Il titolo non è a caso. Quello che i ragazzi della Primavera ed il loro condottiero mister Zauli hanno fatto ha davvero il sapore dell’impresa. Vediamo perché.

Dopo le prime 10 partite (dal 15.09.2018 al 1 dicembre 2018) la squadra aveva totalizzato solo 3 punti, frutto di 3 pareggi, nessuna vittoria e ben 7 sconfitte, 26 gol subiti e 12 realizzati. Fanalino di coda della classifica, sembrava condannata ad una retrocessione senza appello. Ma ecco che nelle successive 11 partite (dal 8.12.2018 al 2.03.2019) gli azzurri conquistano 23 punti: 7 vittorie, 2 pareggi, 2 sconfitte, 18 i gol messi a segno e solo 9 subiti. La classifica sorride, si sfiora addirittura la zona play off. La grande corsa invernale aveva lasciato però qualche segno nelle gambe e anche nella testa dei giocatori che forse si sentivano già salvi e che, comunque, avevano fatto una rincorsa incredibile. Ecco perciò che nelle 9 partite finali si registra una flessione: solo 7 punti, 1 sola vittoria, 4 pareggi e 4 sconfitte, tre delle quali a Monteboro,13 i gol fatti e 14 subiti. L’ultima vittoria casalinga, prima della gara vittoriosa col Genoa nel ritorno play out, era stata quella del 2 marzo, 2-1 col Torino. L’Empoli manca la salvezza diretta all’ultima giornata (sconfitta casalinga 2-4 con una fortissima Atalanta) e deve affrontare nella doppia sfida dei play-out il Genoa, una squadra che gli azzurri, nel corso della Stagione, avevano affrontato 3 volte (due in Campionato ed una alla Viareggio CUP) uscendone sempre battuti.

Il resto è storia. E’ la festa di mercoledì nel dopo gara, è la goia incontenibile dei ragazzi che hanno dovuto lottare anche contro la paura di vedersi sfuggire un sogno ma che quella paura hanno guardato dritta negli occhi e l’hanno vinta.

Il racconto di questa Stagione della Primavera è partito dai numeri che mai, come questa volta, hanno perso il loro asettico e noioso valore di simboli aritmetici e statistici per raccontarci invece la poesia che a volte il calcio regala. Sì, perché – a dirla tutta – la definizione di “impresa” non rende giustizia a quello che è stato invece il risultato di sacrificio, di impegno, di tecnica, di dedizione, di sudore che i ragazzi hanno messo in campo. Smarriti, all’inizio di questa nuova avventura (la prima volta che il Campionato Primavera si è svolto con questa formula), hanno saputo trovare partita dopo partita quella fiducia in se stessi e quel coraggio che li hanno portati là, dove nessuno o pochi avrebbero pensato potessero arrivare. Si è vista una squadra che non ha mai perso la bussola della sua identità, che non ha mai rinunciato al suo “credo” laico di fare e proporre calcio, cercando di coniugare la tecnica all’intensità, il fraseggio al furore, la necessità del risultato all’espressione del gioco. Si è vista – chiara, evidente – la crescita di un gruppo e, nel gruppo, la crescita di alcuni singoli che consegnano il loro futuro nella mani di una Società che dovrà saperli far crescere e  trovare per loro spazio e possibilità, secondo una tradizione antica e purtoppo, ultimamente, dimenticata.

La Primavera è stata quest’anno una metafora al contrario di quello che l’Empoli riesce a fare quando dimentica le paillettes e rinuncia alle luci della ribalta, quando non cerca la passarella per qualche esibizione fuori e dietro le quinte di personaggi in cerca di notorietà, e ritrova le sue radici. Temevamo noi questa deriva – tra il megalomane e l’arrogante, da chi ha “puzza sotto al naso” – già due anni fa quando scrivemmo un articolo “Qualcosa è cambiato” nel giugno 2017; qualcosa che precisammo meglio lo scorso luglio titolando “E’ iniziata l’era dell’Empoli 2.0”. Ora, che – FINALMENTE! – il Presidente rilascia dichiarazioni in cui ammette errori nella conduzione e nella gestione societaria e molti di quelli che ci indicavano come polemici se non addirittura come fomentatori di odio sono frettolosamente scesi dal carro di ieri per salire su quello dei vincitori di domani, ora – dicevamo – forse potremo riuscire a ritrovare i modi ed il linguaggio più consoni alla storia ed alla identità dell’Empoli.

Di tutto questo la Primavera è stata metafora al contrario perché nelle sue maglie ha sempre portato ed onorato l’Empoli operaio ed umile, quello che crede nella cultura del lavoro e del rispetto, quello che ha portato in giro per l’Italia una favola e l’ha fatta amare anche da chi empolese non era. Ho seguito, dal vivo ed in TV, il 99% delle partite della squadra e posso dire che mai – neanche nel buoi periodo iniziale – ho mancato di sentirmi orgoglioso di quei ragazzi per come hanno onorato e rispettato quella maglia. Li ringrazio, uno ad uno: chi ha giocato di più e chi ha giocato di meno, chi c’era da tanto e chi è arrivato da poco. La salvezza conquistata è al tempo stesso un premio giusto e strameritato per loro e per tutto lo staff che li ha accompagnati ma anche una indicazione chiara e indiscutibile su quale sia la strada da seguire, ora che in Società si preannunciano (e noi speriamo che sia così….) grandi cambiamenti.

Infine, non possiamo non dire due parole su colui che, in due anni, ha prima vinto un Campionato o poi conquistato una salvezza che a dicembre 2018 sembrava impossibile: Lamberto Zauli. Arrivato quasi di soppiatto nell’estate del 2017, portato ad Empoli dall’allora Responsabile del Settore Giovanile azzurro Marco Bertelli, il mister ha dimostrato  grandi capacità, sia sotto il profilo tecnico-tattico, sia sotto il profilo umano. In questi due anni ha dimostrato, sempre, di tenere in mano il gruppo, ha dato ai ragazzi sicurezza e consapevolezza, certezze tattiche, disponibilità. Ha saputo intervenire sul modulo (passando da un iniziale 4.3.3. ad un 4.3.1.2. finale), ha trovato collocazioni diverse a giocatori valorizzandone le potenzialità: da Canestrelli che ha messo i suoi piedi buoni di centrocampista al servizio della sua fisicità passando da mediano/mezzala a difensore centrale (mi ha ricordato la storia di Angella), a Ricci, passato da mezzala a regista, a Perretta, sceso dal centrocampo a fare l’esterno basso di difesa, a Montaperto che ha trovato la sua giusta collocazione sulla trequarti. Solo alcuni esempi. Per non citare la crescita quasi esponenziale di molti, pronti per il salto nel mondo del professionismo, qualcuno per la prima squadra forse. Zauli ha sempre cercato di proporre il suo gioco, senza indulgere a tatticismi esaperati che mortificassero le potenzialità espressive dei suoi giocatori ma privilegiando sempre la ricerca del gioco, del fraseggio, della qualità.  La sua professionalità, unita ad una disponibilità al dialogo ed al confronto, ne fanno un profilo sul quale l’Empoli può contare, nella prossima Primavera ma forse anche per qualcosa di più impegnativo.

Siamo arrivati dunque alla fine di questa avventura targata Campionato Primavera 1 – Trifeo Giacinto Facchetti degli azzurri con il sorriso, dopo un inizio che ci aveva visti con qualche ruga di preoccupazione.

Abbiamo visto i Cavalieri fare l’impresa, a noi il privilegio di esserene stati spettatori e di averla potuta raccontare. Abbiamo cercato di farlo, sempre con il massimo della professionalità e dell’impegno ma senza avere avuto mai la pretesa di essere neutrali perché Pianetaempoli tifa Empoli e, pur cercando di stare nell’obiettività che fare il giornalista richiese, senza dimenticare mai che il cuore batte azzurro.

Dal 2 agosto 2018 – debutto stagionale nell’amichevole col Viareggio -, al 5 giugno 2019 – gara di ritorno dei play out col Genoa -, passando dalla TIM CUP e dalle gare della 71a VIAREGGIO CUP e per tutto il Campionato, vi abbiamo raccontato per 42 volte le gare della Primavera: 7 solo col tabellino gare, le altre 35 con la DIRETTA LIVE. Se il nostro lavoro è stato possibile e se sempre si è potuto svolgere al meglio lo dobbiamo all’Ufficio Stampa dell’Empoli FC ma sopratutto alla disponilità, puntualità e precisione dell’accompagnatore ufficiale della squadra: Mario Menconi. A lui un grazie sincero, di riconoscenza ed amicizia, per non averci mai fatto sentire lontani e soli.

L’appuntamento è per la Stagione 2019/2020.

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14 Commenti

  1. Questi ragazzi si meritano davvero un grosso applauso, così come se lo merita anche Fabrizio Fioravanti, che ha raccontato le loro gesta fino alla salvezza finale!

  2. Complimenti a zauli e ai suoi ragazzi, ma un grande plauso anche a fabrizio fioravanti che ci tiene informati sulle vicende della nostra primavera.

  3. Ma sarebbe possibile avere qualche nome di qualcuno che potrebbe giocare in pianta stabile in prima squadra il prossimo anno?

  4. Se i ragazzi sono i Cavalieri Fioravanti è il menestrello che ne ha narrato le gesta in giro per la penisola.
    Siamo a fine anno è il momento dei bilanci. Un sincero complimento alla redazione di Pianeta Empoli e soprattutto a Fioravanti, un narratore attento è mai banale delle cose di calcio.
    Forza Empoli.

  5. Avete visto il progetto HOPE per Empoli, da completarsi entro il 2021? La Repubblica dà ampio spazio alla nostra città. Con grandi lodi ecc.ecc. Speriamo in bene e che migliori anche la politica della Sco ie tà.

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