Il 1996 è un anno difficile da dimenticare per i tifosi dell’Empoli. L’accoppiata promozione in Serie B – Coppa Italia rimarrà uno dei capitoli più belli dell’intera storia azzurra. Quel doppio successo, certamente inaspettato, rappresentò il trampolino di lancio per le stagioni successive. A partire da quella seguente, che ci vede catapultati in Serie A dopo un doppio balzo. Ripercorriamo quelle settimane magiche attraverso una storia divisa in quattro puntate.
L’ Empoli sulla via del successo
La truppa empolese sta assaporando il dolce gusto di ritrovarsi ancora in lizza per tutti gli obiettivi stagionali. Il più imminente è la Coppa Italia, visto che il 15 e il 30 maggio si disputeranno le due gare che decreteranno il vincitore. L’ultimo ostacolo da superare è rappresentato dal coriaceo Monza di Simone Boldini, giunto in finale dopo aver eliminato l’Acireale. Le due squadre vivono un momento simile ma allo stesso tempo due stati d’animo differenti: l’Empoli è tranquillo, in virtù del raggiungimento dell’agognato playoff, resta solo da vedere in quale posizione; il Monza, invece, è ancora in piena lotta per un posto al sole e dovrà affrontare due ultime sfide difficili contro Como e SPAL.
Luciano Spalletti, intervistato dalla Gazzetta dello Sport alla vigilia della partita, dichiara apertamente di puntare anche sulla coppa (“Questo è un trofeo che la nostra società non ha mai vinto e quindi è un traguardo ambitissimo. E a cui personalmente tengo molto, perché significherebbe lasciare nella storia gloriosa del nostro piccolo club un segno indelebile”). Ma quando gli chiedono di fare un pronostico e di dire chi è il favorito dribbla abilmente la domanda (“Abbiamo il 50% noi e il 50% loro. Mi attendo due incontri estremamente equilibrati, che potranno essere decisi da qualche episodio o dalle prodezze individuali. Credo proprio che questa coppa sarà decisa al termine del doppio confronto, così le due tifoserie avranno modo di appassionarsi fino all’ultimo istante”).
Nelle due sfide di campionato il Monza aveva raccolto solamente un punto contro l’Empoli, frutto dell’1-1 del Brianteo. Al Castellani, invece, gli azzurri avevano spadroneggiato vincendo con un eloquente 3-0. Ragionevole pensare quindi che l’Empoli partisse coi favori del pronostico. Tuttavia, il tecnico Boldini, anche lui interpellato dalla Gazzetta, aveva provato ad avere una visione ottimistica. “L’Empoli è davvero una formazione di ottimo livello, ma in questo momento ci aiuta la condizione fisica. Un successo ci darebbe la carica per affrontare il finale di stagione”. Spolier: non succederà.
Monza, la vittima sacrificale
Di solito, per diventare la “bestia nera” di qualcuno occorre del tempo: più sono le partite prese in esame per il confronto, più la parola coniata è calzante. Quell’anno, invece, gli intrecci tra Empoli e Monza rappresentano un’eccezione. I brianzoli finiranno per essere la vittima sacrificale che, quasi sadicamente, Spalletti e i suoi ragazzi rosolano a fuoco lento. In un mese l’Empoli, sempre di misura, non lascerà mai scampo al malcapitato gruppo capeggiato da Boldini. Il primo sigillo avviene il 15 maggio, grazie alla rete del bomber di Coppa Balesini che sblocca la gara del Brianteo.
Forte della vittoria dell’andata, il 30 maggio l’Empoli può contare ancora una volta su due risultati su tre. L’importante è non credere di avercela già fatta, come avvisa mister Spalletti dalle pagine del Tirreno: “A Monza è andata bene e ci conforta. Può essere un vantaggio, ma noi non dobbiamo pensarci. Se dovessimo entrare in campo pensando all’1-0 dell’andata, quel risultato ci si rivolterebbe contro. La verità è che per vincere noi dobbiamo soltanto pensare a giocare una gara interna che parte da 0-0 e interpretarla come abbiamo interpretato tutte le partite che abbiamo disputato sul nostro campo”.
Tripudio, la coppa è nostra!
“Ed eccola qua, bella e lucente. Da giovedì sera la Coppa Italia fa mostra di sé nella stanza dei trofei della sede azzurra in Piazza Matteotti”, scrive Damiano Vezzosi sulla Nazione. E in effetti è tutto vero: nella serata magica di giovedì 30 maggio l’Empoli ha apposto, per la prima volta nella storia, il suo nome sull’albo d’oro della Coppa Italia di Serie C. Tutto è riuscito alla perfezione e, ancora una volta, il Monza è stato costretto a riporre nel fodero la spada di Estorre Visconti. Merito di una prestazione corale, in cui tutto l’Empoli ha dimostrato di volere a tutti i costi la vittoria e il trofeo. La rete, realizzata su calcio di rigore da Esposito nel secondo tempo, in virtù dell’atterramento di Balesini da parte del portiere Castellazzi, ha consegnato la squadra alla storia. Anzi, a un piccolo pezzettino di storia, visto ciò che sta per consumarsi di lì a un paio di settimane.
L’euforia è come una malattia e contagia tutti. Si respira un’aria di grande ottimismo, sia tra i giocatori che tra i tifosi. C’è aria di impresa e nessuno vuole mancare ai prossimi appuntamenti. Il Castellani vestito a festa ha sospinto la squadra e sarà pronta a farlo anche per gli imminenti playoff. La sensazione è che questa vittoria non abbia tolto energie, bensì le abbia quadruplicate. I giocatori si sono messi in moto, come gli scooter che gli ha donato dopo la vittoria un noto negozio della zona. Sono finalmente consapevoli di quello che hanno fatto e stanno facendo. Il puzzle non è completo, ma lo diventerà presto.

FINE SECONDA PUNTATA















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