A cura di Claudio “Freccia”

Gruppo principale: Unonoveduesei Curva Fiesole

Altri Gruppi/compagnie esistenti: Quelli di Sempre, Aficionados, Marasma, Fedelissimi, Settebello, Vieusseux, Ciclone Viola, 0566 Follonica, Firenze nel Nord, Bomber Group, Quinto 1989, Gruppo Piagge-mai scesi a compromessi, Galluzzo Viola, Gruppo Stressato, A.T.F. (Associazione Tifosi Fiorentini, quindi non un gruppo vero e proprio), Firenze Ovunque, Gruppo Roma, Pazzi di Lei, Vacillo ma non crollo, Docg, I’ Curvino, Gruppo Pampero, Sbadati Viola, Pride of Florence, Azzurri S,Croce Calcio Storico Fiorentino, Ceccano 03023, Aberdeen Viola, Vecchia Guardia, Quelli del Parterre, Verdi Calcio Storico, Gli Ingestibili, San Frediano, Reggello Viola, Quelli d’una Volta.

Settore: Curva Fiesole (Nord), tranne il “Vieusseux” in Curva Ferrovia (Sud).

Gemellaggi/amicizie: –Verona: gemellaggio forte e duraturo nonostante le diverse idee politiche; vecchissimo, nasce infatti nel 1976, dopo una breve ma asprissima rivalità. Prima del ’76, infatti, vi erano stati molti tafferugli tra tifosi gialloblù e viola, e fu fin da subito reciproco il rispetto. Gli scontri si svolgevano sempre in modo leale, e questo colpì in modo positivo i capi ultras delle rispettive tifoserie. Nel ’76 a Verona il noto capo ultrà gigliato Stefano Biagini, detto il “Pompa”, irruppe dentro la curva veronese con un motorino. Ma questo fatto, invece di essere preso come guanto di sfida dalle allora “Brigate Gialloblù”, fu il sigillo di questa amicizia ormai storica. Veramente innumerevoli le visite reciproche che le due tifoserie si sono fatte lungo l’arco di tutti questi anni. In Fiorentina-Verona 13/14 furono esposti gli striscioni “A qualsiasi ora venga giocata questa partita…l’unico ricordo sarà una sbronza infinita!!!” e “La nostra passione abbatterà la repressione, avanziamo schierati per gli amici diffidati!!!”. In Fiorentina-Verona 91/92 la Fiesole accolse i veronesi con cartoncini gialli e blu, nel mezzo la scritta “B.G.” blu su sfondo giallo e, in balconata, lo striscione “Venti anni di storia non si cancellano…onore alle B.G.”, un tributo alle Brigate Gialloblù di Verona scioltesi nel 1991. Folta rappresentanza veronese in Fiesole per Fiorentina-Tottenham, rit. 16.i di finale di Europa League 14/15. Si parla di centinaia di veronesi in curva a Roma, per la finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli del 3 maggio 2014. Pezza “Unonoveduesei” in Verona-Brescia 16/17, pezza fiorentina in Spal-Verona, Serie B 16/17. Pezza “Curva Sud Verona” col Bologna in casa e a Ferrara nel 18/19. –Torino: gemellaggio solido, forte e duraturo. E’ in atto dalla metà degli anni ‘70 circa, anche se i rapporti tra le due società esistono già dal tempo della tragedia di Superga, ed il motivo del legame va oltre la semplice rivalità con la Juventus: è un’amicizia legata da mille vicende vissute in comune e da una storia calcistica che ha visto per entrambe momenti difficili. Un gemellaggio di popolo, dove i protagonisti non sono solo i gruppi di curva ma due intere città. Giro di campo coi bandieroni in Torino-Fiorentina 82/83. Nel 2008, alla penultima giornata a Torino tutto lo stadio esultò al gol di Osvaldo, che consegnò alla Viola la qualificazione in Champions L. Qualche anno dopo, il Toro si giocò a Firenze l’Europa. Finì 2-2, e nonostante il rigore del sorpasso fallito all’ultimo secondo da Cerci, i granata centrarono l’obiettivo, dopo 20 anni d’astinenza, tra la goduria anche dei tifosi viola, che per 90 minuti tifarono apertamente per gli “avversari”.  Innumerevoli davvero le visite reciproche, ad esempio pezza “Collettivo” in Torino-Ancona 09/10. In Torino-Fiorentina 12/13 rinsaldato il gemellaggio con un giro di campo coi vessilli dei due clubs ed esposto lo striscione “La città gigliata saluta il popolo granata”. Gemellaggio rinnovato, sempre a Torino, anche nel 14/15, col consueto giro di campo coi bandieroni, la scritta “Forza Toro” nel settore ospiti e “Alè viola” nella curva “Primavera” granata. Lo striscione “Ciao Fabio guerriero granata” è stato esposto dai fiorentini per ricordare un ultrà del Toro purtroppo non più tra noi, in Torino-Fiorentina, 2^ giornata 15/16, e nell’amichevole estiva del 2 agosto 2015, Fiorentina-Barcellona. I torinisti, nella partita di campionato coi Viola sopraccennata hanno poi esposto “La porti un bacione a Firenze” e “A Torino non ho cugini ho solo fratelli fiorentini”. Inoltre le due tifoserie hanno composto, su quattro striscioni diversi, la frase “Ultras sempre liberi insieme”, le prime due parole in curva ospiti, le altre due in curva “Primavera”. Nell’amichevole dell’agosto ’15 Fiorentina-Barça esposto lo striscione “Fabio ultras granata in eterno”. –Catanzaro: nasce un gemellaggio spontaneo nell’82, vista l’accoglienza di fuoco che i catanzaresi agli ospiti juventini all’ultima giornata del campionato 81/82, quello del testa a testa per lo scudetto Fiorentina-Juve, con l’albergo che la notte prima della gara verrà assaltato più volte. Ma i primi contatti risalgono addirittura alla finale di Coppa Italia 1965/66. In Fiorentina-Barcellona, amichevole di lusso dell’estate 2015, esposto lo striscione “Fragomena vive fratello U.C. ‘73”, in ricordo di un leader della curva calabrese, prematuramente scomparso. Delegazione catanzarese in Fiorentina-Tottenham, ritorno 16.i di finale Europa League 14/15. A fine novembre 2018, nei pressi dello stadio, è stata esposta la scritta “Tanto torniamo tutti…UC ’73 non mollate!”, per un gruppo, gli Ultras Catanzaro, particolarmente perseguitato dalle diffide. –Sporting Lisbona: un’amicizia ufficializzata nel 1996 tra il 7Bello, gruppo storico della Fiesole e la “Juventude Leonina”, prima, e il “Directvo Ultras”, poi, in seguito rafforzata con continui scambi di presenza. Nel 2010/11 in occasione di una gara di Coppa Uefa a Gent (Belgio), un bandierone della “Torcida Verde” venne regalato dai portoghesi agli ultras viola. Ultras lisbonesi in Fiorentina-Atalanta del dicembre 2011. In Belenenses-Fiorentina, giocata a Lisbona per la fase a gironi dell’Europa League 2015/16, i supporters viola hanno sventolato un bandierone con, da una parte, lo stemma del “Directivo Ultras” Sporting Lisbona, dall’altra il giglio fiorentino, al centro del bandierone due mani che si stringono saldamente e in alto la scritta “Amicizia viola”, per rimarcare il bel rapporto con la tifoseria dello Sporting, “cugini” del Belenenses. Esposto dai gemellati dello Sporting lo striscione “Viola sempre” in una partita casalinga del 2014. Esposto per la morte di Astori dai portoghesi lo striscione “Nel nostro cuore il vostro dolore”. Il gruppo “Juventude Leonina” dello Sporting, in occasione del derby col Benfica del 5 maggio ’18, prende la decisione di vestirsi tutto di nero per ricordare il tifoso viola Marco Ficini, assassinato il 22 aprile ’17. La tragedia ha rafforzato il gemellaggio, adesso davvero molto forte. Per l’edizione del trofeo “5 Violini” dell’estate 2017 esposero il retro di una maglia gigante, per metà viola e per metà biancoverde (colori dello Sporting), con la scritta “Marco” e, più in basso, “20 anni di amicizia”. Striscione “Marco sempre uno di noi” a un anno di distanza. Ultras viola presenti in buon numero con tanto di pezze in Juve-Sporting Lisbona di Champions League, fase a gironi, del 18 ottobre 2017. Nel 18/19 presente a Frosinone e Napoli pezza “Torcida Verde Sporting”. –Ujpest: gemellaggio stretto in occasione della sfida di Champions League del 2009 tra Debrecen e Fiorentina. Lì c’è stato il primo atto dell’amicizia tra il gruppo “Ultrà Viola Bulldogs”, sostenitori dell’Ujpest, storici rivali in Ungheria del Debrecen, e i tifosi fiorentini, favorito anche dal colore sociale in comune, il viola. Un gruppo di ultras della squadra di Budapest partecipò agli scontri con gli juventini nel 2011. Inoltre ungheresi presenti in Tottenham-Fiorentina di Europa League 14/15 e in altre gare. Shieffield Wednesday: amicizia risalente ad alcuni anni fa, messa in piedi proprio dal gruppo che comanda ora la Fiesole, i “1926”, una delegazione del quale il 15 ottobre ’16 si è ritrovata ritrovati con gli amici di Sheffield in un pub di Piazza Duomo, per una serata all’insegna di birra e buona musica in vinile.

Ex-gemellaggi/amicizie: –Sampdoria: dopo vecchie schermaglie, nasce nel ’75 un gemellaggio. Negli anni ’70 era addirittura un’amicizia a tre (Ultras Viola, Ultras Tito e Ultras Toro). Il comune denominatore era il rancore verso la Juve, anche se tra granata e doriani durò poco. Il gemellaggio Viola-Samp durò circa vent’anni. C’era un bel rapporto, condito da giri di campo coi bandieroni di ambedue le tifoserie sulla pista d’atletica, come usava spesso allora. Il gemellaggio si è poi trasformato in fiera rivalità. –Inter: su proposta dei “Boys San” interisti nel ’78 viene siglato un gemellaggio, grazie all’avversione comune verso milanisti e juventini, e alle similitudini di pensiero. Sbandierata in campo in Fiorentina-Inter 85/86. Pian piano le due tifoserie si sono allontanate, soprattutto per il caso Berti, forte giocatore passato dalla Fiorentina all’Inter nell’estate ’88, fra tante polemiche, e per un atteggiamento non proprio gradevole, assunto da alcuni gruppi viola, tipo l’Alcool Campi, nei confronti degli interisti, sempre legato all’affare-Berti, cosicché, dai primi anni ’90, le partite tra Fiorentina e Inter sono sempre state considerate a rischio. –Livorno: siglato nel ’98, anche se c’erano stati molti contatti amichevoli negli anni precedenti, sin dagli anni ’80, non è però mai stato molto sentito, infatti si scioglie qualche anno più tardi, ufficialmente nel 2002, anche se almeno fino al 2004 rimarrà un‘amicizia, che riguarderà solamente la curva Ferrovia e alcuni gruppi della Fiesole (Campi 999, Gruppo Signa, 7Bello, Valdisieve). Molti dicono che da tempo alcuni gruppi in Fiesole, Marasma e Gruppo Piagge su tutti, premessero per la rottura dell’amicizia, preferendo il gemellaggio storico con Verona. Negli anni 1999, 2000, 2001 ci sono stati molti scambi di visite. –Roma: sembra impossibile a pensarci adesso ma nei primi anni ’70 c’era un gemellaggio coi giallorossi…soprattutto coi “Boys Roma”. –Modena: sciolto all’inizio degli anni 2000; innumerevoli gli scambi di cortesia e le reciproche visite coi fiorentini in passato. In particolare si ricordano quelle del Cav Sesto e del Cav Pistoia a Lucca negli anni 90, e quelle, sempre del Collettivo, a Cosenza e in Mo-Derthona 89/00. –Empoli: gemellaggio negli anni ’80, mai troppo sentito, sfociato infatti in rivalità, anche forte, dalla seconda metà degli anni ’90 (vedi sezione “Rivalità”). –Atalanta: gemellaggio negli anni ’80, rotto si dice anche perché i fiorentini, all’ultima di campionato 86/87 esultarono per la salvezza dell’Empoli, vincente 1-0 a Como, mentre si giocava al “Comunale” di Firenze la gara Fiorentina-Atalanta, con la vittoria viola 1-0 che spinse gli orobici in Serie B. Alcuni capi ultras di Bergamo entrarono in Fiesole a discutere la questione-gemellaggio coi rappresentanti della tifoseria viola, non si sa se proprio quella volta.

Rivalità: –Juventus: la rivalità per eccellenza, acerrima, aspra, un odio viscerale. Duri scontri già nel ’74 a Torino. Altri ancora negli anni ’70. Dopo il furto, secondo i viola, dello scudetto 81/82 la Juve diventa la squadra più odiata in assoluto, simbolo del “potere”. Tafferugli l’anno dopo a Firenze, con alcuni tifosi che cercano di penetrare nell’albergo che ospita la Juve, ma la polizia lo impedisce. A Torino quell’anno un tifoso viola viene accoltellato, non gravemente, ma vigliaccamente. Il 6 dicembre ’92 il “Gruppo Quinto” è coinvolto nel lancio di una bomba carta verso il curvino dei tifosi bianconeri. In Juve-Fiorentina 08/09 all’arrivo dei pullman viola un gruppo di tifosi juventini tenta il contatto, ma l’intervento delle f.d.o. smorza gli animi. Il Cav espone una bandierina dei Drughi, inoltre furto di alcune bandierine del Collettivo. Nel 2010/11 a Torino, 800 viola presenti nonostante il divieto di trasferta per i non tesserati. Reciproco lancio di oggetti con la Nord juventina, un cuscinetto di guardie evita che la situazione degeneri. Nei primi minuti vengono lanciate tra i viola tre bombe carta, in pratica ad ogni coro che fanno partire per il Liverpool. Gli scoppi causano il ferimento di un ragazzo che viene portato in ospedale, mentre un buon numero di fiorentini tenta di sfondare per entrare in campo. A Firenze nel 10/11 diversi focolai di tafferugli nei dintorni dello stadio, il più grave all’altezza del Saschall, quando un gruppetto di ultras viola si presenta con un fitto lancio di oggetti e poi riesce a fronteggiarsi e scontrarsi con gli stessi juventini, che scendono a caricare e far indietreggiare i viola, per poi subire entrambe le fazioni una pesantissima carica delle guardie, che porta diversi feriti e a 120 persone fermate, di cui 100 “gobbi”. In Fiorentina-Juve 12/13 nel pregara una 30ina di viola si fanno incontro agli juventini in arrivo, lanciando sassi da lontano; uno di questi frantuma un vetro e la reazione non si fa attendere, con i bianconeri che fanno fermare il pullman, inseguendo gli assalitori. La polizia carica le due fazioni riportando la normalità. Durante la gara lancio di oggetti e due bombe carta lanciate dai “gobbi” in Maratona in mezzo ai viola. Tre tifosi juventini diretti a Torino, abitanti a La Spezia e dintorni, prima della gara Juve-Fiorentina 15/16, hanno tirato insultato un pullman di tifosi viola all’interno dell’Area di Servizio Turchino Est. Quando il pullman è ripartito è stato raggiunto all’altezza di Alessandria e bersagliato con una sassaiola. Secondo la polizia si tratta degli stessi degli stessi tifosi che avevano insultato il pullman all’autogrill. La Digos e la polizia stradale, avvisati dai fiorentini spaventati che avevano segnalato loro il numero di targa degli assalitori, hanno rintracciato l’auto sulla tangenziale torinese, hanno perquisito la vettura trovando a bordo due pistole, una mazza da baseball, un passamontagna, due caschi e un coltello da caccia. I tre sono stati arrestati per porto abusivo di armi in concorso e processati per direttissima. Striscioni rubati agli juventini: “Fronte Bianconero”, esposto in Fiorentina-Juve 75/76; “Juventus Club G.Scirea Orbassano”, esposto in Juventus-Fiorentina 89/90; “Area Bianconera”, esposto in Fiorentina-Juve 90/91; “Juventus Club Firenze”, esposto in Fiorentina-Juve 90/91; “Juventus Club Borgo Vittoria”, esposto in Fiorentina-Juve 91/92; “Juventus Club Vipiteno”, esposto in Fiorentina-Parma 91/92. –Bologna: rivalità forte, per quello che viene comunemente detto Derby dell’Appennino; odio acerrimo fin dallo spontaneismo degli anni ’60, quando in una trasferta del tifo viola a Bologna, venne allestita una sorta di processione, con tanto di feretro rossoblù in testa. Già da allora si ricorda qualche coda pugilistica. Nel 1976 incidenti gravi a Bologna già durante il corteo; viene lanciato un razzo in un appartamento poi tutti corrono verso il “Comunale”, dove ci saranno scontri e tafferugli coi bolognesi ad avere la peggio. Incidenti a Bologna anche nel 78/79, coi tifosi viola all’attacco, ma che per poco non perdono lo striscione “Ultras” per questa leggerezza. Nell’89 il lancio di una molotov a Rifredi contro il 14enne bolognese Ivan Dall’Oglio, che rimane gravemente ustionato finendo in coma. Nella stagione di B 93/94 a Ravenna i bolognesi, gemellati coi locali ravennati, furono fronteggiati ma erano armati di coltelli e ben più numerosi, così i viola ebbero la peggio con due di loro che riportarono ferite d’arma da taglio. –Milan: vecchio, sentitissimo odio. In occasione di Fiorentina-Milan, vittoriosa finale di Coppa Italia giocata a Roma, scoppiano degli incidenti coi rossoneri della Fossa dei Leoni e coi vecchi Commandos Tigre. Alla fine i manipoli rossoneri, schiumanti di rabbia, sono ricacciati indietro con gli amici laziali e perdono uno striscione. Gli anni dopo son sempre botte, come in una terribile domenica di fine ottobre 1978, quando a San Siro, trasferta affrontata in trenta poco più dagli Ultras, in un primo scontro coi milanisti della Fossa, nel secondo anello “terra di nessuno”, prima della partita, questi hanno la peggio. Galvanizzati dal primo “round” gli Ultras osano e tirano fuori lo striscione. I milanisti fanno il giro dell’anello, brandendo spranghe, catene e bottiglie rotte; i viola se li trovano addosso e vengono aggrediti dall’alto in basso. E’ un attimo rendersi conto che enorme è il divario numerico e di forza tra le parti. Tre ultras, tra cui il “Pompa”, vengono feriti gravemente e  portati al vicino ospedale “San Carlo”, dove tutti i viola accorrano per avere notizie degli amici. Tra i feriti c’è anche qualche sostenitore rossonero. Al “Pompa” applicano 41 punti di sutura. Al momento di venire via dall’ospedale, i viola sono circondati da un bel po’ di milanisti, ma con uno stratagemma riescono a passare e andare via. In futuro saranno tanti gli scontri con la Fossa dei Leoni, durante i quali i viola cercheranno di vendicare quella domenica. Incidenti anche in Milan-Fiorentina 91/92. Contatto tra le due parti in Fiorentina-Milan 11/12 dopo la gara. Rubati striscioni “Milan Club Schiano” e altri, esposti in Milan-Fiorentina 87/88. –Ascoli: nella prima trasferta ad Ascoli, stagione 75/76, gravissimi incidenti. I viola si sistemano nella curva più vicina alla fermata dei pullman, che, purtroppo per loro, è quella dei tifosi di casa, che ovviamente non gradiscono e si arrabbiano, facendosi minacciosi, per poi passare ai fatti: la rissa scoppia improvvisa, gli ascolani circondano i fiorentini, tamburi buttati sotto i gradoni, veri faccia a faccia. Una delle risse più lunghe della storia, che dura fino all’intervallo. L’assenza di polizia determina un alto numero di contusi da ambo le parti. Finita la partita arriva la polizia, ma, nonostante questo, gli ascolani danno vita a una fitta sassaiola e si riaccendono gli scontri. A fatica i fiorentini sono fatti salire sui pullman. Gli anni dopo i fiorentini ad Ascoli staranno più attenti. –Roma: forte odio, rivalità vecchissima: fin dagli anni ’70 ogni incontro uno scontro. Nei primi anni ‘80 i romanisti sono famosi per le scorribande sempre più numerose e dannose in altre città, e Firenze non ne è immune. Ad esempio nell’81/82 i giallorossi partono la sera per arrivare in città in nottata e devastare le vetrine dei negozi, ma Firenze cerca di ribellarsi e fare qualcosa per questo, già tanto prima la gara l’atmosfera è elettrica, con risse varie un po’ ovunque, anche lontano dallo stadio, mentre durante la gara continui sono gli scambi d’insulti. Qualcuno dei fiorentini, in un clima incandescente, si sfoga dando fuoco ai cassonetti e scontrandosi coi rivali in zona Campo di Marte. Alla fine si contano decine di contusi e un fermo. Particolarmente cruenti gli incidenti del 13 dicembre ’83 (vedi sezione “Storia del tifo fiorentino”), con decine di accoltellati romanisti, che porteranno poi allo scioglimento degli Ultras Viola, braccati dalla polizia. Nel 2008/09 a Roma, la Sud giallorossa espone “Gabriele non hai rispettato C.A.V. ultrà di Stato”, riguardo alla presunta freddezza della Fiesole in occasione dell’uccisione del laziale Gabriele Sandri nel 2007. Prima di Fiorentina-Roma 08/09 si registrano tafferugli fuori dallo stadio. Denunciati 13 ultras viola che, nell’aprile 2014, aggredirono con mazze e catene alcuni tifosi giallorossi tendendogli un agguato, sventato dalle forze dell’ordine. Striscione romanista “Magnamose sta Fiorentina!” esposto e poi bruciato in Fiorentina-Roma 01/02. –Siena: rivalità antica, odio forte, regionale, tra i guelfi fiorentini e i ghibellini senesi, che si tramanda dalla battaglia di Montaperti del 1260, località pochi chilometri a sud di Siena. –Livorno: odio forte, antico, fin dagli anni ’60, con frequenti scazzottate, poi la parentesi del gemellaggio (vedi sezione “Ex-gemellaggi”). –Genoa: rivalità storica, antica, forte odio, culminato spesso e volentieri con “scambi di vedute” fuori dallo stadio, ultimi quelli della stagione 2003/04. Violenti tafferugli, ad esempio, nell’inverno ’73, alla stazione di Genova  Brignole tra la Fossa dei Grifoni e i tifosi viola (Viesseux, Club Pignone, Brigate Viola). E anche gli anni seguenti sono sempre casini, ad esempio nel ’78 e nell’81, il giorno del primo grave infortunio ad Antognoni. –Pisa: vecchia, forte antipatia, soprattutto da parte pisana. Qualche domenica dopo l’infortunio ad Antognoni, nell’81, i pisani provocano i fiorentini, arrivando a intonare cori sull’infortunio, il che accende la scintilla con immediata rivolta della Fiesole. Risultato: curva Ferrovia svuotata, non solo di persone ma anche di striscioni nerazzurri. Incidenti anche nella stagione 82/83 con scontri a Campo di Marte e nel Viale dei Mille, tanto che solo l’intervento della polizia permette agli ospiti l’ingresso nello stadio. Rubato striscione “Desperados Pisa”, esposto in Fiorentina-Pisa 83/84. –Atalanta: antico odio. A Bergamo nel ’96, ritorno finale di Coppa Italia, gli atalantini bersagliano i tifosi viola con pezzi di mattonelle, rubinetti, petardi e monetine; al fischio finale si riversano fuori dallo stadio e solo dopo un’ora di scontri con la polizia e il lancio di numerosi lacrimogeni gli ospiti escono per raggiungere i pullman e la stazione. Nel tragitto scontri, agguati, sassaiole e scene di guerriglia urbana, con le camionette della polizia a correre impazzite. Poche le auto che si salvano al passaggio dei tifosi viola, memori di quanto avevano combinato a Firenze i bergamaschi all’andata. –Brescia: famosa la scazzottata, la più bella e leale del Collettivo, con appuntamento a Brescia nel ’94, dove se le dettero di brutto. Tra le due tifoserie c’erano dei pruriti ed avevano voglia di chiarirsi faccia a faccia, scegliendo sempre comunque un “copione” ultras: per una mezz’oretta volarono botte e pugni. –Sampdoria: scontri già nel ’74 a Genova. L’anno dopo nasce il gemellaggio. Poi fiera rivalità. Striscione “Kausa Sampdoria” rubato, esposto in Fiorentina-Sampdoria 92/93. Scontri tra viola e doriani il 5 novembre 2016 in occasione del match “Primavera” Fiorentina-Sampdoria. Gli ultras doriani avrebbero cominciato a molestare senza motivo i cittadini che passavano alle “2 strade”, presso lo stadio, cosicché gli ultras viola presenti sarebbero intervenuti, scontrandosi con gli avversari, anche in maniera pesante, tanto che la zona, dopo gli incidenti, sembrava un campo di battaglia: auto danneggiate, vetrine fracassate, segni di colluttazione, fumogeni e aste di bandiere lasciate a terra. L’intervento delle forze dell’ordine è stato tardivo; almeno 200 ultras si sono affrontati in mezzo alla strada, alla gente intenta a fare shopping. Il giorno dopo era in programma allo stadio “Franchi” la partita di campionato con la Sampdoria, ma non è successo niente, in quanto gli ultras doriani (più specificatamente il gruppo “Ultras Tito”), non erano presenti, non avendo aderito alla Tessera del tifoso. –Cesena: forte, antico odio, rivalità molto sentita. Già nel 74/75, a Cesena, i romagnoli finiscono sotto una nuvola di petardi e fumogeni. Incidenti anche negli anni seguenti. –Napoli: rivalità storica, un pò stemperatasi col tempo. Gravi incidenti in curva Fiesole nel 74/75 tra gli Ultras Viola, al centro della curva, e i napoletani, armati di aste che vogliono dettar legge come avevano fatto gli anni passati e portarsi via magari bandiere e striscioni. Quando il Napoli pareggia su rigore si accende una grande rissa, un violento corpo a corpo. Il “Pompa” viene colpito ripetutamente, ma lui non reagisce, resta immobile, fermo, poi d’improvviso, con gli altri Ultras frastornati e increduli, prende per il braccio un avversario, lo colpisce e lo catapulta sotto i gradoni della curva; un gesto che rivitalizza tutti i fiorentini, con la zuffa che si sposta fino a fuori lo stadio. I napoletani si rendono conto di aver fallito la “spedizione” e iniziano a scappare, sentendo il fiato addosso dei fiorentini, anche per mettere in salvo i loro vessilli: una vera e propria battaglia. Le forze dell’ordine hanno il suo bel d’affare, intervengono con gli idranti. Bilancio finale: 4 arresti, 8 denunciati, 11 feriti. –Salernitana: rivalità esplosa (è proprio il caso di dirlo…) con l’episodio del lancio della bomba carta da parte campana nella gara di Coppa Uefa 98/99 in campo neutro a Salerno col Grasshopper, ma già a Firenze, un mese prima, vi erano stati tafferugli (vedi sezione “Storia del tifo fiorentino”). –Lazio: rivalità forte, antica; le trasferte all’Olimpico non sono state quasi mai amichevoli e i rapporti sono stati sempre piuttosto tesi. Incidenti in curva Ferrovia negli anni ’80. Si sarebbero registrati scontri anche in Fiorentina-Lazio 15/16, con lancio di bombe carta e vari contatti, cercati (e trovati) dai laziali. –Perugia: antica rivalità. Incidenti gravi a Perugia nel 78/79, addirittura già lungo il viaggio (rissa dopo petardi lanciati in un bar di Passignano). Dopo un rigore dell’ex Casarsa scoppiano incidenti con lancio di oggetti, la polizia risponde sparando lacrimogeni. La situazione degenera, complici alcune decisioni dell’arbitro. Un petardo lanciato dai perugini sembra colpire il portiere viola, Giovanni Galli. A quel punto esplode la situazione, con gli Ultras, delusi e arrabbiati che cercano di forzare i cancelli e invadere il campo ma vengono respinti a forza e anche fuori continuano le cariche. Un pomeriggio di fuoco, insomma. –Empoli: il gemellaggio targato anni ’80 è ormai un vecchio, sbiadito ricordo e, col passare del tempo si è arrivati a una rivalità sempre più sentita da ambo le parti. Grave l’episodio accaduto ad aprile 2016, quando 13 ultras della Fiorentina, di età compresa tra i 17 e i 48 anni, sono stati bloccati dalla polizia mentre avrebbero voluto tendere un agguato ai tifosi dell’Empoli, circa 50-60, che stavano cenando alla pizzeria “Bassa Marea”, di Bassa-Cerreto Guidi, periferia di Empoli. Gli uomini della squadra tifoserie della Digos di Firenze avevano notato i fiorentini mentre caricavano in tre vetture oggetti contundenti, dopo aver passato la serata in un bar di Firenze. Le auto sono state fermate con un posto di blocco, allestito a circa 500 mt. dalla pizzeria dove stavano cenando i “Desperados Empoli”. Sequestrate mazze di legno, un manganello telescopico, 8 caschi da motociclista, guanti e passamontagna. Secondo quanto emerso, altri ultras, a bordo di due vetture, sarebbero sfuggiti al controllo. Tutti i denunciati appartenevano al gruppo “1926”. La maggior parte aveva precedenti di polizia specifici per il fatti di violenza sportiva. Due di loro erano sottoposti a Daspo per altri episodi, altri lo sono stati in passato. L’unico minorenne denunciato, di 17 anni, era già noto alle f.d.o. La spedizione punitiva sarebbe scattata come reazione a precedenti episodi di violenza tra le due tifoserie. –Cagliari: a Cagliari la Viola si vede sfumare il sogno-scudetto 81/82, per uno 0-0 beffa; la rabbia, la delusione, l’amarezza sono tante e all’uscita dallo stadio scoppia il finimondo coi cagliaritani che intonano cori pro-Juve. Solo con l’uso dei lacrimogeni la polizia fa imbarcare i tifosi viola. –Inter: il gemellaggio si trasforma in fiera rivalità. Esposto in Fiorentina-Inter 01/02 lo striscione rubato dei “Boys Frascati”. –Palermo: vecchie ruggini. Rancori palermitani dovuti al ripescaggio dei toscani in Serie B nell’estate 2003, l’acredine poi si è acuita all’inizio del campionato 2005/06, in seguito al passaggio di Luca Toni dai rosanero ai Viola e da alcuni episodi alla fine degli anni 2000. Ultimamente i rapporti sono migliorati: alcuni anni fa i capi-ultras del Palermo fermarono energicamente alcuni ragazzi pronti a scontrarsi con un gruppo fiorentino, finito per errore sotto la curva Nord. Quei palermitani erano convinti che i fiorentini fossero finiti nei paraggi della Nord per provocazione e non per errore. Allora, i capi-ultras della curva Nord di Palermo, per evitare qualunque tensione, presero sottobraccio i fiorentini e li accompagnarono verso il settore ospiti. In occasione della partita di ritorno, il Collettivo espose in curva Fiesole lo striscione “Onore al vostro gesto”. –Pescara: vecchie ruggini. Incidenti nell’aprile ’78 a Pescara. –Siviglia: nel giorno della semifinale di ritorno di Europa League 14/15 Fiorentina-Siviglia, gli ultras della squadra spagnola, arrivati a Firenze per assistere alla partita, sono venuti a contatto con un gruppo di studenti fiorentino in Piazza Santa Croce. Tra i due gruppi ci sarebbe stata una lite, degenrata poi in rissa, nel corso della quale sarebbero volati spintoni e schiaffi. La polizia è prontamente intervenuta sul posto, isolando gli ultras del Siviglia, circa una cinquantina, e portando alcuni di loro in questura per accertamenti. Si tratta del secondo scontro tra le due tifoserie. La notte prima infatti, 4 tifosi del Siviglia sono stati aggrediti nel centro storico da una decina di ultras della Fiorentina. Per sfuggire all’aggressione si sono rifugiati in una pizzeria, ma gli ultras viola hanno infranto una vetrina del locale con un cestino della spazzatura e hanno gettato all’interno un fumogeno. Fortunatamente non è stato provocato nessun ferito. –Ternana: rivalità antica, assai stemperatasi col tempo. Scontri a Terni nel 74/75. –Avellino: la città irpina, feudo juventino, è sempre stata contro i colori viola, e viceversa. –Padova, –Reggina: vecchie ruggini, fiere rivalità.

Buoni rapporti: –Liverpool: dalla famosa strage dell’Heysel del 29 maggio 1985, quando i Reds, ubriachi, provocarono 39 morti di fede juventina, c’è feeling e sintonia. Nell’edizione 2009 della Champions League vi fu, da parte di una frangia ultras un tentativo di vera amicizia, poi velocemente naufragato. –Celtic: amicizia tra alcuni tifosi viola di curva con alcuni scozzesi.  –Colligiana: vecchia simpatia dovuta alla storica fratellanza tra le città di Colle Val d’Elsa e Firenze, entrambe di tradizione guelfa, vista soprattutto in chiave antisenese. Aston Villa: rapporto rafforzato recentemente.

Storia del tifo fiorentino: i prodromi del tifo viola si hanno con la nascita, nel ’65, del club “Vieusseux”, in curva Ferrovia, e dei “Giovani Viola” e “Settebello”, in curva Fiesole. I Giovani Viola organizzano il tifo più vivace in Fiesole, ma sembrano perdere progressivamente smalto e forza, fino a passare il testimone al Settebello. Il Viesseux anima la Ferrovia con trombe, tamburi, bandieroni e striscioni. Nel ’69 il 7Bello viene investito da un vistoso cambiamento, con i soci più anziani che rimangono al loro posto, mentre i più giovani (al massimo sedicenni) fondano, vogliosi d’avere una loro autonomia, il 7Bello Junior. Sono loro a battersi per impedire uno dei fenomeni che più pesa ai fiorentini: le invasioni in massa di tifosi juventini e napoletani, che, quando arrivano a seguito delle loro squadre, invadono un po’ tutto lo stadio, costringendo i viola ad occupare posti sparsi, o addirittura a non andare allo stadio visto la pericolosità di tali tifoserie. Nasce una certa “mentalità ultras”, e, per mano di un gruppetto di ragazzi, lo striscione, in Fiesole delle “Brigate Viola, quindi il nuovo tifo organizzato, quello dei giovani, delle nuove generazioni. Ma dopo una tumultuosa trasferta a Genova (incidenti coi genoani) sorge spontanea la necessità di darsi un’organizzazione, in cui si sarebbero unite tutte le forze in campo in modo di creare un unico grande gruppo in Fiesole. Nascono così, dopo una riunione intensa, gli “Ultras”, nome scelto dal mitico “Pompa”, al secolo Stefano Biagini, da subito leader indiscusso del nuovo gruppo. Prima sede il “Viola club Coba”, vicino il quartiere San Frediano. Esordio dello striscione in Fiesole, nel gennaio del ’74, in un Fiorentina-Juventus. E’ l’inizio della “vera storia” della Fiesole. Le novità proposte (via eskimo, adottati maglietta con la scritta “Ultras” e baschi bordeaux) finiscono per contagiare tanti giovani della Ferrovia che, come attratti da una calamita, decidono di cambiare curva, irrobustendo gli Ultras. Difficile il campionato per la Fiorentina, e quindi anche per il neogruppo. Molte trasferte sono contraddistinte da scontri, tafferugli. Finito il campionato gli Ultras si danno un organizzazione più capillare e s’iscrivano al Centro Coordinamento Viola Club; la sede  è a Coverciano, al bar “Ciccio”, una seconda casa per tutti. Il Club sta diventando una grande famiglia, cementata da un forte spirito d’amicizia, e questo dà forza, coraggio, entusiasmo, sicurezza. Dopo gli incidenti col Napoli del 74/75 il Vieusseux decide di raggiungere gli Ultras in Fiesole. La stagione successiva vede il nascere di Fossa dei Gigliati, Boys, Fedayn e altre sigle, con vita più o meno lunga. La Fiesole si è trasformata in baluardo del tifo viola, i tifosi delle altre squadre, col rischio di trovarsi in situazioni poco piacevoli, pian piano non ci provano più a occupare quello spazio e si accomoderanno in Ferrovia, anche se resistono ancora un po’ napoletani e romanisti, ma poi la smettono anche loro. Nella mediocre stagione 75/76, in seguito a una sconfitta interna con la Sampdoria, scoppia feroce la contestazione e viene improvvisata un’incursione in tribuna centrale. I giocatori Desolati e Speggiorin escono a piedi e vengono affrontati da una folla inferocita. Volano spinte e ceffoni e i due attaccanti se la danno a gambe verso il Viale dei Mille; rifugiatisi in un garage, vengono salvati dalla polizia. Un’altra rivolta del tifo col Como, l’anno dopo, provoca un fitto lancio di oggetti. Un bullone colpisce il portiere del Como, Rigamonti, che stramazza a terra. Morale della favola: la Fiorentina vince sul campo 4-1 ma il Como ottiene la vittoria 2-0 a tavolino. Si respira aria di contestazione per tutto l’anno: cortei contro la conferma sulla panchina di Carlo Mazzone, aggressioni a Roggi e Della Martira, il presidente Ugolini additato. In una trasferta a Torino con la Juve, per il ferimento di un fan bianconero vengono arrestati quattro degli Ultras Viola, che, dopo qualche giorno, vengono radiati dal Centro di Coordinamento. Questa volta inizia una dura campagna contro i gruppi della Fiesole, le cui difficoltà aumentano a dismisura, ritrovandosi isolati. Così, dopo una lunga riunione, viene deciso di uscire come club dal Centro Coordinamento, con la spinta anche degli amici dei radiati. Biglietti e pullman verranno procurati dalla società Viola; Fiorentina e Ultras collaborano senza vincoli reciproci: niente viene concesso gratis e gli Ultras restano liberi e autonomi. In quegli anni, intorno al ’78, visto che non sempre le forze dell’ordine garantiscono una loro continua presenza, capita in alcune città, dove è più forte la rivalità, che il corteo dei supporters fiorentini sia guidato da un gruppetto, capofila il “Pompa” e altri decisi e coraggiosi, con in testa caschi da motociclista per proteggersi da sassi e colpi che i nemici potevano tirare. Nella primavera del ’78, durante la solita riunione settimanale degli Ultras, alcuni soci esprimono insoddisfazione nei confronti del direttivo, cosicché iniziano i primi mugugni. Accade che, dopo averne discusso, un gruppo di ragazzi decide di uscire dal club per fondarne, pochi giorni dopo, uno nuovo: il Collettivo Autonomo Viola. Vorrebbero sistemarsi in Ferrovia, invece accettano i consigli e restano in Fiesole, sistemandosi, col loro striscione, nel curvino, per poi spostarsi qualche tempo dopo alla destra degli Ultras. Ma col tempo affiora qualche problema, come quello per i fumogeni o per il fatto che sparlino degli Ultras con i vari gruppi gemellati. Col passar del tempo questi attriti finiscono per sfociare in inevitabili violente discussioni e qualche scazzottata, col risultato che il gruppo, “indesiderato”, venga allontanato e messo ai margini della Fiesole. In seguito all’uccisione del laziali Vincenzo Paparelli in un derby capitolino del ’79, viene potenziato il servizio d’ordine della polizia, sia dentro che fuori gli stadi, e banditi nomi sugli striscioni come, Fedayn, Commandos, Ultras. Gli Ultras Viola esibiscono di conseguenza lo striscione “Fiorentina Orgoglio Nostro”. Nel 79/80 i Pontello, salutati da tanto calore e entusiasmo, prendono la presidenza della Fiorentina. Durante l’estate 1981 realizzano una campagna acquisti degna di Firenze e del gioiello Antognoni, fino a allora trattenuto a stento: arrivano giocatori come Graziani, Pecci, Vierchowod, Monelli e Massaro e la Fiorentina, dopo un avvio un po’ stentato inizia a volare, ingaggiando un testa a testa entusiasmante con la rivale di sempre, la Juventus. I tifosi sono su di giri, ma purtroppo, il 22 novembre 1981, in Fiorentina-Genoa, Antognoni si infortuna gravemente alla testa in uno scontro terribile col portiere rossoblù Silvano Martina. E’ un momento di grande drammaticità: “Antonio” rimane a terra, immobile, inerme, bava alla bocca, sembra proprio morto, lo stadio ammutolisce impietrito. Il massaggiatore viola Raveggi gli pratica una respirazione bocca a bocca che gli salverà la vita. Nonostante tutto questo, la Viola è campione d’inverno. Dopo il terribile incidente Antognoni rientra col Cesena, marzo ’82, e la sua curva gli fa trovare lo striscione “Antonio: l’inferno è finito…il Paradiso ci attende”. La Fiorentina riprende la sua marcia, ma il match-clou con la Juve del 6 aprile, che tutti considerano la partita dell’anno, non va oltre lo 0-0. All’ultima giornata le due squadre sono a pari punti. La Juve va a Catanzaro (clima infuocato) e vince con un rigore discusso di Brady a un quarto d’ora dalla fine. La Viola ingoia amaro e tristezza a Cagliari, coi locali che si devono salvare, non andando oltre lo 0-0, anche per un gol non si sa perché annullato a Graziani, seguiti da migliaia di fiorentini: il sogno sfuma, la recriminazione è tanta, gli adesivi tipo “Meglio secondi che ladri” andranno a ruba. L’anno dopo, gli incidenti coi pisani prima della gara di Firenze sono visti con imbarazzo dai capi degli “Ultras” che avevano partecipato a una cena con loro ad un ristorante di Lastra a Signa, voluta dalle due società intermediarie, in primis l’a.d. della Fiorentina, Italo Allodi, e il presidente del Pisa, Romeo Anconetani, e il gruppo si divide. La Fiorentina, per questo motivo, tronca ogni rapporto con gli “Ultras”, che non possono contare più sul suo appoggio. E’ un periodo duro, nessuno noleggia i pullman per le trasferte, la sede del bar “Centostelle” chiude, si perde per droga o altro qualche importante elemento. Il 18 dicembre 1983 si gioca Fiorentina-Roma e la gente, stufa del comportamento dei romanisti che arrivano sempre di notte per far razzìe di danni ovunque, è in allerta. Si decide di trovarsi tutti sabato notte nei pressi della stazione: si forma un gruppo di almeno 400 persone, ma di bandiere giallorosse non c’è traccia, e anche la mattina dopo allo stadio pochi sono i romanisti in giro, con qualche tafferuglio qua e là. Il peggio, dopo una calma e un clima surreale arriva a fine gara, quando si sparge la voce che a causare 14 feriti tra i romanisti sia stato un gruppo di Ultras Viola, ritenuto anche colpevole di aver accoltellato 7 sostenitori giallorossi. La sera stessa la polizia perquisisce e mette i sigilli alla sede degli Ultras. Alle due di notte con un blitz in simultanea vengono prelevati 13 ragazzi, tra i quali il presidente del gruppo: gli Ultras subiscono un colpo devastante e si ritrovano isolati e messi al bando. I ragazzi finiscono in carcere un mese, compreso le feste di Natale. Il colpo è duro: il Centro Coordinamento prende le distanze, così come la società viola che arriva a negare di aver avuto rapporti con gli Ultras, i ragazzi della curva salgono sul banco degli imputati, divengono l’argomento del giorno su giornali e tv private. Gli altri gruppi della Fiesole sono gli unici a mostrare amicizia e solidarietà. Nella successiva gara interna con l’Avellino, niente slogan né striscioni: l’incredibile silenzio viene rotto ogni tanto da qualche coro a favore degli Ultras e da conseguenti fischi dal resto dello stadio. Daniel Bertoni si espone così tanto da dedicare il suo gol-vittoria ai ragazzi in carcere, suoi amici da tempo. La curva sbanda, gli Ultras sono stanchi, il gruppo tira avanti un altro po’, poi, anche braccato dalla polizia, decide di sciogliersi, nel maggio 1984, senza l’antico ardore e neanche più una sede. L’anno dopo, per rispetto nei confronti del club, non sarà esposto alcun striscione al centro della curva. Dopo un anno la zona centrale viene occupata dai “Giovani della Fiesole”, al cui interno rientrano anche alcuni esponenti degli Ultras, ma il gruppo, pur di rispetto, non ha le stesse potenzialità del precedente, e il 9 novembre 1986, per Fiorentina-Ascoli, coloro che si trovano nella zona sovrastante ai G.d.F. decidono di insorgere e, una volta scesi, spazzano tutti i leader, non condividendo la linea di condotta, ma rispettando comunque i vecchi Ultras. A questo punto entra in scena il Collettivo, dal 1978, che si stabilisce nel cuore della Fiesole. In esso confluiscono vari gruppi tra cui l’Alcool Campi, nato nell’estate ’86, da ragazzi di Campi Bisenzio. Ci sono anche alcuni elementi dei vecchi Ultras. L’Alcool Campi è un gruppo provocatorio, ”particolare”, che fa parlare di sé in giro per l’Italia, anche se l’entusiasmo e i buoni propositi iniziali vengono contrastati dai problemi personali dei singoli iscritti, invischiati in guai giudiziari e di droga, che alla lunga lasceranno segni indelebili sul gruppo. Lo striscione del gruppo all’inizio non viene collocato al centro della curva, ma spostato verso la Tribuna. Poi nell’86 avviene una rissa coi Giovani della Fiesole per la leadership della curva, ma lo striscione “Alcool Campi” resta a centrocurva solo due domeniche, sostituito da quello del “Collettivo”, gruppo che diventa sempre più importante, che va a occupare la balaustra centrale. L’Alcool comunque riesce velocemente a meritarsi il rispetto di tutti, arriva 5 minuti prima della partita e tutti gli lasciano il posto. Nel maggio ’89 viene organizzata l’unica cena del club, al quale partecipa tutta la squadra, con Baggio e Dunga che si lasciano andare ubriachi: mai come in quel periodo il legame squadra-tifosi è stato così forte. Col passar del tempo problemi di droga e di soldi minano il gruppo e, proprio nel momento che si pensa al rilancio del gruppo, dopo la crisi, l’Alcool Campi è costretto a sciogliersi, per colpa del lancio di una bomba molotov che trasposta i tifosi bolognesi a Firenze. “Pitone”, uno dei leader, ne viene coinvolto, anche se durante il processo confessa ammettendo le sue colpe. Nel Collettivo intanto entrano elementi importanti come Stefano Sartoni “Passarella”, Baldi, “Darietto”, l’”Egiziano” ecc. Nascono diverse sezioni, come quelle di Sesto, Galluzzo, Quinto, Calenzano. Il 5 dicembre ’87, grave lutto in casa viola: muore uno dei migliori dirigenti di sempre, Piercesare Baretti, in un incidente aereo. Nel frattempo, nella primavera dell’85, la Fiorentina aveva acquistato dal Vicenza il 18enne Roberto Baggio, talento cristallino, tecnicamente fantastico ed elegante, ma bersagliato dagli infortuni. Durante i mesi della sua convalescenza si consolida il rapporto coi ragazzi della curva, del Collettivo: è uno di loro. Firenze crede in lui, lo adotta, lo circonda di calore, ed è la sua salvezza professionale. Ma i Pontello non costruiscono la squadra intorno a lui che i fiorentini vorrebbero e cedono tutti i pezzi più pregiati. Durante la stagione 89/90 nasce la vicenda-Baggio, che pare destinato ad andare alla Juve. I tifosi sono allo sbando e allora nasce il “Comitato della Curva Fiesole”, a organizzare manifestazioni per trattenere Baggio a Firenze e cacciare Pontello. Nel novembre ’89 viene fatto un corteo notturno a Sesto sotto l’abitazione del giocatore; nell’occasione vengono aperti gli striscioni “Roberto siamo orgogliosi di te”, “Forza Roby: Firenze ti ama” e avviene un colloquio col giocatore. Ma le manifestazioni per trattenere Baggio non finiranno certo lì, come ad esempio l’assemblea infuocata, circa 500 persone di tutte le età in una Casa del Popolo; si inventa la disoccupazione di uno stadio: tutti fuori dalla Fiesole, e molti anche dalla Maratona per la partita del 28 gennaio col Napoli; i ragazzi della Fiesole improvvisano un sit-in. Entrano i primi dissidenti: sono cori e sfottò. Viene steso uno striscione: “Gonfi le tasche di chi ti prende in giro, servo dei Pontello”; un altro lungo recita: “Pontello senza coraggio né ambizione, Firenze vuol tornare grande anche senza di voi”. Poi arriva il sindaco Morales, saluta gli scioperanti, ma rifiuta di star fuori. All’esterno circa 10mila persone mentre in curva l’atmosfera è surreale: nessun canto e neppure uno striscione di supporto. La manifestazione si chiude alle 16,15 sotto la tribuna d’onore con nuovi slogan contro i Pontello. La stanchezza monta, la curva, consapevole d’aver vinto, stila un comunicato stampa in cui si dice indignata per il comportamento scorretto della società, che ha venduto un numero elevato di biglietti di curva Fiesole ai napoletani pur di non rinunciare all’incasso. La tifoseria non vuole rassegnarsi a perdere il suo campione e il 18 febbraio organizza un’altra clamorosa manifestazione civile e corretta contro la famiglia Pontello: oltre 4mila scendono di nuovo in piazza per una svolta; due ore di traffico bloccato, ma nessuno protesta. Viene improvvisato un sit-in sotto casa del Conte Pontello; non si va più in là di un breve lancio di uova. Indimenticabile sarà l’avventura di Coppa Uefa nella stagione 89/90, quando la Fiorentina raggiungerà la finale con la sempre più odiata Juve. A causa dell’indisponibilità del “Franchi”, che si deve rifar bello per Italia ’90, le partite interne vengono giocate al “Curi” di Perugia. Incidenti a Madrid, con l’Atletico: dalle tribune dove sono assiepati i 2mila tifosi viola qualcuno lancia pezzi di gradinata nel settore sottostante, e all’uscita incidenti con la polizia a cavallo. Incidenti anche a Sochaux coi gendarmi francesi che usano spray urticante. E’ presente il vecchio striscione “Ultras” a salutare il ritorno in Europa. In semifinale col Werder Brema, a Perugia, prima che inizia il secondo tempo due tifosi entrano in campo e per mettere una sciarpa viola alla rete del portiere avversario lo spintonano, cosicché l’Uefa comminerà la squalifica del campo e per la finale di ritorno la viola sarà mandata a giocare nel feudo juventino di Avellino, decisione dell’Uefa che scatenerà polemiche e proteste, perché l’allora presidente federale Matarrese, non fa niente per intervenire a favore dei viola. I tifosi viola invadono Torino per la gara d’andata; sono gli anni d’oro del movimento ultras, in cui si può far maggior “casino”, e nel capoluogo piemontese i viola dettano legge cercando il contatto con gli juventini, dopo aver tirato il freno a mano di un convoglio ed essere scesi a Porta Susa, anziché alla stazione centrale. Tutta la tifoseria arriva prestissimo al “Comunale” e, appena aperti i cancelli, s’impossessa della gradinata centrale dove prima c’erano solo juventini. La partita finirà 3-1 per i “gobbi” con alcune decisione quantomeno discutibili. Al ritorno ad Avellino l’impresa appare ardua, ma bisogna esserci, e si presentano in 12mila i viola, nella speranza di un miracolo che non si realizza. La rabbia per gli striscioni avellinesi accanto a quelli bianconeri, il gol di Baggio, frastornato da continue voci di mercato, fallito, fanno salire la rabbia dei gigliati, che si scatenano in violenti scontri contro tutto e tutti, che la polizia non riesce ad arginare: può solo limitare i danni, che saranno ingenti. Intanto due tifosi viola, tra cui Valter Tanturli, presidente del Vieusseux, incontrano, rimanendone ben impressionati, quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il nuovo patròn della Fiorentina, Mario Cecchi Gori. Contro l’Atalanta i tifosi scoprono un nuovo modo di contestare, dando le spalle alla tribuna e cantando “Guardaci le spalle, oh Pontello guardaci le spalle”. Il 18 maggio i Pontello sciolgono ogni riserva sul futuro di Baggio, che è della Juventus per 25 miliardi. Una folla di tifosi, che vuole capire il perché della cessione e pretende spiegazioni, s’accalca sotto la sede della Fiorentina in Piazza Savonarola. La rabbia dei tifosi esplode, consumando in furia cieca un pomeriggio di ordinaria follia: scagliati sassi e monetine contro la sede, intervengono le forze dell’ordine e la situazione degenera. L’intera città insorge, sentendosi privata di un campione che tanto avrebbe fatto comodo. La polizia carica coi manganelli, i portoni delle varie abitazioni si aprono per i tifosi che vogliono sfuggire alla sua furia. Baggio getta benzina sul fuoco dicendo di essere stato costretto ad ubbidire alla dirigenza. Per due notti di fila migliaia di tifosi si riversano sotto i Pontello urlando la loro rabbia, minacciando in coro “Tutte le sere, torniamo tutte le sere”. E’ un momento difficile per Firenze, per la Fiorentina e per la Nazionale che si raduna proprio a Coverciano, quartiere fiorentino, per il ritiro pre-mondiali Italia ’90. Il giorno del raduno vengono prese a calci le auto dei giocatori juventini, soprattutto quella di Schillaci e la notte continuano gli incidenti nella zona del centro tecnico. Agli allenamenti, all’ordine del C.T. Azeglio Vicini, sono solo fischi: Baggio è a pezzi. Il 6 aprile 1991 torna a Firenze come avversario, nel primo anno della gestione-Cecchi Gori. I tifosi sono divisi: fischi al suo ingresso, ma anche applausi. Nel secondo tempo l’arbitro concede un rigore alla Juve, ma Baggio, rigorista designato, rifiuta di calciarlo, lasciando l’incarico a De Agostini. Il fantasista viene sostituito dopo una scialba e anonima prestazione e, mentre si dirige verso gli spogliatoi, raccoglie una sciarpa viola lanciata dalla tribuna. Anche qui l’opinione pubblica si divide. Nel settembre 1992, a causa di una malattia incurabile, la Fiesole perde il suo leader indiscusso, il “Pompa”. I milanisti, suoi acerrimi rivali, gli dedicheranno lo striscione “Onore a Pompa”, mentre i fiorentini a Milano esporranno “Pompa vive…grazie”. Nel 1993 arrivano la retrocessione in B dopo 54 anni, “grazie” anche all’inopinato, vista la buona posizione di classifica, esonero a gennaio di Gigi Radice, e la morte, il 5 novembre, dell’amatissimo presidente Mario Cecchi Gori (25mila fiorentini al suo funerale). Il 20 gennaio 1993 si gioca a Firenze l’amichevole Italia-Messico e dalla Fiesole partono fischi e cori soprattutto contro Baggio e Matarrese. Fin dai tempi di Antognoni la Nazionale non è amata a Firenze e anche quel giorno la Fiesole non si smentisce. Intanto i viola scivolano sempre di più in classifica, anche se nessuno osa pensare alla malaugurata ipotesi che avverrà nonostante una bella vittoria con la Juve, che porterà anche la squalifica del campo, per una bomba carta lanciata nel settore ospiti, cosicché il turno casalingo successivo i viola giocheranno a Verona a porte chiuse contro il Cagliari, dove si presenteranno 1000 tifosi viola attaccati ai cancelli. La Fiorentina vince, ma non svolta e anche l’esonero di Agroppi non basta a evitare ko come quello di Bergamo, al rientro della quale la squadra viene fortemente contestata. Quindi il 6-2 tennistico interno col Foggia del 6 giugno 1993, ultima di campionato, è di sapore effimero e beffardo. I risultati dagli altri campi non portano alla fine buone notizie; da Roma viene a sapersi che Carnevale sbaglia un gol a porta vuota graziando l’Udinese sua futura squadra. A fine gara la gente è incredula e arrabbiata. Succede il finimondo: cassonetti bruciati, decine di cariche della polizia, lacrimogeni, giocatori assediati, il cinema Ariston di Cecchi Gori preso di mira…Nell’anno di (dis)grazia 1993 vengono a mancare altre due “anime” della Fiesole come “Pitone” e Marco di Campi, a cui verrà dedicato il gruppo “Brigata Marco Ballerini”. Al ritorno in Serie A cambia la geografia della Fiesole: il Vieusseux torna in curva Ferrovia, dopo animata discussione col Collettivo, e ritrova il suo antico splendore al centro di quella che viene ribattezzata la “Marione”, cui si annette l’Onda d’Urto. Nel 1996 il Collettivo vive la sua prima vera crisi, con la direzione che perde progressivamente molti dei suoi leader. Un ricambio generazionale vero e proprio: i giovani bussano alle porte; una migrazione naturale, che vede salire anche la generazione di mezzo. Sartoni decide di passare la mano e il Collettivo inaugura una nuova stagione, col programma, semplice, di essere Ultras sempre e comunque. I primi tempi non sono facili. “Passarella” Sartoni vuole formare un nuovo gruppo (Vecchio Cav), ma i giovani dicono di no. La frattura si allarga e si vivono momenti di tensione in curva e davanti allo stadio. Poi la situazione si normalizza fino al giorno di Fiorentina-Juve, quando la squadra bianconera viene attaccata in pullman da gruppetti di tifosi viola, sulla via del “Franchi”: i vetri vengono infranti con pietre e monetine, i giocatori, impauriti, si nascondono fino a sdraiarsi sul fondo del pullman. Inizia così una vera caccia all’uomo, visto che c’è un buon materiale fotografico e, si dice, una “gola profonda” che guida identificazioni e fermi. Il tutto, giorno dopo giorno, si trasforma in una sorta di maxiretata. Sembra di essere ad un passo dalla vicenda che riguardò gli Ultras Viola nell’83 per gli scontri coi romanisti: partono denunce e Daspo e l’intero direttivo del Collettivo viene decapitato. Ma quando sembra che debba chiudere definitivamente i battenti, sono i vecchi leader ad opporsi. Una delle molle che convince la precedente leadership a riprendere in mano il Collettivo è rappresentata dalla vicinanza dei festeggiamenti per il ventennale, così “Passarella” torna in prima fila, anche se rimane dell’esperienza del gruppo di giovani una scia di rimpianti e di sedimentati rancori; è stata messa in discussione anche l’amicizia. I giovani lamentano di esser stati lasciati soli nel momento più difficile, i vecchi imputano ai giovani un certo avventurismo e mancanza di rispetto. La repressione intanto si è fatta durissima, le trasferte si sono trasformate, i controlli sono sempre più rigidi. Si cerca di ricucire le fratture all’interno del Collettivo, ma la morte del “Tucano”, uno degli ultimi collanti del gruppo, è un durissimo colpo, anche se per un paio di mesi dalla sua morte, sembra tornare l’amicizia di un tempo, è solo un illusione, la realtà non è cosi, le diverse filosofie riemergono e la rottura è definitiva. Dietro a Sartoni rimangono pochi vecchi leader, se ne vanno in tanti, anche gran parte dei ragazzi dell’ultima generazione. Ciononostante il 1996 rimane un anno indimenticabile vista la conquista della quinta Coppa Italia a Bergamo. Per la semifinale a Milano con l’Inter si smuovono tanti personaggi del passato.  Vista l’occasione viene organizzato un pullman di vecchi Ultras viola e rifatte le sciarpe del vecchio club. A Bergamo viene esposto il vecchio striscione “Ultras”; la trasferta è costellata da gravi incidenti. Sarà festa grande, così come a San Siro col Milan in una calda serata d’agosto, quando la Fiorentina vince la Supercoppa Italiana, grazie ad una spettacolare doppietta di Batistuta. Intanto non è facile il ritorno di “Passarella” e il Collettivo non è più quello di un tempo. Nascono nuovi gruppi, in Fiesole ma anche in Ferrovia, curva in continua crescita. Finalmente Firenze ha due voci, due curve che fanno eco l’una con l’altra. Nel 1997 avviene una svolta clamorosa, si assiste alla nascita di una nuova, originale struttura: l’A.t.f. (Associazione Tifosi Fiorentini). Già 5 anni prima si era parlato di un coordinamento delle due curve, o comunque dei clubs della Fiesole, ma forse, all’epoca, l’idea era troppo innovativa, mentre a fine ’97 le condizioni appaiono decisamente diverse, con Giancarlo Nencioni, ultimo presidente del Coordinamento Viola Club, spesso vicino agli ultras, che funziona da calamita e da garante, ed accetta il ruolo di presidente garante. Nell’Atf confluiscono: il Collettivo, il Fiorenza, i Tipi Strani, il Signoria (ex Corsari), i Gladiatori, l’ex Alcool Campi, ora Campi 999; il Marasma, legato alla realtà di Scandicci; Il Bomber Group, il 7Bello, la Vecchia Guardia, i Fedelissimi e, della Ferrovia, Vieusseux, Viola Korps, Onda d’Urto, Malborghetto e Direttivo. L’Atf, pur tra mille difficoltà, cresce a livello organizzativo. Nel 1998 la Fiorentina torna a disputare la Coppa Uefa. Qualcosa però sciupa la festa dei tifosi, col “Franchi” che è squalificato 2 turni per lancio di oggetti in campo, nella sfortunata semifinale di Coppa Coppe col Barcellona dell’anno prima. Il primo “campo neutro” è, a sorpresa, Bari, per la prima gara contro l’Hajduk Spalato. Si va a Bari facendo buon viso a cattivo gioco, visto che è la città dei Matarrese. Archiviata la pratica, tocca il Grasshopper Zurigo e per la seconda gara in campo neutro, viene scelta la nemica Salerno, dopo la bocciatura di Bari (cattive condizioni del terreno di gioco) e Catanzaro, indicata come sede ideale dai rappresentanti della Fiesole, in virtù del gemellaggio fra le tifoserie; la società però fa di testa propria e conferma Salerno, nonostante i tafferugli a Firenze coi campani, che ebbero la peggio, di un mesi prima, dichiarando di devolvere l’intero incasso alle popolazioni colpite dall’alluvione di Sarno, bel gesto “ripagato” da una serie di minacce e avvertimenti che giungono a pochi giorni dalla gara. Il 3 novembre la Viola scende in campo con la tranquillità d’esser già approdata al terzo turno, visto il 2-0 di Zurigo. Il primo tempo finisce 2-0 con doppietta di Oliveira, ma mentre i giocatori viola si dirigono soddisfatti verso gli spogliatoi, viene lanciata una bomba carta dalla tribuna, che ferisce il quarto uomo e fa scoppiare il finimondo. Cala il silenzio sullo stadio mentre negli spogliatoi ci si consulta sul da farsi tra dirigenti, delegati Uefa e forze dell’ordine. Dopo minuti interminabili, in un’attesa snervante anche per i pochi tifosi viola ammutoliti, l’arbitro sospende la partita per motivi di sicurezza: aleggia lo spettro della sconfitta a tavolino, che sarebbe una immeritata beffa. La parola passa alla giustizia sportiva. Il verdetto di primo grado è di condanna, in virtù dell’anacronistico principio della responsabilità oggettiva. La Fiorentina viene lasciata sola a combattere la propria battaglia legale, anche se a parole le sono tutti solidali, bravi tutti a scagliarsi contro l’Uefa, ma nessuno muove un dito. La sentenza del Gran Jury d’Appel è definitiva e scioccante: i viola sono riconosciuti vittime dell’attentato, ma la condanna è confermata e il “Franchi” diffidato. La Fiorentina tira fuori l’orgoglio e riprende il suo cammino in campionato laureandosi campione d’inverno. Ma il girone di ritorno è condizionato dall’infortunio di Batistuta, la “carnevalata” di Edmundo e la “panchina corta”: il sogno scudetto svanisce di nuovo. Rimane la Coppa Italia contro il Parma dell’ex Malesani, ma è l’anno dei sogni infranti e, dopo l’1-1 al “Tardini”, il 5 maggio ’99 a Firenze, nonostante un “Franchi” intero a spingere i suoi all’ultima impresa, il Parma agguanta il 2-2 e vince la Coppa. Arriva terza la Fiorentina e si qualifica per la Coppa Campioni. Nonostante il girone difficile (Arsenal, Barcellona, Aik Solna), l’avventura è esaltante e nell’ultima trasferta di Londra, la Fiorentina, con 4mila tifosi al seguito, espugna il mitico Wembley e passa il turno. Sarà eliminata nel durissimo secondo girone. Nel 2000/01 la Fiorentina vince la sua sesta Coppa Italia, vincendo in finale col Parma coi risultati di 1-0 al “Tardini” e 1-1 in un “Franchi” ribollente di folla e di tifo.  Le due curve, coi ducali, sono unite dallo stesso slogan: “Solo per Firenze e la Fiorentina”. I tifosi festeggiano fino a tarda notte, da piazzale Michelangelo ai viali. Ma il declino della gestione Cecchi Gori è inesorabile, i tifosi iniziano a contestare. In ogni trasferta viene portato lo striscione “Cecchi Gori vattene!”, ed anche in tutte le gare casalinghe i tifosi contestano, con striscioni come “Vittorio è la tua occasione: vendi la Fiorentina nel rispetto della tradizione”, “I tifosi contestano…i creditori protestano!”, “Vittorio strappa i biglietti all’Arlecchino”, “Vittorio sei la vergogna di Firenze”, ecc. La società versa in grave crisi economica ed è costretta a cessioni eccellenti, come quelle di Batistuta, Rui Costa e Toldo. Nell’estate 2001 il tribunale civile di Firenze avvia una procedura di fallimento a carico della Fiorentina e il 13 luglio in 8.000 si danno appuntamento allo stadio per dare l’addio al capitano, Manuel Rui Costa, riempiendo la maratona, tra le lacrime del protagonista e della folla. I tifosi contestano sempre più duramente Cecchi Gori, lasciando anche vuota la Fiesole, dopo la provocazione di Vittorio di mettere i biglietti a un euro in un Fiorentina-Milan di inizio 2002. Svariati gli striscioni di protesta in quel campionato, come “Se andiamo in B vi facciamo un culo così” e “’Fratello’ Mancini sei stato nominato” (da una famosa frase del noto programma televisivo “Il grande fratello”, Roberto Mancini era l’allenatore). Il 18 aprile 2002 viene organizzata la “Fiaccolata viola”, una manifestazione che si conclude in Piazza Signoria, a cui partecipano circa 40mila persone. In quella difficile situazione finanziaria, nel 2001/02 la Fiorentina arriva penultima e retrocede in B. A causa dei mancati pagamenti degli stipendi ai giocatori e dell’impossibilità di fare sforzi economici per iscriversi al campionato successivo, la società viene in seguito dichiarata fallita. Dopo il fallimento e la fondazione di una nuova società il 1° agosto 2002, denominata “Fiorentina 1926 Florentia”, si riparte dalla C2, col nuovo nome di “Florentia Viola”, con l’importante novità dell’acquisto da parte dei Della Valle, Diego e Andrea. I gigliati vincono il campionato e, in seguito al pastrocchio del caso Catania, vengono promossi direttamente tra i cadetti, grazie ai meriti sportivi e al bacino d’utenza. Il 15 maggio 2003 riacquista i colori e il marchio della vecchia Fiorentina, e, alcuni giorni dopo, torna a chiamarsi col suo vecchio nome. Al termine della stagione la squadra viola torna in Serie A, dopo un doppio spareggio col Perugia, il 16 giugno in Umbria (megatrasferta e vittoria 1-0), il 20 a Firenze (1-1), col “Franchi” gremito da oltre 43mila persone e ribollente d’entusiasmo, infuocato da tantissime torce, con Mondonico allenatore e il bomber Christian Riganò. L’anno di Serie A 2004/05 è assai tribolato e vede succedersi in panchina Mondonico, Buso e Zoff. Due episodi, come le due espulsioni in 9 minuti contro la Fiorentina decretate dall’arbitro Dondarini in Sampdoria-Fiorentina, e il fallo di mano di Zauri davanti la linea di porta non visto (?) dall’arbitro Rosetti in Lazio-Fiorentina, inducono Zoff ad affermare “Ho cattivi pensieri sugli arbitraggi…”. Alla fine è solo 16° posto. Nel luglio 2005 si scioglie il “Direttivo Firenze” per problemi di autofinanziamento, dopo 10 anni in Ferrovia. L’anno dopo mister Cesare Prandelli e il direttore generale Pantaleo Corvino riportano la squadra la squadra in Europa, facendola arrivare al quarto posto, però la Fiorentina viene declassata al nono per il coinvolgimento della società nella scandalo di Calciopoli, scoppiato nel 2006. Si scatena l’ira dei tifosi viola che spacca l’Italia: un migliaio di persone occupa per ore per protestare contro la sentenza i binari della stazione di Campo di Marte, con decine di treni bloccati.  Bilancio: 2 feriti e 30 denunciati. Dalla stagione 2006/07 si assiste all’affacciarsi del gruppo d’elite “Firenze Ultras”, composto tra l’altro da alcuni ex-soci del Settebello, che assumerà in breve periodo una certa importanza, poi si scioglierà per, si presume, contrasti col Collettivo. Nel 2006/07, nonostante i 15 punti di penalizzazione la Fiorentina arriva 6^ e si qualifica per la Coppa Uefa. Nel 2007 arrivano due lutti per il calcio italiano: a Catania, la sera del 2 febbraio, in seguito a scontri tra palermitani e catanesi, rimane ucciso il 38enne Ispettore di polizia Fabrizio Raciti; l’11 novembre, all’Area di servizio di “Badia al Pino”, viene ucciso mentre dormiva, senza motivo, dopo una breve colluttazione tra alcuni laziali e juventini, il 27enne ultrà della Lazio Gabriele Sandri, dall’agente Luigi Spaccarotella. Nel 2008 la Fiorentina si qualifica per la Champions, arrivando quarta, con un gol di Osvaldo a Torino coi granata. Purtroppo viene eliminata dalla Coppa Uefa in semifinale ai rigori ad opera dei Rangers Glasgow, in un “Franchi” gremitissimo. Anche il 2009 è un anno fortunato, con la Fiorentina che si piazza di nuovo al quarto gradino del campionato di A, ma non va oltre la fase a gironi di Champions. L’anno 2009/10 è avaro di soddisfazioni in Italia, arriva solo un 11° posto, ma in Champions League la Fiorentina è autrice di una bella cavalcata che porta fino agli ottavi di finale, con autentiche invasioni di tifo viola a Lione e a Monaco di Baviera. Sono anni di crisi però per il movimento ultras italiano in generale e di quello fiorentino in particolare, aggravata dall’introduzione della famigerata Tessera del tifoso, nel 2010, obbligatoria dall’anno successivo per sottoscrivere l’abbonamento alle partite interne e partecipare alle trasferte. Come paladino del movimento antitessera fiorentino si fa largo il gruppo “Parterre 1926”, già da qualche anno affacciatosi nella geografia ultrà viola. All’inizio come gruppo di rottura. A Bari, per esempio, per l’ultima giornata del campionato 2009/10 si presentano con lo striscione “No fax” e le pezze “1926” e “Nostalgia Canaglia”. Il gruppo, dal campionato successivo comincia ad esporre nel settore di Parterre della Fiesole, numerose, belle e accattivanti pezze. Approfittando della crisi del Collettivo, il gruppo assume sempre più importanza e rilevanza, accentrandosi, grazie anche a campagne antitessera, volantini ecc., ed è da lì che praticamente parte il tifo viola. Per Fiorentina-Parma e altre partite del 2010/11 in curva viene esposto il solo striscione “Noi non tesserati”: siamo alla frattura decisiva e aperta. La maggior parte dei gruppi della Fiesole non si tessera, a differenza del Collettivo che sceglie diversamente. Messo in minoranza il Collettivo verrà scalzato dal “Parterre” e il 5 febbraio 2011 si scioglie dandone l’annuncio con un comunicato ufficiale. Una scelta coraggiosa e probabilmente dovuta per un gruppo che aveva perso se stesso, smarrendosi, diventando solo il fantasma del suo glorioso passato ultras. Sembrava aver perso quella forza e quei motivi che lo avevano contraddistinto. Fattori questi che, uniti all’avanzare degli anni, hanno determinato la parola fine. Dalla stagione 2011/12 il “Parterre” prende posto alla balconata centrale della Fiesole dov’era il Collettivo, e si dà il nome “1926”, per coordinare meglio il tifo della curva, ma gli scarsi risultati della squadra portano un deludente 13° posto e anche il tifo ne risente, e parecchio. Ciò che tiene uniti e accomuna i ragazzi del Parterre è la condivisione di valori antichi e lo stesso irrazionale, incondizionato amore per la propria città e maglia. Il “Gruppo Piagge” resta nel parterre disponibile a salire a centrocurva insieme a gli altri gruppi se dovesse servire per il bene della Fiesole. Nonostante l’avvicendamento alla guida della curva, e i buoni risultati della squadra, che si piazza, dal 2012 al 2015, sempre al quarto posto in campionato, la curva Fiesole raramente sprigionerà in questi anni tutto il suo potenziale, pur rimanendo una delle più graffianti, ironiche e suggestive d’Italia. Nel 2015/16 la squadra ha lottato nel girone d’andata per le primissime posizioni, per cui si era notato un certo risveglio del tifo, ma niente di trascendentale, poi nel girone di ritorno si è registrato un non lieve calo, e i tifosi si sono lamentati del 5° posto finale, poi sono arrivati due ottavi posti consecutivi, dopo l’aperta contestazione ai Della Valle, con l’accusa di sentirsi abbandonati e di aver abbandonato la squadra. Nel mentre nel 2016 si è sciolto il gruppo “Fiorenza Viola”. Al centro della curva ci sono sempre i “Unonoveduesei”, affiancati da tutti gli altri gruppi, che, dopo aver vissuto un momento critico e non facile ricambio generazionale, stanno cercando di ricreare un certo tipo di tradizione e di coerenza agli antichi valori dei gruppi che hanno fatto la storia della Fiesole.

Curiosità: -Dopo aver visto tramontare l’unico sogno stagionale, la Coppa Italia, le due curve, dando un seguito anche alle iniziative già intraprese in precedenza, in forte e aperto contrasto coi Della Valle, coi quali ormai è guerra, hanno disertato lo stadio nei primi 45 minuti del recentissimo Fiorentina-Sassuolo (0-1) di lunedì 29 aprile 2019, astenendosi dal tifare, nell’ennesima prova incolore della squadra, ormai senza più mordente, né ambizioni, a cui non ha giovato neanche il cambio dell’allenatore (Montella dal 10 aprile scorso al posto del dimissionario Pioli, che era appoggiato dalla curva). Un manipolo non folto di tifosi, che contestavano da fuori durante il primo tempo, ha fatto il suo ingresso nel secondo, cantando più volte il coro “Della Valle vattene oh eh oh”, ormai diventato un leit motiv. Nei giorni scorsi, per tutta la città, sono apparsi gli striscioni “Della Valle vattene. Firenze”. I tifosi non perdonano più alla proprietà le zero ambizioni, le assenze, i mancati risultati e la voglia di emergere sconfinati ormai da anni nella mediocrità generale, con il pensiero solo a bilancio e plusvalenze, dicono che questi signori utilizzano la Fiorentina come mero strumento per i propri affari. Un segnale di rottura coi Della Valle, non certo passato inosservato, c’era già stato, tangibile, con iniziativa simile alla partita di lunedì scorso, in Fiorentina-Bologna del 14 aprile ’19, quando però a entrare furono, sotto una pioggia battente, molti di più e nella ripresa venne garantito il tifo abituale, con gli striscioni dei gruppi normalmente appesi. In un passato più o meno recente, scritte ai cancelli dello stadio come “2002…2016…2019… ormai il nome ve lo siete fatto, la pubblicità pure, visto che era questo il vostro progetto, ora fateci anche il famoso regalo, andatevene!!! I Clienti” (espressione che tempo fa coniò il presidente Mario Cognigni per definire i tifosi viola), “Società assente, squadra inconcludente, allenatore indolente, curva Fiesole…sempre presente…c’avete rotto il cazzo!”, “Don Diego Della Valle levati dalle palle”, “Con gli acquisti di gennaio vince solo il calzolaio”, “Corvino servo perfetto le plusvalenze il vostro progetto” (Pantaleo Corvino direttore generale della Fiorentina) e altre ancora. Il 31 marzo ’19 in casa col Torino esposto striscione dalla Fiesole “E ora querelateci tutti”, in polemica con le dichiarazioni dei Della Valle che minacciavano di perseguire un fiorentino per le scritte sui social. -Tafferugli a più riprese, con le forze dell’ordine fanno da cornice ad Atalanta-Fiorentina, ritorno semifinale di Coppa Italia del 25 aprile 2019, prima e dopo la gara, opera di una parte dei circa 2200 tifosi al seguito della Fiorentina. Bilancio pesante con una 15ina di agenti feriti, anche per scontri coi bergamaschi prima del match, un tifoso viola denunciato e alcuni contusi anche tra i tifosi. -Festa aperta a tutti per i 50 anni di Gabriel Batistuta il 31 marzo 2019 in Piazza Signoria. -Durante Cagliari-Fiorentina del 15 marzo 2019, dal settore ospiti si leva il coro “Devi morire…” all’indirizzo di un tifoso sardo che si sentiva male, certo non immaginando neanche lontanamente che Daniele, questo il nome del tifoso malato di cuore, sarebbe tragicamente scomparso. I tifosi viola si assumono le loro responsabilità, consapevoli che i cori offensivi, anche pesanti, sono stati e sono all’ordine del giorno, al di là dei falsi moralismi; la mortificazione che provano per il malinteso creatosi è fortissima. In una lettera inviata alla curva il fratello di Daniele spiega tante cose. -A circa un anno dalla scomparsa del capitano Davide Astori, in occasione dell’andata della semifinale di Coppa Italia 2018/19, Fiorentina-Atalanta (3-3) di mercoledì 27 febbraio 2019, viene allestito uno spettacolo coreografico che coinvolge tutto lo stadio con delle bandierine in vendita in ogni settore dello stadio, che sono anche un ricordo della serata. Al centro della Fiesole il bandierone copricurva illuminato “DA 13”, con gli stemmi di due gigli e dei rioni di Firenze del calcio storico, e in basso lo striscione “Il tuo ricordo scolpito nella mente e la consapevolezza che niente potrà mai cancellarlo!”. Il giorno precedente la gara i tifosi della Fiorentina alle 17 si sono riuniti nel settore di Maratona per stare vicini alla squadra che svolgeva un allenamento a porte aperte. In Atalanta-Fiorentina (3-1) del 3 marzo 2019, 26^ giornata di A 18/19, minicoreografia per Astori a un anno dalla sua scomparsa con le bandierine “Astori 13” (le stesse della scenografia in Coppa), eseguita dai pochi al seguito. In quella giornata di campionato, al minuto 13, numero di maglia di Davide, tutte le partite si sono fermate in sua memoria. Gli utili derivati dalla vendita delle bandierine che composero la coreografia in Coppa Italia sono andati al progetto sostenuto dall’Associazione Quartotempo Firenze. -Esposta in quei giorni esterno stadio la scritta “Le bugie hanno le gambe corte, verità per Varlungo”, per i noti fatti che hanno coinvolto un pullman di tifosi bergamaschi, picchiati a sangue dalla celere dopo la semifinale di Coppa Italia. -“German uomo e capitano vero Davide ne sarebbe fiero”, riferito a German Pezzella, difensore argentino della Fiorentina di  28 anni, striscione esposto a Ferrara il 17 febbraio 2019. -Fiorentina-Napoli del 9 febbraio 2019: esposto lo striscione “1984-2019 Firenze ricorda, Stefano Furlan vive”, tifoso triestino di 20 anni colpito a morte da manganellate dalla celere l’8 febbraio 1984, dopo un Triestina-Udinese di Coppa Italia. -Il 20 gennaio 2019, prima della partita Fiorentina-Sampdoria, presso i giardini di Campo di Marte, di fianco all’ingresso lato curva Fiesole, avviene l’inaugurazione del movimento realizzato in ricordo degli ultras e di tutti i fiorentini scomparsi (il “Pompa” aveva già una targa di riconoscimento) per rendere onore a chi ha fatto la storia della tifoseria viola, a chi ha vissuto col colore viola nel cuore. -Il 16 dicembre 2018, durante il derby Fiorentina-Empoli, valevole per la 16^ giornata 18/19, la curva ricorda la figura di Bruno Beatrice, calciatore viola dal ’73 al ’76, venuto a mancare 31 anni fa a causa di una serie di trattamenti farmacologici finalizzati al miglioramento delle prestazioni sportive, con l’esposizione di un telone copricurva con una sua gigantografia, accompagnata dalla scritta “Giustizia per Bruno Beatrice 1987 Curva Fiesole”, per ribadire la vicinanza alla famiglia che da anni sta lottando per arrivare alla verità. -La bellissima coreografia per Fiorentina-Juve dell’1 dicembre 2018 è stata completamente dedicata a Riccardo Magherini (“I love Ricky” con cartoncini bianchi su sfondo di cartoncini viola), 39enne nato e cresciuto a Firenze, vicino agli ambienti ultrà viola, ex calciatore delle giovanili della Fiorentina, morto la notte tra il 2 e 3 marzo 2014, fermato dopo aver assunto cocaina e alcool, in piena crisi di panico, picchiato a morte da 3 carabinieri a Firenze in Borgo San Frediano, che la Cassazione, in modo vergognoso, ha assolto in quanto “il fatto non costituisce reato”. Sono coloro che, con la divisa addosso, hanno ucciso una persona inerme e indifesa mentre chiedeva aiuto, steso a terra con la mente rivolta a suo figlio. Il fatto che Riccardo quella sera desse in escandescenze non giustifica minimamente le botte che l’hanno ucciso, dopo che venne immobilizzato, bloccato a terra in attesa dell’ambulanza mentre urlava che stava morendo. Una vicenda che ricorda quella di Stefano Cucchi, anche se ha avuto meno eco. Un popolo intero, con quella coreografia, chiede giustizia e verità. -Bel messaggio in Fiesole per Fiorentina-Roma del 3 novembre 2018: “4-11-66 – 4-11-18: Firenze non dimentica i suoi figli”, a 52 anni dalla tragica alluvione che colpì Firenze (e non solo) per la fuoriuscita dell’Arno. -Il 21 settembre 2018 è stata data una targa di riconoscimento agli “Unonoveduesei Curva Fiesole” per aver partecipato al progetto “Ultras d’Italia per Amatrice”. -Dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova del 14 agosto 2018, che causò 43 vittime, la Fiesole non aspettò la decisione della Lega e, a prescindere se fosse stata rinviata o no la partita, decise di non partecipare alla trasferta di Genova per Sampdoria-Fiorentina in programma il 19 agosto, 1^ di campionato 2018/19, che poi in realtà si è svolta il 19 settembre ‘18. -Il 13 maggio 2018, gara interna col Cagliari, la Fiesole è rimasta ferma durante i primi 20 minuti, in silenzio e senza striscioni per rispetto nei confronti di 20 ragazzi che in settimana erano stati colpiti da diffide illegittime, alla cieca, per una rissa che non sarebbe mai avvenuta in serata tra amici, semmai un diverbio acceso tra due persone. -Ricordata la scomparsa di Emiliano Mondonico, prima giocatore, dopo allenatore in carriera e opinionista, che non ha mai negato di essere tifoso viola, mister della Fiorentina nel 2003/04, in cui ottenne la sua quinta promozione in A in carriera, esonerato dopo le prime giornate del 2004/05 per contrasti con la società, con gli striscioni esposti esterno stadio il giorno della sua scomparsa, 29 marzo 2018: “Il Mondo senza di te non sarà più lo stesso ciao mister” e “Per 31 anni sei stato nostro socio, per noi lo sarai sempre, ciao Mondo”, entrambi del “7Bello”, e con gli striscioni, apparsi in Fiorentina-Torino del 31 marzo 2019 (29^ giornata 18/19), “29.3.19: la tua stella brilla in cielo Emiliano uomo vero” e “Mondo uno di noi”. -Il 4 marzo 2018, è scomparso nel sonno, per morte cardiaca improvvisa seguita a fibrillazione ventricolare, il capitano della Fiorentina Davide Astori, nella sua stanza d’albergo a Udine, dove si sarebbe dovuta giocare Udinese-Fiorentina. Giorni dopo la sua morte, un tappeto di sciarpe viola, scritte, pensieri, ricordi intorno al “Franchi”. La giornata di campionato successiva, in Fiorentina-Benevento dell’11 marzo, al 13° minuto gara fermata e Fiesole che allestisce una coreografia mozzafiato, con la scritta, fatta di cartoncini bianchi, col contorno rosso in ogni lettera, “Davide 13”, e in basso lo striscione “Ci sono uomini che non muoiono mai…ci sono storie che verranno tramandate in eterno…buon viaggio Capitano”. Il 15 aprile 2018, in Fiorentina-Spal, appare in piena Fiesole la scritta “Per Firenze per Davide per la storia Forza ragazzi!!!”. -Il 3 dicembre 2017, per Fiorentina-Sassuolo 17/18, organizzata una raccolta fondi per contribuire alle spese legali da sostenere dalla famiglia di Niccolò Ciatti, 22enne fiorentino ucciso a metà agosto ’17 a Lloret de Mar, in Spagna, mentre era in discoteca con gli amici. Promosse poi altre attività di solidarietà. Per Inter-Fiorentina del 20 agosto 2017 esposta la scritta “Ciao Niccolò…la tua Firenze”. -In occasione di Fiorentina-Roma del 5 novembre 2017 (12^ giornata 17/18) la Fiesole è rimasta in silenzio per i primi 5 minuti, in segno di protesta e solidarietà verso dei ragazzi che, nella settimana precedente la gara, erano stati colpiti da una multa di 166,67 €. perché “colpevoli” di aver tenuto in mano uno striscione contro Mario Cognigni, presidente della Fiorentina. Consapevole una volta ancora di aver a che fare con persone di basso profilo, espressione della loro proprietà, che sanno solo usare metodi repressivi per i loro giochi di potere, la Fiesole ha fatto una raccolta fondi per pagare le multe emesse. -Prima di Fiorentina-Bologna del 16 settembre 2017, raccolta fondi, a sostegno della popolazione livornese, in difficoltà a causa della violenta alluvione di giorni prima, di 2mila €., di cui 700 devoluti ad una famiglia dell’Ardenza con due bambini piccoli rimasta senza casa dove abitare, mentre gli altri 1300 son stati destinati alle Brigate di Solidarietà Attiva. -Quando morì l’attore Gastone Moschin, il 4 settembre 2017 a 88 anni, indimenticato signor Melandri della serie di film “Amici miei”, il 7 Bello espose la scritta all’esterno dello stadio “Buon viaggio Melandri saluta gli ‘Amici miei’”. Non tutti sanno che la prima sede del Viola Club Settebello fu proprio il Bar Necchi di via dei Renai, che si vede nei film. -Una ferita indelebile per la Curva Fiesole è stata l’uccisione di Marco Ficini, esponente del “7Bello”, avvenuta a Lisbona da un gesto vile e infame, la notte del 22 aprile 2017, prima di Sporting Lisbona-Benfica. Una delle cose più gravi in assoluto nella storia della curva. Il 13 maggio 2017, in Fiorentina-Lazio, una coreografia in suo onore con la scritta “E tu non sei   mai andato via sarai sempre con noi. Marco vive”, col il bandierone copricurva del “7Bello” e un altro copricurva con gli stemmi di Sporting Lisbona e Fiorentina “1906-1926”, su cui campeggia lo striscione “La tua Firenze ferita, mai ti dimenticherà, resterai scolpito nel cuore di questa città…ciao Marco” e a un anno di distanza scritte ai cancelli dei giardini vicino lo stadio. -Dal 2 gennaio 2017 Giancarlo Antognoni, autentica bandiera della Fiorentina, è entrato in società, inizialmente con compiti di rappresentanza, e dal successivo 12 giugno anche come club manager. Il 15 gennaio ’17, in Fiorentina-Juve , la Fiesole gli dedicò una bella coreografia (“Unico 10” formato da cartoncini bianchi su un tappeto di cartoncini viola e la sua gigantografia), con in basso lo striscione “Bentornato a casa: brillerà per sempre la tua stella!”. -Bellissima coreografia col Chievo, il 28 agosto 2016, 2^ giornata 16/17, per celebrare il 90esimo anniversario della società, con il giglio al centro, gli anni “1926” e “2016” formati con bandierine bianche su sfondo di bandierine viola, racchiusi a mo’ di quadretto da sfumature bianche e rosse, i colori della città di Firenze. Presenti quasi 33mila spettatori (neanche nei match- clou…).Tutti i gruppi che hanno fatto la storia del tifo a Firenze riuniti insieme per il 90°, con tamburi in curva, un tifo bello e coinvolgente e un bel giro di campo; si sono rivisti un po’ tutti, con tanto di striscione, dagli Alcool Campi, al Collettivo, Cav Valdarno, quello mitico degli “Ultras”, Onda d’Urto, ecc. Suggestivo vedere tutta la gente che negli anni ha fatto tantissimo per sostenere la Fiorentina. I festeggiamenti avevano avuto un prologo il 25 agosto ‘16 al Piazzale Michelangelo, con fuochi d’artificio, inno cantato a squarciagola dai circa 250 presenti, striscioni e bandiere. -Col Chievo, in curva Fiesole, Maratona e Tribuna, sono stati raccolti 5.335 €. per le popolazioni colpite dal tremendo terremoto del 24 agosto ’16 che ha interessato l’Italia centrale. La raccolta è stata promossa dai gruppi organizzati della curva. La Fiesole, non nuova a simili iniziative, come per il terremoto in Emilia, l’alluvione nelle Cinque Terre e a Genova, solo per citarne alcune, ha sentito l’obbligo morale di impegnarsi concretamente. L’intento, fin dall’inizio, è stato quello di attivare una collaborazione diretta con la popolazione, per essere poi realmente utili ed efficaci. -La pagina Facebook “Indipendenti” non fa riferimento né a un gruppo ultras né a una pezza, ma nasce nel 2013 con l’idea che nel panorama web fiorentino dovesse esserci uno spazio non a scopo di lucro per esprimere un pensiero “attenzionabile” dai cittadini, magari alternativo all’omologazione comune. -Lutti in curva pesanti, in un passato piuttosto recente, sono stati anche quelli per la morte di Jasta, grande tifoso e amico della Fiesole, che ha lottato contro una grave malattia per parecchio tempo, del Sini, ricordato con una torciata il 28 gennaio 2018 in occasione di Fiorentina-Verona, di Duccio, del Pampa, uno dei fondatori della tifoseria viola, lanciacori, scomparso nel luglio 2017, di Bollo, salutato in Roma-Fiorentina, e col Dnipro in casa in Europa League, nel 2013/14, con la scritta “Ciao Bollo ribelle per sempre”, e di Fabrizio Taddei, meglio conosciuto come “Taddo”, grande tifoso viola, scomparso il 23 aprile 2015. Stava lottando contro una terribile malattia. A lui, conosciutissimo in curva, in Fiorentina-Cesena del 3 maggio ‘15 sono stati dedicati gli striscioni “Un amico, un guerriero, un fratello…con la tua fede hai scritto la storia, con il tuo onore hai riempito il nostro cuore. Ciao Taddo, la tua Fiesole” e “Fratello Taddo canterai per sempre con noi”. -Per Fiorentina-Chievo del marzo 2014 si ricorda la scomparsa del conosciutissimo ultrà “Maio”, con diversi striscioni, tra cui “Nella tua eccentricità non sei mai venuto meno a valori come amicizia e lealtà…ciao Maio” e “Maio ultras per sempre”. -Per Fiorentina-Catania 13/14 la Fiesole saluta il presidente dell’A.t.f. Valter Tanturli, scomparso a soli 63 anni, con gli striscioni “Valter Tanturli presente”, “Ciao Valter fratello viola” e “Per sempre uno di noi”. -In Fiorentina-Sassuolo del 6 maggio 2014 è avvenuta qualche scaramuccia verbale tra capi-ultrà e altri tifosi, ancora arrabbiati per i fatti dell’”Olimpico”, nella finale di Coppa Italia col Napoli, quando i capi-ultrà viola “trattarono” con la controparte napoletana e non esposero una coreografia che si preannunciava bella e prorompente, che costava 9mila €., soldi raccolti in Fiorentina-Juve di Europa League di tutti i fiorentini, e per aver infine “deciso” di non cantare, qualcuno dice arrivando a minacciare chi voleva farlo per attenersi al comportamento pattuito coi napoletani. Ricordiamo che in un primo momento era circolata la voce che Ciro Esposito, ultrà napoletano a cui aveva sparato nel pregara, lontano dallo stadio, “Gastone” De Santis, vecchio ultrà della Roma, fosse già morto. -Tra gli spettacoli più suggestivi della curva, va ricordato prima di tutto quello di Fiorentina-Juventus del 1991, quando attraverso un’innumerevole serie di cartoncini vennero riprodotti i più bei monumenti di Firenze. I ragazzi avevano in mente di realizzare qualcosa di straordinario e ce l’hanno fatta alla grande, grazie alla straordinaria organizzazione e all’aiuto fondamentale del pubblico, aiutato da un volantino dove erano scritte tutte le istruzioni. Poi c’è la statua a Batistuta, che nella stagione 1995/96 vince la classifica cannonieri con 26 reti, ma al termine non gli viene assegnato alcun riconoscimento. Ci pensano i sostenitori viola a festeggiare il loro capitano, ai quali viene l’idea di realizzare una statua di resina e cartapesta che ritrae il bomber argentino esultante alla bandierina, con alla base la frase “Guerriero mai domo, duro nella lotta, leale nell’animo”. -Il 14 aprile 1979 due tifosissimi viola ebbero la pazza idea di raggiungere l’Olimpico di Roma per la gara coi giallorossi in sella a un Ciao Piaggio e a un Garelli, un viaggio che fu in pratica un odissea. Era la Fiorentina di mister Paolo Carosi, ed ovviamente di Giancarlo Antognoni, che navigava tra il 6° e il 7° posto. -Nelle gare casalinghe viene sempre esposto, ai piedi della Curva Fiesole, lo striscione “Per esser di Firenze vanto e gloria”, parole riprese dal famoso inno di Narciso Parigi. -Pressoché sempre esposte le pezze “Bollo sempre con noi”, “Che ditta”, “Maio”, “Taddo vive”, “Pompa vive”, quella col simbolo del Tucano, a ricordo di questo ragazzo scomparso nel ’97. -Gli “Irriducibili”, gruppo anni ’80, è stato il più destrorso mai esistito a Firenze.

Politica: Ufficialmente apolitici, ma con correnti sia di destra (forse la maggioranza) che di sinistra.

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