Il 1996 è un anno difficile da dimenticare per i tifosi dell’Empoli. L’accoppiata promozione in Serie B – Coppa Italia rimarrà uno dei capitoli più belli dell’intera storia azzurra. Quel doppio successo, certamente inaspettato, rappresentò il trampolino di lancio per le stagioni successive. A partire da quella seguente, che ci vede catapultati in Serie A dopo un doppio balzo. Ripercorriamo quelle settimane magiche attraverso una storia divisa in quattro puntate.
L’Empoli e gli empolesi ci credono
L’Empoli è a un passo dal grande sogno. L’ultimo ostacolo da superare è il Como, che a sorpresa ha eliminato la SPAL. I pronostici adesso si sono ribaltati: sono gli azzurri i grandi favoriti, visti i valori espressi durante tutto l’arco del campionato. La Lega ha deciso che si giocherà, in gara secca, sul neutro di Modena. Uno stadio nel quale l’Empoli ha già vinto, qualche settimana prima, contro i padroni di casa. Tuttavia, il Como è una squadra difficile da affrontare: quadrata, esperta, forte in difesa e pericolosa in avanti, con l’ex Cecconi a guidare l’attacco. Durante la stagione regolare Empoli e Como hanno vinto una volta a testa, entrambe fuoricasa. La sfida si prospetta complicata e la sensazione è che vincerà chi avrà più pazienza.
Nella settimana della finalissima cresce l’attesa da parte del popolo azzurro. In città si respira un clima di grande fermento. Tutti, in uno modo o nell’altro, vogliono esserci. Parte la macchina organizzativa: a Modena arriveranno tre treni speciali, decine di pullman e chissà quanto auto. In totale saranno più di 6.000 gli appassionati empolesi che si muoveranno alla volta della relativamente vicina città emiliana. Quest’ondata di affetto e di fiducia travolge la squadra, la responsabilizza, la tranquillizza. Siamo pronti per l’ultima sfida.
Ha inizio la partita
Spalletti sceglie per la terza volta consecutiva la stessa formazione di partenza: Balli; Birindelli, Guarino, Pane, Baldini, Bianconi, Martusciello, Tricarico, Dal Moro, Balesini, Esposito. Non è una questione scaramantica: l’Empoli ha trovato la sua fisionomia e l’allenatore certaldese non vuole toccare niente, per evitare di inceppare la macchina perfetta. D’altronde la linea difensiva è collaudatissima: ai lati del ferreo duo Bianconi-Baldini, presenti in coppia in ventisette occasioni tra campionato e playoff, agiscono il giovane in rampa di lancio Alessandro Birindelli e il solido terzino sinistro Guarino. Ma anche il centrocampo è ormai lo stesso da diverse partite: Tricarico, Pane e Martusciello si integrano a vicenda, con qualità diverse l’uno dall’altro. La fase offensiva è imperniata sul lavoro dei due bomber Balesini ed Esposito, ma anche Dal Moro si prospetta in gran forma e pronto a dare una mano.
Quando i giocatori delle due squadre entrano in campo i 6.000 tifosi assiepati in curva sentono crescere l’attesa del momento. Nonostante siano le 17 al Braglia fa caldo e la temperatura è resa ancora più rovente dall’importanza della posta in palio. Tutti sanno che il destino dell’Empoli può cambiare in novanta minuti; tutti sperano che la squadra azzurra riesca a dar sfoggio delle sue qualità e che sappia domare un avversario ostico come il Como. Tutti sono pronti a soffrire, fino all’ultimo minuto del recupero. I più ansiosi non riescono a pensare che al peggio, i più ottimisti rimangono fedeli alla sensazione che il gol, prima o poi, arriverà.
Il gol di Esposito ci fa entrare nella storia
Il minuto della verità arriva quasi alla fine di questa bollente giornata. Quando ormai tutto lasciava presagire un epilogo diverso, con i supplementari alle porte. Le speranze azzurre sono accese improvvisamente da un lancio lungo di capitan Baldini, che centellina il passaggio sui piedi di Carmine Esposito. Carmine ha le idee chiare, anche se davanti a sé gli si parano un paio di difensori del Como. Decide di mettersi in proprio, il suo unico obiettivo è segnare. La determinazione non gli manca, lo ha sempre dimostrato nel suo percorso calcistico a Empoli. E d’altronde non ha mai fatto gol tanto banali.
Il suo sinistro è chirurgico e si innamora del palo, accarezzandolo dolcemente, prima di depositarsi in rete dietro le spalle dell’incolpevole Zanin. “Corri ragazzo laggiù, vola tra lampi di blu”. Esposito diventa il nostro Jeeg Robot, l’eroe di cui avevamo bisogno. Si lancia in una corsa a perdifiato verso il settore dove sono sistemati i tifosi azzurri. Il fatto che sia dalla parte opposta rispetto alla porta in cui ha segnato non lo scoraggia. Si sente calamitato verso quei tifosi che lo hanno sempre sostenuto. Ha realizzato il gol-vittoria, ma vuole sentirsi addosso anche il calore del suo popolo. Insieme, hanno scritto la storia dell’Empoli Calcio.














OGGI, 22.06.2026, ESATTAMENTE 30 ANNI DOPO QUELLA GIORNATA MAGICA DEL 22.06.1996
Solito caldo asfissiante di oggi. Ero nella maratona di Modena in ultima fila a due passi dai Comaschi Che ci Tiravano di tutto. Che ricordi
trasferta oceanica…praticamente mezza Empoli , era a Modena. io la seguivo alla Radio…che gioia immensa. e Praticamente quasi tutti i titolari di quella partita poi ci fecero andare in a e si salvarono nella massima serie…Baldini, Bianconi, Tricarico, Pane, Martusciello, Esposito….protagonisti in c,b ed a , credo sia un record assoluto
anche la curva più grande ci diedero perché eravamo il triplo dei comaschi. mi viene da piangere a. vedere come siamo ridotti a livello di tifo e di squadra
sei ridotto così perché son 30 anni che pasteggi a caviale e adesso ti fa schifo anche un piatto di pasta al sugo. Quell anno li solo il pensiero che forse si andava in B ci faceva impazzire. Adesso uva salvezza in b è sterco. Poi in 30 anni tutte le tifoserie sono scemate come numero visto che i giovani ormai da anni vedono il calcio in tv.
le tifoserie scemate? ma stai scherzando? a parte noi e le nane non me ne viene in mente altre
quasi tutte. Anche stadi che son pieni da quando hanno messo i posti numerati le curve contengono il 20-25% meno dei posti rispetto ai primi anni 90. Senza parlare dei numeri in trasferta.
Va bè le nane cianno metà stadio , ma se la loro squadra rende fanno il pienone.
Ma diciamo la verità qualcuno si è sdegnato sommando un po’ di tutto da alcuni anni in qua’, la verità non fa’ mai male , già ora va di moda la gufaggine.