Lento

L’Empoli si congeda dal 2023 uscendo imbattuto dalla Domus Arena al termine di una gara di estrema sofferenza. Se il primo obbiettivo degli uomini di mister Andreazzoli era evitare una sconfitta funesta, che compromettesse il prosieguo del campionato in maniera quasi irreversibile, è stato centrato. Se l’intento era anche quello di provare a imporre il proprio gioco al cospetto di un avversario di pari rango, senza timori reverenziali, occorre dire che non è stato minimamente raggiunto. Al crepuscolo dell’anno solare, l’Empoli andato in scena a Cagliari è sembrato un gruppo ancora in fase di rodaggio, fragile e spaurito. Una sorta di cantiere aperto alla ricerca di un’identità tattica e caratteriale tutta da conquistare. Lecito e comprensibile se si fosse in una fase embrionale della stagione. Il problema è che il torneo è iniziato da oltre quattro mesi e siamo arrivati ormai al giro di boa. Il bilancio di un girone di andata prossimo agli archivi parla di 13 punti in 18 gare. Di appena 10 gol fatti: praticamente un gol ogni 180 minuti. Di un cambio di allenatore. Di un modulo tattico 4-2-3-1 attuato agli albori del campionato, sulla scia dell’ottimo finale della scorsa stagione, finito per essere cestinato in fretta in favore di un transitorio 4-3-3, e infine il rifugio nel porto sicuro rappresentato dal vecchio e caro 4-3-1-2. Si fa incetta di esterni offensivi e trequartisti per poi accorgersi di avere disperato bisogno di punte di ruolo. Una macchinosa e incostante metamorfosi alla ricerca di sé stessi che, sinora, ha prodotto molti dubbi e pochissime certezze.

Adagio

Dopo un primo tempo tutto sommato non disprezzabile, in cui l’Empoli si è fatto a tratti preferire ai pur modesti rossoblù di Claudio Ranieri, la seconda frazione di gioco è stata una specie di calvario. Nell’attesa spasmodica di far scorrere via il tempo e abbandonare la Sardegna con un risultato positivo, gli azzurri hanno finito per lasciare l’iniziativa esclusivamente a Pavoletti e compagni. È come se gli azzurri volessero far propria la celebre massima di Don Abbondio: “il coraggio, se uno non ce l’ha, mica se lo può dare”. In realtà l’Empoli dovrebbe andare proprio alla ricerca di una maggiore sfrontatezza, senza calcoli o utilitarismi che non sono mai appartenuti storicamente agli azzurri. Dal mercato di gennaio ci si aspetta (a ragione) che possano arrivare rinforzi in grado di elevare il tasso tecnico della rosa, in particolare del reparto offensivo. Senza contare che occorre valorizzare al meglio il materiale a disposizione in funzione delle nuove scelte tattiche del tecnico massese, Baldanzi in primis. Ma il vero obbiettivo del 2024 deve essere quello di ritrovare il coraggio e la spensieratezza di chi, pur consapevole dei propri limiti, prova a giocarsela a testa alta contro qualsiasi tipo di avversario.

Allegretto

A onor del vero, l’infelice direzione arbitrale di Maresca, associata a una tecnologia sempre più bizzarra, cervellotica e incoerente, ha complicato – e non poco – la vita degli uomini di Andreazzoli. Senza entrare nel merito dei numerosi episodi arbitrali, alcuni di essi peraltro neppure sfavorevoli – vedi il gol revocato dal VAR al cagliaritano Viola per lieve spinta di Pavoletti a Caprile su errato posizionamento del portiere azzurro – desta perplessità la leggerezza con cui, a poco più di cinque minuti dal termine di una gara che vale un’intera stagione, si assegna un rigore quantomeno grottesco in grado di spazzar via, in un istante, un anno di lavoro. Ciò che Maresca toglie, Caprile restituisce respingendo il rigore di Viola e ergendosi ad assoluto protagonista del match. Il giovane portiere ex Bari nel finale si supera anche su Petagna consentendo agli azzurri di conquistare un punto apparentemente molto più importante di quanto dica la classifica. All’ingresso nel 2024 l’Empoli deve ripartire dalle (poche) note liete suonate alla Domus Arena. La freschezza e la disinvoltura di un ritrovato Caprile. Il senso della posizione di un vertice basso poco appariscente ma pragmatico come Grassi. Gli strappi e le ripartenze di Cambiaghi: all’ex orobico ormai manca solo il gol. Non esattamente un dettaglio, purtroppo.  

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11 Commenti

  1. Stavolta spezzo una mezza lancia a favore di Andreazzoli: se hai una squadra che non segne nemmeno con le cannonate, allora chiuditi bene e cerca almeno di non perdere, sperando che a gennaio (non credo) si intervenga sul mercato. Se fai come con la Lazio o il Sassuolo le partite le perdi, attacchi senza segnare e al primo pallone perso ti infilano in contropiede perchè sei sbilanciato e messo male in campo. E poi guardate quelli che invocano il bel gioco che Lecce, Udinese, Genoa, Frosinone, Verona e altre hanno più punti perchè evidentemente creano e segnano di più. Non bastano quindici minuti di attacco con la Lazio in svantaggio (in serie A, il minimo sindacale, idem con il Lecce) per dire di avere giocato bene, o 3 gol con un Sassuolo in disarmo tattico, che infatti ha perso con Genoa e rischiato con Udinese se non concedevano due rigori dubbi. Ma a molti pare di avere giocato bene e di essere sulla strada giusta quando invece proprio queste partite ci dicono che siamo sulla strada sbagliatissima

    • Deuna sega hai spezzato una lancia..
      È come dire a un fumatore smetti di fumare che ti uccide…
      Un mi sembra un complimento…

      • Se gon la Lazio sto 0 1 che faccio difendo lo svantaggio? Poi il 2 0 arriva da un errore di Baldanzi e con fallo subito. Non mi risulta di aver concesso le praterie. Se su deve fare difesa x partito preso allora va bene. A Cagliari nel primo tempo hai provato a fare qualcosa. Poi se ti schiacciano ovviamente ti difendi. Ma se lo fai anche quando sei sotto arrivederci.

        • Massy non si ragione come mio figlio di 8 anni. Nel calcio non funziona che si attacca O si difende. Si attacca E si difende. Se per segnare il pareggio prendi il secondo gol hai chiuso. Se al primo pallone perso a centrocampo ripartono e sei scoperto non sei messo bene in campo

  2. Ha preso quel po’ di ognuno di noi ,e ha scritto le cose come stanno…
    Noi si discute però anche di altro …
    Anche lui troppo buono….

  3. Anche io apprezzo questo genere di articoli ma continuo a pensare che ancora a inizio gennaio la redazione sia davvero troppo troppo buona con la società e le scelte societarie

  4. Sul goal annullato, la Var ha semplicemente rettificato l’evidente errore voluto da quel buontempone di Maresca.
    “… giocarsela a testa alta con qualsiasi avversario …” porta solo a favorire gli avversari e a perdere facilmente le partite; in questo senso, giustissimo quello che ha scritto Gandalf.
    “… imporre il proprio gioco senza timori reverenziali …”, e quale sarebbe il nostro gioco tale da imporsi sul quello dell’avversario ? Lo ha capito anche il nonno che quest’anno, questo non è possibile, e che il nostro unico gioco è quello di difendersi bene e ripartire con veloci contropiedi.
    Una cosa che però dovremo aver capito dalla trasferta di Cagliari, è che nelle partite in casa con una squadra alla nostra portata, dobbiamo aggredire e sputare sangue come fatto dal Cagliari nel secondo tempo (come facevano ai vecchi tempi) e cercare in tutti i modi, legali o no, di vincere la partita. Lo so che ora come ora, questo atteggiamento non è nelle nostre corde vocali, ma lo dobbiamo fare e in questo anche il nonno ce la deve mettere tutta.

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