Una rubrica a cura di Claudio “Freccia”

Si svolge allo stadio “Olimpico”, finalmente in un orario e in un giorno ideali per giocare a calcio, vale a dire alle h.15 di domenica, 8 gennaio 2023, questo match valevole per la 17esima giornata del massimo campionato di Serie A 2022/23. Si gioca davanti a 31.000 spettatori circa (dati ufficiali non comunicati), con la Curva Nord laziale chiusa, e quindi desolatamente vuota, per la squalifica a causa dei cori razzisti rivolti al camerunese, naturalizzato francese, Samuel Umtiti, difensore del Lecce, al “Via del Mare”, mercoledì 4 gennaio scorso. Purtroppo dai Distinti Nord incredibilmente si sono ancora sentiti quelli antisemiti del derby del novembre scorso, nonostante fosse stato esposto lo striscione, probabilmente dalla Società, “La Lazio non è razzismo, la Lazio è libertà”. Lo stadio si emoziona per i 123 anni del compleanno della compagine biancoceleste, che cade lunedì 9 gennaio, e per il ricordo di Sinisa Mihajlovic, in maglia laziale dal 1998 al 2004, celebrato con una gigantografia in Curva Sud e con alcuni striscioni, tra i quali un “Sinisa nel cuore”, nei Distinti Sud, e di Luca Vialli.

La Lazio arriva a questa sfida dopo il ko di Lecce e aver raccolto appena 3 punti nelle ultime 3 partite. Mentre l’Empoli viene dal prezioso pareggio di Udine e, nelle ultime 3 partite ha raccolto 4 buoni punti. C’è da dire che la Lazio ha dominato l’Empoli in lungo e in largo per almeno 75 minuti, ma poi le mosse di mister Paolo Zanetti – dentro prima Cambiaghi poi Bajrami – hanno fatto sì che l’Empoli prendesse coraggio e pervenisse prima al 2-1 all’84° con Ciccio Caputo, su assist proprio di Cambiaghi, in una classica azione di contropiede, con la Lazio sbilanciatissima e distratta, poi all’insperato, visto l’andamento della gara, con la Lazio per larghi tratti bella, corta e sarriana, gol del 2-2 da azione di calcio d’angolo, con tunnel di Bajrami, entrato subito in partita, che mette al centro e con la palla che dopo una deviazione della difesa perviene a Marin al limite dell’area, che controlla e fa partire un tiro liftato e beffardo che batte Provedel. Di fatto l’Empoli ha avuto il merito di crederci fino in fondo, ma, fino alla combinazione Bajrami-Caputo, non era mai stato pericoloso. La Tifoseria laziale, nonostante la chiusura della Nord, ha provato a far pervenire un certo incitamento ai propri beniamini, riuscendoci in certi frangenti, col tifo che parte perlopiù dai Distinti Nord e Sud. Alcuni cori sono partiti abbastanza potenti, come il “Sosterremo sempre più i colori biancoblù”, e sono stati sventolati anche alcuni bandieroni. Bella la sciarpata iniziale all’inno. Purtroppo mancando una guida ultras vera, ci sono stati lassi di tempo di silenzio, anche piuttosto lunghi. I presenti però si impegnano abbastanza e si può dire che la loro prova risulti più che sufficiente, a tratti discreta, ma definirla buona però forse sarebbe troppo.

Forse la tifoseria biancoceleste, un po’ come la loro squadra, si sentiva con già in tasca i tre punti in palio. Gli Ultras empolesi risultano essere intorno alle 150 unità, un numero più che buono anche se la trasferta non è delle più proibitive e la collocazione della partita aiuta anche gli indecisi. I gruppi della “Maratona Emiliano Del Rosso”, quest’oggi al gran completo, si dannano l’anima per supportare l’undici di Zanetti, e per larghi tratti ci riescono bene, sfoderando un po’ tutto il repertorio di cori, seppure con qualche normale pausa. Gli Ultras azzurri sono autori di un buon tifo e vengono ripagati dei loro sforzi al 94°, quando la rete di Marin fa esplodere il settore ospiti, lasciando basiti i tifosi laziali. Anche oggi è gradita la presenza di una delegazione di sei Ultras tedeschi del Bayern Monaco, gemellati direttamente con il gruppo “Ultras Empoli”, il più giovane in ordine di apparizione tra quelli empolesi. Nel complesso la prova dei tifosi azzurri è da ritenersi più che buona, considerando anche la partita non certo entusiasmante che aveva fatto l’Empoli fino al gol di Caputo dell’1-2.

Uno sguardo altrove…: Si gioca davanti a 29.695 spettatori ufficiali, paganti+abbonati, FIORENTINA-SASSUOLO. I tifosi sassolesi si potrebbero anche contare da quanto sono pochi, i soliti 30-40 in trasferta e non si sentono praticamente mai. La Curva “Fiesole” offre una prova più che buona di tifo, con davvero poche pause. Gran sventolio di bandieroni ma purtroppo continua la protesta per le ingiuste diffide di alcuni mesi fa, piovute su di loro, per cui la Curva è disadorna di striscioni, col solo “Diffidati Firenze”. Ma l’apporto vocale compensa il tutto. Quasi esaurito all’’Allianz Stadium’ per JUVENTUS-UDINESE, dove si ricorda la figura dell’ex campione e grandissimo uomo Gianluca Vialli, che purtroppo non ce l’ha fatta a vincere la sua personale battaglia contro un tumore al pancreas che l’aveva ridotto in gravissime condizioni in una clinica di Londra. Purtroppo la sua scomparsa era nell’aria da diversi giorni. L’ex condottiero, che ha vestito la maglia della Juventus dal 1992 al 1996, è stato omaggiato dalla Curva Sud con striscioni quali “Immenso Gianluca Vialli R.I.P.” e “Da sempre per sempre Gianluca Vialli”, e stendardi come “Ciao Luca…Capitano mio capitano R.I.P.”. Particolarmente commoventi le parole di Gianluca Pessotto, 52 anni, che ci ha giocato assieme, lette in mezzo al campo al microfono prima della partita. Al minuto numero 9, quello della sua maglia, cori per Vialli. Il classico “Ohioiò Ohioioioiò Luca Vialli segna per noi” e il semplice “Luca Vialli!”. Bel tifo, piuttosto potente, che cala vistosamente nel secondo tempo, per poi riprendersi verso la fine, a seguito del gol-vittoria di Danilo all’86°. Tante bandiere italiane in zona “Viking”. Strano ma a Cremona, mercoledì 4 gennaio scorso, gli striscioni erano sicuramente di più. Presente un bandierone con sopra disegnata la figura di Vialli e il suo numero 9. All’esterno dello stadio la scritta “Capitano vero Vialli eroe bianconero”. Nel settore ospiti presenti semplici tifosi con degli striscioni, più che altro di Clubs, infatti, di comune accordo, i gruppi della Curva Nord friulana hanno deciso di boicottare la trasferta di Torino, protestando contro tutta la burocrazia che si deve superare per acquistare un biglietto per il settore ospiti dello ‘Stadium’.

Vista la vicinanza tra Monza e Milano sono moltissimi gli interisti all’’U-Power Stadium’ per l’anticipo del sabato sera MONZA-INTER, con gli Ultras, rappresentati, dopo il riassetto avvenuto col Napoli mercoledì scorso, dal solo striscione “Curva Nord”, che affrontano la vicina trasferta in scooter formando un corteo chiassoso tra fumogeni accesi e bandieroni. Esposti in curva gli striscioni “Riposa in pace Gianluca Vialli” e “Skriniar sei il nostro capitano, sei padrone di Milano, resta con noi”. Anche il tifo organizzato quindi, per la prima volta, si espone sul caso del rinnovo del contratto al difensore slovacco. Altri striscioni nel settore ospiti sono “Banda Bagaj”, sempre esposto a San Siro al secondo anello della Sud, e diversi striscioni dei semplici Clubs. Bella coreografia monzese iniziale realizzata con cartoncini rossi, bianchi ai lati, con al centro un telone con un bel disegno-fumetto raffigurante una macchina, una donna e un uomo che afferma “Sono del Monza e non riusciremo mai a venire in Serie A”, con in basso la scritta “…O no?”. Bel tifo dei biancorossi. Le due tifoserie sembrano sfidarsi a colpi di cori, ma forse i decibel più alti li raggiunge la curva di casa, che non palesa la minima difficoltà contro una curva più blasonata. I monzesi fanno festa per il 2-2 agguantato al 93°, mentre l’Inter reclama per un gol ingiustamente annullatogli sull’1-2. 16.033 gli spettatori ufficiali all’’Arechi’ per SALERNITANA-TORINO, con gli Ultras del Toro che affrontano la lontana trasferta in buonissimo numero, considerato tutto. Offrono un buon supporto vocale, coadiuvato dallo sventolio di diversi bandieroni, e festeggiano il punto conquistato. I salernitani si confermano una buonissima curva, tanti bandieroni al cielo; realizzata una sciarpata mozzafiato. Fanno visita a loro gli andriesi – presente la pezza “Brigata Fidelis – e i tedeschi dello Schalke 04 – con un bandierone -. Esposto in loro omaggio lo striscione, a firma “Curva Sud Siberiano”, “Auguri ai nostri fratelli di Gelsenkirchen!”. Sciolto da poco tempo il gemellaggio tra salernitani e monopolitani. Infatti la Gradinata Est Monopoli, essendosi gemellata coi napoletani, pone fine al gemellaggio dopo un rapporto quarantennale. Circa 7.300 spettatori al “Picco” di La Spezia per SPEZIA-LECCE. Buono il supporto delle due fazioni, con fumogeni accesi da una parte e dall’altra. I leccesi occupano circa 2/3 del settore ospiti, ma non sono granché colorati quest’oggi. Lo 0-0 sembra la logica conseguenza di una partita condizionata da una pioggia battente, che dà fastidio anche alle tifoserie, e dal terreno scivoloso.

24.490 spettatori ufficiali al “Ferraris” per SAMPDORIA-NAPOLI, con i sampdoriani davvero commoventi che ricordano le figure carismatiche di veri uomini quali Vialli, in blucerchiato dal 1984 al 1992, vincendo trofei importanti e l’unico scudetto targato Sampdoria nel 1991, e Sinisa Mihajlovic, giocatore della Samp dal 1994 al 1998 con 110 presenze e 12 reti, e allenatore doriano dal 2013 al 2015. A Gianluca Vialli, scomparso il 6 gennaio 2023, sono stati dedicati tanti striscioni affettuosi. Alla balconata della Gradinata Sud si può leggere “Bomber Campione Leggenda”, che con una strisciata blucerchiata da sinistra a destra nella parte alta della Sud inferiore, che riprende il lenzuolo esposto nella parte superiore, e con 3-4 maglie blucerchiate col numero 9 di Vialli, forma la coreografia iniziale, contornata dai tanti bandieroni caratteristici. Deposto un mazzo di fiori prima dell’inizio ai piedi della Gradinata Sud. “Vivrai per sempre nei nostri cuori” è il grande striscione appeso invece in Gradinata Nord, dove, nella parte inferiore, si legge la bellissima frase “Con le lacrime agli occhi e il cuore spezzato dal dolore noi ti giuriamo eterno amore Luca Vialli”. Rivolta a Mihajlovic in Gradinata Sud prima del match la frase “Esempio per questo calcio, storia della nostra maglia…grazie di tutto Sinisa”. Davvero bellissima la sciarpata dei sampdoriani all’ingresso delle squadre in campo sulle parole dell’inno “Lettera da Amsterdam”, così come di livello sarà il tifo dei padroni di casa per tutta la partita. Accesi fumogeni ad inizio secondo tempo. Presenza dei gemellati veronesi, con lo striscione “Hellas Army”, e dei baresi, con le pezze “Bulldog 1991” e “Seguaci”. I napoletani presenziano in massa ma in realtà si sentono poco, facendo festa alla fine per l’importantissima vittoria in ottica scudetto. Sono reduci dai gravi incidenti del pomeriggio coi romanisti, avvenuti all’Area di servizio di Badia al Pino, vicino ad Arezzo, sull’A1, la stessa dove l’11 novembre 2007 morì il laziale Gabrielle Sandri, ucciso con un colpo di pistola dall’agente di polizia Luigi Spaccarotella. Si sono viste scene da far west tra le opposte fazioni. Uno scontro premeditato è la tesi maggiormente accreditata negli ambienti investigativi. E dal governo è arrivata una dura condanna e l’input di un giro di vite contro la violenza ultrà. Il primo tifoso arrestato in flagranza differita è un capo ultrà romanista, ma ne seguiranno sicuramente altri arresti, specie tra i napoletani. Il romanista si è presentato autonomamente in ospedale per farsi curare una ferita alla coscia provocata da arma da taglio. L’ultrà giallorosso, già nel 2013 coinvolto in incidenti in occasione di una partita col Verona, dovrà rispondere al processo per direttissima di rissa aggravata. I poliziotti avrebbero inoltre provveduto a identificare quasi 200 tifosi, di cui oltre 100 napoletani, dopo la battaglia sull’Autosole, filmando inoltre decine di targhe di auto e minivan presenti sul posto durante il corpo a corpo. Ci sono decine di video di quanto è accaduto, ma sarà un po’ complicato identificare i singoli partecipanti agli scontri perché i tifosi hanno agito incappucciati e vestiti di nero. Altri 4 tifosi del Napoli, invece, vengono sorpresi a Genova, nelle ore successive agli scontri, su di un’auto che nel bagagliaio custodiva alcune spranghe. L’auto forza il posto di blocco nel capoluogo ligure, ma la polizia la insegue e poi la ferma. Il proprietario dell’autovettura si prende ogni responsabilità. Il sospetto è che i 4 tifosi fossero stati coinvolti nella maxi-rissa a Badia al Pino. Uno scontro nato tutt’altro che per caso, secondo gli investigatori, anzi, sarebbe stato preparato nei giorni precedenti. L’allerta era alta tra le forze dell’ordine, visto l’inevitabile incrocio lungo l’A1 tra i napoletani diretti a Genova e i romanisti a Milano, nonché per l’antica rivalità tra le due tifoserie inasprita dall’omicidio del napoletano Ciro Esposito, avvenuta in scontri a margine della finale di Coppa Italia del 2014 Napoli-Fiorentina. L’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive non aveva comunque vietato la trasferta, ma lungo il tragitto era stata rafforzata la presenza di polizia anche con un reparto Celere piazzato nella stazione di servizio “Arno”, poco distante da Badia al Pino. E’ emerso che alle 13,30 circa 350 tifosi partenopei si sono fermati all’autogrill e hanno iniziato a lanciare oggetti contro i veicoli in transito, non solo dei romanisti, invadendo la carreggiata. I rivali romanisti avrebbero, probabilmente avvisati della presenza dei campani, rallentato la marcia fino a fermarsi all’altezza dell’area di sosta, confluendo all’interno. Gli Ultras si sono affrontati col volto coperto, diversi i contusi, lanciandosi pure petardi e fumogeni vicino alle pompe di benzina. Dopo una 15ina di minuti i romanisti sarebbero ripartiti, mentre i napoletani sarebbero rimasti lì per poi essere scortati dalle forze dell’ordine fino al capoluogo ligure. Non tutti i tifosi romanisti in partenza per Milano, dove è in programma il posticipo della domenica sera MILAN-ROMA, arrivano a destinazione. Al “Meazza-San Siro” sono 74.103 gli spettatori ufficiali. La Curva Sud rossonera spinge sull’acceleratore, col Milan che si porta sul 2-0 al 77° e sembra poter fare un sol boccone della Roma. Il tifo rossonero è potente come non mai, molto massiccio e incisivo e non sembra condizionato neanche dalla pioggia battente. Il Milan sembra beneficiarne, ma in 7 minuti, tra l’86° e il 93° la Roma, fino a quel momento praticamente non pervenuta, riesce nell’impresa di pareggiare, mandando in visibilio il settore ospiti che finalmente si fa sentire. Il tifo giallorosso, fino a quel momento, era sembrato andare di pari passo con la squadra di Mourinho.

In discreto numero i cremonesi al “Bentegodi” per HELLAS VERONA-CREMONESE, ma potrebbero essere di più vista la vicinanza e l’importanza della sfida, vero e proprio match-salvezza, anche se è pur vero che si gioca di lunedì alle 18,30. Lo stadio presenta larghi vuoti, la Curva Sud veronese appare più colorata del solito, coi tanti stendardi con disegnata la “scala”, simbolo del Verona. I cremonesi si fanno sentire, eseguono diversi cori, mentre i veronesi sembrano poco tranquilli, ma poi, sul vantaggio di 2 gol a zero, specie nel secondo tempo, si sciolgono e alzano potenti cori, con la loro squadra che riporta un’importantissima vittoria, la seconda in questo campionato, che mancava dal 4 settembre 2022 (2-1 alla Sampdoria). Tanti posti vuoti anche al “Dall’Ara” nel posticipo del lunedì sera BOLOGNA-ATALANTA, con una presenza atalantina piuttosto buona. Bella fumogenata in Curva “Andrea Costa” dei bolognesi all’ingresso dei giocatori in campo. Tutti in piedi allo stadio nel ricordo di Sinisa Mihajlovic, scomparso il 16 dicembre 2022, tecnico del Bologna dal 2019 al 2022; ricordato anche Gianluca Vialli, al quale i bergamaschi dedicano lo striscione “Rispetto per l’uomo e il campione ciao Vialli”. Mentre i bolognesi espongono alcuni striscioni quali “Ciao Sinisa bolognese come noi”, “I campioni non muoiono mai”, firmato “Vecchia Guardia 1994”, e altri ancora. Pressoché impeccabile il tifo dei padroni di casa, partono forte e, nonostante l’uno-due dell’Atalanta ad inizio ripresa, che risulterà decisivo, alzano ancor di più i cori. Anche il settore ospiti non sta a guardare e si fa sentire, soprattutto nel finale. Accesi alcuni lamperogeni. Vittoria sofferta ma importante per loro.

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