani, acerrimi rivali dei parmensi. Nell’ultimo Cremonese-Parma del 20 gennaio 2018, vengono a contatto esponenti delle due tifoserie nel pregara, coi parmensi che iniziano a lanciare bottiglie di vetro, sassi e altri oggetti. Un cremonese deve ricorrere alle cure del 118. I cremonesi desiderosi di vendetta non erano però stati con le mani in mano: un nutrito gruppo di ultras si era riversato in una via adiacente lo stadio, cercando di raggiungere il gruppo parmense, ma la Digos riesce a evitare il contatto e nei giorni successivi individuerà 10 soggetti responsabili delle violenze, poi sottoposti a Daspo. –Verona: antica rivalità, forte odio. Nell’84/85, anno dell’irripetibile scudetto veronese, le “Brigate Gialloblù Verona” arrivarono sotto la Sud in 400/500 facendola un po’ da padroni, volarono sassi, successe il finimondo. –Milan: il 30 settembre 1984 viene accoltellato a morte dai milanisti il 21enne cremonese Marco Fonghessi: si avvicinarono alla sua auto targata “Cremona”, gli rubarono un cuscinetto grigiorosso (ma era stato inscritto a un Milan Club!) e alle sue rimostranze lo colpirono. La rivalità tra le due tifoserie non era così sentita, si acuì dopo l’episodio con incidenti, al ritorno memorabili scontri finali in campo a fine partita tra colori diversi (poi tutti dritti in Questura), sassaiola al loro treno e un tamburo lanciato ai milanisti tra distinti e curva. –Alessandria: gli incidenti più gravi coi piemontesi avvengono nel 2003, con un lancio di bottiglie e sassi verso un pullman dei grigi, poi la rissa, il corpo a corpo, un tifoso finito a terra e preso a calci e pugni, 10 minuti di follia all’esterno dello “Zini” nel pregara. Bilancio: un tifoso ospite finito all’ospedale con la testa rottai. Una 70ina i giovani coinvolti, con le forze dell’ordine in grave ritardo, solo un pugno di vigili urbani a cercare di garantire la sicurezza. –Lucchese: rivalità piuttosto sentita specie dopo gli scontri dell’8 dicembre 2016, con 9 cremonesi indagati dalla procura di Lucca per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni colpose aggravate. Un dopogara turbolento, con un gruppo di grigiorossi che, scavalcando le transenne dopo una lunga serie di insulti di vario genere, cercò il contatto coi lucchesi in gradinata, bloccati dai poliziotti, ma durante lo scontro fisico rimasero feriti alcuni tifosi e alcuni poliziotti. Oltre alle varie testimonianze, un ruolo fondamentale lo ebbero le telecamere, rivelando particolari inequivocabili e portando all’individuazione dei soggetti coinvolti. –Livorno: non si stanno per nulla simpatici, specie dopo quello spareggio-promozione a Perugia nel 1998, coi grigiorossi in poco meno di mille e i livornesi in 20mila. Cremonesi che riuscirono a festeggiare la promozione grazie a una vittoria di misura. Anni fa, in ballo la Serie B, 250 cremonesi trovarono all’”Ardenza” un ambiente caldissimo, con arresti, scontri, polizia indegna, gente alla quale fu proibita l’entrata, diverse cariche senza ritegno da parte dei ‘blu’. –Como: antica rivalità sentitissima, odio, vecchi rancori. Vecchi scontri che si perdono negli anni, emozioni più fuori che dentro al campo. Aggredito a Como nel novembre 2016 un passante 52enne poco lontano dallo stadio da un violento gruppo di ultras della Cremonese. Un po’ di tempo prima esposto a Cremona “Como infame”. –Brescia: antico odio, sentita rivalità. Scontri già a Brescia nel 1981/82. Sfondano a calci un finestrino del bus che stava portando i cremonesi allo stadio per assistere alla gara del primo turno di Coppa Italia Brescia-Cremonese, il 2 agosto 2015, due ultras grigiorossi, che saranno poi denunciati e Daspati. Nel prepartita di Cremonese-Brescia del 20 ottobre 2017, uno sparuto gruppo di tifosi bresciani viene a contatto con alcuni tifosi cremonesi. La colluttazione degenera in un brevissimo scambio di cinghiate ed il lancio di alcune sedie poste a ridosso di un locale pubblico. Il pronto intervento della Digos blocca sul nascere la rissa. 3 bresciani Daspati. Scontri tra tifosi nelle vie adiacenti lo stadio anche in Cremonese-Brescia del 4 maggio 2019, si parla di bottigliate e di cinghiate. Bel gesto dei bresciani in Brescia-Cremonese del 26 dicembre 2018, quando espongono gli striscioni “La morte non ha colori” e “Oggi conta solo il tuo ricordo…ciao Federico”, per ricordare il ragazzo cremonese morto durante la trasferta di Foggia di 12 giorni prima. –Varese: vecchia rivalità. Già nel giugno 1983, l’anno dell’esodo grigiorosso, scontri in curva Nord varesina, dove ultras cremonesi si fecero largo a schiaffi e dopo la gara i cremonesi sfogarono la loro delusione per non essere andati in Serie A, anche per un Varese motivato con sospetto. Il destino beffardo volle che nel campionato successivo, dopo circa 3 mesi, fu di nuovo Cremonese-Varese: 23mila biglietti venduti con la rabbia ancora forte. I varesini andarono in 3 pullman, entrarono in Sud, dove vi trovarono un’accoglienza degna e dopo solo 10 minuti la polizia fu costretta a farli risalire sui mezzi, rispedendoli a casa loro, non senza lividi. Il 13 giugno 2010 scontri durante l’incontro di ritorno, finale Playoff per la B, Varese-Cremonese Una parte dei tifosi varesini invade il campo. Durante gli scontri tra le due tifoserie un poliziotto viene colpito al volto, con la cintura dei pantaloni, da un tifoso cremonese. Una 60ina i tifosi coinvolti ed identificati  –Padova: rivalità datata e piuttosto sentita, scontri già nell’88/89 quando un manipolo di grigiorossi e gemellati vicentini, a Padova, si diresse verso la Nord, facendo nascere un parapiglia; volò qualche bella astata. Rapporti pessimi anche negli anni 90: “Cremona invasion” nel 1991, col Padova in piena lotta per la A; i padovani disfecero completamente le carrozze dei treni speciali, e i due cortei (andata e ritorno) misero a ferro e fuoco Cremona: decine di auto fracassate, vetrine in frantumi, con la gente che assisteva impotente dalle finestre. Il corteo di ritorno fu un’orgia di vandalismo gratuito. Scontri a Cremona a metà anni 90. Rissa ad un autogrill a fine 2007, con l’indagine che portò all’arresto di 10 ultras padovani, di cui 7 ai domiciliari, e nell’area di servizio di Soave il 2 dicembre 2017, con pestaggio subito da alcuni ultras della Cremonese, aggrediti con mazze, calci e pugni. –Mantova: vecchio odio, rivalità ora meno sentita, ma che negli anni 70-80 è spesso sfociata in risse. –Venezia: rivalità vecchia piuttosto sentita. –Lazio: il 12 ottobre 1986 presenti circa 200 laziali a Cremona; alcuni di loro danneggiarono circa 20 auto in sosta. –Reggina: il 25 giugno 1989, lo spareggio per la Serie A Reggina-Cremonese è vinto dai lombardi, che erano circa 700 (contro 25mila reggini) e che confezionano lo striscione “Noi nordici…voi sudici”, seppelliti da fischi e oggetti. –Sanremese: vecchi rancori, scontri tra cremonesi e sanremesi nel 1979/80. –Cesena: rivalità che deriva soprattutto dal gemellaggio tra cesenati e mantovani, fortemente rivali dei cremonesi, che si presentarono in buon numero di venerdì sera a Cesena nel maggio ’18. –Legnano: nel febbraio 2004 i legnanesi in trasferta avrebbero subito un’aggressione vera e propria nei pressi dello stadio, subendo violenze varie, come pugni e calci, con diversi contusi. Che quello con il Legnano fosse un incontro a rischio, per vecchi rancori, lo si sapeva, ma non ci si aspettava un agguato simile. Si sarebbero fronteggiate 200 persone, e i poliziotti avrebbero faticato non poco a tenerli a bada a colpi di manganello. –Novara, –Pro Vercelli, –Ternana, –Spal, –Prato, –Spezia, –Triestina, Lecce: fiere rivalità più o meno sentite, vecchie ruggini con alcune. –Feralpisalò: rivalità non certo sentita ma il 20 gennaio 2013 tre tifosi del Feralpisalò vengono arrestati dopo una lite con tifosi della Cremonese. In auto avevano un bastone con un manico di ferro. –Pergolettese (ex-Cremapergo): rivalità di campanile

Storia del tifo cremonese: Gli albori del tifo organizzato a Cremona si ricollegano alla squadra cittadina di basket, l’anno era il 1975 quando un gruppo di ragazzi fonda il primo gruppo, che prese il nome di “Boys”. Nell’aprile del 1976 questo primo gruppo entra allo “Zini” e si posiziona nei “distinti”, ma quasi subito si sposta in curva Nord. L’epoca dei “Boys Curva Nord” (questo il nome intero) si esaurisce nella stagione 1981/82 dopo anni in Terza Serie caratterizzati dai derby infuocati con Piacenza e Mantova, e da una promozione in Serie B nel 1977. Nel 1978 i “Boys” vengono affiancati per un paio di stagioni dai “Panthers”, e, sempre in quegli anni, anche dallo striscione “Autonomia Grigiorossa”. Sempre nel 1978 viene stretto il gemellaggio con la tifoseria reggiana, cha va ad aggiungersi all’amicizia già esistente coi ragazzi di Sant’Angelo Lodigiano. Nel marzo 1981 viene fondata la “Gioventù Grigiorossa”, che festeggia il ritorno in B della Cremonese; poco dopo il gruppo si trasforma in “Red Grey Supporters”. Un aneddoto sulla mentalità dei “Boys”: dopo il loro scioglimento tanti di loro non frequentarono più lo stadio, sebbene stessero iniziando gli anni dei grandi successi della Cremonese. Nel 1982 viene stretto il gemellaggio con la tifoseria di Vicenza. I “Red Grey Supporters” lasciano un’impronta profonda nel tifo cremonese, in quanto rappresentano il primo gruppo a livello organizzativo che riesce a coinvolgere la massa nel sostenere la Cremonese nei suoi primi assalti alla conquista della Serie A, arrivata poi nel 1984, dopo che il 12 giugno 1983 quasi 10mila cremonesi, 120 pullman (purtroppo un ragazzino di 17 anni cadde da un mezzo e non si salvò) invasero Varese all’ultima giornata, giocando contro un avversario che nulla aveva più da chiedere al campionato, ma la Cremo rimediò solo un 1-1 che non bastò per la promozione diretta. Spettacoli indimenticabili di folla e coreografie caratterizzano quest’epoca dove i cremonesi riescono a tesserare più di 1500 ragazzi e ad avere sezioni in parecchi paesi della provincia; “North Viking” e, per una breve parentesi, “Hell’s Angels”, in quegli anni affiancarono i “Red Grey Supporters”. Nel 1983 un gruppo di ragazzi, fino ad allora facenti parte dei “Red Grey”, si spostano in curva Sud, dando vita al “C.U.C.S.” (Collettivo Ultras Curva Sud), che, dapprima in pochi, riescono poi a catalizzare l’interesse dell’intera tifoseria che li segue in Sud dopo quasi un decennio passato in curva Nord. I “Cucs” furono i primi ad avventurarsi nelle trasferte al Sud, considerate allora quasi un tabù, e dopo lo scioglimento dei “Red Grey Supporters”, avvenuto nel giugno 1987, vengono affiancati da “Longobards”. Tra i due gruppi non c’è tanta sintonia ma, affiancati due anni dopo dai “Road Kids”, tentano di coinvolgere una curva che stava andando  alla deriva. Un discorso a parte meritano i “Road Kids”, in quanto all’epoca portano una ventata di novità in curva: nel 1989 cominciano a distribuire una Fanzine e si distinguono inoltre per una certa propensione agli scontri. Nell’estate del 1992 l’esigenza sempre più pressante di creare un unico gruppo che trainasse la curva è sentita da tutti: “Cucs” e “Road Kids”, assieme ad altri gruppi satellite, decidono di confluire sotto un’unica sigla: “Sanitarium 1982”, operazione che non riesce però a coinvolgere i “Longobards”, che vanno avanti per la loro strada, non ostacolando il progetto e rinominandosi “Old Longobards”. Da questo mix di esperienza e gioventù scaturisce la riesplosione del tifo cremonese, l’entusiasmo torna a contagiare la città e la provincia. Il “Sanitarium” vive intensamente i momenti d’oro della Serie A, ma anche quelli più amari delle retrocessioni fino alla C1, nel 1997. Viene poi fondato nel 1997 il “Vecchio Joker”. I “Sanitarium” instaurano un rapporto di amicizia con la tifoseria di Pavia e stringono un gemellaggio coi ragazzi di Ravenna. Per circa un anno vengono affiancati da “Vecchia Guardia” e “Kanker Group”, oltre che supportati da gruppi di ragazzi della provincia quali Crema, Corte de’ Frati (“Indipendenti”), Castelverde (“Erotica”), Castelleone (“Alcooligans”), Pizzighettone (dietro lo striscione “Nightmare” presente fin dal 1989), Casalmaggiore (dietro le insegne di “Baraonda”, presente dal 1993) e altri. Terminata l’era dei “Sanitarium”, il testimone viene raccolto da un gruppo di persone provenienti dall’esperienza maturata nei “Sanitarium” stessi, che decidono di adottare il nome di “Ultras Cremona” (estate ’99) che, animati da buoni propositi, devono però subito fare i conti con una situazione generale molto delicata in quanto, oltre alle diverse problematiche legate alla situazione societaria, esordiscono con un’imprevista quanto clamorosa retrocessione in C2. Il loro primo anno è quindi travagliato. La curva è tenuta in piedi da pochi. Con una società allo sbando e sull’orlo del fallimento, una squadra composta sempre all’ultimo momento, gli “Ultras”, che arrivano anche in piazza del Comune per scongiurare l’ipotesi della cancellazione della società, non si demotivano. Nel 2001 la compattezza del gruppo emerge in tutta la sua espressione proprio in coincidenza del momento più buio mai vissuto dalla Cremonese. Nel 2002 nasce il “N.E.P.” (Nucleo Ernesto Posa), dal nome di uno storico tifoso vissuto nella prima metà del secolo scorso. I fondatori sono un gruppo di 30enni, per la maggior parte provenienti dai vecchi “Sanitarium”. Come nella maggior parte delle realtà italiane, anche a Cremona gli ultimi anni sono segnati dalle numerose difficoltà dovute a una repressione sempre maggiore. Dal 19 aprile 2009 la curva è intitolata allo scomparso Erminio Favalli, deceduto esattamente un anno prima, storico giocatore e poi direttore sportivo grigiorosso, con gli Ultras che prendono ad esporre lo striscione “Curva Sud Erminio Favalli”. Con lo scioglimento del “Vecchio Joker 1997”, avvenuto con un comunicato il 9 novembre 2011, e degli “Ultras Cremona 1999” nel 2012, la curva Sud riceve una bella mazzata, anche se gli “Ultras Cremona” depongono la pezza, portata ovunque, ma fisicamente ci sono sempre. Nel comunicato di scioglimento dicono che sono sempre vivi e vegeti e invitano i ragazzi a portare addosso il materiale del gruppo con orgoglio, lealtà e fierezza. La curva però è viva, nonostante i bocconi amari da mandar giù. Il 29 luglio 2013 viene sottoscritta dai gruppi della Sud la Supporter Card al prezzo di 6 €., emessa dalla Società: si torna così in trasferta senza Tessera del tifoso. Nasce il progetto “Curva Sud Cremona” per riunire i vari gruppi, che però vede la fine nel giugno 2016. Il testimone viene preso da gruppi pieni di entusiasmo, come gli “Alcooligans”, gli “Underfives” e altri ancora. Intanto il 18 gennaio 2015 era successo un fatto grave nei dintorni dello “Zini”, per Cremonese-Mantova: una violenta rissa tra gruppi di fascisti di Casapound e “rossi” del Centro Sociale Dordoni, con un bilancio di 5 feriti, di cui 1 grave militante del Centro Sociale, anche se con un comunicato la Curva Sud se ne chiama fuori, dichiarando che non sarà mai politicizzata. Dopo tanti anni di anonimato in Serie C1 e Lega Pro, arriva finalmente nel 2017 la promozione in Serie B, che porta nuova linfa e ulteriore entusiasmo, con la curva che, aiutata dalla nuova copertura, nel 2017/18 è a tratti spettacolare e a fine stagione arriva un 13° posto. Dopo il 9° posto del 2019/20, nel 2020/21 partecipa per la quarta stagione consecutiva alla Serie B, dopo i fasti della A negli anni 80 e 90, cosa non da poco per un cittadina di appena 73mila abitanti, anche se supportata da una provincia che ne conta 360mila.

Curiosità: -Questo maledetto 2020 ha mietuto morti anche nella curva cremonese. E’ venuto a mancare nella notte tra il 6 e il 7 novembre 2020 Daniele Merlini, conosciuto come “Merlo”. Il 7 si gioca Cremonese-Vicenza e i capitani delle due squadre ricordano il tifoso grigiorosso venuto a mancare nella notte, che è stata la prima voce dei video di Pro Cremona, uno dei primi a lasciarsi coinvolgere in questo ambizioso progetto. Inoltre Stefano, ultrà della vecchia guardia; il “Broda”, scomparso il 13 aprile, dell’Old Red Grey Cremona, che ha perso la sua battaglia contro il Covid; Lele, che fino all’ultimo ha voluto vedere la sua Cremo; Rigo; Muzzo…-L’8 ottobre 2020 al “Juliette” è andata in scena una serata speciale ricordando tutti quelli che se ne sono andati, anche per motivi diversi da questo maledetto Covid. Una serata per Cremona, con diversi ospiti, non certo la solita festa. -Ha lasciato non pochi rimpianti a Cremona la cessione, nell’ultima sessione di mercato, all’Arezzo del centrocampista Mariano Arini, definito un vero uomo come ce ne sono pochi tra i calciatori e una persona speciale. -A Perugia il 17 luglio 2020, si svolgeva una partita importante per la salvezza, ma alcuni cremonesi, giunti sul posto, hanno ribadito con una pezza fuori dallo stadio che “Comunque vada il campionato il nostro pensiero non è cambiato”. -Il 20 giugno è ripartito il campionato di Serie B 2019/20, sospeso per la pandemia. Ed anche la curva di Cremona si diceva contraria e malediva i figli del Dio denaro, il calcio giocato, ricordando i morti, la gente che ha lottato, e esponendo fuori lo stadio lo striscione “I vostri sporchi interessi calpestano i nostri decessi. Nel nome di Cremona”. -Il 18 aprile 2020 gli encomiabili ragazzi della Sud hanno finito la distribuzione di 7mila mascherine, oltre ad aver consegnato 18mila mascherine al Comune di Cremona. Tutto questo grazie alle persone comuni che hanno donato, così come hanno fatto dirigenti, calciatori e allenatori della Cremo vecchia e nuova. La settimana successiva con spese alimentari hanno aiutato famiglie a cui serviva di tutto. 300 mascherine e beni alimentari sono andate ad una parrocchia. Il 30 aprile una forte somma è stata messa a disposizione dalla F.I.G.C. delegazione di Cremona. -Con una nota della Società del 31 marzo 2020, in giorni difficili per Cremona e per la sua provincia, visto che diversi sostenitori della Cremonese avevano manifestato il desiderio di poter vedere destinata la quota non fruita del proprio abbonamento, causa chiusura dello stadio, a sostegno delle attività solidali, a fronte dell’incertezza sul futuro che poteva avere il campionato di Serie B 2019/20, all’epoca sospeso, la Cremonese si diceva al lavoro per offrire in tempi brevi una soluzione percorribile al desiderio espresso da molti suoi sostenitori. Alla fine la Società è stata di parola, la gente di Cremona pure: gli abbonati dello “Zini”, tanti dei quali sono in Curva Sud, hanno risposto alla grande. La quota donata dai tifosi è di oltre 100.000 €. Sono state individuate dalla Società 10 associazioni del territorio, ad ognuna delle quali verrà data una quota di 10.000 €., di cui dovranno fornire i dettagli sull’utilizzo della donazione. La Società raccoglierà tutte le documentazioni e le farà avere ai tifosi.  -Cremonese-Empoli del 3 marzo 2020: gli Ultras si sono ritrovati fuori dallo stadio, visto che la partita si giocava a porte chiuse per il Coronavirus, che ancora non dava l’impressione di essere la grave pandemia che purtroppo è stato, ed hanno incitato la Cremonese a gran voce, come fossero sugli spalti. -Per Cremonese-Pisa del 31 gennaio 2020 festeggiati con una coreografia ben riuscita gli 8 anni degli “Underfives Cremona”, con un bel disegno su cui era scritto il nome del gruppo, e sotto lo striscione “Noi siamo il fuoco sotto la cenere”, con alcuni piccoli fumogeni accesi dietro. -Circa 500 cremonesi hanno partecipato alla trasferta di Roma del 14 gennaio 2020 per Lazio-Cremonese, ottavi di finale di Coppa Italia 2019/20. -Il 26 dicembre 2019 in occasione di Cremonese-Juve Stabia, viene allestita una bellissima coreografia per celebrare i 100 anni dello stadio di Cremona, con una gigantografia-ritratto di Giovanni Zini, portiere dei primi due campionati della Cremonese, al quale è intitolato lo stadio, morì al fronte mentre prestava servizio come barelliere durante la prima guerra mondiale, a causa di un’infezione tifoidea; appena sotto, la scritta “la nostra arena 1919-2019” e tutt’intorno bandierine grigie-rosse-bianche a strisce orizzontali. -E’ scomparsa la mattina dell’11 novembre 2019 Carla Bonazzoli, storica custode dello stadio “Zini” di Cremona, proprio nell’anno del Centenario dello stadio. Era ricoverata presso la clinica “La Pace” da qualche tempo, avrebbe compiuto 96 anni il 23 novembre. Conosciuta da tutti come “la signora Carla”, ha trascorso una vita in via Persico nella casa collocata sotto la Tribuna centrale dell’impianto sportivo: suo padre è stato il primo magazziniere della Cremonese, lei si occupava delle divise da gioco, le lavava e le rammendava se necessario. Ha visto passare presidenti, tecnici e giocatori della Cremo per una vita intera. Con “la Signora Carla” se ne va un pezzo di storia della Cremona del calcio, una figura sempre presente ma mai invadente. Quasi un icona della stessa Cremonese. Diceva che voleva morire lì, nello stadio di Cremona, ma non di domenica, quando c’è la partita, ma di lunedì (giorno in cui infatti è morta), “per non disturbare nessuno”. Spiritosa, gli anni portati divinamente, una memoria di ferro, amica degli ultras ai quali quando poteva dava sempre una mano, per sistemare qualcosa, per una coreografia. Allo stadio con la Juve Stabia lo striscione “Signora Carla la Sud ti ricorda”. Anche i pisani, numerosi come al solito, hanno voluto a sua volta ricordarla il 31 gennaio 2020 in Cremonese-Pisa: “11-11-19, Pisa ricorda ‘Carla dello Zini’ simbolo di un calcio di ‘’altri tempi’”. -Contestazione per l’andamento deludente della squadra in Curva Sud, in occasione di Cremonese-Salernitana del 10 novembre 2019. Protesta anche nella successiva trasferta di Pescara. -Nell’ottobre 2019, sulla pagina Facebook ufficiale della Curva “Noi siamo i cremonesi”, è stato pubblicato un articolo contro il decreto bis, subìto dalle curve, che più che un decreto è una specie di ghigliottina a cielo aperto contro il mondo ultras. -Si è preso un Daspo di 5 anni con obbligo di firma un tifoso lombardo di 41 anni, per aver rivolto ripetuti epiteti razzisti, nei pressi del tunnel, all’attaccante di colore del Trapani, ora a La Spezia, M’bala Nzola, il 25 settembre 2019 al termine di Trapani-Cremonese, 5^ giornata di B 19/20. -Bella coreografia a Pisa, 3^ giornata Serie B 19/20, il 15 settembre 2019, con in evidenza lo striscione “Fino all’ultimo respiro”; al rientro alcuni diffidati. -La curva rimane in silenzio per i primi 15 minuti in occasione di Cremonese-Virtus Francavilla dell’11 agosto 2019, 2° turno Coppa Italia, per commemorare i morti sul lavoro, un triste tema, basti pensare che nei primi 6 mesi del 2019 oltre 480 persone hanno perso la vita per portare a casa un minimo di stipendio. Inoltre esposto il significativo striscione “Stagione 2019/20, lottate con la nostra mentalità e avrete il rispetto della città”. -Tre giorni intensi l’1-2-3 agosto 2019 al Bocciodromo per la IV festa “Noi siamo i cremonesi”. Allestita anche un apprezzata mostra fotografica. Prima serata in cui sono state presenti quasi tutte le realtà sportive della città del Torrazzo, per ricordare sport che non hanno la stessa ribalta del calcio. Intervento anche di Ettore Ferraroni, indimenticata gloria grigiorossa anni 80-90, oggi presidente della Juvi Basket, che milita in Serie B, in cui tutti gli sportivi cremonesi si riconoscono. In seconda serata l’evento clou: la presentazione ufficiale della Cremonese in un clima di grande entusiasmo con torce, battimani e tanti cori che hanno dato la giusta carica ai giocatori. La terza serata ha visto la presenza in buon numero delle tifoserie gemellate di Reggio Emilia, Vicenza e Sant’Angelo Lodigiano, ed è poi seguito l’intervento degli avvocati Adami e Lattanzi, insieme al padre di Antonio Speziale, l’ultrà catanese recluso da oltre 12 anni a seguito dei fatti del derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007. A tutt’oggi, con ogni probabilità, Antonio è stato soltanto un capro espiatorio ed i presenti hanno visto come un padre parli come un fiume in piena di un episodio che di fatto ha cambiato la vita di un’intera famiglia: sembra che la morte dell’ispettore Filippo Raciti, avvenuta in quella tragica sera, almeno secondo le perizie dei R.i.s. sia stata causata dalla retromarcia di una camionetta, ma Antonio continua a rimanere in carcere. Stare in una cella da innocente è la cosa più brutta di questo mondo. A fine serata passerella di tantissime vecchie glorie grigiorosse. -Derby lombardo Cremonese-Brescia (0-0) molto sentito, il 4 maggio 2019, 37^ giornata di Serie B 18/19, con degna cornice di pubblico, oltre 3mila da Brescia in odore di Serie A. La Curva Sud in apertura si colora con una fittissima sciarpata, contornata dai bandieroni sempre tenuti in alto, anche per tutti i 90’, e si alza una grossa fumogenata, che di questi tempi è sempre un bel vedere. -Bellissima coreografia in Cremonese-Foggia del 28 aprile 2019, con la Sud che ad inizio gara sfodera il nuovo bandierone coprisettore, con un disegno davvero molto bello, contornato ai lati da bandierine bianche ed in basso il bello striscione “Sei la ragione più profonda di ogni mio gesto”. -Nella gara interna col Palermo del 26 gennaio 2019, silenzio in curva per i primi 45 minuti, e col Perugia il 30 dicembre 2018, sciopero del tifo per intero, per l’indifferenza totale dimostrata da chi di dovere riguardo l’applicazione dell’articolo 9 per un componente del gruppo “Underfives”, il quale, dopo aver scontato la condanna definitiva e i conseguenti 3 anni di Daspo, si vede costretto a scontarne altri 5 dall’applicazione dell’articolo 9 senza poter assistere agli incontri della Cremonese. E’ doveroso ricordare che il ragazzo era regolarmente abbonato ed aveva viaggiato con gli ultras per quasi tutto il girone di andata e che l’applicazione di questo articolo infame non è conseguente ad ogni diffida, ma viene adottato in modo del tutto discrezionale senza l’esistenza di presupposti e senza fornire alcuna motivazione. Per lo sciopero col Perugia si aggiungono alle motivazioni di cui sopra gli avvenimenti di Brescia, perquisizioni totali, sia alla partenza che all’arrivo del treno, in una maniera mai vista e affrontata prima, con due ragazzi trattati come criminali solo perché trovati in possesso di 2 fumogeni, e la contestazione per l’andamento insoddisfacente della squadra e la mancanza di rispetto di chi va in campo verso chi Cremona la rappresenta quotidianamente portando con fierezza il nome della città ovunque. -Tragica la trasferta di venerdì 14 dicembre 2018 a Foggia, quando un malore costa la vita a Federico Scazzoli, 43enne di Pizzighettone. Aveva da poco passato Termoli ed era giunto quasi a destinazione per sostenere la sua squadra, poi il malore e l’uscita a San Severo per raggiungere l’ospedale più vicino. A nulla però sono valsi i tentativi di rianimarlo, Federico muore poco dopo in ospedale. Una volta arrivati a Foggia, i tifosi grigiorossi decidono così di non entrare. Lo SLO del Foggia Calcio, avvertito dell’accaduto, si mette a disposizione dei tifosi e successivamente avvisa gli esponenti delle due curve foggiane, che scendono subito dalle curve, andando ad abbracciare i cremonesi, unendosi al loro dolore: un momento di cordoglio ed emozioni tra le due tifoserie, qualcosa che non si vede solitamente, ma davanti alla morte non esistono tifo e colori. Così, mentre gli ospiti decidono di tornare in Lombardia, nello stadio viene tolto pian piano ogni striscione, ogni bandiera. Nella ripresa il silenzio più assoluto, un clima surreale in una serata d’inverno dove il freddo si sente più del solito, spezzato solo da un applauso riecheggiato in tutto lo stadio, a seguito dell’annuncio dello speaker per informare i presenti del fatto. A fine partita una delegazione di foggiani raggiunge poi San Severo per portare sostegno e viveri, accogliendo la famiglia del povero tifoso giunta in Puglia, rendendosi disponibili in ogni cosa, come farsi carico delle spese per il  trasporto della salma, che poi non è stato possibile per ragioni medico legali. Gesti che la Sud di Cremona non scorderà mai. Tutto l’incasso del materiale di Cremonese-Carpi del 22 dicembre successivo è stato devoluto alla sorella del ragazzo scomparso. A un anno di distanza, in Cremonese-Perugia del 15 dicembre 2019, lo striscione in curva “Federico sempre con noi”. -Il 10 novembre 2018, per Cremonese-Livorno, ricordata la figura di Gabriele Sandri, nell’anniversario della sua scomparsa, con lo striscione “Il tuo sorriso stampato in testa, il tuo nome portato in tutta Italia: Gabriele vive”. -Per Cremonese-Pescara del 25 agosto 2018 esposto lo striscione “Vicini al vostro dolore Cremona abbraccia Genova 14/08/19”, a ricordare le 43 vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova. -Nel maggio 2018 è scomparso il noto tifoso Moreno Ardoli, grande ultrà della Cremo. I veneziani confezionarono uno striscione in suo onore. -Il 28 aprile ’18, a La Spezia, ricordata la figura di Domenico Luzzara, presidente della Cremonese dal 1967 al 1999, a 12 anni dalla sua scomparsa, con lo striscione “E’ una questione di cuore, ciao Domenico”. Decide di farsi da parte nel 2002, con la squadra in Serie C2, cedendo il pacchetto azionario di maggioranza all’allora vicepresidente Triboldi. A lui è intitolato il piazzale antistante lo stadio “G.Zini”. -Coreografia per Erminio Favalli in Cremonese-Salernitana del 17 aprile 2018; sempre esposta una pezza con la sua immagine. Esposta a Foligno alcuni anni fa la scritta “Senza di te nulla come prima”. -In Perugia-Cremonese del 30 marzo 2018 ricordata la figura di Emiliano Mondonico, scomparso il giorno prima, giocatore e poi allenatore, in due epoche diverse (1982/1986 e 2007/ 2009) della Cremonese, con lo striscione “Lungo le vie del vento, ciao Emiliano!!”. -Il 25 marzo 2018, contro la Virtus Entella sono stati festeggiati i 115 anni dalla nascita della Società Cremonese. Nell’occasione viene sfoggiato il bandierone e nell’intervallo, la squadra che trionfò 3-1 a Wembley nel torneo anglo-italiano del 1993 contro il Derby County, e quella di Roselli, che centrò una miracolosa salvezza nel 2006/07, entrano sul terreno di gioco, venendo accolte come si deve dal pubblico. -Striscione per Davide Astori, capitano della Fiorentina, alla Cremonese nel 2007/08, deceduto per una complicazione cardiaca il 4 marzo 2018 a Udine: “Cremona ricorda Davide Astori”, esposto in Cremonese-Cittadella. -Spettacolare coreografia in Cremonese-Parma, match che mancava allo “Zini” da oltre 22 anni, del 20 gennaio 2018: “All’ombra del Torrazzo il nemico s’inchina” la scritta che campeggia tra cartoncini grigiorossi, sotto un Torrazzo alto come la curva e due simboli di Parma. Per l’occasione riaperto con copertura il settore “distinti”, per tanti anni chiuso per mancanza di gente, un’adeguata categoria, ecc. -Il 27 gennaio 2018, ad Avellino, ritirati tutti i biglietti ai presenti una volta entrati, cosa stranissima. Poi non volevano far entrare le solite pezze, che entrarono solo dopo accese discussioni, ma tamburo e megafono non entrarono, così come uno striscione per gli amici vicentini, di solidarietà per le note disgrazie societarie, e uno per l’anniversario dell’uccisione del genoano  “Spagna”. Ad un certo punto uno steward scendeva nel settore e segnalava la presenza della pezza “Assenti presenti” (in precedenza entrata). Intimati a toglierla, i cremonesi, con decisione unanime, intorno alla metà del primo tempo, decisero di fare rientro anticipato a casa. Secondo le forze dell’ordine le pezze non sarebbero state preventivamente autorizzate. I ragazzi di Avellino per solidarietà tolsero gli striscioni. -Il mister Attilio Tesser, persona perbene, amatissimo dalla tifoseria, viene esonerato a 5 giornate dalla fine del campionato 17/18. In una delle ultime partite la curva espose lo striscione “Tesser uomo vero in un calcio finto”. -Sono stati molti purtroppo i lutti che hanno colpito la curva cremonese in questi ultimi anni, oltre a quelli del 2020 e di Federico a Foggia, giovani vite strappate da un destino crudele. Nel marzo 2016 è scomparso prematuramente Gianluca Capelli detto “Lupo”, personaggio molto in vista in curva. Poi da ricordare Gianni, scomparso nel dicembre ’16; Adriano detto “cavallo”, scomparso alcuni anni fa; Alan, morto nel giugno 2017; “Pulce”, uno dei fondatori dei “Boys”; Beppe Telli, ricordato a 6 anni esatti dalla sua scomparsa in Cremonese-Parma 17/18 con lo striscione “Beppe Telli -el ghe”; Ivano, uno dei fondatori degli “Ultras Cremona”; “Cacio”, uno dei fondatori dei “Boys Curva Nord”, scomparso nel marzo 2017; Vinicio Vecia Goga; lo “Zep”. -Il 27 agosto 2016 si è svolta la festa per i 40 anni Ultras (1976-2016) a cui hanno partecipato diversi gruppi, dai più vecchi agli ultimi nati, con tantissime foto, musica, cibo e moltissimi ex-giocatori che sono rimasti per sempre legati alla gente e ai colori grigiorossi. Durante la serata dei 40 anni è stata fatta una raccolta fondi per aiutare quei paesi dell’Italia centrale colpiti così duramente dal terremoto appena tre giorni prima. L’ultima raccolta fondi è stata fatta nel settembre 2016 per il derby col Piacenza, poi c’è stata la consegna personalmente degli aiuti umanitari. Era stata fatta una raccolta a suo tempo anche per gli alluvionati di Olbia, in Sardegna. -La Cremonese rischiò il fallimento nel ’99 e solo grazie all’aiuto di persone come Erminio Favalli, Eraldo Ferraroni, Beppe Carletti fu scongiurato. Seguirono poi 4 campionati in C2, a livello ultras meravigliosi, poi la B con vecchie volpi come Prisciandaro. Gente senza scrupoli però la riportarono sull’orlo del fallimento. Nel 2007/08 fu richiamato Mondonico, con una squadra attrezzatissima per la B. Purtroppo Favalli viene a mancare e da lì successe di tutto, fino ad arrivare ad un famoso e chiacchierato Cremonese-Cittadella. Poi ancora partite vendute, combinate, giocatori irritanti e irrispettosi del loro pubblico e della loro maglia. Dal 2006/07 al 2016/17, 11 anni umilianti di Terza Serie. Poi il romanzo Cremonese-Racing Roma (3-2) del 6 maggio 2017, ultima giornata, una partita che si era messa male (2-1 per gli ospiti), risolta in mischia al 90° da Scarsella, diventato da allora un eroe, sotto una pioggia battente, con la gente impazzita di gioia. -Sempre esposte le pezze “Per chi vorrebbe ma non può” e “Julien e Gabriele”, che si riferisce a due ultras con uno stesso tragico destino, cioè Gabriele Sandri, di cui tutti conoscono più o meno la storia e Julien Quemener, storia meno nota, ragazzo di 24 anni parigino, tifoso del Paris St.Germain, tragicamente ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente di polizia il 23 novembre 2006, al termine del match di Champions League Psg-Maccabi Tel Aviv.

Politica: ufficialmente apolitici.

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