In ogni caso questa stagione sportiva, come un po’ tutto del resto, passerà alla storia. Soltanto in tempo di guerra – con differenze tra la prima e la seconda guerra mondiale – si era verificata una situazione similare a questa con lunghi stop e campionati poi alla fine non portati a termine. La voglia, la speranza è in questo caso che i campionato però possano arrivare alla loro conclusione con i verdetti ufficiali e convalidati sul campo per tutte le categorie.

Come già detto più e più volte, è ancora incerta la data dell’eventuale ripresa. Impossibile per tutti che sia nel fine settimana del 3 Aprile, più probabile che sia in quello del primo maggio anche se c’è chi già adesso ha qualche perplessità e sposterebbe l’asticella già più avanti. Ripartire però sarebbe un bel segnale, vorrebbe dire che le cose stanno andando meglio ed offrirebbe al paese (e non per quel “pane et circenses” giusto per abbindolare) uno spunto distrattivo che potrebbe toglierci per un po’ da questo senso di apatia in cui rischiamo di cadere.

Quello che però con grande probabilità succederà, e renderà storica la stagione non certo con un sorriso, è che difficilmente gli stadi potranno rivedere il pubblico. Addirittura, uno degli epidemiologi più noti, il dott. Lopalco, sottolinea che i tifosi li potremmo rivedere soltanto all’inizio della prossima stagione sportiva, tra settembre ed ottobre. Una situazione certo che non farà felici i tifosi, ma che se attuata sarà figlia di attente considerazioni nella fase che – a vita ripresa – dovrà non vedere assolutamente una ricaduta. Siamo poi certi che, si dovesse aprire le porte, molti tifosi per primi non avrebbe forse ancora la voglia di ritrovarsi in un conteso dove l’assembramento è cosa logica e fisica.

Siamo spettatori alla finestra, noi tutti, compresi i protagonisti.

7 Commenti

  1. Stadi pieni alla ripresa dei campionati..?? Scordatevelo!!! Per molto tempo la gente avra paura dei vari assembramenti (anche ristoranti…bar…discoteche etc), figuriamoci gli stadi!

  2. BRAVO sono pienamente d’accordo…
    Qui non ci sarà piu verso di organizzarsi in nulla, la gente oramai si schifa l’un con l’altro, ha paura del prossimo!! Ho avuto la fortuna di conoscere i miei nonni e tante altre persone che non ci sono piu da tempo che avevano passato le guerre mondiali, la spagnola che fece milioni di morti e poi pure l’asiatica ma MAI ripeto MAI nessuno mi ha parlato di una tristezza e di una rassegnazione simile come si vede ora sia da parte dei giovani che degli anziani. Forse perchè prima non c’erano i social, la vita era diversa, andare gia da empoli a firenze era una girata di lusso come oggi invece la gente andava quasi con la solita facilità finora a parigi o su una isola greca…. E’ un gran casino ragazzi

  3. Concordo con quanto dici. Anche mia nonna, nata nel 1907, mi parlava della Spagnola e nel ricordo dei suoi racconti ritrovo molte situazioni ed anche sensazioni attuali. Un abbraccio a tutti ( da lontano, eh 😉 ).

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