La trasferta di Bari arriva in un momento che inizia ad essere delicato, in cui le sensazioni contano quasi quanto i punti e in cui l’ambiente inizia a interrogarsi con maggiore insistenza su quale sia la vera identità di questa squadra. Il pareggio interno contro il Cesena, maturato pochi giorni fa, ha lasciato una scia di riflessioni non banali. Un primo tempo sottotono, quasi timido, con poco ritmo e scarsa incisività, con la reazione più vera arrivata nella ripresa, quando l’Empoli ha alzato il baricentro, ha trovato il pareggio e nel finale ha perfino sfiorato il colpaccio. Ma non si può vivere di rincorse. Non si può concedere metà gara e poi sperare che l’inerzia cambi per forza. In Serie B ogni dettaglio fa la differenza, e questa squadra troppo spesso si accende a intermittenza. Il tema della continuità è ormai centrale. L’Empoli alterna buone prestazioni a gare in cui si fatica a raggiungere la sufficienza collettiva. Ci sono momenti in cui si intravede qualità, organizzazione, persino personalità. E altri in cui la squadra appare contratta, prevedibile, incapace di imporre il proprio gioco. È questa altalena che oggi preoccupa più della classifica stessa, anche se pure i numeri iniziano a non essere rassicuranti. Perché la graduatoria, al momento, non è positiva. E soprattutto è lontana da quell’obiettivo che, pur non essendo mai stato dichiarato ufficialmente dalla società, è sempre stato intuibile: lottare per i playoff. Questo è un organico costruito per stare nella parte sinistra, per giocarsi qualcosa di importante. E invece ci ritroviamo a guardare più verso il basso che verso l’alto, con la zona calda che si avvicina e il margine che si assottiglia giornata dopo giornata.

Una buona parte dell’ambiente non è soddisfatta. Non tanto – o non solo – per la posizione in classifica, quanto per il modo in cui l’Empoli sta in campo. Si percepisce una richiesta di cambio di passo, di maggiore coraggio, di una squadra che sappia prendere in mano le partite senza aspettare di essere colpita per reagire. Il pubblico ha dimostrato pazienza, ma ora il tempo delle attenuanti sta finendo. Ogni partita è un metro in meno verso il traguardo, e non ci si può più permettere di sprecarne. La trasferta di Bari, da questo punto di vista, è un crocevia. I pugliesi sono penultimi, ma sarebbe un errore gravissimo considerarli un avversario semplice. Arrivano dalla vittoria esterna contro la Sampdoria, un risultato che può aver riacceso entusiasmo e convinzione in una piazza che non si aspettava di vivere un campionato così complicato. Per loro, la gara contro l’Empoli è un’occasione per rilanciarsi. Per noi, è una prova di maturità. C’è poi un dato che pesa come un macigno: l’Empoli non vince da otto partite. Otto. Un numero che non può lasciare indifferenti. È vero, molte gare sono state equilibrate, spesso decise da episodi. Ma a questo punto della stagione servono i tre punti, non le spiegazioni. La vittoria adesso viene richiesta con forza, perché senza quella scintilla il rischio di essere risucchiati diventa reale. Dionisi ritrova Magnino ed Elia, due rientri che possono incidere sugli equilibri del centrocampo. Elia in particolare rappresenta dinamismo, capacità e qualità caratteristiche impornati dalle quali non si può prescindere. In conferenza il tecnico ha fatto capire che potrebbe inserire un elemento più offensivo tra Saporiti e Ilie in mezzo al campo, una scelta che andrebbe nella direzione di cercare maggiore qualità e imprevedibilità sin dall’inizio. Davanti dovrebbe essere Fila a partire titolare al posto di Nasti. Una scelta che, se confermata, sarebbe figlia delle prestazioni opache di quest’ultimo. Nasti sta collezionando prove poco incisive, con un contributo limitato sia in fase realizzativa che nel lavoro sporco per la squadra. Fila, dopo il gol al Cesena, avrà un’occasione importante per dimostrare il proprio valore e sovvertire definitivamente la gerarchia.

Ma al di là degli uomini e dei moduli, domani servirà un atteggiamento diverso. Servirà entrare in campo con la consapevolezza che non è più tempo di aspettare. Che ogni pallone va giocato come fosse l’ultimo. Che ogni duello può indirizzare la partita. Ci aspettiamo un Empoli feroce, concentrato, determinato a prendersi la gara senza calcoli. Siamo entrati nella fase più calda del campionato. Ogni punto pesa, anche quelli persi. E domani non basta fare una buona partita: serve vincere. Serve un segnale forte, per la classifica e per l’ambiente. Perché se questo cambio di passo non dovesse arrivare, allora sì, sarebbe inevitabile iniziare a preoccuparsi davvero.

Articolo precedenteTV | Il pregara di mister Dionisi
Articolo successivoLe curiosità del prossimo match
Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

31 Commenti

  1. Condivido quanto affermato nel commento di Alessio, adesso basta con i discorsi servono solo punti.
    Dopo 3/4 di campionato la classifica rispecchia i valori in campo, ora occorre tirare fuori ogni risorsa, per evitare che questo campionato oltre che brutto diventi “sportivamente drammatico”!
    (Se il c ulo non ci avesse assistito avremmo perso anche contro il Cesena)

  2. Finalmente anche il giornalista ha capito qual è la nostra reale situazione…e cioè che stiamo “precipitando” in zona retrocessione altro che play off con una vittoria! 😳

  3. Risultati per noi altalenanti:

    La Reggiana ne piglia 4 in casa dal Sudtirol
    4 pappine anche per l’Avellino a Monza
    Chi ci rompe i co.gli.oni è l’Entella che batte il Modena
    Cesena Monza 1-3 e Padova Spezia 2-2

    • non è questione di fioretto Enrico, è questione che il sud tirol visto che sono i primi campionati di B lotta x la salvezza, te venendo da su non hai messo in preventivo di lottare x salvarti.
      Devono capirlo loro (speriamo gli venga un pò di tremarella) ma dobbiamo capirlo anche noi tifosi e l’ambiente tutto (compreso la stampa e PE che ha parlato fino ad ieri di spareggi promozione)

  4. Basterebbe così poco per tirarsi fuori…..
    Un po’ di grinta, determinazione, ferocia agonistica…..
    Invece prendiamo sempre gol. Da tutti. E per vincere devi farne sempre minimo due.

  5. Il difetto della nostra squadra,vista nell’insieme,e’ purtroppo la mancanza di quella concentrazione e forza mentale che sono necessarie per competere a certi livelli.Ad oggi non si intravedono rimedi perche’ i giocatori sono quelli.Forse,ma dico forse,ci sarebbe voluto un allenatore che li mettesse alla frusta,”bonariamente” senza fare sconti ad alcuno.Spesso abbiamo visto giocatori ,anche scarsi tecnicamente,ma che,grazie alla loro volonta’ e alla loro tenacia,hanno raggiunto grandi livelli Da ora in poi bisogna fare punti se no rischiamo tantissimo.Carlo B

  6. Basterebbe così poco per tirarsi fuori…..
    Un po’ di grinta, determinazione, ferocia agonistica…..
    Invece prendiamo sempre gol. Da tutti. E per vincere devi farne sempre minimo due.

  7. Totalmente d’accordo con l’articolo a cui c’è solo da aggiungere che a classifica, dopo le partite di ieri, è meno rassicurante: la vittoria dell’Entella sul Modena, riduce a soli 3 punti a distanza dell’Empoli dai playout. Una vittoria oggi ci porterebbe in una situazione completamente diversa: a meno 6 dai playout e addirittura a meno 4 dai playoff. Un pari ci lascerebbe nel limbo poco rassicurante in cui siamo ora…

  8. qui invece abbiamo la spocchia di credere che la squadra sia di qualita’ e prendono un allenatore come Dionisi e giochiamo partite amichevoli …invece a Bolzano sanno di avere una squadra ‘ modesta’ e prendono un allenatore ‘ Bollito che fa’ l anticalcio’ come Castori che nel 2026 ne vince 6 ne pareggia 3 e ne perde 1 …..21 punti , noi invece ne facciamo 7 in attesa della partita di stasera

  9. Potremmo rimediare prendendo Bisoli ma….la Contessina è impegnata a postare i video dell’Arezzo su Instagram.

  10. ci sono fini conoscitori calcistici che pensano che Bisoli non sia adatto per l Empoli…..
    giustamente ci teniamo Dionisi .
    mi cospargo il capo di cenere….richiamate PAGLIUCA allora perche’ sara’ dura salvarsi con questa minestrina da ospedale , almeno c’ era vita

  11. Attenzione attenzione! Il Cesena potrebbe soffiarci Bisoli 😭

    Considerando lo scenario attuale (siamo a marzo 2026), ecco i profili più caldi che circolano nei corridoi del calciomercato per la panchina bianconera: Il profilo d’esperienza: Leonardo Semplici. È il nome che garantisce maggiore solidità tattica. Semplici è un maestro della difesa a tre (modulo caro al DNA romagnolo) e sa come gestire spogliatoi in momenti di crisi. Dopo le ultime parentesi tra Serie A e B, cerca un progetto ambizioso per rilanciarsi e Cesena sarebbe la piazza ideale.

    L’usato sicuro: Pierpaolo Bisoli. Non si può parlare di Cesena in crisi senza che il nome di Bisoli venga sussurrato tra i portici di Piazza del Popolo. Sarebbe il “ritorno del messia”. È l’uomo delle missioni impossibili e dei miracoli romagnoli. Se la società volesse un elettroshock emotivo immediato per contrastare l’avanzata di Castori, lui è l’unico capace di compattare ambiente e squadra in 24 ore.

  12. Domanda delle domande.Come mai il desideratissimo Bisoli è un anno che è a piede libero e nessuno se l’è preso?
    Non se l’è fatta nessuno?

  13. Perché va di moda il giochismo. Solo che molte rose (tipo la nostra) non sono adeguate. Soprattutto in serie b servono altri fattori. Se non ti piace Bisoli ci sarebbe Semplici, ad esempio.

    • a me mi sembra che giochismo in Italia ce ne sia ben poco. In B 19 su 20 giocano a 3/5, aggressioni, pressing ma si tiene poco la palla. In A Fbregas italiano e forse un pò l’ inter fanno gioco, il resto si pensa a difendere. Magari ci fosse il gioochismo.

  14. Io non spero che gli venga la tremarella alla squadra, ma che giochi determinata e sicura in campo sostenuta dal gioco che l’allenatore dovrebbe in tutti questi mesi avergli dato (cosa non avvenuta purtroppo). l’Empoli storicamente non ha bisogno (anzi è peggio) giocare con la pressione, ma anzi giocare libera di mente, soprattutto quando in tanti sono giovani più che altro di responsabilità più che di anagrafe.
    Le caratteristiche non potranno mai essere quelle di un Sud Tirol che è figlio del suo allenatore e delle caratteristiche dei suoi giocatori, ma una squadra propositiva, ben messa in campo e che sfrutti quelle che dovrebbero essere le sue caratteristiche migliori (o quanto meno meno peggiori).
    A me di un Semplici che è sembrato bollito e a dirla tutta anche poco sveglio a giudicare da come commentava le ultime esperienze che ha fatto con la nostra squadra ha poco a che fare. Bisoli che è un anno fuori dai giochi vi sembra che potrebbe dare qualcosa di reale alla nostra squadra?
    Io spero sempre che ormai che lo hanno ripreso sia Dionisi a fare meglio e secondo me ne ha le capacità.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here