Di Giulio Drago se ne parlava un gran bene. “Se i valdostani sono riusciti a battere per 2-1 l’Asti, gran parte del merito Γ¨ da attribuire al portiere Giulio Drago. Il giovanissimo estremo difensore dell’Aosta in almeno due occasioni, infatti, ha compiuto dei veri e propri prodigi, deviando gli insidiosi tiri delle punte astigiane. Drago, secondo il parere degli esperti, possiede i mezzi per sfondare, tanto Γ¨ vero che parecchie societΓ di A stanno corteggiando l’Aosta per acquistarlo. Sono ancora giovane – dice e per il momento non voglio pensare all’eventualitΓ di finire in una importante societΓ . Ad Aosta mi trovo bene e quello che mi preme ora Γ¨ disputare un buon campionato” (La Stampa, 3 dicembre 1979)

Gli esordi di Giulio Drago
Giulio Drago cominciΓ² la sua carriera negli Allievi dell’Orbassano, non lontano da Torino, dove la sua famiglia si era trasferita qualche anno prima dalla Sicilia. Aveva mostrato un precoce talento e il suo nome stava circolando con insistenza nell’ambiente delle squadre piemontesi. Dopo aver sostenuto, senza successo, provini con Juventus e Torino, Drago era finito ad Aosta. Nel 1978 giocΓ² con la formazione Berretti, poi l’anno successivo passΓ² in prima squadra dove, di fatto, tolse il posto da titolare al portiere Da Canal. Gli bastΓ² una sola stagione per mettersi il luce con la maglia dei valdostani: Giulio aveva appena 17 anni ma giocava con la sicurezza del veterano. La Lazio lo seguΓ¬ per diversi mesi ma fu la Juventus ad aggiudicarsene le prestazioni. Nel 1980 passΓ² al club bianconero, facendo il titolare in Primavera e il secondo di Zoff in Coppa Italia.
Dopo due anni di apprendistato nel campionato giovanile, a vent’anni Drago era pronto per iniziare la carriera professionistica. Alla Juventus gli spazi non c’erano, cosΓ¬ venne ceduto in prestito alla Cremonese in B. Il primo anno non giocΓ² praticamente mai, chiuso da Pionetti. Ma il secondo, complice la cessione di quest’ultimo, divenne il portiere titolare. E fu un’annata trionfale: i grigiorossi – tra le cui fila gioca anche il giovanissimo Gianluca Vialli – arrivarono terzi e conquistarono la Serie A, anche grazie alle parate di Drago.
Il passaggio in azzurro
La fortuna dell’Empoli si chiama Atalanta. PerchΓ© nell’estate 1984 Drago si trasferisce in Lombardia, ancora in prestito, ma la sua esperienza Γ¨ tutt’altro che fortunata. Sonetti gli preferisce l’ex Milan Ottorino Piotti, cosΓ¬ Drago, dopo appena tre mesi dal suo arrivo, deve trovarsi una nuova sistemazione. Ne approfitta quella vecchia volpe di Silvano Bini. L’Empoli ha in rosa il fedele Michele Pintauro, ma il dirigente azzurro sa che l’eventuale arrivo di Drago rappresenterebbe un grande salto di qualitΓ . CosΓ¬ approfitta della volontΓ della Juventus di valorizzare il suo giovane portiere per metterlo sotto contratto. Drago esordisce in campionato il 4 novembre 1984 in Empoli-Bari, terminato col punteggio di 1-1. Da lΓ¬ in avanti sarΓ lui il titolare incontrastato e Pintauro dovrΓ accontentarsi della panchina.
L’Empoli di Guerini Γ¨ una squadra difficile da affrontare, poco spettacolare ma che bada al sodo, come testimonia il record di ventuno pareggi complessivi (di cui piΓΉ della metΓ sono 0-0). Drago diventa un elemento imprescindibile per la retroguardia azzurra, che chiuderΓ la stagione all’ottavo posto, con 22 gol fatti e 28 subiti. Γ anche merito suo se l’Empoli tiene spesso la porta inviolata. L’anno successivo Drago rimane a difendere i pali della porta azzurra in quella che sarΓ una stagione trionfale, terminata con la promozione in Serie A. Dopo tanta gavetta, a 23 anni, anche lui Γ¨ pronto per il grande salto.
Il top raggiunto in A
L’idillio con Empoli e i suoi tifosi Γ¨ giΓ scoppiato. Drago Γ¨ un idolo, uno di quei giocatori acclamati in ogni partita. A ragione, perchΓ© non solo commette pochi errori, ma dimostra fin da subito un grande attaccamento. Ed Γ¨ questo che viene apprezzato maggiormente: Drago si distingue in campo con le sue parate, ma anche per l’atteggiamento che ha. Nonostante non sia cresciuto nel settore giovanile, sembra che la maglia azzurra sia una sorta di seconda pelle. Quando Silvano Bini afferma “teniamo molto al gruppo, ci servono giocatori con stimoli e poche pretese” parla anche di Giulio, portiere dalle grandi potenzialitΓ e fulcro dello spogliatoio.
Il primo anno di Serie A Γ¨ magico: a partire dall’esordio vincente, a Firenze, contro l’Inter di Trapattoni, nel quale Drago mostra grande sicurezza. Nella seconda giornata, ad Ascoli l’Empoli vince grazie a Zennaro, ma Drago Γ¨ decisivo su colpo di testa ravvicinato di Dall’Oglio e salva il risultato. L’Empoli soffre ma puΓ² sempre confidare nel suo portiere. Sono tante le parate di cui Drago di rende protagonista in tutto l’arco del campionato, che risultano decisive per una salvezza insperata e inaspettata. La piΓΉ iconica, probabilmente, arriva nel match di ritorno contro il Napoli al Castellani: Maradona pennella una punizione dal limite verso il sette, ma Drago balza sul pallone e lo devia in calcio d’angolo. Spettacolo puro.
La nostra redazione ha ricevuto alla vigilia della Festa dei cinquant’anni del tifo organizzato empolese due video (li trovate di seguito) che ricordano lo spessore umano, ancora prima che sportivo, del compianto portierone azzurro. Uno Γ¨ stato registrato da Mario Rozza, ultras e collezionista della Cremonese che ha collaborato in passato con il nostro Massimiliano Ciabattini, l’altro da Mario Montorfano uomo simbolo grigiorosso e compagno di squadra di Drago nel suo biennio a Cremona. Ovviamente entrambi i video sono stati a suo tempo immediatamente condivisi con i familiari di Giulio e sarebbero stati proiettati anche alla festa se solo ci fosse stata la possibilitΓ tecnica di farlo. Il coro e il lungo applauso tributato a Drago durante la cena degli ex di VenerdΓ¬ testimoniano comunque, se mai ce ne fosse bisogno, tutto l’affetto che il popolo empolese conserva per lui.














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Ricordo il coro “Giulio Giulio Giulio!!!” che partiva spontaneamente dalla Curva Sud ogni volta che Giulio tornava in campo dopo l’intervallo della partita dirigendosi verso la porta che era davanti appunto alla Sud, curva che allora era il tempio del tifo azzurro.
Grande portiere e stasera Forza azzurrini