L’Empoli inanella la terza vittoria consecutiva e si lancia verso il sogno. Tre punti che valgono doppio in considerazione dell’avversario, ottenuti con una prova magistrale nel primo tempo e una ripresa con qualche sofferenza di troppo, ma nel complesso una gara che ha espresso tutta la maturità e la solidità della squadra di mister Sarri.

Una prima frazione giocata in modo impeccabile: gli azzurri che entrano in campo come un rullo compressore mettendo subito alle corde i rossoblu, frastornati dal ritmo e dalla fluidità della manovra empolese. Bastano 10′ a Maccarone per capitalizzare lo stato di grazia dei suoi, ribadendo in rete su una ribattuta di Cremonesi che lo lascia solo davanti al portiere crotonese Gomis: sul siluro dell’attaccante azzurro l’estremo difensore dei pitagorici non può niente ed è 1-0 per i padroni di casa. L’Empoli continua a martellare con Mario Rui, Tavano, Verdi e gli inserimenti di Rugani su calcio piazzato un Crotone che pare aver accusato il colpo e la cui unica risposta è rappresentata da un’iniziativa estemporanea di Cataldi. L’egemonia azzurra si concretizza con il goal del raddoppio, firmato di nuovo da Maccarone: gran botta da fuori area e palla nell’angolino dove Gomis non può arrivare. L’Empoli non si accontenta, vola sulle ali dell’entusiasmo e al 44′ potrebbe sferrare il colpo del KO con Verdi su assist di Croce, ma una deviazione toglie all’attaccante scuola Milan la soddisfazione della marcatura personale.

La ripresa pare aprirsi nel segno della continuità con la prima frazione, ma il goal rossoblu al 7′ con Cataldi (gran botta da fuori area che fulmina Bassi) ribalta l’andamento della partita. Il Crotone si scuote e si rovescia in avanti alla ricerca del pareggio, costringendo al retroguardia empolese agli straordinari in fase di contenimento e chiusura delle iniziative avversarie. Il quartetto arretrato di Sarri si dimostra all’altezza della situazione, disinnescando sistematicamente i tentativi di affondo dei pitagorici, dando prova di lucidità e abilità tecnica. In pieno recupero arriva l’agognato, e bellissimo, goal di Verdi: fuga in contropiede, pallonetto a scavalcare il portiere in uscita e tap-in a pochi metri dalla porta. Un goal che rappresenta la ciliegina sulla torta di una prestazione sugli scudi da parte di tutti gli azzurri, i quali a fine gara vanno a raccogliere sotto la Maratona i meritati applausi di una tifoseria sempre più innamorata di questa squadra.

7 Commenti

  1. Se gradoni di cemento e seggiolini blu non sono diventati spettatori nella notte, direi proprio di no. A prescindere preferisco vedere chi c’è sempre stato che non il quadretto con gli occasionali di turno…ma sono gusti personali.

  2. Quantomeno sul settore di Maratona Inferiore va fatta un’osservazione a proposito dei gradoni e/o seggiolini vuoti…..io mi trovavo in corrispondenza della scalette centrali e dopo pochi minuti dall’inizio della partita erano invase di persone…non dimentichiamo poi i tanti (e non parlo dei componenti del gruppo Desperados che incitano i tifosi),soprattutto bambini, che si sono seduti sulla balaustra…e tutte le persone che si trovavano dietro ad altre persone regolarmente occupanti i loro posti perché magari desideravano rimanere tutte insieme (gruppi di amici ecc.)….se tutti questi si mettevano a sedere sui seggiolini veri e propri secondo me il settore appariva veramente esaurito…questa secondo me è la spiegazione

  3. ragazzi ieri la maratona era esaurita perché come dice francesco a centinaia si ammassano in quella inferiore, in maratona tra sopra e sotto ci stanno 5.600 persone, in tutta la tribuna coperata + le laterali ci stanno 4.800 persone quindi ieri sera eravamo 5.600 in maratona + 3.000 c.a in tribuna.
    Leggendo i giornali vedrete che gli spettatori totali parlano di c.a 7.000 ma in realtà eravamo più di 8.000, pensate che solo di inviti sponsor e addetti ai lavori si parla di c.a 1.000 persone.
    Dai almeno ieri i numeri li abbiamo fatti.

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