Domani pomeriggio l’Empoli sarà chiamato a tornare in campo per una sfida che, a questo punto della stagione, pesa già moltissimo. Gli azzurri saranno di scena al Ceravolo contro il Catanzaro , squadra che vive un momento decisamente diverso rispetto a quello della formazione di Alessio Dionisi. Una partita complicata, difficile sulla carta e resa ancora più delicata dal momento che sta attraversando l’Empoli. Gli azzurri arrivano infatti dalla sconfitta maturata mercoledì scorso sul campo del Bari, una gara che – come abbiamo già avuto modo di raccontare – porta con sé una doppia narrazione. Fino all’episodio che ha cambiato la partita, l’espulsione di Matteo Lovato, l’Empoli aveva fatto vedere probabilmente una delle versioni più interessanti delle ultime settimane. La squadra azzurra aveva mostrato personalità, qualità nel palleggio e una sensazione di netta superiorità rispetto agli avversari. Poi però l’episodio ha completamente riscritto il copione della gara. Dal momento dell’espulsione del centrale difensivo sono rimasti da giocare oltre settantacinque minuti, un’enormità in una partita di calcio. L’Empoli ha provato a restare dentro la gara con spirito di sacrificio e abnegazione, ma la lunga inferiorità numerica ha inevitabilmente presentato il conto. Sono arrivati errori, qualche concessione di troppo e, alla fine, una sconfitta che brucia. Una sconfitta che lascia la sensazione di un’occasione sfuggita via, ma che allo stesso tempo fotografa il momento difficile che stanno vivendo gli azzurri. A dieci giornate dalla fine del campionato di Serie B, l’Empoli si ritrova infatti pienamente invischiato nella lotta per non retrocedere. Una situazione resa ancora più complicata dai risultati arrivati nel pomeriggio di oggi, tra cui la vittoria della Virtus Entella sul campo del Südtirol, che ha ulteriormente accorciato la classifica e aumentato la pressione su tutte le squadre coinvolte nella zona calda. Ecco perché la trasferta di Catanzaro assume contorni ancora più delicati. Anche perché dall’altra parte ci sarà una squadra che sta bene, che ha quindici punti in più degli azzurri e che da tempo naviga stabilmente nella zona playoff. I giallorossi hanno costruito gran parte delle proprie fortune proprio tra le mura amiche, dove in questa stagione hammo perso soltanto una volta. Numeri che spiegano bene quanto sia complicato pensare ad una gara semplice per un pronto riscatto.

Ma il calendario ormai conta fino ad un certo punto. Le partite rimaste sono sempre meno e, per quanto questa stagione fosse partita con presupposti ben diversi – forse non con l’obiettivo dichiarato della promozione, ma certamente nemmeno con quello di lottare per la salvezza – adesso la realtà è sotto gli occhi di tutti. Ogni partita è una finale. Già da domani servirà quindi un Empoli diverso soprattutto nella testa. Lo ha detto chiaramente anche lo stesso Alessio Dionisi nella conferenza stampa della vigilia: quando una squadra non viene costruita per salvarsi ma si ritrova improvvisamente dentro quella battaglia, non sempre la sola qualità dei singoli basta per uscirne. Serve qualcosa in più. Serve mentalità. Serve capacità di sporcarsi le mani dentro la partita. Forse serve perfino dimenticarsi, per un attimo, di indossare la maglia dell’Empoli con la convinzione che questo possa bastare. Perché in un campionato duro come la Serie B non è il nome o la storia a fare la differenza, ma l’atteggiamento con cui si affronta ogni singolo pallone. Adesso bisogna calarsi completamente dentro questa nuova dimensione. Ogni contrasto dovrà essere vissuto come se fosse l’ultimo, ogni pallone come se valesse la stagione. Le difficoltà domani non mancheranno, ma a questo punto del campionato non ci sono più alibi. L’Empoli ha l’obbligo – con la O maiuscola – di tirarsi fuori da questa situazione e di migliorare un girone di ritorno che, guardando soltanto ai risultati ottenuti nella seconda metà del campionato, vede gli azzurri fanalino di coda.

Sul piano delle scelte, la partita di Bari lascia inevitabilmente qualche conseguenza. Non ci sarà Matteo Lovato, fermato dal giudice sportivo dopo l’espulsione rimediata in Puglia. Un’assenza pesante, anche perché il difensore in questa stagione è stato spesso tra i migliori per rendimento. L’episodio di Bari è stato probabilmente ingenuo, ma resta difficile muovere grandi critiche ad un giocatore che più volte ha fatto vedere prestazioni di categoria superiore. Al centro della difesa dovrebbe quindi tornare Gabriele Guarino, con Marco Curto e Nosa Obaretin ai suoi lati a completare la linea arretrata. Qualche dubbio in più riguarda il centrocampo. L’impressione è che si possa partire con un assetto leggermente più prudente e attendista, motivo per cui Ignacchiti potrebbe essere preferito a Saporiti. Resta poi da capire chi sarà scelto per agire davanti alla difesa: il ballottaggio è tra Degli Innocenti e Yepes. Anche a fare il quinto a destra si potrebbe rivedere Ebuehi, cosi come Ceesay, più difficile rivedere Candela. Infine l’attacco, dove la curiosità riguarda soprattutto le gerarchie tra Fila e Nasti. Il primo sembra essere più efficace, ma non è escluso che, complice anche il poco tempo trascorso dall’ultima partita, possa tornare titolare proprio l’ex attaccante della Cremonese. In questo momento, però, oltre ai moduli e agli uomini, servirà qualcosa che va oltre il campo. Servirà compattezza. Servirà lucidità. E forse servirà anche che tutti – ambiente compreso – riescano per un attimo a mettere da parte critiche e delusioni. La stagione dell’Empoli ha fin qui lasciato più di un’amarezza, ed è giusto che a tempo debito vengano fatti tutti i ragionamenti del caso. Ma questo è il momento di restare vicini ad un gruppo che non può permettersi di entrare in un vortice psicologico negativo. Il tempo per i giudizi arriverà. E, come già detto più volte, nessuno stapperà bottiglie in caso di salvezza. Noi sicuramente no. Ma proprio per questo la salvezza, oggi più che mai, diventa un dovere assoluto. Anche perché questo Empoli resta pur sempre una squadra che, numeri alla mano, ha il sesto monte ingaggi dell’intero campionato di Serie B. E adesso, davvero, non si può più sbagliare. Domani a Catanzaro comincia un altro pezzo di stagione. Forse il più importante.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

34 Commenti

  1. Mi trovo d’accordo completamente con l’articolo, come non esserlo, ma solo su una cosa mi viene da fare una piccola considerazione.
    L’Empoli è costituito nel suo organico per la stragrande maggioranza da ragazzi che l’anno scorso avevano lottato per la salvezza, nl nostro dna recente come ambiente eravamo abituati a 4 anni di lotta per la salvezza, al di là dei commenti su questo forum la piazza non aveva la convinzione di lottare per la A, i più ottimisti pensavano ai playoff come obiettivo massimo, la maggior parte come un campionato tranquillo, la dirigenza aveva detto (nelle poche parole sentite) dell’obiettivo salvezza tranquilla. A me sembra che siano stati i giocatori stessi che venuti in una squadra che era scesa dalla A si siano illusi di poter lottare per qualcosa di più senza nessuno prendersi le responsabilità che ne conseguono. Poi a me è sembrato più un discorso giornalistico (compreso PE) di voler dare più aspettative di quanto questa squadra realmente valesse, allenatori compresi ed all’inizio anche dalla stampa nazionale. La pecca grande della dirigenza è di non farsi minimamente sentire da due anni a questa parte e nell’allenatore nel giocare in modo un pò presuntuoso e Sassuolista, volendo fare ripartenze dal basso, difensori che sfarfallano in zone di campo che il loro controllo di palla approssimativo non li dovrebbe far avventurare e mi sembra pochissime marcature preventive, in poche parole con poca voglia di sporcarsi a battagliare. Una squadra che non ha ben chiara la propria dimensione lo si vede dal sapere mai leggere le pericolosità delle partita e dove può “scappare la lepre avversaria”.
    Quando sento le dichiarazioni post partita del mister nel quale afferma che nei primi 10, 15, 20 25, 30 minuti eravamo in controllo e le squadre avversarie stavano tutte sulla linea della palla a me sembra non capire (o voler far intendere a chi non vede le partite) che è l’Empoli a costringere le squadre a difendersi in virtù della propria forza quando quasi sempre è anche una scelta tattica ben precisa di partire guardinghe ed aspettarci per poi colpire sistematicamente nei nostri difetti che tutti conoscono ormai.
    La scelta dal mister doveva essere fatta dopo un pò che era qui o al massimo dopo la sosta invernale e passare alla difesa a quattro per poter avere un maggior controllo del campo e provare a far impostare ai centrocampisti le azioni e non ai difensori e cercare di fare un salto in avanti nel gioco che creasse positività oppure con questo modulo giocare compattissimi e cortissimi e solo di contropiede e quindi acquisendo mentalità umile e battagliera, invece è rimasto a metà del guado, per cui in un periodo nel quale gli episodi girano anche meno rispetto all’ autunno ed la classifica inizia a pesare sulla testa dei giocatori e dell’ambiente siamo in questa situazione molto preoccupante dalla quale bisogna in ogni modo cercare di uscire, basta polemiche esterne e cercare di aiutare più che possiamo ad uscirne per noi stessi, non perchè i giocatori,il mister e la dirigenza lo meritino.

  2. la tristezza è leggere un articolo che è esattamente un copia e incolla dello scorso anno.stessa identica situazione con la lenta discesa verso l’inferno della C.la mia domanda é: da quanto tempo non ci divertiamo e proviamo gioie a seguire la nostra squadra??

  3. Credo che l’episodio che ha indirizzato la gara non sia stata l’espulsione di Lovato ma la sostituzione di Saporiti con Guarino, perchè Dionisi ha indebolito il centrocampo e dato un brutto segnale alla squadra, in pratica ha fatto capire che da quel momento avremmo potuto solo difendersi. Se avesse, invece, lasciato la squadra com’era, con un centrocampo più folto e la difesa a quattro, sono convinto che avremmo continuato a giocare meglio e sarebbe stato più facile portare a casa un risultato positivo. Anche perchè il Bari non mi è parso granchè e ha soltanto approfittato della nostra debolezza a centrocampo e dei nostri soliti errori in difesa

    • quando giochi in 10 x 70 minuti è sempre l’ episodio che decide la partita. Poi sul cambio se ne può discutere, di solito se ti buttano fuori un difensore metti un difensore e togli un attaccante. Saporiti non è un centrocampista, ma un ter quarti. La scelta era tra lui e Fila, ma non lasciare tutto uguale.

  4. A me sembra che la permanenza in B interessi a pochi…. troppi anni di pancia piena hanno assuefatto il tifoso empolese che ormai è incapace di reagire all’inevitabile e chi va in campo sente questo lassismo generale…. tanto tra pochi mesi sarà altrove…. a giugno del 2012 abbiamo gioito per una salvezza voluta e strappata con le unghie e con i denti…. oggi non vedo in tutte le componenti quella voglia… tifosi che si limitano a commemorare i tifosi scomparsi, società assente (ma il Korsi esiste ancora?), giocatori tristi e allenatore alla ricerca di sé stesso….

    • non c’è piu’ quel senso di appartenenza tanto caro a mister sarri!quanto mi piacerebbe rivederlo a empoli altro che l’amiantino!

      • Ma quale Sarri…. l’ultimo Empoli vero…dove c’era un forte legame tra squadra proprietà e ambiente, è stato quello della doppia promozione e della salvezza con Spalletti… Da lì in poi è stato solo un lento declino sia numerico, che di affetto, che di vicinanza della società all’ambiente.

        • il forte legame c’era solo per i risultati che contro ogni previsione ci riportarono dopo 8 anni di C fino alla A e salvezza. Fu entusiasmo non legame.

  5. Ormai siamo giunti ad un punto in cui le motivazioni non possono certo mancare, quindi oggi vedremo quanto dimostreranno i nostri baldi giovani, di aver capito l’antifona. O porti via dei punti da Catanzaro o le cose si complicano parecchio. I rimpianti maggiori rimangono per alcune partite casalinghe dove abbiamo fatto ben poco per arrivare a conquistarsi i 3 punti, ma ormai il tutto fa parte del passato e per guardare al futuro servono punti non le solite chiacchiere che non te ne fanno guadagnare nessuno. Purtroppo sembra l’andazzo dello scorso anno, girone di andata tutto sommato positivo (se vogliamo parlare della sola salvezza) e quello di ritorno in cui ci hanno rimangiato tutti i punti di vantaggio, ma con la differenza che quest’anno gli infortuni non hanno inciso più di tanto a parte ancora una volta quello di Pellegri. Tanti gli infortuni, ma mai provato (la società) a cambiare l’inerzia esonerando un D’Aversa comunque in chiara difficoltà. E quest’anno idem con patatine con Dionisi. Che dire, speriamo che da oggi tutti i nostri discorsi pessimistici diventino solo bolle di sapone perchè è anche lampante che l’Empoli il tifoso lo ama a prescindere e che la speranza per un cambio di passo lo abbiamo nell’animo un pò tutti. In fondo son tante le squadre che rischiano, ma ritrovarsi con 4 punti messi insieme su 30 punti a disposizione credo che sia una situazione in cui anche il tifoso possa dire BASTA! Quindi iniziamo da oggi a fare quello che i tifosi si aspettano ormai da mesi!!!!

    • ormai siamo giunti al punto che le ca..te che scrivi non si sopportano piu’
      ma le pensi la notte le stro..te o ti vengono di botto?
      fai festa

    • ormai siamo giunti al punto che le ca..te che scrivi non si sopportano piu’
      ma le pensi la notte le stro..te o ti vengono di botto?
      fai festa

      • Sempre sicuri che ho scritto stronzate? A me sembrano i vostri commenti (o i tuoi visto che forse, dico forse, cambi nome come niente fosse) delle belle str.onz.ate..

  6. in qualunque categoria le piccole prendon sempre gol,se non hai gente scafata alla maccarone,tavano anche anzianotti che la buttan dentro sperando poi di regger botta,ma dove vuoi andare?levato shpendi gli altri attaccanti un la buttan mai dentro,continuando cosi abbiamo poche speranze,speriamo nella cabala oggi nella seconda sconfitta interna dei calabresi!

  7. Non cambia una vittoria se hanno deciso lo hanno già fatto , non possono pensarci dopo , Mantova e la giusta partita da cui ripartire con un nuovo allenatore , questo comunque vada non deve più allenare a Empoli …
    il peggiore degli ultimi 25 anni…
    peggio anche di se stesso…

  8. Commovente come il buon Dionisi abbia di volta in volta abbassato l’obiettivo…. prima playoff, poi parte sx della classifica, ora salvezza, tra un poco, evitare l’ultimo posto…. di volta in volta trova sempre scuse… a Bari Lovato, o la mancanza di spazi… stasera che scusa troverà? Ragazzi, Dionisi è un perdente che pensa di essere un grande allenatore, ha solo avuto la fortuna di trovare un Super Empoli e il covid e a Sassuolo un fuoriclasse come Berardi… ora è tornato quello che è, e non ci ricordiamo che ha sputato nel ns piatto in cui ha mangiato…. ma tanto a Empoli si inneggia al Montevarchi….

    • Si critica quando c’è da criticare, ed è un anno esatto che non se ne azzecca una…. una squadra come la nostra è normale che incontri delle difficoltà…. dagli atteggiamenti capisci tante cose…. ad esempio cambiano il DS, ma il risultato è sempre lo stesso, certo dal napoletano, ora si parla italiano…. ma il mutismo è sempre dominante…. e la Proprietà dov’è finita? ma esiste ancora mi chiedo? I tifosi non dovrebbero limitarsi ad applaudire, ma mettere il foo al cuxo ai giocatori…. fargli capire che non sono venuti ad Empoli a passare le vacanze…. questa è una maglia che ha una storia e va onorata sempre….. non come ora….

  9. Leggere certe gente mi provoca nausea.Si è perso obbiettività ed il gusto di esprimere il proprio giudizio serenamente, magari in un italiano decente, senza doppi fini ma solo per il piacere di dire propria in un confronto dialettico pacifico .Sia in caso di vittoria con corifei accecati da servilismo, che in caso di crisi con critici da chiacchiera becera , scontata e fondata spesso solo su motivazioni personali, questa chat, salvo alcune eccezioni, è diventata una riserva di casi umani. Si assiste sempre meno ad interventi di commentatori come Gandalf e sempre più a gente come Enrico ,Riccardo od che , chi per un modo e chi per un altro, ad una discussione costruttiva contribuiscono ben poco. Questo induce anche me ad intervenire meno, con questo non credo che nessuno ovviamente si strapperà i capelli. Per cui conto progressivamente di lasciarvi sempre di più nella gradevole compagnia di questi soggetti…Saluti.

    • Hai ragione Nicola, purtroppo è merce rara chi esprime un proprio “pensiero critico” ….. tutti a compiacere il Padrone e accettare ogni decisione senza contraddittorio…. s’è accettato un allenatore che ha calpestato il ns simbolo dell’essere tifoso…. povero Emiliano, si rivolta nella tomba….
      Anch’io penso seriamente di lasciarvi…. basta!!!

    • Non te lo permetto Nicola anzi ora ti hai stancato , io lo fo e lo farò sempre …
      ma con Pagliuca non li dicevi
      Nicola ora hai stancato nessuno ti obbliga , io non giudico ma voi lo fate quindi dammi retta , se ti senti preso a me non me ne frega , Dionisi e il peggior allenatore degli ultimi 25 anni, e voi avete offeso il precedente andando sul privato …
      vi dovete vergognare voi io non di certo!
      Comunque si sa che certi tifosi sono venduti ! ora ne sono certo…

    • Mi dispiace non averlo letto prima !
      ma ora tu mi hai stancato il mio nome non lo rammentare rammenta i falsi come te !

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