Una nuova rubrica a cura di Claudio “Freccia”

Anche se siamo solo alla nona giornata questo match mette in palio punti importanti per la salvezza e all’”Arechi” il popolo salernitano si presenta in buon numero, col dato ufficiale degli spettatori che fa registrare 11.142 paganti, quasi il 50% della capienza dello stadio. Si gioca di sabato alle 15 del il 23 ottobre 2021, per il campionato di Serie A 2021/22, in un pomeriggio di sole. Il tifo salernitano si esprime su livelli davvero buoni, ed è praticamente instancabile, anche se, sotto di tre goal si lascia andare a qualche fischio verso la propria squadra, individuando come facile bersaglio il direttore sportivo dei granata Mariano Fabiani, ed a fine primo tempo lasciano, dei tantissimi striscioni che addobbano la Curva Sud, solo quello della “Nuova Guardia”.

Ma quando l’attaccante azzurro Andrea Pinamonti si accinge a battere il rigore dello 0-4 al 45esimo, spiazzando poi con un cucchiaio beffardo il portiere della Salernitana Vid Belec, che si arrabbierà sentendosi preso in giro, la Sud granata intona un coro fortissimo, tenendo alti i loro vessilli, che davvero in poche curve, italiane ed estere, si può sentire sul rigore del possibile 0-4. Davvero encomiabili i salernitani anche nel secondo tempo, sicuramente tra le migliori tifoserie in circolazione, con la loro squadra che al 55° si ritrova sul 2-4, completamente trasformata rispetto a un primo tempo per loro da incubo. La loro Curva ribolle di tifo e trascina la Salernitana alla possibile rimonta, che per poco non si concretizza con tutti i giocatori galvanizzati e un Franck Ribery salito in cattedra a calcio mostrare. Per quanto invece riguarda la presenza empolese è più che buona, se si considera il sabato pomeriggio, in cui tanti lavorano, e la distanza, Salerno non è certo dietro l’angolo, con 73 biglietti staccati e tifosi che formano un gruppo compatto e unito, di tutti o quasi Ultras, con striscioni e pezze tenuti in mano. C’è da dire che è la prima trasferta dopo il ritorno dei Gruppi Ultras della Maratona, la seconda uscita in tutto, e dobbiamo dire che gli Ultras azzurri se la sono cavata molto bene, con numerosi battimani e il saltellare all’unisono coi numerosi cori.

Non era facile farsi sentire nella bolgia dello stadio “Arechi” ma i tifosi empolesi ci sono riusciti, con una prova gagliarda, sia nel primo tempo, sull’onda dell’entusiasmo per il risultato, che nel secondo tempo, quando c’è stato davvero bisogno della loro spinta, del loro incitamento, visto che la squadra azzurra era ritornata in campo con la testa confusa, ancora negli spogliatoi. La prova dei 73 tifosi azzurri è stata all’altezza sia come calore che come colore, nonostante avessero davanti una grande tifoseria. Tra empolesi e granata i rapporti sono sempre stati piuttosto distesi, diciamo neutri, ciononostante siano stati tanti nel tempo gli incroci, sia nella lontana nel tempo Serie C, sia in Serie B, mentre in Serie A gli Ultras si incrociavano per la terza volta.

Le prime due volte sono state nella stagione 1998/99, quando le due compagini retrocessero entrambe: i granata all’ultima giornata di campionato erano di scena a Piacenza, dove oltre a perdere la Serie A dopo una stagione contrassegnata da un tifo entusiasmante ed imponenti coreografie, si consumò, quel 24 maggio 1999, una terribile tragedia. Infatti quattro giovani ragazzi, Simone, Ciro, Peppe ed Enzo, morirono in un rogo che si sviluppò sul treno speciale, bruciati vivi, quando erano quasi tornati a casa, all’altezza di Nocera Inferiore: un dramma che segnò per anni la curva salernitana.

Uno sguardo altrove: prendono buona parte del settore ospiti i genoani a Torino per TORINO-GENOA, addobbandolo di bandieroni e striscioni. Il loro tifo è buono, sono compatti, non come i torinisti, che comunque si fanno sentire, alzando i cori più volte. La “Maratona” è pressoché spoglia di striscioni e bandieroni ma si fa valere.

Numerosissimi gli spezzini a Genova, considerando soprattutto il venerdì sera: in SAMPDORIA-SPEZIA infatti occupano tutto il secondo anello del settore ospiti, e quasi tutto il primo, facendosi sentire almeno quanto i padroni di casa, che sventolano alcuni bandieroni, col tifo che parte dalla zona centrale della Gradinata Sud inferiore, quella storicamente dei “Fedelissimi”, quasi piena e attiva. Mentre nella parte superiore gli “Ultras Tito” non sono ancora rientrati.

Fanno quadrato, seppure in pochi, i sassolesi per SASSUOLO-VENEZIA: minicoreografia nonostante il numero limitato. I veneziani sono tanti e si sistemano nella parte alta del settore ospiti-Curva Nord, coi consueti bandieroni e striscioni, organizzano anche un buon tifo vocale.

Una partita strana e per certi versi grottesca BOLOGNA-MILAN, coi milanisti, per l’ennesima volta quest’anno, autori di una prestazione di alto livello, tanta voce e bei battimani, riempiono tutto il settore ospiti, anche lo spicchio più piccolo. I bolognesi ora tifano compatti, qualche bandierone, ma non tutti gli striscioni sembrano al loro posto.

Per quanto riguarda ATALANTA-UDINESE bisogna dire che la situazione a Bergamo è fluida: tifare si tifa ancora, basti pensare alla gara di Manchester con lo United del 20 ottobre scorso, con l’Atalanta in vantaggio 2-0 alla fine del primo tempo, con una grande prova del tifo bergamasco all’”Old Trafford” (Dea poi sconfitta 2-3), però la “Curva Nord Bergamo-Dell’Atalanta Supporters 1907”, dopo 23 anni di attività, ha annunciato purtroppo l’estate scorsa il proprio scioglimento. Non si vedrà più lo striscione “Bergamo” che li rappresentava tutti. Quindi tifo sì ma disorganizzato. Gli udinesi si presentano in buon numero, si fanno sentire, con bandieroni e striscioni al loro posto, anche di clubs.

Il match FIORENTINA-CAGLIARI vede finalmente la Curva Fiesole addobbata di striscioni e bandieroni, non piena per la verità, ma con tifo all’altezza, fumogeni viola ed un bandierone copricurva all’entrata delle squadre. Non molti i sardi, presenti anche gli ultras con pochi striscioni, come di consueto; si fanno sentire.

Molti i laziali a Verona per VERONA-LAZIO, si sentono   all’inizio, quando il risultato è ancora in bilico, poi molto meno. Solita bella prova dei veronesi, in gran forma, con la Sud piena, bandieroni e striscioni al loro posto.

Per la partitissima ROMA-NAPOLI, la Curva giallorossa sfodera una prova veramente da incorniciare, che per poco non sospinge la Roma alla vittoria. Il pubblico romanista accorre in massa allo stadio, tra paganti e abbonati gli spettatori sono quasi 48.000, questo nonostante la clamorosa debαcle patita dalla Roma in Norvegia dal Bodo Glimt, un 1-6 vergognoso, in Conference League. All’entrata in campo subito un polemico striscione: “Non ha prezzo il nostro amore, il risarcimento lo vogliamo sul campo fino a fine stagione”, in quanto la Società avrebbe voluto risarcire i 394 tifosi romanisti saliti fino in Norvegia. Vietata la trasferta ai napoletani residenti in Campania, circa 600 quelli presenti, poco organizzati, non si sentono quasi mai.

INTER-JUVENTUS è il match-clou della giornata, detto il “Derby d’Italia”, e vede un “San Siro-Meazza” affollato da ben 56.532 paganti, sold out al 75%. Senz’altro all’altezza il tifo interista, colorito e caloroso: la Curva Nord sventola continuamente i bandieroni e, all’entrata in campo delle due squadre presenta anche alcune torce accese, una rarità di questi tempi. Non male neanche gli juventini, il settore ospiti è pieno e ogni tanto si fanno sentire. Molti comunque anche gli juventini sparsi nel resto dello stadio.

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